Ma come fa a far tutto di Douglas McGrath

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locandina Ma come fa a far tutto
 
Regista: Douglas McGrath
Titolo originale: I Don't Know How She Does It
Durata: 90'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 23 Settembre 2011 (cinema)

Attori: Sarah Jessica Parker, Greg Kinnear, Pierce Brosnan, Olivia Munn, Seth Meyers, Kelsey Grammer, Christina Hendricks, Emma Rayne Lyle, Jane Curtin, Mark Blum, Jessica Szohr
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna, Allison Pearson, Matt Perry Thomas

Trama, Giudizi ed Opinioni per Ma come fa a far tutto (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Stuart Dryburgh
Montaggio: Kevin Tent,Camilla Toniolo
Musiche: Rachel Portman
Scenografia: Regina Graves
Costumi: Renee Ehrlich Kalfus

Produttore: Donna Gigliotti
Produttore esecutivo: Aline Brosh McKenna,Scott Ferguson,Bob Weinstein,Harvey Weinstein
Produzione: The Weinstein Company
Distribuzione: Moviemax

La recensione di Dr. Film. di Ma come fa a far tutto
Buon intrattenimento con qualche riflessione; non male per una produzione di Hollywood con grandi nomi.

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Colonna sonora / Soundtrack di Ma come fa a far tutto
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Barbara De Bortoli: Kate Reddy
Luca Ward: Jack Abelhammer
Roberto Chevalier: Richard Reddy
Stella Musy: Momo Hahn
Alessandra Cassioli: Allison Henderson
Emilio Cappuccio: Clark Cooper
Alessandro Rigotti: Chris Bunce
Agnese Marteddu: Emily Reddy
Flavio Giuliani: Ben Reddy

Informazioni e curiosità su Ma come fa a far tutto

LA PRODUZIONE
Il romanzo d’esordio della giornalista gallese Allison Pearson, Ma come fa a far tutto? è il racconto in forma di diario delle lunghe giornate e delle notte insonni di una moglie, madre e responsabile di investimenti economici a Londra, Kate Reddy. Scritto con uno stile asciutto, consapevole e molto onesto, il libro della Pearson ha rivelato i segreti del gioco di prestigio chiamato “avere tutto” e ha colpito i lettori quando è stato pubblicato negli Stati Uniti da Alfred A. Knopf nel 2002. E’ rimasto 23 settimane nella classifica di vendite del New York Times e finora ha venduto quasi quattro milioni di copie nel mondo. Oprah Winfrey lo ha definito “l’inno nazionale delle madri lavoratrici” e ha ottenuto grandi consensi da parte del pubblico e della critica. “Finalmente, la commedia sociale definitiva sulle madri che lavorano”, ha scritto Marjorie Williams del Washington Post, mentre la scrittrice Claire Dederer nella sua recensione per Amazon.com ha detto che “Kate è decisamente affascinante e noi speriamo che le cose vadano bene per lei. Alla fine, il libro non rappresenta soltanto una raccolta di frasi intelligenti su come conciliare la maternità con il lavoro, ma un vero e complesso romanzo su un personaggio che impariamo ad apprezzare”.

Mentre alcuni particolari dell’esistenza quotidiana di Kate Reddy erano decisamente femminili, la sua storia parla a entrambi i sessi. In effetti, Ma come fa a far tutto? può vantare un forte seguito tra gli uomini, tanto che a un certo punto è stato deciso di realizzare una nuova copertina. “All’inizio”, rivela la Pearson, “gli uomini erano riluttanti nei confronti del libro, soprattutto perché aveva una copertina di un rosa intenso. Alla fine, l’editore ha realizzato una versione blu, così che gli uomini non dovessero nasconderlo tra i giornali o le riviste in treno perché si vergognavano”.

La squadra di realizzatori dietro a MA COME FA A FAR TUTTO? riteneva che la storia di Kate Reddy sarebbe stata accolta bene sullo schermo, proprio come era avvenuto per la versione cartacea. La produttrice vincitrice dell’Academy Award® Donna Gigliotti (Shakespeare In Love) mette in evidenza la costante importanza del materiale originale. “Non c’è dubbio che la vita per le Kate Reddy nel mondo sia diventata più complicata”, rivela la Gigliotti. “Per me, il romanzo di Allison fa parte della tradizione classica della commedia sociale, una storia sul modo in cui viviamo ora. Io desideravo vedere queste situazioni e questi personaggi sullo schermo”.

Aline Brosh McKenna, la sceneggiatrice candidata ai BAFTA per Il diavolo veste Prada, era già una fan del romanzo quando è stata contattata per realizzare l’adattamento cinematografico. L’ambientazione della storia è stata cambiata da Londra a Boston, ma la struttura del romanzo è rimasta la stessa. “Ma come fa a far tutto? era un libro che adoravo, quindi nel momento in cui ho potuto adattarlo ho colto al volo l’occasione”, sostiene la McKenna, che è anche stata la produttrice esecutiva del film. “Nella mia testa, Ma come fa a far tutto? rappresenta il ritratto definitivo degli alti e bassi della vita dei genitori che non vogliono rinunciare alla loro carriera. Ha un tono molto originale e divertente. Una delle ragioni per cui c’è la voce off nel film, è che desideravo mantenere il più possibile l’approccio particolare ed esilarante di Allison su cosa si prova a essere tirata per i capelli in un milione di direzioni diverse”.

La Pearson, che è stata anche coproduttrice del film, ritiene che la visione della McKenna della storia e delle sue tematiche sia molto simile alla sua. “Vedendo l’approccio che Aline aveva verso il libro, ho capito di trovarmi in buone mani”, afferma la Pearson. “Lei possiede una sensibilità comica molto simile alla mia ed era interessante vedere l’immaginazione di qualcun altro alle prese con questo materiale”.
La McKenna ha mostrato la sceneggiatura completa al regista Douglas McGrath, un amico che ha scritto personalmente la sceneggiatura di tutti i suoi film, a cominciare dall’acclamato esordio del 1996, Emma. “Ero assolutamente conquistato”, rivela McGrath.

“Non avevo mai diretto una sceneggiatura che non fosse mia, ma c’era qualcosa di meraviglioso nel romanzo di Allison e nello script di Aline, tanto da permetterci di entrare profondamente in sintonia con i genitori che lavorano di questa storia. Non ho mai letto una sceneggiatura in grado di cogliere quello che devono affrontare i genitori che lavorano e di riuscirci in un modo così affascinante, divertente e toccante, come mi è capitato nello script di Aline. Ho pensato che mi sarebbe piaciuto dirigere il film”.
La voglia di McGrath di realizzare la pellicola era piacevole e inattesa, come ricorda la McKenna. “Io ero eccitata, Doug era la persona ideale per dar vita al libro. Doug porta un’energia notevole a un film, perfetta per MA COME FA A FAR TUTTO?, perché lui è in grado di cogliere tutto quello che deve affrontare Kate, come lo stress e la necessità di barcamenarsi tra mille esigenze – ma fornisce anche allo spettatore il divertimento e l’eccitazione di persone intelligenti che dicono cose brillanti. Persone intelligenti che dicono cose brillanti: proprio il mondo di Doug McGrath”.

MA COME FA A FAR TUTTO? ha permesso a McGrath di ritrovare la Gigliotti e Harvey e Bob Weinstein, tutti produttori esecutivi di Emma, una pellicola della precedente società dei Weinstein, la Miramax. Il film è anche diventato la prima produzione della Gigliotti dopo essere stata nominata Presidente della produzione alla Weinstein Company. Come rivela la stessa produttrice, “Harvey, Bob e io eravamo eccitati quando Doug ha detto di voler dirigere MA COME FA A FAR TUTTO? Grazie a Emma, sapevamo che aveva un tocco perfetto per le commedie che parlano di relazioni tra sessi e che era un piacere lavorare con lui”.
I realizzatori erano felicissimi quando Sarah Jessica Parker deciso di interpretare Kate Reddy. “Sarah Jessica risulta subito gradevole sullo schermo e fa sembrare la comicità una cosa facile, anche se in realtà non è così”, sostiene McGrath. Come madre, la Parker poteva ispirarsi alla sua esperienza personale nel dar vita al personaggio. “Sarah Jessica lavora duro come madre, attrice e in tutte le sue altre attività. Lei capisce perfettamente quello che Kate affronta nel film e può approcciarsi al personaggio con rispetto, senza limitare l’umorismo presente nelle varie situazioni”.

La Parker ha reagito con entusiasmo alla descrizione delle vicende e del punto di vista di Kate nella pellicola. “Ho adorato la sceneggiatura, era divertente ma anche molto onesta nell’affrontare la complessità insita nel volere tutto”, afferma l’attrice. “Penso che le cose che Kate desidera per se stessa, come essere un’ottima madre, una moglie amorevole, rispettosa e che sostiene il marito, così come una lavoratrice di successo, non siano strane. Lei si trova in un momento in cui il lavoro le piace e la soddisfa molto. Si sente in colpa per dover trascurare la famiglia a favore della carriera, ma chiaramente il lavoro occupa una parte importante della sua vita. Tante persone si riconosceranno nei temi del film in maniera molto naturale”.

Quando la storia ha inizio, Kate rappresenta la prima entrata economica della famiglia. Il marito architetto, Richard, interpretato da Greg Kinnear, ha abbandonato una società di Boston per mettersi in proprio e fatica a crearsi una posizione in un mercato competitivo. La coppia si trova in un momento fondamentale delle loro carriere: la proposta di Kate per un nuovo fondo di investimento viene valutata nel quartier generale della sua società a New York, mentre Richard è in lotta per aggiudicarsi un importante progetto. Quando entrambi ottengono i rispettivi incarichi, nessuno dei due può permettersi di rinunciarvi.

Kinnear sostiene che “la corsa di Richard verso lo striscione del traguardo è frenetica, mentre allo stesso tempo cerca di essere un buon marito e padre, così da mantenere un sano equilibrio. Penso che il tacito accordo tra Kate e Richard sia questo: se lui avrà l’opportunità di ottenere il lavoro che insegue, allora lei si farà carico di portare avanti la casa. Ma le cose non vanno così lisce”.
La svolta nella carriera di Kate la obbliga a passare più tempo lontana da casa, per poter sviluppare la sua proposta e farla diventare una presentazione accurata. In realtà, ci sono anche lati gradevoli, visto che deve recarsi spesso nella sede principale della società a New York, la capitale del mondo economico. Inoltre, lavora al fianco di una leggenda dell’azienda, Jack Abelhammer, interpretato da Pierce Brosnan.

Come fa notare la Parker, “New York fornisce a Kate una possibilità di fuga da tutte le folli liste che le passano per la testa. Così, può concentrarsi sul lavoro e andare in ristoranti eleganti in una delle città più affascinanti del mondo, oltre a passare del tempo con Jack, un aspetto piacevole, visto che lui è elegante, sagace e apprezza le capacità di Kate. Ovviamente, il fatto di passare bei momenti non fa che aumentare i suoi sensi di colpa perché si trova lontana da casa!”. Il rapporto che si sviluppa tra Kate e Jack prende alla sprovvista questo esperto di investimenti, di solito molto sicuro di sé. Brosnan descrive il suo personaggio come “un maniaco del lavoro, vedovo e un po’ isolato. Jack è arrivato al vertice nella sua professione in una città che conosce benissimo. Lui ha ottenuto quello che voleva e il suo motto è di mantenere le cose semplici e lineari. Poi, all’improvviso nella sua vita entra questa donna meravigliosa, che lui trova decisamente affascinante”.

Kate è sostenuta nella sua carriera da due donne fondamentali nella sua vita: la migliore amica e collega Allison, anche lei madre, interpretata da Christina Hendricks; e la brillante Momo, che ha il volto di Olivia Munn. Dotata di un delicato senso dell’umorismo, Allison ironizza con affetto sul perfezionismo di Kate, oltre a essere più pragmatica. “Non penso che Allison si sveglierebbe alle tre di mattino per fare un dolce da portare alla vendita scolastica”, sorride la Hendricks. “Allison e Kate hanno delle personalità differenti, ma la cosa importante è che sono grandi amiche, quindi possono essere completamente oneste tra loro e ridere insieme”.

Momo, d’altra parte, non ha nessuna intenzione di avvicinarsi a una vendita di dolci, figuriamoci contribuire direttamente a un’iniziativa del genere. Sempre efficiente e impegnata a portare avanti la sua carriera, non riesce a capire come Kate possa accettare certi compromessi, per esempio ritrovarsi l’impasto del pancake sul risvolto della giacca. “Momo non è cresciuta sognando figli, mariti e un giardino con lo steccato”, rivela la Munn con un notevole eufemismo. Per prepararsi al ruolo, l’attrice ha tagliato la sua lunga capigliatura trasformandola in un elegante e semplice carré. “Doug McGrath amava definire Momo ‘aerodinamica’ e mi sembrava che lei avrebbe preferito avere i capelli corti, più semplici da curare in ogni momento. Nulla deve impedirle di continuare ad avanzare nella sua carriera”.

McGrath concorda e aggiunge con una risata “Momo rappresenta un certo punto di vista, ossia ‘non voglio figli, ho visto cosa capita a chi ce l’ha. Ti prego Gesù, non fare che mi capiti una cosa del genere”.
Le scelte di Kate sul lavoro e la maternità lasciano perplessi i suoi suoceri, anche se per ragioni diverse. Interpretati da Jane Curtin e Mark Blum, Marla e Lew Reddy rappresentano il modello di genitori della vecchia generazione. Nonostante lei abbia un buon rapporto con il figlio e la nuora, Marla non si fa problemi a mettere in discussione le scelte di Kate. La Curtin fa notare che “quando Marla e Lew crescevano una famiglia, era assodato che la moglie restasse a casa e si prendesse cura dei figli, mentre il marito lavorasse e guadagnasse per tutti. Così, hanno un’idea precisa di come dovrebbero funzionare le cose, ma non sono troppo fastidiosi, soltanto dei tranquilli brontoloni”.

Mentre affronta sia la vita personale che professionale di Kate, MA COME FA A FAR TUTTO? offre uno sguardo giocoso al mondo della finanza. Sebbene le donne abbiano fatto passi da gigante in questo campo, Kate sa che la sua posizione di madre la rende vulnerabile alle domande sul suo impegno professionale. Per averne la prova, basta guardare il suo collega, il sempre sorridente Chris Bunce, interpretato da Seth Meyers. Lui non perde mai l’opportunità di sottolineare i limiti materni di Kate, in particolare se il loro capo è presente. Svalutare Kate è qualcosa che Bunce fa per piacere e per vantaggio professionale, proprio come portare i clienti negli strip club. Come rivela Meyers, “penso che in ogni ufficio ci sia una persona come Bruce. Probabilmente, è un po’ più ambizioso degli altri e magari non così bravo come pensa di essere. Inoltre, è portato alle esplosioni di rabbia e gelosia”, aggiunge l’attore.

Tuttavia, il suo capo, Clark Cooper, non manca di notare le macchinazioni di Bunce. Kelsey Grammer, che completa il cast principale nei panni di Clark, ritiene che il suo personaggio sia un datore di lavoro esigente ma coscienzioso. “Clark si fa rispettare, non c’è dubbio, perché è bravo nel suo lavoro e può vantare una reputazione eccellente. Lui ritiene di doversi comportare educatamente con le donne e non si sente a suo agio ad affrontare questioni personali con le sue impiegate”, aggiunge Grammer. “Ma è un ottimo capo ed è giusto con i suoi impiegati”.
McGrath elogia la Pearson e la McKenna, rispettivamente autrice del libro e sceneggiatrice, per il loro approccio equilibrato a questi personaggi, che magari non capiscono bene il punto di vista e le esperienze di Kate. “Allison e Aline hanno evitato i banali stereotipi della suocera cattiva, del vecchio capo rancoroso e del collega bastardo in ufficio. Ovviamente, Bunce è un bastardo, ma lui nasconde queste caratteristiche negative proprio come farebbe qualsiasi persona che lavora con noi”.

La Parker si aspettava di godersi il lavoro assieme agli acclamati veterani e alle stelle emergenti che compongono il cast adulto della pellicola, proprio come è avvenuto. Invece, è rimasta più sorpresa della professionalità e della precisione dei suoi giovanissimi colleghi: Emma Rayne Lyle, che interpretava Emily; e i gemelli Theodore e Julius Goldberg, che si sono alternati nel ruolo di Ben. “I due figli sono una componente importante della storia e sono perfettamente integrati nella pellicola”, commenta la Parker. “E’ naturale preoccuparsi quando si lavora con dei bambini, perché loro potrebbero stancarsi, annoiarsi o distrarsi, ma non è successo nulla del genere. Emma Rayne era assolutamente deliziosa, sveglia e piena di talento. Anche i gemelli Theodore e Julius erano amabili. Lavorare con dei bambini ha rappresentato un’enorme fonte di gioia e di felicità per tutti noi sul set”. Le riprese di MA COME FA A FAR TUTTO? sono iniziate a New York il 17 gennaio del 2011 e sono terminate a metà marzo dopo otto settimane. Sebbene il film sia ambientato a Boston e a Manhattan, gran parte delle riprese si è svolta a New York.

Così, lo scenografo veterano Santo Loquasto doveva trovare delle location di New York che rappresentassero efficacemente gli ambienti di Boston e allo stesso tempo offrissero un contrasto visivo alle scene ambientate a Manhattan. Come afferma McGrath, “Santo Loquasto è uno dei maggiori scenografi nel mondo del cinema e del teatro. Penso che lui conosca meglio New York della polizia. Possiede un occhio straordinario e ha trovato per noi le migliori location possibili”. Le strade verdeggianti di Brooklyn Heights sono state utilizzate per mostrare il quartiere Back Bay di Boston dove vive la famiglia Reddy, mentre un ufficio in un palazzo di inizio ventesimo secolo con vista su Madison Square è diventato l’ambiente di lavoro di Kate.

L’ideatrice dei costumi Renee Ehrlich Kalfus doveva lavorare con un’attrice che era diventata nota come un personaggio famoso di New York e trasformarla completamente. Kate Reddy ha poco a che fare con Carrie Bradshaw, ma Sarah Jessica Parker non ha avuto paura di affrontare questa sfida. “Sarah Jessica sa bene che i costumi giusti danno vita al personaggio”, sostiene la Kalfus. “Kate è una madre e non fa molto caso agli abiti, che non rappresentano una priorità per lei. Così, ha degli indumenti che mette assieme senza molta cura, ma allo stesso tempo è orientata verso dei vestiti femminili adatti al suo ambiente di lavoro”.

Uno dei momenti migliori delle riprese per Brosnan e la Parker è stata la sequenza nella sala da bowling a Cleveland. Il cast e la troupe sono arrivati da Manhattan passando per il Queens la mattina dopo una bufera, ritrovandosi in una sala da bowling in stile anni sessanta, dove gli attori hanno passato buona parte della loro giornata tra strike e spare. “E’ stato uno dei giorni più gradevoli sul set in assoluto”, rivela Douglas McGrath. “Pierce continuava a dire di non saper giocare e che sarebbe stato un disastro, proprio come fa Jack nella sceneggiatura. Io non conosco i grandi giocatori professionisti, ma Pierce si è rivelato il Fred Astaire del bowling. Anche Sarah Jessica non ha problemi a lanciare bene la palla. Ci siamo divertiti molto”.

Gli ultimi dieci giorni di riprese si sono svolti ai Cine Magic Riverfront Studios di Brooklyn, dove lo scenografo Loquasto ha costruito tutto il piano terra dell’abitazione di Kate e Richard a Boston. Ogni dettaglio di questo set metteva in evidenza dei materiali tipici di Boston, risultando perfetto per ospitare una famiglia americana del ventunesimo secolo. Nulla è stato trascurato. “In una scena, Kate e Richard si trovano a casa per la cena e finalmente i ragazzi sono andati a letto”, ricorda McGrath. “E’ quella sensazione di sollievo che molti genitori provano quando i figli vanno a dormire. Nella prima parte della scena, tutto quello che fa Sarah Jessica è pulire il tavolo da pranzo, mentre Greg intanto sta tirando fuori del cibo dal forno a microonde, così da poter mangiare senza perdere tempo. Penso che molte persone si riconosceranno in questa scena”.

La Parker spera che, proprio come il materiale di riferimento, anche MA COME FA A FAR TUTTO? divertirà e farà riflettere il pubblico di entrambi i sessi. “Penso che sia una storia interessante per qualsiasi tipo di coppia, mariti e moglie, ragazzi e ragazze, ragazzi con ragazzi e ragazze con ragazze”, fa notare l’attrice. “Doug voleva realizzare una commedia sincera sul lavoro, l’amore e il fatto di essere genitori. Ci è riuscito benissimo”.
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