Regista: Céline Sciamma
Titolo originale: Tomboy
Durata: 82'
Genere: Drammatico
Nazione: Francia
Rapporto: 1.85:1
Anno: 2011
Uscita prevista: 15 Settembre 2011 (anteprima),07 Ottobre 2011 (cinema)
Attori: Zoé Heran, Malonn Lévana, Jeanne Disson, Sophie Cattani, Mathieu Demy, Yohan Ventre, Noah Ventre, Cheyenne Lainé, Cheyenne Lainé, Ryan Bonbeleri
Sceneggiatura: Céline Sciamma
Trama, Giudizi ed Opinioni per Tomboy (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Tomboy
Durata: 82'
Genere: Drammatico
Nazione: Francia
Rapporto: 1.85:1
Anno: 2011
Uscita prevista: 15 Settembre 2011 (anteprima),07 Ottobre 2011 (cinema)
Attori: Zoé Heran, Malonn Lévana, Jeanne Disson, Sophie Cattani, Mathieu Demy, Yohan Ventre, Noah Ventre, Cheyenne Lainé, Cheyenne Lainé, Ryan Bonbeleri
Sceneggiatura: Céline Sciamma
Trama, Giudizi ed Opinioni per Tomboy (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Crystel Fournier
Montaggio: Julien Lacheray
Musiche: Para One
Produttore: Bénédicte Couvreur
Produzione: Hold Up Films
Distribuzione: Teodora Film
Montaggio: Julien Lacheray
Musiche: Para One
Produttore: Bénédicte Couvreur
Produzione: Hold Up Films
Distribuzione: Teodora Film
La recensione di Dr. Film. di Tomboy
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Colonna sonora / Soundtrack di Tomboy
Canzone originale “Always”, di Para One (Jean-Baptiste de Laubier)
Voci / Doppiatori italiani:
Ruggero Valli: Laure / Michael
Arianna Vignoli: Jeanne
Emanuela Ionica: Lisa
Francesca Fiorentini: Madre
Alessio Cigliano: Padre
Leonardo Caneva: Rayan
Riccardo Suarez: Verde
Arturo Valli: Neretto
Informazioni e curiosità su Tomboy
Prodotto da Bénédicte Couvreur/Hold Up Films & Productions in co-produzione con Arte France Cinéma, Lilies Films, con il supporto di Région Ile-De-France, in collaborazione con CNC, con la partecipazione di Canal Plus, Arte France, in associazione con Arte/Cofinova 6, Films DistributionNote dalla produzione:
NOTE DI REGIA
Filosofia produttiva
Tomboy è stato realizzato in tempi incredibilmente brevi. Ho scritto la sceneggiatura in 3 settimane e pochi mesi dopo stavamo girando. Le riprese sono durate 20 giorni, con un budget iniziale di 500.000 euro e una troupe di 15 persone. Questi numeri riflettono bene lo spirito del film, radicale e dinamico. Volevamo credere che fosse possibile lavorare in una prospettiva diversa da quella consueta, con i tempi di scrittura e di ricerca di finanziamenti molto lunghi. Questo progetto è stato concepito in questo modo, è la sua filosofia.
Un meccanismo efficiente
Il film è costruito intorno a un argomento molto semplice e forte, ossia la storia di un personaggio con un’identità segreta. Si tratta di un tema classico, molto usato nel cinema americano (il poliziotto infiltrato, la doppia vita), che permette una narrazione forte, ricca di suspense e empatia. Il personaggio ha un obiettivo ben definito e gioca attivamente su due fronti. Partendo da questo efficiente meccanismo di scrittura, ho avuto quindi anche il tempo e la libertà di comporre un ritratto vivido dell’infanzia. Naturalmente, ero anche molto interessata al tema dell’identità sessuale e del genere: l’infanzia è spesso dipinta come un’età dell’innocenza, ma io credo che sia una stagione della vita piena di sensualità e emozioni ambigue. Ed è così che volevo raccontarla.
Trovare Laure
La nostra prima preoccupazione era il casting, poiché il ruolo di Laure rappresentava una sfida davvero ardua. Inoltre, avevamo pochissimo tempo per i provini e solo 3 settimane a disposizione prima della scadenza per ottenere il permesso di girare con dei bambini durante l’estate. Il casting director ha accettato la sfida, pur sapendo che non avremmo avuto il tempo di andare a cercare volti nuovi nelle scuole o nei giardini pubblici, ma avremmo dovuto considerare solo i piccoli attori già iscritti alle agenzie.
So che quello che sto per raccontare sembra il solito aneddoto romantico da tirar fuori in queste occasioni, ma questa storia è vera. Abbiamo incontrato la protagonista, Zoé Héran, il primo giorno di provini e ha avuto la parte. È arrivata con quell’aria da ragazzo, con il suo vero amore per il calcio e dei capelli lunghissimi. Girando qualche scena è stato chiaro che aveva quello che serviva: una forte emotività naturale e un viso molto fotogenico. Insomma, dal primo giorno avevamo la nostra protagonista. Non avevamo ancora i soldi, è vero, ma dal momento che l’ho incontrata sapevo che per lei avrei girato il film a qualunque costo.
Sorelle
Per quanto riguarda il personaggio di Jeanne, la sorellina di Laure, occorreva che ci fosse una chimica tra le due, un legame di fiducia reale. Presto il nostro interesse si è focalizzato su Malonn Lévana. Mi piace il suo viso e il modo in cui parla. Può sembrare molto matura ed era una bambina davvero intelligente, quando l’ho incontrata siamo entrate subito in sintonia, mi ha emozionato. Il legame tra le sorelle nel film è ispirato alle mia vita reale e nutrivo grandi aspettative a riguardo.
Amici veri
La scelta di Jeanne Disson, che interpreta Lisa, è stata l’unica fatta al di fuori delle agenzie. Non ero convinta delle altre, erano troppo consapevoli della propria bellezza, mentre io volevo una ragazzina impacciata, non una principessa. Per il resto dei bambini, invece, si è deciso di includere nel cast gli amici reali di Zoé, senza fare una selezione. La sceneggiatura non era ancora completa, quindi i singoli membri della comitiva non erano ancora stati delineati. Prendendoli tutti insieme speravano nella loro amicizia reale e nel legame speciale che li univa. Sentivo che qualcosa di buono poteva scaturirne.
Questioni di stile
Benché il film non avesse un budget alto, volevo assicurarmi una buona qualità visiva. Insieme al direttore della fotografia e allo scenografo abbiamo lavorato su scelte cromatiche forti e essenziali. Occorreva girare due o tre scene ogni giorno, con poco tempo a disposizione per non far perdere la concentrazione ai bambini. Normalmente la scelta adatta sarebbe la camera a spalla, ma ho deciso altrimenti, lavorando molto sulla messinscena e con inquadrature stabili e precise.
La seconda volta
C’è sempre molte pressione quando sei al secondo film. Si dice sia il più difficile. Ero abbastanza preoccupata di passare a un budget più alto e a un cast più importante, come sempre succede. Come se le cose dovessero farsi più impegnative. Mi piaceva invece l’idea di un secondo film più economico del primo, più leggero, l’idea che fare film porti sempre più autonomia, libertà, alternative, permettendo di sperimentare nuovi modi di dirigere e produrre.
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