Regista: Jason Reitman
Titolo originale: Young Adult
Durata: 94'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 9 Marzo 2012 (cinema)
Attori: Charlize Theron, Patton Oswalt, Patrick Wilson, Elizabeth Reaser, Collette Wolfe, Jill Eikenberry, Richard Bekins, Mary Beth Hurt, Kate Nowlin, Jenny Dare Paulin
Sceneggiatura: Diablo Cody
Trama, Giudizi ed Opinioni per Young Adult (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Young Adult
Durata: 94'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 9 Marzo 2012 (cinema)
Attori: Charlize Theron, Patton Oswalt, Patrick Wilson, Elizabeth Reaser, Collette Wolfe, Jill Eikenberry, Richard Bekins, Mary Beth Hurt, Kate Nowlin, Jenny Dare Paulin
Sceneggiatura: Diablo Cody
Trama, Giudizi ed Opinioni per Young Adult (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Eric Steelberg
Montaggio: Dana E. Glauberman
Scenografia: Carrie Stewart
Costumi: David C. Robinson
Produttore: Diablo Cody,Lianne Halfon
Produttore esecutivo: Helen Estabrook,Nathan Kahane
Produzione: Denver and Delilah Productions, Indian Paintbrush, Mandate Pictures, Mr. Mudd, Right of Way Films
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Montaggio: Dana E. Glauberman
Scenografia: Carrie Stewart
Costumi: David C. Robinson
Produttore: Diablo Cody,Lianne Halfon
Produttore esecutivo: Helen Estabrook,Nathan Kahane
Produzione: Denver and Delilah Productions, Indian Paintbrush, Mandate Pictures, Mr. Mudd, Right of Way Films
Distribuzione: Universal Pictures Italia
La recensione di Dr. Film. di Young Adult
Non aspettatevi una vera commedia ma piuttosto un film di riflessione, che ha cmq. spunti interessanti.
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Colonna sonora / Soundtrack di Young Adult
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Roberta Pellini: Mavis Gary
Simone D'andrea: Buddy Slade
Luigi Ferraro: Matt Freehauf
Daniela Calo': Beth Slade
Selvaggia Quattrini: Sandra Freehauf
Serena Verdirosi: Hedda Gary
Dario Penne: David Gary
Personaggi:
Charlize Theron: Mavis Gary
Patrick Wilson: Buddy Slade
Patton Oswalt: Matt Freehauf
Elizabeth Reaser: Beth Slade
Collette Wolfe: Sandra Freehauf
Jill Eikenberry: Hedda Gary
Richard Bekins: David Gary
Hettienne Park: Vicki Robek
Mary Beth Hurt: Jan
J.k. Simmons: Capo Di Mavis
Informazioni e curiosità su Young Adult
Note dalla produzione:
DARE VITA A “YOUNG ADULT”
La storia di “Young Adult”, sia letteralmente che fittiziamente, inizia a Minneapolis, MN. La sceneggiatrice Diablo Cody ha vissuto lì per diversi anni e la città è diventata una sorta di musa ispiratrice per lei.
“Per una qualche ragione, ogni volta che torno a Minneapolis mi sento davvero ispirata e ogni volta raccolgo nuove idee”, lei dice. Questa è iniziata con una ‘notizia straordinaria’ di una donna, che anni dopo il liceo è tornata alla ricerca del suo amore, ‘Ho pensato tra me e me, è davvero una storia piena. E se per questa donna, emotivamente immatura, il momento più felice della sua esistenza fosse stato il periodo liceale? Che cosa succederebbe se pensasse ostentatamente che l’unico modo per riavere quella gioia fosse letteralmente tornare indietro e ritrovare l’uomo che l’aveva resa felice allora? Allora mi sono messa a scrivere”.
Cody ha creato Mavis partendo dall’interiorità per proseguire con l’esteriorità, iniziando dal nucleo emotivo, con un approccio molto libero, piuttosto che attraverso una sceneggiatura strutturata.
“Non mi siedo con una storia già completamente definita nella testa. Avevo l’idea di una donna emotivamente immatura, che forse aveva assaggiato il picco del piacere durante il periodo del liceo, e che oggi avendo superato i trent’anni cerca di ricreare quelle circostanze che la facciano sentire di nuovo l’ape regina. Mavis è il tipo di personaggio che man mano che si rivela diventa sempre più complicato come persona. Ho iniziato a scrivere molte scene per lei e, alla fine, l’intera storia si è raccordata”, dice Cody.
Il produttore Mason Novick, amico intimo di Cody, avendola scoperta come blogger e avendo lavorato con lei fin dal suo primo film “Juno”, dice: “Penso che questa sia una sceneggiatura molto personale per Diablo. Penso che lei sentisse che personaggi come Mavis siano poco rappresentati nei media. Mavis è una donna che forse non possiede il piano migliore, ma è comunque divertente vederla cercare di realizzare il suo”, dice Novick. Aggiunge che il film era così unico e avvincente che fu come ‘costretto’ a realizzarlo.
“Quando leggi qualcosa che ti fa dire, ‘Wow, è stupendo! È movimento puro con quei personaggi e le loro storie’, è una tale gioia. Si tratta di materiale da gestire con molta attenzione, perché si hanno enormi picchi ed enormi valli. Si passa dagli shock puri, alla commedia, alla tragedia durante il viaggio di questi personaggi. Questo è un film speciale”, dice Novick.
Novick ha quindi portato lo script all’attenzione dei produttori di “Juno”, Russell Smith, Lianne Halfon e John Malkovich, che collettivamente formano la società di produzione Mr. Mudd. La squadra concordava sul fatto che lo script di “Young Adult” fosse uno dei migliori script che avessero letto negli ultimi anni.
“Mavis è un personaggio incredibilmente centrale”, dice Smith. “Un personaggio che ti fa ridere a bocca aperta, e ti fa pensare cose tipo, ‘uh-oh, cosa succede ora?’ Ed è sempre questo il miglior modo di cominciare”.
“Mavis non reagisce nel modo in cui qualunque altro potrebbe reagire nelle situazioni che le capitano, ma è talmente ben interpretata che sembra totalmente reale e la cosa che ci ha più stupito è stato constatare quanto questo personaggio sia tanto specifico quanto imprevedibile, simile al personaggio di ‘Juno’ per attitudine”, aggiunge Halfon.
Halfon e Smith decisero di assemblare un singolare cast artistico, qualcosa che avrebbe compreso e onorato il ritmo peculiare della Cody di “Young Adult”.
“Come ‘Juno’, anche questa era una sceneggiatura inusuale. La ragazza stupenda non è una grande sorpresa nei film di Hollywood, mentre è più comune incontrare un ragazzo innamorato in lotta con la sua bella e di solito la ragazza bella non è la protagonista”, afferma Halfon.
Nathan Kahane e la sua squadra della Mandate Pictures sono stati i successivi allievi di “Juno” ad unirsi a “Young Adult”. “Abbiamo colto al volo l’opportunità, perché abbiamo avuto momenti memorabili insieme, grazie a ‘Juno’” spiega Kahane. “abbiamo sentito che questo rappresentasse il lavoro più maturo di Diablo e inoltre nella visione della macro complessità della cinematografia, il tema di questo progetto è fortemente impegnativo. Abbiamo una protagonista che è il tipo di donna che storicamente non vorremmo mai incontrare, al contempo terrificante e divertente”, dice Kahane.
Il gruppo ha concordato all’unanimità che il regista due volte candidato all’Academy Award®, Jason Reitman, potesse essere l’unico a dirigere “Young Adult”.
“Ho sempre sperato, nel più profondo del mio cuore, di poter lavorare di nuovo con Jason Reitman. Se potessi, realizzerei ogni progetto con Jason, perché è così raro per una scrittrice incontrare qualcuno connesso con te in termini di ciò che si vuol trasmettere, di storie da raccontare, di comprensione del personaggio solo attraverso le pagine scritte. Abbiamo un grande e magico rapporto creativo. Ogni volta che scrivo qualcosa, lo invio a Jason perché voglio sapere cosa ne pensa”, dice Cody.
“Abbiamo riconosciuto che Jason comprende la cadenza della scrittura di Diablo meglio di chiunque altro”, ricorda Smith.
Come avviene di solito, Cody ha inviato il progetto a Reitman che le ha dato alcune note, che hanno permesso a Diablo di rifinire la sceneggiatura fino a renderla perfetta.
“Ero al nono mese di gravidanza e Jason mi chiamò dicendo, ‘Voglio dirigere questo film. Ho intenzione di rimandare dei progetti su cui sto lavorando per dirigere ‘Young Adult’ al massimo tra due mesi’. Così, un progetto ancora in sviluppo si è trasformato in un ‘Oh mio Dio, inizierà tra 8 settimane’. È stato incredibile”, ricorda Cody.
Reitman dice di amare l’approccio distintivo di Cody alle storie e ai personaggi, non convenzionale ed audace, “Young Adult” era particolarmente attraente.
“Ho voluto fare ‘Young Adult’ per molte ragioni, ma soprattutto perché adoro la voce interiore di Diablo. È una scrittrice coraggiosa e credo che il terzo atto di ‘Young Adult’ sia estremamente coraggioso. Il film era divertente e difficile e mi eccita raccontare storie difficili, con personaggi principali dagli oscuri piani. Diablo è grande nel creare personaggi dalle intenzioni miste, e lei non li giudica affatto, cosa che cerco di non fare neanche io come regista. Sapevo di voler dirigere il film”, dice Reitman.
Tra le altre cose, la sceneggiatura di Cody, e in particolare il potenzialmente odioso ed estremamente divertente personaggio di Mavis Gary ebbero appeal su Reitman.
“Fortunatamente Mavis è un personaggio che il pubblico non ha mai visto finora sul grande schermo. Penso che esista una lunga storia di personaggi maschili che amiamo odiare, ma ben pochi personaggi femminili di cui poter pensare lo stesso. Questo richiede una grande bravura nella scrittura e una grande recitazione ed è per questo che credo che il film funzioni, Diablo ha scritto una tale sceneggiatura e Charlize sapeva esattamente come mantenere il giusto bilanciamento di tono… un finissimo rasoio, in bilico tra l’essere brutale con la gente e il restare comunque umana e divertente”, dice Reitman.
In realtà, Reitman sapeva che solo Theron sarebbe potuta riuscire nell’intento di tirar fuori un personaggio sgradevole come Mavis Gary.
“La prima volta che ho letto la sceneggiatura, era come se sapessi già che se avessi fatto il film sarebbe stato con Charlize. L’ho incontrata e parlando con lei ho realizzato quanto fosse veramente divertente. Già sapevo che attrice di successo fosse. Non ero ancora legato al progetto ma l’avevo studiato e letto e mi era piaciuto e pensavo che se l’avessi accettato sarebbe stato con lei; la mia decisione pendeva da lei… L’ho incontrata in un ristorante e le ho detto ‘Vorrei davvero che interpretassi tu questa parte’, e lei mi ha chiesto di cosa si trattasse e io ho detto, ‘si tratta di un orribile essere umano, una ‘stronza’ (ndr. l’aggettivo utilizzato dal regista è passive aggressive mean bitch) che sputa soltanto odio sul mondo che la circonda, il cui unico scopo adesso è quello di far esplodere il matrimonio perfetto del suo ex-fidanzato al liceo’ e allora ho immaginato che da qualche parte nel suo cuore stesse pensando, ‘Ah, Ok! È questo quello che si pensa quando si pensa a me?’”, scherza Reitman.
La vincitrice dell’Academy Award®, Theron, è un’attrice senza compromessi, nota per i suoi ruoli che spaziano dal complicato allo spregevole, e per il suo modo di rappresentarli con una verità nuda e cruda, nel modo in cui questi personaggi sono effettivamente e non nel modo in cui vorremmo fossero. Nonostante la bellissima confezione, Mavis Gary è sicuramente un membro di quella galleria di personaggi particolarmente pungenti.
“Quando ho sentito parlare di Charlize ho pensato: è perfetta. Onestamente non credo si potesse pensare a qualcuno più indicato per questo personaggio. Non penso mai agli attori quando scrivo perché lo trovo abbastanza presuntuoso, ancora nemmeno si sà se il film verrà fatto. Ogni volta che mi giungevano notizie sul cast era un brivido, in modo particolare con Charlize. Sapete, Mavis è in ogni scena di questo film ed è un ruolo pesante e lei è incredibile”, dice Cody.
La combinazione Diablo Cody/Charlize Theron rappresentava una prospettiva particolarmente affascinante per Reitman.
“Se c’è qualcosa per cui Charlize è nota, è per il suo risoluto andare al cuore di ogni personaggio che interpreta. È stato eccitante lavorare con una scrittrice senza paura e un’attrice coraggiosa al tempo stesso”, dice Reitman.
Aggiunge che inoltre Theron permette al pubblico di avvicinarsi, se non addirittura relazionarsi, con un personaggio antipatico quanto Mavis.
“L’impresa più grande che Charlize riesce a compiere è prendere un personaggio che sarebbe completamente antipatico e creare un senso di empatia con il pubblico. Nelle mani di qualsiasi altra attrice il pubblico se ne sarebbe sicuramente dissociato. Con Charlize, si riesce a comprendere il punto di rottura di Mavis ed è questo, onestamente, la ragione per cui credo il film funzioni”, dice Reitman.
Theron afferma che il suo approccio al personaggio di Mavis è stato mutuato in gran parte dalla fiducia e dall’ammirazione che nutre nei confronti di Reitman.
“La più grande lezione che ho imparato nella mia carriera è che si può avere il più valido dei materiali, ma se non si ha il giusto regista che ispira e aiuta, tutto il resto non conta. È importante avere la giusta chimica con un regista, e Jason ed io non potremmo essere più simili nel nostro approccio lavorativo. Mi sono completamente fidata di lui. Odio affannarmi con le prove, mi piace andare sul set e compiere bene il mio lavoro. Ed è lo stesso suo modo di lavorare. Nutre vero amore verso quello che fa ed è protettivo verso i personaggi e il processo produttivo. Non avrei potuto chiedere niente di più”, osserva Theron.
Mentre Theron comprendeva veramente e incanalava il personaggio di Mavis sullo schermo, allo stesso modo non portava con se quel personaggio abietto e pieno di difetti fuori dal set, una miriade di difetti che restavano lì, quando la macchina da presa smetteva di girare. Questa attenzione di Theron le ha permesso che Mavis non interferisse con il suo usuale senso di socialità e umorismo tra una ripresa e l’altra.
“Quando arrivava sul set, lo possedeva. Intratteneva le persone, le coinvolgeva. Lei e il regista avevano un rapporto davvero speciale, che tutti hanno potuto ammirare, e da cui è scaturito un lavoro fantastico. Lei è davvero speciale”, dice Russell Smith.
Poi arrivarono le parti di Matt e Sandra Freehauf – gli ex compagni di classe di Mavis che si aggrovigliano nel suo maldestro tentativo di recuperare il suo ex-fidanzato del liceo, Buddy Slade. Il processo è iniziato intorno ad un tavolo di lettura nella casa di Jason Reitman a Los Angeles dove risultò subito chiaro che Patton Oswalt sarebbe stato l’attore che avrebbe interpretato Matt Freehauf, in realtà l’unico vero amico di Mavis, anche se lei non lo riconosce subito come tale.
“L’alchimia tra Charlize e Patton fu subito chiara fin dalle prime letture. Questo confermò l’idea che avevo avuto sin dalla mia prima visione della sceneggiatura, ossia un affetto in una coppia che non si sarebbe mai rivelato. C’è qualcosa di straziante in tutto questo. Mi ricordo che nella fase iniziale dissi loro che esistono un mucchio di coppie che si dichiarano amore reciproco amando le stesse cose, mentre per questi due è l’odio per le cose che hanno in comune ad unirli”, Dice Reitman.
“Patton è stato incredibile” ricorda Halfon. “È stato come un distillato del film, già dalle prime fasi ci ha aiutato ad individuare e sottolineare alcune relazioni tra i personaggi e l’asse della storia su cui il film è costruito. Raramente tutte le connessioni risultano chiare già dalla sceneggiatura. È stato sorprendente per me constatare la connessione tra i personaggi di Matt e Mavis, per me fu più chiara in quella stanza di prove che non sulle pagine della sceneggiatura”. Cody aveva lavorato con Oswalt già durante la sue serie della Showtime ‘The United States of Tara’ e divenne euforica nell’apprendere la notizia.
“Sono una sua grande fan. Era il genere di persona che avevo immaginato perfetta per interpretare il ruolo di Matt seppur non abbia mai suggerito una cosa del genere a Jason perché cerco sempre di rimanere fuori da certe questioni. È il lavoro di Jason e così quando lui mi ha detto di aver parlato con Patton Oswalt del progetto, io ho detto ‘Wow! È esattamente la persona che avrei scelto’, tutto questo fu davvero carino”, dice Cody.
Cody chiama Matt Freehauf, “Il cuore del film”, soprattutto grazie al ritratto che Oswalt ci regala nel personaggio.
“Patton è incredibile. Quando Mavis entra nel bar in cui Matt è seduto, improvvisamente il calore della storia si alza. Fino a quel punto è stato quasi a terra, congelato e desolato. Quando lo incontra, si capisce che è una brava persona, una persona autentica, con un grande cuore, qualcuno che vorremmo conoscere. Lui è l’unico che le sarà accanto. Sarà una sorta di sua coscienza. A lui piace Mavis, e questo fa si che anche a noi lei piaccia un pò di più. E tutto ciò e davvero merito della performance di Patton”, dice Cody.
Reitman aveva sicuramente Oswalt nel suo radar, anche prima delle prove di lettura. Durante un viaggio, si era intrattenuto ascoltando un’esibizione comica di Oswalt, costellata di sproloqui idiosincratici e osservazioni, così naque una connessione tra i due. Anche Oswalt era un fan dei film di Jason Reitman ed ha accettato felicemente l’offerta.
Come egli stesso dice, “Sottintendere la scelta di questo ruolo, implica il fatto che la mia carriera è arrivata ad un certo punto. Jason Reitman mi ha offerto una parte e io l’ho accettata. Mi piacciono molto i suoi film e se lui mi dice ‘Vuoi recitare in un mio film?’ e io gli rispondo ‘Diavolo! Si!’, in realtà non è stata una scelta, è stato un vero colpo di fortuna”, dice Oswalt. Molti aspetti di Freehauf erano interessanti per Oswalt, dalla sua onestà alle sue fobie.
“Era un ruolo molto affascinante perché è davvero ben scritto. Non è soltanto il classico modello di ‘vittima’, ci sono così tante sfumature in lui. È risentito e cinico, ma sta comunque cercando attivamente il lato positivo nella sua vita, questo mi è piaciuto. Mi è sembrato molto realistico”.
Freehauf è brutalmente sincero nell’amicizia tra odio e amore con Mavis e il mordente tra i personaggi riguardo la visione del mondo ha fatto breccia in Oswalt.
“Mi piace il fatto che a lui Mavis piaccia davvero come persona ma deve esser comunque cauto nel modo in cui lo rivela perché non vuole perdere la sua amicizia. Lo vediamo crescere in coraggio, e anche il loro rapporto cresce man mano che la situazione diventa sempre più ridicola, il che è divertente da interpretare. Penso anche che lui ami Mavis, ma non è troppo sicuro di quanto lui le piaccia, e credo che questa sia una situazione molto comune. È una situazione davvero difficile da conciliare quando il tuo cuore batte per qualcuno che non dimostra il minimo ricambio. La cosa interessante di Mavis e Matt è che sono entrambi abbastanza strani, seppur siano a livelli completamente opposti riguardo fisicità e posizione nella vita, soprattutto durante il liceo, quando dopo tutto entrambi odiavano e disprezzavano le stesse cose”, spiega Oswalt.
Oswalt nota che dal punto di vista di Freehauf, “Young Adult” è una storia d’amore ma, “in un modo strano, è anche un film horror in cui Charlize è una specie di maniaco desideroso di seminare una scia di distruzione alle sue spalle. Ed è affascinante da guardare. Quello che Charlize compie nel film, ed è tanto incredibile, è il modo in cui interpreta questa persona davvero antipatica. Quando altri attori interpretano personaggi spregevoli, spesso cambiano colore di capelli o qualcosa nell’aspetto. Charlize appare al naturale, nessun artificio, e tutto risulta ancor più crudo in questo modo. Ha canalizzato Mavis attraverso di lei senza alcun giudizio. È sorprendente”.
Theron ha sviluppato un “vero e profondo affetto” per Oswalt e sente di aver avuto una collaborazione reale e soddisfacente con lui e Reitman.
“Penso che la recitazione sia sempre un’esperienza molto intima e ci sono davvero poche, poche occasioni in cui lavorare con un attore supera il livello di ciò che ci si aspetti. Mi sentivo davvero al sicuro lavorando con Patton, anche quando gli voltavo le spalle. Ho davvero adorato lavorare con lui, la sua attitudine, ciò che ha dato al personaggio. Matt ed io abbiamo avuto sette pagine di dialoghi insieme e molti di essi avvengono in un bar. Siamo stati in quel bar per circa una settimana ed è stato bellissimo recitare e improvvisare con lui. Tra lui e Jason sentivo di avere due fratelli, era tutto così bello e divertente”, dice Theron.
Collette Wolfe interpreta Sandra Freehauf, la sorella di Matt, che idolatra Mavis e riesce a malapena a credere che la dea del liceo sia tornata e si degni di trascorrere del tempo con suo fratello. Sandra e Mavis nutrono la stessa antipatia nei confronti della grettezza della loro stessa cittadina natale, questo porterà Mavis verso il futuro. Wolfe e Oswalt avevano già lavorato insieme in precedenza, quindi è stato un bel passo il successivo, nel ruolo della sorella, soprattutto perché i loro personaggi in “Young Adult” sono opposti riguardo ai loro precedenti.
“Ho conosciuto Patton perché abbiamo lavorato insieme nel film ‘Observe and Report’.
Lui era il mio capo e io ero una portatrice di handicap. Così ora risulta ironico che in questo film lui è il disabile ed io nella media. Adoro Patton. È ilare e sia durante le prove che durante la produzione, sono stata letteralmente spazzata via da lui”, dice Wolfe.
Attorno a quel tavolo di lettura, Wolfe inizialmente ha provato ad interpretare vari ruoli del film di Reitman, che ne è rimasto così colpito da affidarle il piccolo ma vitale ruolo di Sandra Freehauf.
L’attrice era entusiasta della possibilità di lavorare con Reitman e la storia le piaceva per molti aspetti.
“Quello che ho amato della sceneggiatura è che mi sentivo davvero come si sentiva il personaggio. Credo che chiunque abbia avuto una Mavis Gary al liceo, così come chiunque ha avuto una Sandra. Sandra è una persona infelice ma non credo nemmeno si aspetti di essere felice, così quando Mavis torna di nuovo nella sua vita, rappresenterà tutto quello che Sandra potrebbe desiderare dalla sua vita. Interessante del personaggio di Sandra, è a mio avviso, il fatto che lei non è una persona gradevole, anche se potrebbe sembrarlo. In alcuni film è ben marcato chi è una buona persona e chi è cattiva, mentre in questo film, con Sandra, è come ‘oh!, ci possiamo identificare con lei, perché ha una vita così triste’, ma in realtà lei è marcia all’interno. L’unica cosa che la divide dall’essere Mavis Gary è il fatto che lei non è cosi bella, non è così intelligente, e non piace molto alla gente. Tutto ciò è stato divertentissimo da interpretare”, dice Wolfe.
Theron aggiunge di essere stata “spazzata via” dalla performance di Wolfe durante la topica conversazione tra le due, in cui si scopre che hanno molte più cose in comune rispetto a quanto si potrebbe immaginare.
“Sandra è il personaggio che causa più danni in qualche modo, e lo fa innocentemente. Collette la interpreta in un modo sublime, e quando abbiamo girato la scena in cui lei mi rivela tutto, sono rimasta senza parole”, ricorda Theron.
Se Patrick Wilson e Elizabeth Reaser, che interpretano Buddy e Beth Slade, sembrano così a loro agio insieme, è perché non è la prima volta che interpretano una coppia sullo schermo.
“Ho lavorato con Elizabeth più che con ogni altra attrice”, nota Patrick Wilson. “La prima volta circa 12, 13 anni fa. Abbiamo interpretato vari modelli di coppia molte volte, è stata la mia ex-fidanzata, fidanzata, e adesso moglie. Forse la prossima volta interpreteremo dei divorziati o qualcosa di simile”.
Reaser ha trovato questo matrimonio ugualmente divertente. “… Ora siamo finalmente sposati, e dopo tutto questo tempo mi sembra anche giusto. Lo conosco da sempre, quindi tutto, mi è sembrato naturale. Appena l’ho visto mi è sembrato fossimo come una vecchia coppia di sposini”, dice Reaser.
Wilson dice che l’appeal di Buddy è nel suo essere apparentemente affabile, ingenuo e semplice, il che può nascondere a volte, qualcosa di molto più profondo.
“Buddy e Beth hanno una relazione ed un matrimonio felice, vanno d’accordo e non sono troppo complicati. C’è una semplicità in Buddy, da cogliere nei dettagli, dice cose tipo ‘Wow’ o ‘cool’, risposte composte da singole parole, non sa davvero cos’altro dire. Ma anche la più semplice tra le persone ha così tante sfaccettature. Il liceo era un ottimo periodo anche per lui, così quando Mavis torna a ricordargli quei bei momenti, probabilmente è orgoglioso di essere visto e riconosciuto come un ragazzo fico, e non solo come un semplice padre di provincia. Lei è molto attraente, c’è connessione. Fino a che punto arrivi questa connessione è ancora un aspetto da discutere”, dice Wilson.
“Beth è una donna molto compassionevole” dice Cody. “Ed è lei che incoraggia Buddy a stare con Mavis e arriva ad includerla nelle loro attività mentre è in città, perché Beth riesce a vedere Mavis per quello che è, una persona incredibilmente sola. Mavis non vuole essere compatita da questa donna. Mavis al contrario, ritiene che sia Beth a dover essere compatita e non viceversa”.
Elizabeth Reaser è d’accordo. “Penso che Beth sia tutt’altro che intimidita o gelosa di Mavis, e vede comunque che qualcosa non va. C’è qualcosa in Mavis, qualcosa di disperato nel suo essere”, spiega Reaser.
“Se le donne non ameranno Beth alla fine di questo film, vorrà dire che avremo fallito”, osserva Nathan Kahane. “Beth è felice della sua vita perché nutre aspettative realistiche riguardo la vita. Ha i piedi per terra in un modo che non riuscirà mai a Mavis”.
Sebbene fossero due personaggi agli antipodi, fuori campo, Reaser attendeva con ansia di girare le scene con Theron.
“Charlize è incredibile. Sono rimasta molto colpita da lei. E’ stato divertente e terrificante al tempo stesso il fatto che girare quelle scene sia stato bellissimo. È un’attrice incredibile”, dice Reaser.
Completano il cast i veterani attori Jill Eikenberry e Richard Bekins nei ruoli degli amorevoli genitori di Mavis, Hedda e David Gary, che non riescono ad affrontare la realtà della loro figlia.
“Il rifiuto nei confronti della figlia è andato ormai oltre il limite”, dice Eikenberry. “Penso che le stravaganti esternazioni di Mavis e le sue prese di posizione siano una sorta di ribellione, come se dicesse, ‘Pensate che vada tutto bene? Bhè non credo, e ve lo dimostrerò!’ È totalmente fuori controllo”.
Mentre dirigeva questi due navigati attori, Bekins, ricorda Jason Reitman, ha dato una visione estremamente illuminante di Mavis. Come spiega Bekins, ha speso molto tempo cercando di determinare quale persona potesse essere David Gary per aver spinto sua figlia ad agire in quel modo. “Continuavo a pensare… Quale padre avrebbe avuto una figlia così? E Jason disse ‘sai?!?
Alcune persone si rivelano essere quello che sono, non importa il perché. Così come alcuni bambini sono solo quello che sono’”.
LA STORIA
“Young Adult” prende la classica commedia romantica e la capovolge. In definitiva, Mavis è capace di generare un’empatia riluttante. È un’anima persa per cui tifare. Tanto è una ragazza spregevole e superficiale, quanto amiamo odiarla in ugual misura..
“Quello che mi piace è che si tratta di una vera commedia anti-romantica. È quello che sarebbe una commedia romantica nella vita vera; voglio dire, se davvero analizzassimo i personaggi delle classiche commedie romantiche risultano essere soltanto dei sociopatici dal bell’aspetto”, spiega Patton Oswalt.
Mavis era la quintessenza della popolare teenager americana. Era stupenda ed eccelleva in tutto ciò che faceva. Egocentrica e brutalmente critica. Tutte le ragazze del liceo volevano essere lei, anche se la detestavano.
“Il modo in cui Charlize ha tratteggiato il personaggio è stato così risoluto e impertinente che fu chiaro da subito che si trattasse di una caratterizzazione molto complicata e che non ne sarebbe scaturita la classica bella ragazza cui siamo stati abituati dalle commedie degli ultimi dieci anni”, ricorda Halfon.
Dopo il liceo, Mavis lascia la sua cittadina di Mercury, Minnesota, e si trasferisce nella grande città di Minneapolis, anche detta “the Mini-Apple”, come viene affettuosamente chiamata dagli abitanti delle cittadine vicine. Qui, continua a mietere successi anche nell’età adulta, diventando l’ottima scrittrice di “Waverly Prep”, una serie di romanzi adolescenziali. Sempre più la sua vita comincia a somigliare a quella della sua adolescente eroina immaginaria, fantasia e realtà iniziano a confondersi e questo genera molta confusione essendo lei nel pieno dei suoi 30 anni.
“Per Mavis, è particolarmente frustrante perché, in realtà, non è lei la vera beneficiaria dei successi letterari. I libri sono stati creati da un’altra autrice e Mavis è una sorta di ghost writer e tutto ciò le permette indirettamente di vivere come un adolescente, attraverso questi personaggi inventati. Vediamo Mavis intenta a ‘rubare’ dialoghi reali da adolescenti per la strada.
Ascolta queste orribili, insipide conversazioni tra teenagers e le incolla in qualsiasi cosa stia scrivendo. È buffo perché quando è uscito “Juno” la gente mi chiedeva costantemente se avessi mai origliato discorsi tra adolescenti, e se fosse quello il mio modus operandi, e pensavo tra me e me, che fosse una cosa divertentissima. Allo stesso tempo pensavo che fosse una cosa triste da immaginare, ‘No! No, non faccio questo genere di cose’”, dice Cody.
Nei libri di Mavis, i vincitori ed i perdenti sono evidenti e l’eroina ottiene sempre ciò che vuole. Questo è il vero Credo di Mavis Gary, il che renderà tutto molto più preoccupante nel momento in cui la sua serie di libri verrà cancellata. Quando riceve l’e-mail da parte di Beth Slade, la moglie del suo ex amore del liceo Buddy, che annuncia la nascita del figlio, Mavis sobbalza. Questa e-mail diventa il catalizzatore che spingerà Mavis a compiere qualcosa di drastico per recuperare la vita che le apparteneva.
“Penso che chiunque di noi conosca qualcuno emotivamente bloccato in un certo periodo della propria vita, che non riesce ad andare avanti. Facebook e tutti i social network che esistono ci permettono di restare in contatto in un modo che potrebbe non essere salutare per Mavis, e tutto ciò creerà una situazione drammatica. Torna a Mercury perché Mercury rappresenta in qualche modo un suo centro di potere. Era al massimo della sua potenza quando viveva lì. Aveva i capelli più belli della classe, era molto popolare, era con l’amore della sua vita, Buddy Slade, e penso che lei creda che non sia troppo tardi per tornare indietro. Lei vede se stessa come superiore alle persone del suo paese rimaste uguali a prima, naturalmente ciò che l’aspetta sarà un bel tonfo”, aggiunge Cody.
Mavis non riesce a capire come Buddy possa accontentarsi di questa esistenza provinciale e secondo lei, di una moglie nella media. Il suo oscuro, ironico atteggiamento ‘mondano’ contrasta con la loro semplice e solare attitudine. Fortunatamente scopre un’anima che la pensa come lei in Matt Freehauf, un vissuto compagno di viaggio.
“Penso che per lei non sia affatto facile tornare a Mercury e vedere quanto alcune persone siano contente. Come osa questa gente essere così felice quando lei è molto più in gamba e attraente di loro, è molto più colta e indossa abiti migliori dei loro? Ma Buddy è felice. Beth è felice. È molto frustrante per lei e per fortuna trova Matt Freehauf, anch’egli, come lei, arrabbiato e disadattato. Sono proprio una bella coppia”, nota Cody.
Dopo aver ottenuto la ‘reunion’ con Buddy, lui è cordiale e apparentemente felice di vederla. Mavis immagina segnali positivi in ogni gesto e in ogni parola di Buddy.
“Sono un grande fan del non conoscere a tutti i costi le intenzioni dei personaggi e mi piace l’idea di giocare con le allusioni e le ambiguità. Penso che tutti i miei film abbiano qualcosa del genere. Era importante per noi non sapere dove fosse precisamente Buddy… così come non sappiamo se Mavis abbia o meno una possibilità, o se sta entrando in una trappola”, spiega Reitman.
Nella sua mente, il suo piano sta funzionando, perché Buddy, seppur non completamente in connessione con lei, non la scaccia neppure via. Lei interpreta questo suo tentennamento come un estremo grido di aiuto per essere liberato dalle catene della sua vita da sposato. Tutto ciò le presenta anche un nuovo paradigma, visto che spesso gli uomini non le resistono ma le si lanciano addosso. È difficile per lei leggere questi messaggi contrastanti, compito ancor più arduo che mai, visto il suo rapporto con la realtà, sempre più labile.
“Si insinua nella sua vita così facilmente che all’inizio non siamo realmente sicuri del perché. Sembra soltanto che Buddy sia recettivo. Penso che Mavis rimanga di stucco quando Buddy non la riprende con sè dopo la loro ‘reunion’, nella sua mente, Buddy vorrebbe stare con lei tanto quanto lei vorrebbe stare con Buddy. Il tutto diventa molto patetico”, dice Cody.
I suoi schemi diventeranno sempre più bizzarri perché, anche se Buddy continuerà ad essere recettivo, il suo matrimonio appare sempre più solido, Buddy ha appena avuto un bambino e sua moglie è la bella e amorevole persona che Mavis non è.
“Sarebbe stato semplice rendere il personaggio di Beth antipatico al pubblico. In realtà lei è davvero cool. È in una band, è molto dolce e carina, ed insegna a bambini che necessitano particolari attenzioni. E soprattutto, lei è assolutamente soddisfatta della vita che conduce a Mercury. Inoltre è compassionevole nei confronti di Mavis, seppur sia tornata in città per distruggere il suo matrimonio. Lei è forte tanto quanto Mavis è debole e penso che sia proprio questo che spingerà Mavis oltre il limite”, spiega Cody.
A questo punto, diventa chiaro che Mavis non riesce a capire che la relazione che sta cercando tenacemente di coltivare con Buddy non va da nessuna parte, mentre allo stesso tempo, quella in cui non nutre nessun interesse sta fiorendo senza alcuno sforzo.
“Il film si evolve osservando i suoi tentativi di instaurare un rapporto con un bellissimo uomo che nutre nei suoi confronti nessun interesse, mentre si sente a suo agio e romantica con un altro uomo con cui non ci aspetteremmo mai ci possa essere una connessione. Ci sono un sacco di film che si dichiarano come la più improbabile tra le commedie romantiche, ma questo è realmente quel tipo di film”, dice Reitman. “Mavis non comprende affatto che sta sempre più diventando dipendente da Matt Freehauf mentre ripetutamente si rifugia in lui, durante il suo stare a Mercury. Può sembrare che a lei non interessi ciò che Matt ha da dire, seppur ciò che lui pensa di lei è molto importante per Mavis. Matt è l’unica persona della sua vita che le sta dicendo le cose come stanno, e questo è qualcosa cui Mavis non è abituata. Lei è abituata ad essere inondata di elogi e complimenti e Matt fa esattamente il contrario, costringendola a cercare di essere migliore”.
Mavis prova differenti look e tattiche per riavere indietro Buddy e, profondamente coinvolta nelle sue fantasie, crede davvero che il suo piano stia funzionando. Questa sua illusione la porta sempre più verso intrighi peggiori.
“Il vero stratagemma di questo film è che per due atti si guarda questo antipatico personaggio e ci si chiede perché mai qualcuno vorrebbe vederla o perché mai si dovrebbe simpatizzare con lei. Poi arriviamo al terzo atto del film e capiamo la sua ansia, la sua aggressività passiva, la sua cattiveria è la vera chiave della sua vulnerabilità. Vederla umiliars davanti Buddy, davanti tutti quelli con cui è cresciuta, otteniamo quasi un quadro completo della sua enorme fragilità”, dice Reitman.
Dopo questo sfogo terribile, Mavis va dritta a casa di Matt. Finalmente, trova intimità, salvezza e incondizionata accettazione da parte di Freehauf.
“Se per qualcuno ancora non è chiaro, la vera storia del film è tra questi due personaggi e non tra Mavis e Buddy, a questo punto avremmo anche potuto avere un film totalmente diverso”, puntualizza Russell Smith.
Ritorna allora Sandra, la sorella di Matt, che Mavis incontra il mattino seguente, ed è saggia come suo fratello. Sandra inietta una sferzata di forza nell’ego di Mavis, in un modo che le dona speranza e forza, senza necessariamente farle ritrovare ogni gentilezza umana.
“Sandra potrebbe essere il mio personaggio preferito nel film. Dona una piega insolita al film, che raramente si incontra quando si ha un personaggio principale in procinto di un così grande cambiamento, e Sandra ce la fa. La conosciamo appena e in questo momento cruciale dell’evoluzione della storia, lei dice a Mavis di non cambiare, e Mavis l’ascolta! Non ho mai visto mosse del genere in un film e Collette Wolfe è semplicemente perfetta. È una sfumatura molto difficile da realizzare, ma lei l’ha completamente centrata”, dice Reitman.
“Non vedo Mavis redimersi del tutto. So che ci potrebbero essere differenti versioni di questo film in cui Mavis alla fine riesce a cambiare e noi vorremmo davvero iniziare ad amarla, ma in realtà non credo che le persone possano cambiare così tanto. Sento quanto lei sia stentata, nel bene e nel male, e la amo lo stesso”, afferma Cody. “Quello che impariamo è che Mavis è Mavis e che quello che è il titolo del film, “Young Adult”, è più che un titolo, è una descrizione dell’assetto mentale del personaggio principale”, riassume Cody.
LA PRODUZIONE
La produzione è cominciata all’inizio dell’ottobre 2010 in un condominio di Minneapolis, Minnesota. La realizzazione dello scenografo Kevin Thompson del condominio di Mavis, un edificio di alto livello, offre già il sentore di come è la sua vita, un pasticcio.
“Il set definitivo dell’inizio del film è il suo condominio di Minneapolis. Volevamo che la dicesse lunga sul chi fosse. Tutto è segnalato e sembra che ancora stia vivendo al college. Non ha cambiato molto il suo essere dopo il college, e nemmeno possiede un vero senso estetico. Ha una relazione finto adulta con questo condominio, come la immaginava prima di crescere e trasferirsi nella grande città, ma in realtà vive ancora in una bianca scatola trascurata. Ha successo come scrittrice e per questo possiede una grande scrivania ed è molto fiera della sua piccola area ufficio, ma anche quella zona della casa inizia a cadere a pezzi, in degrado”, spiega Thompson.
La produzione ha passato tre giorni in Minnesota girando nel condominio di Mavis così come al Denny’s Classic Diner di Rodgers, MN, un edificio di uffici in centro a ridosso di una superstrada in Sherbourne County per catturare il panorama del Minnesota, simbolo e unione tra Minneapolis e l’infanzia di Mavis, la fittizia cittadina di Mercury, Minnesota. Prima di lasciare ‘The North Star State’, il costumista David C. Robinson ha comprato degli abiti e degli accessori nei negozi locali per assicurare la massima autenticità ai personaggi.
“Ho spedito circa 30 scatole di abiti da Thrift Town e devo dire che questi enormi magazzini/negozio sono davvero enormi. Pieni di pile, colli a tartaruga, jeans a vita alta e pantaloni chinos. Ci sono cose che la gente realmente indossa nel mondo, gente che in realtà non sa nulla in fatto di moda. Pensavo fosse importante rendere quel contrasto, per quelle persone rappresentano soltanto una copertura e una funzionalità, per sentirsi al caldo e confortevoli. Certo, si guardano allo specchio e vorrebbero apparire migliori, ma mai a scapito della funzionalità, al contrario di Mavis”, dice Robinson.
Dopo aver finito le riprese in Minnesota, il cast e la produzione sono tornati a New York a girare in location quali White Plains, Nanuet, New City, Tappan, Ardsley, Port Chester, Garden City e Massapequa Park prima di passare gli ultimi pochi giorni nello studio di registrazione JC Studios di Brooklyn, NY. L’intero film è stato ambiziosamente girato in 30 giorni. Anche a NY, la produzione di Thompson riguardo la scenografia è continuata per sottolineare ancor più il mondo disfunzionale di “Young Adult”.
Una visita alla camera da letto della sua infanzia, che la madre ha mantenuto intatta, rivela molto del passato di Mavis, non solo la sua relazione rosa con i suoi passati giorni di gloria, ma anche l’ambiguità dei genitori nei confronti della figlia. La stanza infatti sembra quasi un santuario intitolato alla figlia.
“Volevamo che la sua camera da letto indicasse come la sua ex-abitante nutrisse delle promesse, e mostrasse un pò di speranza, ma allo stesso tempo volevamo sembrasse un ambiente triste. Penso sia molto importante avere spazi vuoti nella composizione della stanza, così abbiamo prima riempito ogni spazio, e poi tolto qualcosa qua e là, per sottolineare l’idea di mancanza”, spiega Thompson. “La sua stanza è mantenuta in perfetto ordine e la madre la pulisce di continuo, ma è chiaro che nessuno usa il letto perché ammassate sopra ci sono moltissime cose”, dice Thompson.
Per lui e la sua squadra, la strategica decorazione del set offre un piccolo ma significativo assaggio della vita che Mavis cerca di riconquistare. I nastri e i trofei sono i totem della ragazza d’oro che era un tempo.
Mentre a proposito dei vicini Freehauf, l’arredamento e ambiente dovevano riflettere la loro vita stagnante e triste.
“Per la casa di Matt, dove vive con la sorella Sandra, abbiamo fatto in modo che sembrasse più la casa dei loro genitori, a sottolineare come i due potessero essere rimasti intrappolati indietro nel tempo. Il tutto spiega meglio perché Matt e Sandra ancora vivano insieme come fratello e sorella; potrebbero aver avuto la casa dei genitori in eredità, o i loro genitori potrebbere essere in una casa di riposo per anziani. Il fatto era che Jason [Reitman] non voleva che il mondo ricreato per la piccola cittadina del Minnesota fosse carino, pittoresco e accogliente, questo suo dictat ha toccato le mie corde. E credo sia molto originale”, dice Thompson.
“La casa era cosi deprimente che segna totalmente il passo e il tono. Credo che sia un personaggio a sè stante. È quasi come se ci fossero Sandra Freehauf, Matt Freehauf e la casa”, sottolinea Collette Wolfe.
Le case degli altri personaggi non solo li descrivono, ma illustrano il contrasto tra Mavis e chiunque altro.
“Volevamo questa cittadina e queste aree sub-urbane in cui Matt, Buddy e Hedda vivono, aspetto da vera classe media anni ’60 e ’70, con case dallo stile simile per sottolineare come non ci fossero grandi differenze tra i residenti di questa particolare comunità”, spiega Thompson.
“Abbiamo anche voluto mostrare una cosa in comune tra Mavis e Matt, entrambi bloccati nel tempo e nello sviluppo, che vivono nel caos e non nutrono nessuno orgoglio per ciò che hanno o fanno. Buddy, dall’altra parte, è rappresentato anche attraverso una casa pulita, seppur blanda e forse anche con una blanda esistenza, ma comunque la sua casa risulta essere più unita rispetto a quelle di Mavis e Matt, a sottolineare la sua vita condivisa con la moglie”, aggiunge Thompson.
Il costumista David C. Robinson ha usato il guardaroba di Mavis proprio per trasmettere il suo stato emotivo, per esempio usando lo stesso abito in diversi momenti del film, quasi come un’armatura da usare in certe situazioni, per riconquistare Buddy Slade.
Il suo primo e ricorrente look è trasandato e spettinato, dal momento che passa gran parte del film in apprensione e depressa.
“Jason è stato molto chiaro sul look da adottare per esternare il naufragio di Mavis. Voleva un tocco particolare per Charlize. Ovviamente Charlize è molto bella, alta ed esile, quindi la sua più grande preoccupazione era rendere la deriva attraverso lo sguardo. È ancora l’ex reginetta del ballo, è una ragazza bellissima, e lo è anche quando non vorrebbe esserlo, non nasconde la sua età né la sua usura ed è proprio questo ciò di cui avevamo bisogno”. Robinson, sapendo che Mavis è quel genere di ragazza che presta molta attenzione alla celebrità e alla cultura pop, la veste con cose tipo gli stivali Ugg e una t-shirt di Hello Kitty, a dimostrare che anche se il risultato è catastrofico, resta comunque cosciente dei marchi.
Reitman credeva che l’abbigliamento avrebbe dovuto rispecchiare il divario tra la Mavis pubblica e la Mavis del privato.
“Abbiamo dovuto creare una separazione tra il look casalingo di Mavis quando nessuno la vede, contro il personaggio che si era costruito man mano che ogni giorno affrontava il mondo. Quasi a voler indossare armi diverse a seconda del suo ordine del giorno”, lui dice. I costumi, in particolare i pantaloni baggy preferiti di Mavis, hanno letteralmente aiutato Theron a calarsi nel personaggio.
“Jason ha pensato che Mavis dovesse essere una sciattona e questo mi fu di enorme aiuto. Durante la seconda prova costumi arrivai con un paio di pantaloni da tuta. Stavamo guardando le foto di alcune possibili scelte e ricordo vivamente che ci fu un momento in cui Jason si alzò fece qualche passo indietro, un grande sospiro e fissò i miei pantaloni. Disse qualcosa come, ‘Humm, Magari di qualche misura in più…’. Ed è questo, più o meno, quello che indosso per la maggior parte del film. Mi piacerebbe indossarli, spingermi in macchina, e andare direttamente al lavoro”, ricorda Theron.
Oltre al suo look “rovinato”, Robinson ebbe grande cura nella scelta di ogni singolo abito per i suoi appuntamenti con Buddy, proprio come fa Mavis. Nella sua grande superficialità, Mavis cerca ogni volta di sembrare una persona differente, incerta su quale ‘versione’ alla fine riuscirà nella conquista. Nel film, il suo abbigliamento rivela anche il modo di relazionarsi di Mavis alla realtà e alle persone di Mercury.
“Il primo incontro con Buddy è un appuntamento caldo e lei indossa uno stretto abito nero che risulta totalmente incongruo rispetto al luogo dove si trova. Per il secondo appuntamento, è buffo vederla cercare un look da concerto rock in un department store popolare, è convinta che dovrà andare ad un concerto perché è questo che immagina. La realtà è che lei andrà in un rude bar del Minnesota e non con Mick Jagger”, ride Robinson. Per questo look, Robinson ha fatto di tutto. Mavis indossa una camicia nera strappata, giacca di pelle e jeans dipinti, ma risulterà totalmente fuori luogo tra tutti quei uomini in camicia di flanella.
La sua terza trasformazione si verifica al party per il bebè di Beth e Buddy, dove Mavis si lascia andare completamente, imbarazzando se stessa e gli altri.
“La grande domanda era… cosa farle indossare per il party di un neonato? Dopo averla resa sensuale, rock, adesso sembrava dire ‘Debbo tirar fuori il mio lato moglie! Forse è questo che Buddy vuole’ e naturalmente la sua idea di moglie è molto più oltre della classica dea del focolare. Voglio dire che ciò che risulterà sarà molto più sofisticato di qualsiasi cosa una vera moglie di Mercury avrà mai bisogno, questo naturalmente la farà sembrare totalmente fuori di testa”, dice Robinson. È stata questa attenzione nei dettagli a dimostrare quanto Mavis sia delirante. “Ad un certo punto ricordo Charlize, che indossava l’abito per la festa del neonato, che mi viene incontro e mi dice, ‘Questo è il mio costume preferito di sempre! Mi da chiaramente ogni informazione di cui ho bisogno per capire dove e come si trova questa donna, su quanto sia persa e disperata nel pensare che una vera moglie possa davvero indossare qualcosa del genere’.
Quella scena è risultata stupenda e Charlize è stata grande”, dice Robinson.
Nello stesso modo in cui un singolo abito può dirci tutto quello che abbiamo bisogno di sapere su Mavis, così una singola carrellata di riprese da parte di Reitman e del direttore della fotografia Eric Steelberg ci lascia capire l’epico collasso emotivo di Mavis.
“L’abbiamo seguita con una camera a mano dall’interno all’esterno della casa. Erano cinque minuti di recitazione e tutti i membri della crew erano seduti con le mani sul volto. Non sembrava di star girando un film, sembrava piuttosto di avere un pubblico che ci osservava”, dice Reitman.
Quella sequenza illustra, su più livelli, il fascino che il film, nel suo insieme, esercita su Reitman. “’Young Adult’ è onesto. In definitiva, le persone non cambiano”, dice.
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