Regista: Ben Affleck
Titolo originale: The Town
Durata: 122'
Genere: Triller, Drammatico, Romantico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: Venezia 2010,08 Ottobre 2010 (cinema)
Attori: Ben Affleck, Blake Lively, Jeremy Renner, Jon Hamm, Rebecca Hall, Chris Cooper, Brian Scannell, Slaine, Gary Galone
Soggetto: Chuck Hogan
Sceneggiatura: Peter Craig, Ben Affleck, Aaron Stockard
Trama, Giudizi ed Opinioni per The Town (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: The Town
Durata: 122'
Genere: Triller, Drammatico, Romantico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: Venezia 2010,08 Ottobre 2010 (cinema)
Attori: Ben Affleck, Blake Lively, Jeremy Renner, Jon Hamm, Rebecca Hall, Chris Cooper, Brian Scannell, Slaine, Gary Galone
Soggetto: Chuck Hogan
Sceneggiatura: Peter Craig, Ben Affleck, Aaron Stockard
Trama, Giudizi ed Opinioni per The Town (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Robert Elswit
Montaggio: Dylan Tichenor
Musiche: Harry Gregson-Williams
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Susan Matheson
Produttore: Graham King, Basil Iwanyk
Produttore esecutivo: Thomas Tull,Jon Jashni,William Fay,David Crockett
Produzione: GK Films, Initial Entertainment Group, Legendary Pictures, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
Montaggio: Dylan Tichenor
Musiche: Harry Gregson-Williams
Scenografia: Sharon Seymour
Costumi: Susan Matheson
Produttore: Graham King, Basil Iwanyk
Produttore esecutivo: Thomas Tull,Jon Jashni,William Fay,David Crockett
Produzione: GK Films, Initial Entertainment Group, Legendary Pictures, Warner Bros. Pictures
Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia
La recensione di Dr. Film. di The Town
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Colonna sonora / Soundtrack di The Town
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Riccardo Rossi: Doug Macray
Selvaggia Quattrini: Claire Keesey
Vittorio De Angelis: Adam Frawley
Roberto Gammino: James 'jem' Coughlin
Francesca Manicone: Krista Coughlin
Fabrizio Vidale: Albert 'gloansy' Magloan
Edoardo Stoppacciaro: Desmond Elden
Antonio Sanna: Dino Ciampa
Franco Zucca: Fergus 'fergie' Colm
Rodolfo Bianchi: Stephen MacRay
Informazioni e curiosità su The Town
Tratto dal romanzo “The Town – Il principe dei ladri” di Chuck Hogan.Note dalla produzione:
Il direttore della fotografia è il premio Oscar® Robert Elswit (“Il petroliere”), le scenografie sono di Sharon Seymour (“Gone Baby Gone”), il montaggio del candidato all’Oscar® Dylan Tichenor (“Il petroliere”), e i costumi di Susan Matheson (“The Kingdom”). Le musiche sono di Harry Gregson-Williams e David Buckley, che aveva già collaborato con Affleck in “Gone Baby Gone”.
LA PRODUZIONE
Charlestown, Massachusetts: solo un miglio quadrato, ma una fama che va oltre le sue dimensioni. Il monumento che la contraddistingue, il Bunker Hill Monument, ricorda la famosa battaglia della Guerra d’indipendenza, ma le battaglie più recenti della città sono state quelle fra poliziotti e rapinatori.
E’ su questo sfondo che è ambientato il film “The Town”, di cui Ben Affleck è regista, co-autore e protagonista, nel ruolo di Doug MacRay. “E’ interessante, perché, da un lato l’aspetto esteriore del film è quello di un poliziesco, ma in realtà è la storia di un uomo che si trova incastrato in un luogo dal quale vorrebbe andar via per cambiare vita, e questo mi ha colpito molto. Parla delle radici, di come si cresce e di come i figli paghino le colpe dei genitori. Molti ci si possono identificare in questa storia, anche quelli di noi che non hanno mai avuto problemi di criminalità”, dice Affleck.
“The Town” è tratto dal romanzo “Prince of Thieves”, di Chuck Hogan, che viene dal Massachusetts, e ha ambientato la storia a Charlestown per un motivo: il sobborgo di Boston ha prodotto più rapine in banca e a furgoni portavalori di ogni altro miglio quadrato nel mondo. Le radici di questa caratteristica risalgono forse a quando la zona divenne sede di un carcere di massima sicurezza. “Una sorta di porta girevole”, dice Affleck, “gli uomini andavano in galera e le famiglie li seguivano, poi uscivano e rientravano, insomma intorno alla prigione si è sviluppata una comunità. Nel libro si ipotizza – e noi l’abbiamo messo nel film – che le rapine in banca siano diventate un’attività passata di padre in figlio”.
Jeremy Renner, che interpreta il ruolo di Jem, complice e miglior amico di Doug, aggiunge: “E’ una comunità molto piccola, chiusa, che ha sviluppato un codice del silenzio molto rigido. Tutti sanno tutto, ma nessuno parla, e questo rende più facile il successo del loro tipo di lavoro”.
Pubblicato nel 2004, “Prince of Thieves” ha vinto l’Hammet Prize della International Association of Crime Writers e ha attirato l’attenzione del produttore Graham King. “Quel tipo di storia, con criminali e poliziotti, era perfetta per il mio progetto”, dice King. “Ma mi sono piaciuti anche gli altri elementi del romanzo, l’amicizia di quegli uomini che vivono e lavorano insieme, a parte la specificità della loro occupazione. L’amore di Doug per la donna che hanno preso in ostaggio e quindi il dover prendere delle decisioni che avranno un impatto forte su tutti loro. Un mix molto interessante”.
Rebecca Hall, che interpreta Claire, la donna di cui Doug si innamora, afferma: “E’ un vero thriller, nel senso che è avvincente e c’è molta azione. Ma ha anche un lato romantico che riserva qualche sorpresa. E’ un racconto molto bello”.
Il produttore Basil Iwanyk è d’accordo. “La storia ha tanti aspetti. I rapporti tra quelli che sono amici da una vita e anche se commettono reati ti preoccupi per loro. Hanno una energia, un orgoglio e una fiducia tali che ti trascinano, poi una storia d’amore fuori del comune che mi ha subito attirato”.
Lo sceneggiatore Peter Craig dice che adattando il romanzo di Hogan ha dato la precedenza alle relazioni che si sviluppano. “Ogni singolo rapporto è complicato. Al centro c’è una storia d’amore, ma Doug ha anche rapporti con Jem, con il padre, con la sorella di Jem e gli altri della banda, tutti essenziali ai fini della storia. Il mio obiettivo è stato quello di mantenere inalterato l’intreccio e la profondità dei rapporti”.
King ha inviato un primo abbozzo della sceneggiatura a Affleck dopo aver visto “Gone Baby Gone”, che ha segnato l’esordio dell’attore nella regia. “Ben ha fatto un lavoro magnifico con “Gone Baby Gone”, quindi ci ha fatto piacere fargli conoscere il progetto”, afferma King. “E poi lui è di Boston e la conosce come le sue tasche”.
Comunque Affleck e il suo amico e sceneggiatore Aaron Stockard hanno scoperto presto che, malgrado la vicinanza a Boston, Charlestown era un mondo a parte. “Ben ed io siamo cresciuti a Cambridge, che è a poca distanza da Charlestown, ma in realtà non ne sapevamo molto”, dice Stockard, che ha collaborato con Affleck anche per la sceneggiatura di “Gone Baby Gone”.
“Conoscevamo la sua dubbia reputazione, ma pensavamo che ci fosse molta esagerazione, e invece abbiamo scoperto che quelle che consideravamo leggende erano la realtà e questo ha fatto aumentare il nostro interesse per la storia”.
“Abbiamo compiuto molte ricerche”, ricorda Affleck. “Ci siamo recati nelle prigioni e abbiamo parlato con ex rapinatori di banche e abbiamo anche incontrato agenti dell’FBI, per approfondire il personaggio dell’agente Frawley, interpretato da Jon Hamm. Poi abbiamo inserito quello che avevamo imparato nell’architettura della storia, per ottenere il massimo dei dettagli e della verosimiglianza”.
“Sia come attore che come regista, il livello di preparazione di Ben è incredibile. Ha studiato ogni momento del film”, dice Iwanyk. “Ha anche avuto la saggezza di circondarsi di un cast e una troupe straordinarie e ha stimolato un’atmosfera creativa sul set, con la sua disponibilità ad accogliere le idee degli altri”.
Per accentuare il realismo voluto dai realizzatori, “The Town” è stato girato quasi interamente in location a Boston e nei dintorni, e, ovviamente, a Charlestown, nel North End, a Cambridge e nel Fenway Park, lo stadio più antico della Major League di Baseball ancora in attività, dove sono state girate le sequenze d’azione più intense del film. Molta gente del posto è stata scelta per ruoli secondari o come comparse, anche ex poliziotti e ex detenuti.
GENTE DEL POSTO E YUPPIE
Quando incontriamo il personaggio di Doug Macray, lui e la sua banda sono in un furgone fermo davanti alla Cambridge Merchant Bank, qualche secondo prima che inizi la rapina. Secondo le parole di Affleck, Doug “cerca disperatamente di uscire da quella vita, sa perfettamente che quello che sta facendo non va bene, ma è incapace di cambiare”.
“Ha avuto l’opportunità di un futuro diverso”, continua Affleck, “è stato giocatore professionista di hockey, ma si è rovinato da solo, si è drogato ed è tornato al vecchio ambiente, dove lo troviamo. Ora è pulito, vuole cambiare, ma non riesce a sfuggire a quella situazione”.
“L’aspetto più interessante di Doug”, afferma Stockard, “è l’essere perfettamente consapevole che se non se ne va non potrà mai cambiare. Non si tratta solo del fatto che potrebbe andare in galera o essere ucciso, cose abbastanza inevitabili se resterà a Charlestown e continuerà a rapinare banche, ma che vuole essere una persona diversa”.
“Quello che è dipende anche da come e dove è sempre vissuto”, dice Affleck. “Sua madre se n’è andata, suo padre faceva quel mestiere e Doug si è ritrovato fare le stesse cose degli amici con cui è cresciuto. Questa non è una scusante, ma permette di capire meglio perché sia finito così”.
“Ben ha capito perfettamente il percorso psicologico ed emotivo di Doug”, afferma King, “e quando ha detto di essere interessato a interpretare quel ruolo sapevamo che nessuno l’avrebbe fatto meglio d lui. E mi ha colpito molto non solo come Ben ha interpretato il personaggio, ma l’intensità della sua performance”.
La storia della vita di Doug è in netto contrasto con quella di Jem, il suo amico più caro, una sorta di compagno d’armi, anche se dal lato sbagliato della legge. A differenza di Doug, Jem accetta la sua vita e non ha alcun rimorso per quello che fa.
“Jem e Doug si sono aiutati sempre, sono più fratelli che amici”, osserva Jeremy Renner. “Ma ora Doug si sta allontanando dall’unica vita che Jem ha mai conosciuto e Jem cerca quindi di trattenerlo, vorrebbe dirgli ‘siamo rapinatori di banche, è questo quello che facciamo’. Questo è il nodo del loro conflitto”.
“Doug e Jem hanno una storia complicata alle spalle”, commenta Affleck. “Sono amici fin dall’infanzia, poi sono diventati persone diverse… persone fra cui non nascerebbe l’amicizia se si incontrassero oggi. Comunque il fatto che condividano una storia di lealtà e affetto mette molta pressione a Doug. Jem è sempre sul punto di perdere il controllo e Doug è l’unico che riesce a impedire che vada troppo oltre”.
Anche Renner pensa che Jem sia una ‘scheggia impazzita’ e che la propensione del personaggio per la violenza lo renda ancora più sfaccettato. “Ha dei difetti, forse molto più di altri, ma ci sono momenti in cui vediamo anche i suoi pregi. Per me era importante che apparisse come essere umano e non solo come un tagliagole. Può essere un uomo che fa paura, ma ho voluto anche aggiungere umorismo e cuore”, dice l’attore.
Secondo Iwanyk, “Jeremy è stata una rivelazione. Ha trasformato Jem in qualcuno che ti coinvolge emotivamente. Ho sofferto per lui e non mi era successo quando ho letto la sceneggiatura per la prima volta”.
“Jeremy ha colto la dicotomia di quest’uomo, che commette atti imperdonabili, ma nello stesso tempo ti piace”, dice Affleck. “Noi riusciamo a vedere perché è così grazie all’interpretazione che ne fa Jeremy. E’ un attore straordinario e una persona dolce e la sua umanità emerge pienamente nella sua performance”.
Renner dice che Affleck, sia come regista che come attore, è riuscito a rendere naturale l’amicizia tra Jem e Doug. “Mi sembrava di lavorare con uno dei miei migliori amici. Ben mi ha dato la possibilità di fare quello che ritenevo giusto e se funzionava era il primo ad esserne felice. Ci ha fatto sentire tutti a nostro agio e rilassati, è stato grande”.
Il sottile solco che si è aperto tra Doug e Jem si è allargato quando, durante la rapina alla Cambridge Merchant Bank, Jem ha picchiato brutalmente un impiegato e poi, con una mossa dettata dalla disperazione, ha preso in ostaggio la direttrice della banca, Claire Keesey.
Anche se poi la banda libera subito la donna, Jem in particolare diventa nervoso quando scoprono che Claire vive a Charlestown, a pochi isolati da loro. Cosa potrebbe succedere se lei avesse visto o sentito qualcosa che li metta in relazione con la rapina? Jem non vorrebbe aspettare di scoprirlo, ma, sapendo cosa potrebbe significare, interviene Doug. “Per cercare di calmare i compagni, Doug dice che se ne occuperà lui”, spiega Affleck, “e inizia a seguire Claire, fino a che ha con lei un incontro inaspettato. E questo da il via a una serie di eventi che cambieranno la sua vita”.
In realtà un altro tipo di ‘cambiamento’ è l’innocuo motivo per cui si conoscono, quando Claire si avvicina a Doug in lavanderia per chiedergli se ha qualche moneta per la lavatrice. Claire non sa chi sia Doug o che esiste una connessione tra loro. E invece è proprio questa connessione, la rapina in banca e l’essere stata presa in ostaggio, che fa da catalizzatore per il loro amore.
Rebecca Hall spiega: “E’ ciò che accade quando le relazioni nascono in situazioni estreme: i legami sono più stretti. Il fatto che Claire stia piangendo quando incontra Doug fa scoccare una immediata scintilla tra loro, non perché esista una chimica particolare, ma perché lei in quel momento ha bisogno di qualcuno e c’è lui, uno sconosciuto, che le sorride e la fa ridere. Forse in altre circostanze non sarebbe uscita con lui, ma in quel momento è disponibile e vulnerabile e lui le appare un po’ come un cavaliere in un’armatura scintillante”.
Affleck dice di aver scelto Hall per il ruolo di Claire non solo “perché è bella e piena di talento, ma perché appare molto naturale, si sente la sua sincerità, la sua normalità e questo era importante per il ruolo. Può essere benissimo una persona che lavora in banca, la ragazza che è appena arrivata nel quartiere”.
“E’ stato interessante per me interpretare quella che definirei, scusate ma non trovo un altro temine, una yuppie, che la gente del posto, i Townies, definisce Toonie, che si è trasferita a Charlestown e continua a viverci anche dopo quello che è successo. Dimostra una grande forza e si rifiuta di diventare una vittima”, fa notare Hall.
Quando il rapporto tra Doug e Claire si approfondisce, “Lei diventa la persona che può aiutarlo a cambiare la sua vita”, dice Affleck.
Più Doug cerca alternative alla sua vita, più diventa una minaccia per la sua banda, come per Krista, la sorella di Jem, anche se non per la stessa ragione. Blake Lively, che la interpreta, afferma: “Tutto quello che Krista vuole è che Doug l’ami e la porti via da lì. E’ cresciuta con quei ragazzi che fanno cose sbagliate, ma erano il suo unico modello. Ora è una mamma single e vuole andarsene”.
Lively aggiunge che di Krista le è piaciuto il mix di intelligenza e fragilità. “Alterna momenti di cupezza e vulnerabilità, durezza e disperazione e, anche se può apparire non facile da recuperare, ho voluto ritrarla come un personaggio simpatico, di cui si riesce a comprendere il comportamento”.
“Blake ha espresso con Krista una combinazione perfetta di pathos, sensualità, tristezza e aggressività”, dice Iwanyk.
“Quando ho incontrato Blake”, ricorda Affleck sorridendo, “ho detto ‘ecco qualcosa che non si sente spesso a Hollywood: stiamo cercando una persona più vecchia e meno bella’. Ma lei è stata incredibile, ha passato del tempo con la gente di Charlestown e ha lavorato per capire il personaggio e cosa arriva a fare Krista per sopravvivere”.
“Per molti aspetti Krista è la peggior nemica di se stessa”, afferma Lively. “Fa di tutto per rendere infelice Doug, senza rendersene conto. Quando appare Claire nel film, Krista non sa nulla, ma sente che Doug di sta allontanando e combatte con tutte le sue forze per trattenerlo”.
Neppure l’agente speciale Frawley dell’FBI, che guida la task force che indaga sulle rapine in banca a Boston, sa della relazione tra Doug e Claire. “Lui non è dell’idea che facciano parte della cultura di Charlestown”, dice Affleck, “pensa solo che siano dei criminali e vuole arrestarli”.
“E’ un outsider”, dice Jon Hamm del suo personaggio. “Anche se non è di Boston, ha una notevole esperienza e sa come muoversi”.
L’ultima serie di rapine è frustrante per Frawley, perché sa chi sono i colpevoli, ma non ha le prove per inchiodarli. “Questo crea una dinamica interessante tra il mio personaggio e quello di Ben”, continua Hamm. “L’elemento fondamentale di un buon film poliziesco è l’interazione tra i buoni e i cattivi. Chi vincerà? Ma qui, la linea che divide i buoni e cattivi è meno chiara e si può far il tifo per entrambi”.
“Sono un fan di Jon, quindi mi reputo fortunato ad averlo avuto nel cast”, sostiene Affleck. “Quando ho incontrato dei veri agenti dell’FBI mi sono reso conto che emanavano un’aura di potere e intelligenza e Jon è riuscito a coglierla. E’ molto perspicace e c’è qualcosa in lui che incute rispetto. Non riesco a pensare a un attore migliore per questo ruolo”.
A differenza di Frawley, il detective Dino Ciampa è un Townie, nato e cresciuto a Charlestown ed è interpretato da Titus Welliver, che aveva già lavorato con Affleck in “Gone Baby Gone”. “Dino è cresciuto a Charlestown, ma ha fatto scelte diverse da quelle di Doug e Jem”, dice l’attore.
“Ora è una specie di emarginato e in una scena vediamo che è considerato un traditore. Hanno lanciato la sfida e per Dino arrestarli tutti diventa una questione personale”.
Cresciuto in quell’ambiente, Dino sa come rendere personale la questione quando interroga Doug: gli fa incontrare il padre, che sta scontando una condanna nel carcere di massima sicurezza di Walpole. Stephen MacRay, interpretato dal premio Oscar Chris Cooper, appare nella prima scena mai girata a Walpole. “Avevo lavorato con Chris in un film qualche tempo prima di “The Town” e sapevo che viveva in Massachusetts, quindi l’ho chiamato e gli ho chiesto di interpretare il padre di Doug. Abbiamo finito col restare quattro ore al telefono per definire il passato e i rapporti dei nostri personaggi”.
Per puro caso, il giorno in cui Cooper doveva girare, il vero padre di Affleck ha fatto una delle sue rare visite sul set. “Ho visto Chris osservarlo con grande attenzione”, dice Affleck. “Mio padre ha gli occhiali e Chris è andato a comprarne un paio simile e ha assunto con me un atteggiamento autoritario. In breve è diventato il personaggio. Gli agenti di custodia che erano lì quel giorno hanno detto che sembrava che stesse a Walpole da dieci anni. Siamo rimasti tutti affascinati dalla sua performance”.
Il cast e la troupe sono stati colpiti anche da un altro attore, Pete Postlethwait, che interpreta il ruolo di Fergie Colm, un fioraio il cui negozio è uno schermo per il riciclaggio di denaro sporco, lo spaccio di droga e altre attività criminali. Anche se non è fisicamente imponente “era importante che Fergie avesse un aspetto minaccioso”, afferma Graham King. “Pete, anche quando sorride, ti fa capire che può essere pericoloso attraversargli la strada e questo era esattamente quello di cui avevamo bisogno”.
“Chris Cooper e Peter Postlethwaite hanno reso assolutamente credibili i loro personaggi”, aggiunge Affleck. “Lavorare con attori del loro livello è stato un onore per me”.
A sua volta Postlethwait dice del suo regista: “La capacità di Ben di riflettere la tecnica di recitazione nella sua direzione è il sogno di ogni attore. Lui sa quando senti che non è andata bene e vuoi ripetere la scena, ma soprattutto sa quando ha funzionato. Ho accettato subito di lavorare con lui nel suo prossimo film”.
I realizzatori hanno inserito nel cast alcune persone del posto che non erano mai state davanti a una macchina da presa. “Il mio obiettivo”, dice Affleck, “era quello di far immergere il pubblico in quell’ambiente e avere gente del luogo è stato di grande aiuto, come dice il personaggio di Gloansy nel film ‘è più autentico’”.
Slaine, che è nato a Boston e ha esordito nel cinema con “Gone Baby Gone”, è stato scelto per interpretare Albert ‘Gloansy’ Magloan, che fa parte della banda di Doug e Jem. “Ben conosce bene la zona e la gente che ci vive e questo nel film emerge”, dice Sloane che nel film interpreta anche la canzone “Run It”.
Scoperto durante un casting a Charlestown, Owen Burke ha avuto il ruolo di Desmond Elden, detto Dez, il quarto membro della banda. Burke aveva una certa conoscenza dell’argomento del film. “Per caso ho incontrato dei rapinatori di Charlestown”, rivela, “e mi hanno raccontato delle cose che avevano fatto, così posso assicurarvi che il film è molto realistico”.
Un altro esordiente originario del luogo è Dennis McLaughlin, che interpreta Rusty, la guardia del corpo di Fergie, ed è stato scoperto per caso. “L’abbiamo incontrato durante i sopralluoghi.
Sono entrato in un appartamento e c’era quest’uomo enorme, sdraiato sul divano a guardare la tv. Sul braccio aveva un tatuaggio del Massachusetts, con i colori della bandiera irlandese e il codice postale di Charlestown, e ho pensato ‘Questo tipo è fantastico’. Gli ho chiesto se voleva fare un’audizione e si è rivelato perfetto. E’ stato in prigione, è uscito e ha lavorato sodo per cambiare vita. Come Rusty è inquietante, come Dennis è un tesoro”, ricorda Affleck.
Le trasformazioni sono state la regola nel casting di “The Town”. Parecchi abitanti del posto che in passato avevano avuto guai con la legge sono stati scelti per il ruolo di poliziotti e hanno lavorato al fianco di molti poliziotti veri che hanno fatto le comparse nel film.
Il produttore esecutivo David Crockett afferma: “Molte delle persone che vedete nel film sono di Boston e la maggior parte viene da Charlestown. Durante le riprese, alcuni di loro si sono avvicinati a Ben e gli hanno detto ‘Sai, io l’avrei detto così’, oppure ‘Io lo farei in questo modo’ e Ben rispondeva subito ‘Allora fammi vedere’. La cosa essenziale per Ben è l’autenticità”.
ACCENTI E PRECISIONE
Gli attori scelti sul posto avevano un vantaggio sugli altri: non dovevano imparare l’accento di Boston, e in particolare quello di Charlestown. “Non è un accento facile da acquisire”, dice Affleck che, comunque, ha raccomandato al cast di ascoltare molto.
“All’inizio ero preoccupato per l’accento”, afferma Renner, “ma quando ho parlato di un insegnante di dizione, Ben non ne ha voluto sapere. Mi ha detto ‘Ascolta quelli che sono qui, impara da loro’. Non voleva andarci giù pesante, dovevamo essere precisi, ma non dovevamo strafare”.
Anche se Renner ha seguito il suo consiglio, Affleck ammette: “Sono stato colpito dalla rapidità con cui Jeremy ha acquisito quell’accento e quanto suonava naturale, non so come abbia fatto, è stato incredibile”.
Anche Blake Lively ha passato del tempo a Charlestown per cogliere l’accento e l’atteggiamento delle donne del posto. “Ho passato qualche tempo con loro”, dice l’attrice, “ma invece di fare domande o cercare di imitare il loro accento, sono rimasta in silenzio, avevo capito che se avessi parlato non avrei potuto ascoltare. Ho visto anche come si relazionano e come cambiano i discorsi a seconda delle persone con cui parlano. E’ stato interessante vedere alcune di loro bilanciare la loro sessualità con la durezza, ad esempio ‘Niente da fare con me’”.
Rebecca Hall, che è inglese, invece non ha avuto problema di accenti, perché il suo personaggio viene dalla città di Marblehead. “Ho ascoltato le voci registrate di persone originarie di Marblehead e ho scoperto che molti usavano l’accento della east coast. Quindi ho cercato di rifarmi a quello”.
Poiché nel film ci sono molte scene d’azione, gli attori che interpretavano poliziotti e rapinatori si sono allenati con l’attrezzista e maestro d’armi Douglas Fox e con il coordinatore stunt Gary Hymes per imparare a usare in modo corretto e sicuro una varietà di armi da fuoco.
Jon Hamm ha avuto il privilegio di lavorare direttamente con il consulente dell’FBI Thomas B. Devlin, che è cresciuto a Charlestown e ha lavorato per ventiquattro anni nel Bureau, otto dei quali come supervisore del programma SWAT a Boston. “Era lui che rispondeva a ogni nostra domanda”, dice Hamm. “E’ stato di grande aiuto averlo con noi e anche divertente, perché abbiamo scoperto che alcuni di quelli che lavoravano come comparse nel film erano stati arrestati da lui nel corso delle loro precedenti carriere”.
Gli anni trascorsi a lavorare con la SWAT hanno permesso a Devlin di assolvere un duplice compito: quello di consulente dell’FBI e quello di consigliere per la SWAT. “E’ stato magnifico avere Tom sul set”, dice Affleck. “Ci ha spiegato il metodo di lavoro dell’agenzia e, essendo originario di Charlestown, conosceva bene la storia del luogo e della gente. E’ anche l’emblema del fatto che la città ha dato i natali anche a tante persone con valori forti, cosa di cui non si parla spesso”.
Parecchi veri funzionari di polizia hanno preso parte ad alcune scene d’azione e questo ha aumentato il realismo del film. “La Polizia di Boston, l’ufficio locale dell’FBI e altri dipartimenti di polizia delle vicinanze ci hanno spalancato le porte”, dice Crockett. “Ci hanno fornito assistenza e consigli a tutti i livelli”.
“La parte più difficile delle nostre ricerche è stata conoscere il modo di pensare della malavita di Charlestown, ma poi sono stati in molti ad aiutarci, anche se ogni conversazione finiva inevitabilmente con ‘Non dire a nessuno che ho parlato con te’”, dice ridendo Affleck.
“Abbiamo avuto alcuni consulenti non ufficiali”, spiega Iwanyk, “fidatevi, consulenti molto importanti, che hanno aggiunto molti dettagli al film. Alcuni di loro sembravano dei duri, ma poi si sono rivelate le persone più piacevoli che abbia mai incontrato”.
DIFENDERE LE BASI
Per i realizzatori, ottenere il massimo del realismo ha significato anche girare in una città ben precisa. “Doveva essere Boston”, afferma Graham King. “Le case, le strade, la gente… e poi Ben viene da lì ed è ancora molto legato alla sua città, quindi non potevamo neppure immaginare di sostituirla con un altro posto”.
Il film è stato girato quasi interamente a Boston e dintorni, come Charlestown, Cambridge e North End, oltre che nello storico stadio dei Red Sox, Fenway Park.
Le riprese sono iniziate nel luogo cui si ispirano la storia e il titolo, che Iwanyk definisce “un luogo in transizione. Negli ultimi anni Charlestown si è trasformata in un quartiere residenziale. All’angolo delle strade mi fermavo ad ammirare palazzi magnifici e alberi rigogliosi, sembrava di sfogliare un libro di storia, poi, nella direzione opposta potevo vedere, a pochi isolati di distanza, edifici in costruzione”.
La scenografa Sharon Seymour dice che lei e Affleck hanno voluto cogliere il contrasto tra le abitazioni della classe operaia e gli edifici restaurati dei nuovi arrivati. “Ben ed io eravamo d’accordo che era necessario definire Charlestown per comunicare al pubblico che si trattava di una comunità divisa. C’è la piazza e le belle architetture dei palazzi intorno a Main Street, ma ci sono anche le case d legno dove hanno vissuto intere generazioni. E questo aspetto emerge nella relazione tra Doug, che viene dalla Charlestown delle case popolari, e Claire, una direttrice di banca che si è appena trasferita in un grazioso appartamento che si affaccia sulla piazza”.
La costumista Susan Matheson riflette questo contrasto negli abiti di Rebecca Hall e di Blake Lively, rispettivamente Claire e Krista. “Volevamo che apparissero agli antipodi”, sostiene Matheson. “I vestiti di Krista sono molto colorati e lei indossa molti gioiellini, collane, braccialetti, grossi cerchi alle orecchie. Ma abbiamo anche cercato di scegliere qualcosa che potesse avere per lei un significato particolare, come la croce celtica che ha al collo, e desse informazioni sulla sua personalità”.
Invece il guardaroba di Claire “è semplice e con pochi fronzoli”, continua la costumista. “E’ una direttrice di banca, quindi si veste in modo professionale. Anche dopo il lavoro i suoi abiti hanno un taglio molto lineare, soprattutto se paragonati a quelli di Krista”.
Forse i costumi più caratteristici visti in “The Town” sono le maschere indossate da Doug, Jem, Gloansy e Dez per nascondere la loro identità durante due delle tre rapine che mettono a segno nel corso del film.
L’idea dei costumi da scheletro è venuta da una rapina vera. “Stavamo visitando gli uffici dell’FBI e ci hanno mostrato l’immagine in primo piano di un uomo con una maschera da scheletro che era stata registrata da una telecamera di sorveglianza. Impugnava un fucile, ma era la maschera che incuteva terrore”, ricorda Affleck.
“Era veramente inquietante”, aggiunge Matheson, che aveva visto l’immagine nel corso delle sue ricerche: “Ben ed io siamo rimasti colpiti e abbiamo pensato che sarebbe stata l’immagine di apertura perfetta per il nostro film”.
La banda indossa le maschere da scheletro per rapinare la Cambridge Merchant Bank, dove Doug incontra Claire per la prima volta. Mentre la maschera terrorizza il suo personaggio, Rebecca Hall rivela che a lei ha fatto l’effetto opposto. “Era la differenza tra Ben attore e Ben regista. In quella scena Claire è atterrita da Doug, ma quando Ben ha cercato di parlarmi da dietro la maschera, sono riuscita a stento a restare seria”, ammette ridendo l’attrice.
La rapina è stata girata alla Cambridge Savings Bank, che Seymour e il suo team avevano trasformato nella Cambridge Merchant Bank… forse troppo bene. “Ogni elemento, all’esterno e all’interno della banca ha dovuto cambiare la sigla. Non pensavo che qualcuno se ne sarebbe accorto e invece mi hanno detto che un cliente è entrato e, molto irritato, ha detto ‘Ho il conto qui da quarant’anni. Non posso credere che siano cambiati in un giorno’. E’ stato un bel complimento”, spiega Seymour.
Poi la banda ha assaltato un furgone portavalori nelle strade del North End di Boston, in pieno giorno. E le loro maschere erano ancora una volta molto particolari. “Dopo gli scheletri, ho voluto qualcosa che fosse fuori dagli schemi. Ho iniziato a pensare che quei quattro erano irlandesi e cattolici e così ho pensato a tonache da suora, ma Ben ha avuto l’idea che dal collo in giù avessero una divisa militare. E’ stata una combinazione interessante: velo da suora e giubbotto antiproiettile”, dice Matheson.
Inizia poi un inseguimento mozzafiato che coinvolge FBI, polizia e decine di altri veicoli in ogni direzione. Filmare un inseguimento è già difficile in una grande città e quindi le strade strette e piene di curve dello storico quartiere hanno moltiplicato le sfide in modo esponenziale. “Il North End è uno spazio molto stretto”, afferma David Crockett. “Il tracciato delle strade risale al 1600 e non prevedeva le automobili, ma questo ha reso la sequenza ancora più emozionante. E’ stato grandioso”.
Affleck ha collaborato con Gary Hymes e il regista della seconda unità Alexander Witt per pianificare l’inseguimento, prima usando macchinine giocattolo su una mappa del quartiere e poi arrivando a girare “quando ognuno sapeva esattamente dove doveva stare la sua macchina e cosa doveva fare”, dice Witt. “Il nostro obiettivo era rendere la scena al meglio, ma dovevamo preoccuparci anche della sicurezza”.
Per coreografare l’inseguimento, Hymes dice di essersi attenuto alla sceneggiatura. “C’è scritto ‘Gloansy guida senza mai toccare i freni’. L’azione doveva essere fluida, la banda vede che i poliziotti sono dappertutto e quindi cosa ha da perdere?”.
“Gary e il suo team sono stati fondamentali per la sequenza del North End”, commenta Affleck. “Puoi programmare quanto vuoi, ma se non hai piloti che sanno fare quello che serve è tutto inutile”.
Per immergere il pubblico nell’azione, Affleck e il direttore della fotografia Robert Elswit hanno usato una macchina da presa montata su una vettura. “Volevamo comunicare un sensazione di claustrofobia, come ci si sente all’interno di una macchina che va a tutta velocità in quelle strade strette”, dice il regista. “La cosa bella è stata che i membri della banda indossano le maschere, quindi non ci siamo dovuti preoccupare di riprendere troppo da vicino gli stunt e abbiamo potuto spingere al massimo”.
L’inseguimento culmina con la chiusura del Charlestown Bridge, quindi la produzione ha dovuto chiudere una delle arterie principali di Charlestown per parecchie ore. “Non è stato facile” fa notare Crockett, “perché noi eravamo una delle tante attività di Boston quel giorno, ma la città è stata molto comprensiva, ci hanno aiutato in ogni modo”.
I realizzatori hanno apprezzato moltissimo la collaborazione fornita dalla città per girare la rapina più ambiziosa e pericolosa della banda, come dice Fergie ‘prendere la cattedrale di Boston’, il Fenway Park. I produttori attribuiscono il merito di aver ottenuto l’accesso allo stadio a una sola persona. “Mr. Ben Affleck”, afferma King senza esitare. “Il suo nome conta molto a Boston. Sanno che è un tifoso dei Red Sox ed è stato merito suo se siamo riusciti a entrare al Fenway”.
Girate durante la stagione di baseball, le scene al Fenway devevano essere completate in un preciso arco di tempo, mentre la squadra era in viaggio. Sarebbe stato impossibile girare nei tunnel dello stadio e nelle strade circostanti con i giocatori sul campo e i tifosi sugli spalti. A creare maggior pressione, oltre ai limiti di tempo, la sequenza richiedeva la coordinazione di molte persone, il cast, gli stuntmen, le comparse, gli ex membri della SWAT di Boston che interpretavano se stessi.
“L’esperienza di girare in quel luogo è stata surreale”, dice Basil Iwanyk. “Uno di quei rari momenti della vita in cui devi interrompere quello che stai facendo per apprezzare il luogo in cui ti trovi”.
Jeremy Renner è d’accordo con lui. “E’ stato bello correre in quel campo, così ricco di storia. In un attimo ho capito cosa significa Fenway per la gente di Boston. Si sentiva una grande energia anche se era deserto, ho avuto voglia di essere un tifoso dei Red Sox”, dice sorridendo.
Ben Affleck dice: “Sono un grande tifoso dei Red Sox quindi per me è stata una grande emozione trovarmi nello stadio. Girare “The Town” mi ha offerto grandi opportunità e ho apprezzato la possibilità di lavorare con degli straordinari talenti. E’ stato un processo molto collaborativo e il film è il risultato del lavoro di tante persone che hanno avuto a cuore il progetto”.
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