Un poliziotto da happy hour di John Michael McDonagh

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locandina Un poliziotto da happy hour
 
Regista: John Michael McDonagh
Titolo originale: The guard
Durata: 96'
Genere: Commedia
Nazione: Irlanda
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 21 ottobre 2011 (cinema)

Attori: Brendan Gleeson, Don Cheadle, Liam Cunningham, David Wilmot, Rory Keenan, Mark Strong, Fionnula Flanagan, Dominique McElligott, Sarah Greene, Katarina Cas, Pat Shortt, Darren Healy, Laurence Kinlan, Gary Lydon
Sceneggiatura: John Michael McDonagh

Trama, Giudizi ed Opinioni per Un poliziotto da happy hour (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Larry Smith
Montaggio: Chris Gill
Scenografia: John Paul Kelly
Costumi: Eimer Ni Mhaoldomhnaigh
Trucco: Morna Ferguson

Produttore: Chris Clark, Flora Fernandez-Marengo,Ed Guiney,Andrew Lowe
Produttore esecutivo: Paul Brett,Don Cheadle,Ralph Kamp,Martin McDonagh,David Nash,Lenore Zerman
Produzione:
Distribuzione: Eagle Pictures

La recensione di Dr. Film. di Un poliziotto da happy hour
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Colonna sonora / Soundtrack di Un poliziotto da happy hour
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Fabrizio Vidale: Ag. Fbi Wendell Everett
Paolo Buglioni: Serg. Gerry Boyle
Paolo M. Scalondro: Francis Sheehy
Pasquale Anselmo: Liam O'leary
Fabrizio Manfredi: Aidan Mcbride
Antonio Sanna: Clive Cornell
Vittoria Febbi: Eileen Boyle
Valentina Carnelutti: Gabriela Mcbride
Andrea Di Maggio: Eugene Moloney

Informazioni e curiosità su Un poliziotto da happy hour

Note dalla produzione:

NOTE DI PRODUZIONE
Descritto dallo sceneggiatore/regista John Michael McDonagh come “un grande film su un grande uomo dalle grandi risate e dal grande cuore”.
UN POLIZIOTTO DA HAPPY HOUR è un thriller comico, con Brendan Gleeson nel ruolo di un poliziotto irlandese sopra le righe che unisce le forze con un rigido agente dell’FBI (Don Cheadle) per riuscire ad incastrare una gang internazionale di trafficanti di droga.

Alle riprese, durate sette settimane, hanno fatto da sfondo una serie di location in Irlanda, tra Connemara,ad ovest, e Wicklow, ad est, che mostrano in pieno tutta la magia della campagna irlandese.
La produzione è a cura di Reprisal Films ed Element Pictures in associazione con Prescience, Aegis Film Fund, UK Film Council e Crescendo Productions e con la partecipazione di Bord Scannán na hÉireann/the Irish Film Board.


DICHIARAZIONE DEL REGISTA
“Si tratta di un Western. Il Wild West, in questo caso, è il West of Ireland (l’Ovest dell’Irlanda), dove, in un’isolata città di frontiera, vive e lavora un eccentrico poliziotto, con una spiccata passione per le prostitute, un esagerato senso dell’assurdo e una madre in punto di morte.
Gerry Boyle non prende mai niente e nessuno sul serio, almeno fino a quando un suo collega poliziotto scompare e lui si ritrova a dover collaborare con un agente dell’FBI privo di humour, assegnato al caso. A quel punto Boyle è costretto a fingere un minimo di interesse.

Quali sono gli ingredienti del progetto? Abbiamo un protagonista originale dall’aria amareggiata e malinconica. Abbiamo tre cattivi imprevedibili. Abbiamo una ‘spalla’ del protagonista che non ha idea di cosa stia accadendo. Abbiamo l’azione e una strana, insolita location: Connemara, il cui paesaggio ci stupisce in tutta la sua grandiosità epica.
Insomma, ecco la ricetta per un film visivamente stilizzato, poetico, con una risonanza mitica e una vena ironica cupamente comica, sul filone dei lavori di di registi classici come John Ford e Preston Sturges.

Le loro pellicole, originali ed emozionanti, prodotte negli Stati Uniti durante gli anni ’70, hanno rappresentato un modello: pellicole caratterizzate da una certa dose di malinconia (sia commedie, che thriller, che drammi). Era questa particolare qualità evanescente che volevo catturare. Tutto questo, inserito in una black comedy a cui non mancano elementi quali eccentricità, imprevedibilità, scenografie e costumi provocatoriamente stilizzati, rendono questo film un prodotto originale nel panorama della cinematografia Inglese ed Irlandese, lontano un milione di chilometri da quelle che sono le recenti tendenze pessimistiche proprio perché gioca sull’umorismo.”
John Michael McDonagh


LA LEGGE DI BOYLE
Dieci anni fa, John Michael McDonagh scrisse e diresse il suo primo film, un cortometraggio intitolato “The Second Death” nel quale esordiva, in un ruolo minore, un giovane poliziotto di nome Gerry, interpretato da Gary Lydon (L’Ispettore Stanton). “E’ un personaggio divertente: fa deliberatamente delle cose per irritare le persone”, rivela McDonagh. “Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa con lui prima o poi”.
Un paio di anni dopo, il cineasta iniziò a scrivere un altro cortometraggio con protagonista lo stesso personaggio, ma poi mise da parte il corto per lavorare ad altri progetti, tra i quali la sceneggiatura per il primo lavoro cinematografico australiano della Working Title, il film dal titolo “Ned Kelly”, con Heath Ledger.

Dopo aver completato “Ned Kelly”, McDonagh scrisse una serie di sceneggiature (sia progetti ad alto budget, che poi vendeva e che venivano diretti da altri registi, che film sotto ai 10 milioni di budget, che sentiva di poter dirigere lui stesso). Era determinato riguardo al fatto che, se non fosse riuscito a portare a termine da sé questi progetti minori, essi non avrebbero visto la luce; poi, quando un film che aveva intenzione di dirigere non fu realizzato, decise di tornare alla sceneggiatura incompleta del suo cortometraggio.
Quelle dieci pagine divennero la scena in cui Gerry Boyle esamina il cadavere dell’uomo nel cottage, che vediamo all’inizio del film.

“Quella scena era il nucleo, perciò siamo partiti da lì… poi è stato praticamente un bang, bang, bang. Non scrivevo le scene in ordine sequenziale, piuttosto mi veniva in mente un’idea e la mettevo alla fine della sceneggiatura. E poi pensavo ‘ora dobbiamo arrivare a questo punto’, perciò inserivo le idee così a casaccio. In genere, quando si procede in questo modo bisogna ritornare sulle scene e dire ‘questa particolare cosa non ha senso in relazione a quest’altra cosa’, ma ciò non è successo. Tutto ha fluito alla perfezione. Perciò, prima scrivevo qualcosa e poi la rileggevo e mi dicevo ‘OK, continua ad andare avanti, continua così’; e in tredici giorni di lavoro, nel corso di tre settimane, la sceneggiatura era finita”.

McDonagh e i suoi colleghi della Reprisal Films, Chris Clark e Flora Fernandez Marengo (che avevano prodotto il suo cortometraggio, “The Second Death”), si sono uniti a Ed Guiney e Andrew Lowe della Element Pictures (la maggiore società indipendente irlandese di cinema e televisione) e così è iniziata la fase di pre-produzione e di casting. “Quando Flora ci ha mandato la sceneggiatura era praticamente completa, il che è abbastanza insolito” - ricorda Andrew Lowes - “John è uno magnifico scrittore e la mia prima impressione fu che si trattava di qualcosa di esilarante, adoravo la sua ironia dark”. Ed Guiney concorda: “Era una di quelle sceneggiature che rasentano quasi la perfezione e metterci sopra le mani è davvero raro”.
Una volta pronta la sceneggiatura, tutti sono rimasti davvero sorpresi per la velocità con la quale il processo produttivo si è messo in moto. “L’ho letta per la prima volta a metà gennaio” - racconta Chris Clark - “e le riprese sono iniziate a metà ottobre: secondo la mia esperienza è una cosa davvero rara!”

Il film è stato scritto e girato in dodici mesi, perciò, sebbene si possa affermare che abbia lavorato su questo personaggio per dieci anni, in realtà esso è filtrato dentro alla mia mente” - afferma McDonagh - “E’ bello poter creare un personaggio che è in grado di dire o di fare qualsiasi cosa. Ti viene da pensare ‘qual’è la peggior cosa che una persona potrebbe dire in questa particolare situazione?’. Credo non ne possa più della situazione perciò è capace di dire qualsiasi cosa in qualsiasi momento. Io stesso ero arrivato a questo punto nel cinema: ero talmente stufo e arrabbiato che questo personaggio mi è venuto fuori in modo subliminale. Perciò se vi state chiedendo se io abbia mai conosciuto un poliziotto come Gerry Boyle, vi devo rispondere che Sono Io Gerry Boyle!”


IL CAST
“Non l’ho scritto per Brendan Gleeson” - spiega McDonagh - “ma è apparso evidente che se non avesse voluto accettare la parte, allora il ruolo avrebbe dovuto essere interpretato in modo totalmente diverso. Se lo avesse interpretato un attore più giovane, il personaggio non avrebbe dovuto avere quel senso di malinconia, ed è apparso chiaro che se Brendan avesse rifiutato, allora il film non avrebbe potuto essere realizzato”. Ma Gleeson , il quale aveva avuto un enorme successo con “In Bruges - La coscienza dell'assassino”, diretto dal fratello di John, Martin McDonagh, ha letto la sceneggiatura ed ha accettato rapidamente.
“E’ stato merito dello stile narrativo” - ammette Gleeson, - “e della parte che è meravigliosa. Chiunque avesse rifiutato quel ruolo avrebbe dovuto correre a nascondersi in una stanza buia e spararsi. Ovviamente lui è assolutamente esilarante, ma c’è anche qualcosa di davvero interessante riguardo alla sua umanità e al suo tentativo di ripensare alla nozione che l’eroismo sia possibile, o che affrontare le circostanze avverse sia possibile, e che lui sarebbe stato all’altezza della situazione. Il film è molto simile al genere del vecchio Western, da questo punto di vista”.

Don Cheadle, che è stato la prima scelta di McDonagh per il ruolo dell’agente dell’FBI, è rimasto da subito molto colpito dalla qualità della sceneggiatura. “E’ davvero raro leggere una sceneggiatura e una storia così definite. Questi personaggi sono così pieni e ricchi. Quando abbiamo letto la sceneggiatura sapevo che John era riuscito a far sì che Brendan si interessasse al progetto, ed io adoro Brendan come attore. Vedendo un progetto così completo che non aveva ancora spiccato il volo, a me, ai miei soci e alla mia azienda è venuta voglia di tuffarsi in questa avventura per vedere se saremmo stati capaci di realizzarla”. Cheadle si è unito al progetto sia in veste di co-protagonista che in quella di Produttore Esecutivo.
“Da quel momento in poi” - ricorda il Produttore Clark - “abbiamo avuto la possibilità di andare a Cannes con una sceneggiatura, un regista e due grandi attori, e allora ci siamo resi conto che i finanziamenti sarebbero arrivati; a quel punto abbiamo potuto iniziare la fase di casting per gli altri ruoli. Non avremmo potuto essere più fortunati di così”.

Tra gli attori che interpretano i trafficanti di droga ci sono: Mark Strong, il quale è stato suggerito a McDonagh dalla Direttrice del casting Jina Jay, Liam Cunningham e David Wilmot, che avevano entrambi già lavorato assieme al Regista, il quale ha creato i loro personaggi avendo in mente proprio loro (Cunningham descrive affettuosamente lo stile di McDonagh come “follia poetica su una pagina”).
Completano il cast l’attore di teatro e doppiatore Rory Keenan (che si è diplomato in recitazione presso il Trinity College e di recente è apparso in “Zonad” di John Carney, (Element Pictures), e si è unito al cast nel ruolo del giovane e iper-entusiasta Aidan McBride, che arriva da Dublino e trova una situazione totalmente diversa rispetto alla selvaggia costa dell’Ovest), Fionnula Flanagan (che ha lavorato con un variegato numero di registi, tra cui Robert Zemeckis, Ricky Gervais e Anthony Hopkins, una delle attrici irlandesi più famose ed è perfetta per il ruolo della vivace e, al tempo stesso, moribonda Eileen Boyle, la madre del protagonista), Dominique McElligott (apparsa recentemente nel ruolo della moglie di Sam Rockwell nell’acclamato film di Duncan Jones, “Moon” e Sarah Greene, che interpretano una coppia di vivaci prostitute di Dublino, assunte dal Sergente Boyle per un pomeriggio di divertimento a Galway), il grande comico e attore irlandese Pat Shortt (che è stato scelto per la parte dell’armaiolo dell’IRA, Hennessy, e appare in un’unica ma coloratissima scena) e per finire, l’attrice, modella e stella della Tv Slovena Katarina Cas, al suo debutto cinematografico internazionale in questo film. “Katarina è uscita fuori dal nulla” - spiega McDonagh - “Ed ora ha grosse difficoltà a convincere i suoi connazionali di aver recitato nel ruolo della protagonista femminile in un film in lingua inglese con Brendan Gleeson!”

L’affinità tra John Michael McDonagh e il suo cast è un elemento chiave del suo successo come regista. “Ha un carattere molto forte ed ha delle idee d’impatto. E’ molto visivo ed ha perfettamente chiara l’immagine che vuole ottenere, ma è anche capace di intrecciare rapporti molto speciali con gli attori coi quali lavora” - afferma Chris Clark - “E da ciò scaturisce una comunicazione meravigliosa tra lui e gli attori, riguardo a quello che un personaggio dovrebbe fare in una scena specifica, ma anche a livello più profondo, rispetto alla natura stessa del personaggio. Il risultato, come potrete vedere in questo film, sono dei personaggi estremamente potenti: è questo il vero talento”.


IL CAST TECNICO
Secondo Andrew Lowe McDonagh aveva le idee altrettanto chiare rispetto alla troupe con la quale avrebbe voluto lavorare. “Ci ha detto chiaramente di trovare le persone migliori. Molti registi esordienti vogliono lavorare assieme ai loro amici della scuola di cinema, mentre lui è stato così intelligente da circondarsi delle persone meglio preparate nella loro area particolare”.
McDonagh non conosceva nessuno dei vari capi dei diversi dipartimenti, sebbene avesse una certa familiarità con i loro lavori precedenti. “Ero impaziente di lavorare assieme al direttore della fotografia Larry Smith, perché aveva fatto ‘Eyes Wide Shut’ e ‘Bronson’, quindi aveva lavorato sia in un film ad alto budget che in un film a bassissimo budget. In genere certi Direttori della Fotografia scelgono di fare gli uni o gli altri – non tornano indietro una volta che sono diventati famosi. Vado molto d’accordo con lui, e tra l’altro è di Londra. Molti Direttori della Fotografia non amano gli storyboard, non saprei dire perché. E’ stato il mio primo film ed era necessario che ci fossero degli storyboard per tutte le scene, ma a Larry la cosa non è dispiaciuta affatto, e abbiamo instaurato un ottimo rapporto; credo che l’atmosfera del film sia magnifica.”.

“Per quanto riguarda lo scenografo John Paul Kelly e la costumista Eimer Ni Mhaoldomhnaigh, gli ho spiegato che non volevamo un realismo crudo e squallido, ogni cosa doveva essere stilizzata: gli abiti, i set… cosa avrebbe dovuto esserci nella stanza di un poliziotto dell’Irlanda dell’Ovest? Lo decidiamo noi cosa debba esserci. Cosa dovrebbe indossare questo particolare personaggio? Lo decidiamo noi. Non deve essere tutto realistico. Brendan continuava a chiedere cosa significasse il poster del cantante Daniel O’Donnell nella sua stanza, e alla fine gli abbiamo risposto che rappresentava la coscienza di Boyle! I designer aspirano a lavorare in film come questo. Può essere che in passato abbiano creato ambientazioni più naturalistiche e realistiche, ma in realtà vogliono fare cose più costose e potersi spingere oltre, in fatto di colori. Potrebbero non aver avuto questa opportunità prima d’ora, perciò ne sono entusiasti. La mia preferita è la stanza degli interrogatori blu, con Billy vestito di blu. Adidas e i due tizi vestiti con camice di toni diversi di blu. Mi piacciono i vestiti di Katarina (sono un grande fan di Nicholas Ray, usava molto quel tipo di rosso) e quella stanza stilizzata del G Hotel, in quella scena con Don e Gary Lydon. Sappiamo bene cosa facciamo. Abbiamo pianificato tutto, non siamo entrati in un hotel e abbiamo iniziato a girare dal nulla”.

Gli spettatori più accorti potrebbero accorgersi che, sebbene il film sia ambientato in uno dei luoghi più remoti dell’Irlanda, le uniformi di Garda indossate dal cast sono quelle più recenti, e non erano neppure ancora disponibili per i veri poliziotti in servizio durante la produzione del film.
La musica che McDonagh aveva in mente doveva essere stilizzata tanto quanto il design del film, per questo ha scelto la musica di una band indie di Tucson, Arizona. “Ho scelto i Calexico perché non volevo la classica musica Irlandese, volevo della musica in stile Ennio Morricone. Mentre ascoltavo i loro album ogni tanto c’era una canzone o un brano strumentale che secondo me erano molto cinematografici. Come avrei potuto ottenere i diritti? Mi dicevo, no, non accetteranno. Ma poi glielo ho chiesto e loro hanno voluto leggere la sceneggiatura. Mi hanno detto che gli piaceva molto e io gli ho chiesto di ‘fare’ qualcosa in stile Morricone per il film, e loro hanno accettato”.


LE LOCATION E GLI ELEMENTI
“Avevamo le idee piuttosto chiare riguardo alle location” - afferma Ed Guiney - “perché John aveva descritto un luogo che conosce incredibilmente bene, era già tutto nella sceneggiatura”. I paesaggi erano molto familiari a McDonagh, i cui genitori si trasferirono da Londra a Galway, dove lui stesso torna diverse volte all’anno. “Le ambientazioni erano già nella mia mente mentre scrivevo la sceneggiatura”, ammette. “Talvolta sai quello che vuoi solo in maniera approssimativa, altre volte hai un’idea ben precisa e conosci alla perfezione il posto”.
Nonostante uno dei periodi più umidi che si siano mai registrati recentemente, la produzione è riuscita a completare le riprese per tempo. “A quanto pare, abbiamo avuto le peggiori condizioni climatiche degli ultimi trecento anni, ma quasi ogni volta che dovevamo girare in esterni smetteva di piovere. Mentre quando diluviata giravamo in interni. Ce la siamo cavata bene. Brendan diceva che avevamo venduto l’anima al diavolo!” - scherza McDonagh - “In effetti, abbiamo perso una notte di riprese a causa della pioggia al porto di Wicklow, ma le autorità locali sono riuscite a garantirci la location un altro giorno”.

Mark Strong, che interpreta il cattivo Clive Cornell, racconta quando ha dovuto interpretare una scena particolarmente difficoltosa, in condizioni atmosferiche ancor più difficoltose: “Non siamo riusciti a finirla. Eravamo in esterni, nel bel mezzo del nulla, non avevo mai visto la pioggia arrivare orizzontalmente prima di allora! Uscivo dalla macchina ed ero zuppo all’istante, ma poi, solo dopo, mi sono reso conto che ho fatto quella scena come se quella immensa tempesta Atlantica non mi si stesse abbattendo sulla testa e sulla faccia. Era inutilizzabile. ‘Ma Cornell Non si accorge che sta piovendo?’, commentava la troupe. Il regista alla fine ha dovuto ammettere la sconfitta: “Abbiamo perso l’ultima ora di quel giorno a causa della pioggia, quindi quella scena, alla fine, è stata girata in due location ai lati opposti del paese: a Connemara e a Wicklow”.

“La sequenza del molo non è stata girata nella location specifica indicata nella sceneggiatura” - rivela Guiney - “Essa coinvolgeva un gran numero di addetti ai lavori: elettricisti, effetti speciali, equipaggiamenti, stunt, ecc. Girarla a Spiddal avrebbe potuto essere logisticamente molto impegnativo e probabilmente avrebbe compromesso quella che era la visione di John per quella scena”. Perciò per girarla, la produzione si è trasferita a Wicklow, ma come ricorda Guiney, non c’era modo di sfuggire alle condizioni atmosferiche: “Su quel molo è andata davvero male. Effettivamente, quella notte è stata terribile, ma credo che la scena alla fine funzioni incredibilmente bene: è un gran finale per il film e soddisfa tutte quelle che erano le nostre ambizioni”.


I PERSONAGGI
Brendan Gleeson parla del Sergente Gerry Boyle
E’ l’ultimo degli indipendenti, secondo quanto lui stesso afferma. Ha visto quasi tutto della vita, anche se non gli sono successe grandi cose ed ha avuto anche parecchio tempo per pensarci su. E’ abbastanza erudito e istruito, ascolta musica e guarda i film, ma non lo si direbbe conversando con lui perché lo tiene per sé.
E’ un gentiluomo caparbio ma anche molto cinico, c’è un idealista nascosto da qualche parte dentro di lui. Tra i suoi difetti maggiori c’è il fatto che è piuttosto chiuso, individualista e fa uso di sostanze illegali solo per provarle.
E’ piuttosto rigoroso riguardo all’integrità. E’ ferocemente onesto e questo non gli permette di frequentare la gente che invece non lo è. Ma allo stesso tempo, non è un accanito sostenitore della legge, specialmente quando questa gli appare assurda o non è nell’interesse delle persone. Non ha tempo per le persone, il che è uno svantaggio per un guardiano della pace. O forse no?

Don Cheadle parla dell’Agente dell’FBI Wendell Everett
E’ un uomo a cui sono molto affezionato. Proviene da un background privilegiato. Ha frequentato delle ottime scuole. Credo nutra ancora un interesse per la giustizia ed è bravo nel suo lavoro. Ha vissuto in diversi posti del Sud sebbene sia originario di Kenosha, nel Wisconsin, ed è una specie di nomade.
E’ arrivato in questo luogo di cui sa molto poco e del quale non gli interessa sapere granché, se non risolvere il caso di questi trafficanti di droga. E’ un tipo interessante, ha buon cuore ed è divertente. Ha delle manie davvero divertenti, ad esempio si sente una vittima, il che lo rende una persona molto divertente da stuzzicare.
L’unicità del paesaggio dell’ovest dell’Irlanda è perfetta per questo personaggio. Questa località può essere inospitale ed è molto diversa da ciò a cui Everett è abituato, perciò funziona alla perfezione rispetto a quella che è la dinamica del personaggio e rispetto al modo in cui egli interagisce con tutti gli altri personaggi del film.
E’ sicuro nel suo lavoro, ma è insicuro riguardo a qualsiasi altra cosa. Non gli piace essere preso in giro e non capisce le battute, e il suo punto di forza è nella lealtà che dimostra nei confronti del suo lavoro.

Mark Strong parla di Clive Cornell
E’ un criminale annoiato dalla sua attività. Credo sia arrivato ad un punto nella vita in cui sa di essere un criminale di successo, e anche piuttosto malvagio, ma ha deciso che tutti quelli coi quali ha a che fare nella sua vita lavorativa quotidiana lo deludono. Credo sia arrivato a un punto in cui non ne può più della vita criminale. E’ deluso dalla polizia, è deluso dagli altri criminali, dai loro misfatti... ha molto denaro, ha tutto quello che vuole ed è entrato in una fase malinconica della sua vita.
E’ un criminale di mezza età, ha sperimentato quasi tutto e non ne può più del crimine e delle persone con cui ha a che fare. A un certo punto dice che sta cercando una ‘relazione significativa’, ma non sarà una cosa facile per lui perché è un gran bastardo, però è anche una persona annoiata dalla vita. Ha perso interesse. Non gli importa cosa pensi di lui la gente, dice quello che pensa, perciò è difficile stargli vicino.

Liam Cunningham parla di Francis Sheehy-Skeffington
Mi piace pensare che sia una persona piuttosto incompresa. E’ un uomo che ha cercato di farsi strada nel mondo. Ha iniziato dal basso, cerca di istruirsi da solo e integra la sua istruzione con i soldi che gli derivano dalla sua attività (importa medicinali per il valore di mezzo miliardo di dollari). Suppongo che ritenga di avere un certo onore. E’ un buon organizzatore, si veste alla moda, si considera un businessman e legge molti libri di filosofia. E’ molto erudito.

David Wilmot parla di Liam O’Leary
Apparentemente è un sociopatico, credo che il suo cervello sia stato distrutto dal Litio, perché non riesce a ricordare le cose. E’ il pazzo che mandano a fare il lavoro sporco. Non ha una morale perciò non gli importa di uccidere le persone. E’ completamente folle…

Rory Keenan parla di Aidan McBride
Aidan McBride è un poliziotto che è stato trasferito da Dublino in questa località sperduta di Connemara. E’ giovane e impressionabile, ha già prestato servizio per alcuni anni, ma funge ancora da aiutante di Boyle. E’ un ragazzo simpatico ed onesto, ma tenta un po’ troppo di fare una buona impressione, e questa cosa lo espone troppo agli occhi di Boyle.

Fionnula Flanagan parla di Eileen Boyle
E’ una donna molto malata, è in punto di morte: ha il cancro. Ha un rapporto molto interessante con il figlio. Ha un grande interesse nei confronti dei peni degli uomini di colore. In realtà le interessano tutti i peni… perché fare delle discriminazioni? Le interessano anche molto le droghe e il libri. Legge molto, le piace la filosofia ed è estremamente eloquente. E’ una donna appassionata, che ha vissuto una vita piena.

Katarina Cas parla di Gabriela McBride
E’ una ragazza croata di trent’anni che si è sposata per ottenere il permesso di soggiorno, ma il problema è che lui ora è scomparso, perciò lei si ritrova tutta sola a Galway, bellissima e piovosa località di campagna. E’ una ragazza di buon cuore, è un po’ ingenua e anche timida. Probabilmente non si trova ancora a suo agio in Irlanda a causa della lingua. Credo sia una brava persona oltre che una tipa tosta. Lavora come direttrice presso il G Hotel, perciò sa quel che vuole, ma non credo che la sua vita amorosa sia felice. Lei e Boyle hanno una certa intesa perché lui è un tipo schietto, non gli importa cosa è appropriato e cosa non lo è, nel suo cuore è onesto.

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