Notte folle a Manhattan di Shawn Levy

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locandina Notte folle a Manhattan
 
Regista: Shawn Levy
Titolo originale: Date Night
Durata: 90'
Genere: Azione, Commedia
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: 07 Maggio 2010 (cinema)

Attori: Steve Carell, Tina Fey, Mila Kunis, Mark Wahlberg, James Franco, Kristen Wiig, Leighton Meester, Mark Ruffalo, Ray Liotta, Olivia Munn, Taraji P. Henson, Common
Sceneggiatura: Josh Klausner

Trama, Giudizi ed Opinioni per Notte folle a Manhattan (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Dean Semler
Montaggio: Dean Zimmerman
Musiche: Christophe Beck
Scenografia: David Gropman

Produttore: Shawn Levy, Tom McNulty
Produttore esecutivo: Joseph M. Caracciolo Jr, Josh McLaglen
Produzione: 21 Laps Entertainment, Media Magik Entertainment, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione: 20th Century Fox

La recensione di Dr. Film. di Notte folle a Manhattan
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Colonna sonora / Soundtrack di Notte folle a Manhattan
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Franco Mannella: Phil Foster
Francesca Guadagno: Claire Foster
Pino Insegno: Holbrooke
Laura Romano: Det. Arroyo
Pasquale Anselmo: Armstrong
Adriano Giannini: Taste

Personaggi:
Steve Carell: Phil Foster
Tina Fey: Clara Foster
Mark Wahlberg: Holbrooke Grant
James Franco: Chase "Taste" Tripplehorn
Mila Kunis: "Whippit" Tripplehorn
Ray Liotta: Joe Miletto
Common: Detective Collins
Jimmi Simpson: Detective Armstrong
Mark Ruffalo: Brad Sullivan
Kristen Wiig: Haley Sullivan
Leighton Meester: Katy
Taraji P. Henson: Detective Arroyo
William Fichtner: Frank Crenshaw
Olivia Munn: Hostess

Informazioni e curiosità su Notte folle a Manhattan

Note dalla produzione:
“L’appuntamento a cena fuori” è un rituale comune a moltissime coppie sposate e anche ai registi di film di enorme successo. “Stavo iniziando a lavorare sul sequel di Una notte al museo”, ricorda il regista Shawn Levy, “e come se fosse una specie di rito, mia moglie e io andavamo a cena fuori una volta a settimana”.
A una di queste cene, i Levy si sono ritrovati seduti in uno dei ristoranti che solitamente frequentano, ordinando gli stessi soliti piatti, parlando dei bambini, di cosa dovevano fare nel weekend, chi avrebbe dovuto comprare il regalo per quella festa di compleanno a cui dovevano andare, e così via.

“Nel mezzo di tutto questo ho detto a mia moglie ‘Non sarebbe divertente fare un film su un appuntamento come questo in cui semplicemente viene fuori qualcosa di completamente diverso? E a quel punto si incasina tutto, tanto che la tua vita e il tuo matrimonio sono minacciati e intanto stanno succedendo un mucchio di cose assolutamente folli. Ma nel mezzo di questa follia, finisci per riacchiappare quella vitalità che l’istituzione di quella serata tutte le settimane avrebbe dovuto innanzitutto preservare’.”
Il mattino dopo, Levy andò in ufficio alla sua casa di produzione e disse al suo staff: “Okay ragazzi, stiamo per fare un film che si intitolerà DATE NIGHT e questo è quanto. Andate a prendere uno sceneggiatore. Forza!”

La ricerca di Levy per lo sceneggiatore non durò molto. “Avevo scritto un piccolo, eccentrico film dal titolo ‘(Saint) Peter’ che Shawn aveva letto e del quale si era innamorato” ricorda lo sceneggiatore Josh Klausner. “Shawn voleva trovare assolutamente qualcosa con cui poter lavorare insieme. Mi ha gentilmente offerto una grande occasione sulla quale mi sono precipitato e abbiamo incominciato a ragionare sulla sceneggiatura.”
Levy e Klausner si incontravano al bungalow di Levy negli studi della Fox, dove rapidamente costruirono la storia. “Siamo entrambi allo stesso punto della nostra vita”, racconta Klausner. “Abbiamo entrambi dei figli e tutti e due abbiamo i nostri appuntamenti settimanali con le rispettive mogli, consapevoli di quello che dovrebbero essere queste serate, ma sapendo che alla fine non lo sono più, perché abbiamo davvero tante altre cose a cui pensare. Così abbiamo iniziato a parlare di questo tipo di esperienza”.

“Abbiamo parlato dei nostri matrimony”, aggiunge Levy. “E abbiamo scoperto che ci sono degli elementi necessari per cercare di sostenere una vibrante relazione sentimentale”. E non si tratta semplicemente di dividere una camera da letto. “Probabilmente è la questione più importante arrivati nel bel mezzo dell’età adulta: come faccio a mantenere viva e fresca la mia vita di coppia?”
NOTTE FOLLE A MANHATTAN era inizialmente stato pensato come una storia che fosse incentrata sulla vita dei sobborghi e che ruotasse attorno a una serata d’incontro genitori-insegnanti e che rapidamente si sarebbe evoluta, come dice Klausner “in un perfetto plot alla Intrigo internazionale, con il più classico degli scambi di persona”.

“Shawn e io volevamo davvero che la serata ruotasse attorno a qualcosa che ognuno di noi potrebbe fare”, continua Klausner. “Phil e Claire semplicemente non riescono a trovare un tavolo al ristorante e, dato che nessuno risponde alla chiamata della prenotazione, decidono. ‘Cosa potrebbe succederci?’. E questo li porta nella tana del coniglio. Da lì, li aspetta la peggiore serata della loro vita che finirà con l’essere la migliore per la loro relazione”.
Levy descrive il film come “una commedia d’azione nello spirito di quei film che ricordo con affetto, come ‘Un piedipiatti a Beverly Hills’ o ‘48 ore.’ NOTTE FOLLE A MANHATTAN ha un’atmosfera ibrida, perché è prima di tutto una commedia. Ha anche una massiccia dose d’azione, così come tanto sentimento, perché parla di cose con cui la gente ha a che fare all’interno delle loro relazioni”.

Per Levy, NOTTE FOLLE A MANHATTAN è un cambiamento rispetto ai successi per famiglie che aveva diretto finora, come “Una scatenata dozzina”, “La Pantera Rosa” e “Una notte al museo.” NOTTE FOLLE A MANHATTAN è più di una commedia per un pubblico adulto”, puntualizza Levy. “In un certo senso, è l’altra faccia dei film che ho fatto fino a questo momento sul rapporto genitori – figli. NOTTE FOLLE A MANHATTAN si concentra sul matrimonio, su quello che succede quando i bambini vanno a dormire”.
Levy è stato abile a mantenere intatto l’aspetto emotivo della storia nonostante tutto il caos attraverso cui passano i personaggi. “Se stai girando un film sulle relazioni e su quello che significa essere una coppia sposata, dev’essere per forza molto più che divertente, perché la vita non funziona così”, spiega il regista. “Questo film ha dei momenti sorprendentemente pregnanti.”

“Molte commedie contemporanee non sono altro che un compendio di battute allacciate insieme per seguire la trama”, nota Klausner. “NOTTE FOLLE A MANHATTAN nell’animo è un film sul matrimonio e sull’innamorarsi ma, allo stesso tempo, fa irruzione la vita. È onesto, che è qualcosa che volevano anche Steve e Tina. Sono orgoglioso che questo film abbia conservato quest’anima”.
Quando Levy ha saputo che Steve Carell e Tina Fey speravano di trovare un progetto in cui lavorare insieme, ha capito di aver trovato la sua coppia per NOTTE FOLLE A MANHATTAN. “Abbiamo dato una bozza dello script a Tina e Steve che mi sono sempre sembrati l’accoppiata da sogno per un film sul matrimonio”, ha dichiarato Levy. “ Loro hanno detto ‘Ok, ci piace, vogliamo fare una action comedy che sia anche onesta riguardo alle relazioni.’ Quindi hanno detto che ci stavano”.

Mentre Levy di solito si prende una pausa tra la fine delle riprese di una pellicola e l’inizio della successiva, si è ritrovato pronto per NOTTE FOLLE A MANHATTAN mentre stava ancora girando “Una notte al museo - La fuga”, verificando la disponibilità delle sue star. “Gli impegni di Steve e Tina con le loro serie TV (rispettivamente con “The Office” e “30 Rock”) lasciano loro solo uno spazio limitato per poter girare film”, ha spiegato. “Ci hanno detto: ‘Ascoltate, noi vogliamo farlo, ma siamo liberi ora e poi non saremo più liberi per sei mesi. Cosa vogliamo fare?’, e io ho detto ‘Bene, faremo il film adesso!’ Non mi sono preso la pausa tra i due film, ma ho fatto una commedia con Steve Carell e Tina Fey, che sono due tra le persone più intelligenti e interessanti tra quelle che oggi lavorano nella commedia. Quindi la maggior parte del mio lavoro è stata avere un’idea, trovare i due attori perfetti per il film, e poi andare avanti come un treno”.
Mentre di solito vengono applicate leggere modifiche allo script per renderlo più adatto agli interpreti della commedia, NOTTE FOLLE A MANHATTAN è stato praticamente fatto su misura per la coppia.

“Sentivo che questo film era stato scritto per loro”, ha dichiarato Klausner. Levy ha aggiunto: “Tre minuti di fila e scambieresti Steve e Tina per una coppia sposata. Hanno una chimica potente insieme. Si combinano in maniera perfetta sullo schermo”.
“Phil”, ha dichiarato Carell, “si sente sottovalutato dai suoi amici e dalla sua famiglia, ma sente nel profondo che c’è qualcos’altro che non fuziona. È un tipo davvero adorabile, ma lui e Claire hanno raggiunto un punto morto nella loro relazione. Vuole portare se stesso fuori da questa situazione, se è possibile. E la notte che lui e Claire affrontano insieme è come un defribrillatore per il loro matrimonio”.

L’abilità comica di Carell insieme alla sua capacità di colpire il cuore degli spettatori lo rendono la scelta perfetta per questo ruolo, ha spiegato Levy. “Steve è super divertente e le sue qualità come attore sono fantastiche. Non solo ti trasporta del tutto dentro le situazioni comiche, ma tre scene dopo averti fatto morire dalle risate ti fa emozionare con sincerità e sfumature. Non c’è limite a ciò che è in grado di fare”.
Carell ha dichiarato che i suoi appuntamenti a cena fuori, come quello di Phil Foster (e di Levy e Klausner), lasciano molto a desiderare: “A volte la parte peggiore della serata è davvero quando stai uscendo - quando vedi la tua babysitter, rendi tutto accogliente e accendi la TV. E a volte questo sembra molto meglio della serata che stai per affrontare”.

La Fey, come Carell, ha la capacità di essere divertente da morire mentre sta ancora dando vita al lato emotivo del suo personaggio in maniera credibile – abbassando il volume delle battute e dando loro semplicemente la possibilità di prendere vita. Per esempio, in risposta alla richiesta di fare sesso con suo marito, la Claire della Fay risponde in maniera naturale: “Sì, aspetta un attimo”, e si sfila il bite per prepararsi a fare sesso col marito sbavando a sufficienza da spegnere ogni desiderio del suo compagno.
“Oltre ad essere ovviamente davvero bella e intelligente, Tina ha la capacità di tirare fuori veramente il massimo da se stessa”, racconta Levy. “È in grado di fare di se stessa l’epicentro della presa in giro, e questo è davvero affascinante”. La Fey descrive Claire come “una mamma lavoratrice che ha due bambini che, come quasi tutte quelle che conosco, è appena un po’ esaurita dalla vita di tutti i giorni in cui accudire i bambini, far loro superare l’uscio di casa, portarli a scuola, andare a lavorare e tenere la casa pulita. Io di certo mi identifico in quanto possa essere stancante avere un lavoro ed essere genitori – a volte è davvero uno sforzo essere presenti per il proprio compagno”.

Quindi cosa può essere più spaventoso: vivere in un matrimonio noioso o essere inseguiti da una banda di balordi (due delle esperienze vissute dai Foster nel film)? “Credo che ssere sposata con uno dei balordi sarebbe la cosa più spaventosa”, scherza la Fey.
Durante il loro viaggio in questa notte infernale, Phil e Claire incontrano una sfilata di personaggi che si trovano su entrambi i lati della legge. Le scelte di Levy si sono rivelate esatte. La sua intenzione era quella di fornire il film di un’esperienza alla Mago di Oz. “Sei insieme ai tuoi eroi ma, lungo la via, finiranno per essere colpiti e cambiati dalle persone che incontrano, e ho pensato che sarebbe stato divertente se ad ogni angolo della strada si rimanesse sorpresi da chi improvvisamente appare nel film. E i membri del cast incarnano i loro ruoli alla perfezione”.

A quanto pare l’effetto sorpresa non è limitato al pubblico. “Ho letto lo script”, ha dichiarato la Fey, “e ho pensato ‘Oh, ci sono dei ruoli davvero interessanti’. Non avrei mai pensato che avremmo avuto la fortuna di avere persone di questo calibro in tutti questi ruoli così diversi”. Avere quindi dei grandi attori in ruoli apparentemente piccoli ha fatto sì che questi personaggi prendessero ulteriormente vita, fa notare Carrell. “Quando li vedi recitare, ti accorgi che quei personaggi sono anche migliori di come li hai letti sulla pagina”.

E reclutare stelle di Hollywood di prima grandezza per entrare a far parte del gruppo di NOTTE FOLLE A MANHATTAN non è stata solo una mera coincidenza. “Così tante persone avevano il desiderio di trovare una maniera per lavorare con Steve e Tina che avevano semplicemente trovato la maniera per farlo”, spiega Levy.
Mark Wahlberg veste i panni di un vecchio cliente dell’agenzia immobiliare di Claire a cui vanno a chiedere aiuto nel cuore della notte. “Interpreto un tipo che si chiama Holbrooke Grant, un esperto di sicurezza a cui Claire e Phil chiedono aiuto”, spiega Wahlberg. “Purtroppo beccano Holbrooke in un brutto momento, perché lui è in compagnia della sua bellissima ragazza israeliana”. La coppia in fuga finirà con lo sconvolgere anche la serata di Holbrooke.

Wahlberg era quello col costume più semplice di tutto il cast. “Non ho un guardaroba particolare, soltanto un paio di pantaloni di seta in stile genio della lampada”, dichiara l’attore, raccontando di essersi trovato a morire di freddo a causa dell’aria condizionata sul set. Il fatto che la parte superiore del suo costume fosse mancante (tranne che per l’ampio ammontare di make up che copriva i suoi numerosi tatuaggi) non è passato certo inosservato alle donne del cast né a quelle della troupe: “Mark è rimasto a petto nudo per tre o quattro giorni”, racconta Tina Fey, sottolinenando un notevole aumento delle donne sul set che improvvisamente avevano ulteriori compiti da eseguire, proprio nei giorni di lavoro dell’attore. “C’erano amiche che mi mettevano alla prova. ‘Posso chiamare quelli della Fox e venirti a trovare oggi?’, scherza la Fey.

Ad aiutare la coppia in difficoltà c’è anche Taraji P. Henson, nominata all’Oscar® per il suo ruolo in “Il curioso caso di Benjamin Button”, che interpreta la Detective Arroyo del NYPD, colei che, sebbene non creda totalmente ai Foster e alla loro storia sull’essere “inseguiti dai cattivi”, inizia a sospettare di un paio dei suoi colleghi. “Lei è una specie di eroe”, dice l’attrice.
Nei panni dei delinquenti Collins e Armstrong, che sono a caccia dei Foster (perché li hanno scambiati per i Tripplehorn) ci sono Common e Jimmi Simpson. Common è un volto conosciuto dal pubblico per il suo ruolo di poliziotto omicida in “Street Kings” e per il suo lavoro come artista musicale (tra i suoi successi anche “Love of My Life” e “Testify”). Simpson è stato diverse volte ospite al “The Late Show with David Letterman.”, nei panni dello stagista Lyle.

Common descrive il duo come “uno dei tanti catalizzatori che trascina questa coppia stanca fuori dalla loro zona di sicurezza – soprattutto perché gli sparano addosso”. Sono essenzialmente due cacciatori, aggiunge l’attore, dicendo, “Io sono quello con i muscoli”.
Il minaccioso boss di Collins e Armstrong è il gangster Joe Miletto, a cui i Tripplehorn hanno apparentemente rubato qualcosa di grande importanza, che lui rivuole indietro. L’aver ingaggiato il grande attore Ray Liotta nei panni di Miletto ha suscitato tanta eccitazione in Carell e nella Fey. “Una notte stavamo girando una scena con Ray”, ricorda Carell, “e Tina lo ha guardato e ha detto, ‘Mi sento come se fossi in una versione 3D di ‘Quei bravi ragazzi’. Ray Liotta sta davvero parlando con me?’. È stato come andare su una giostra al luna park”.

Recitare il ruolo di duro in una commedia, in particolare per gli attori che di solito appaiono in film drammatici, richiede una capacità speciale, una di quelle che il solido gruppo di NOTTE FOLLE A MANHATTAN ha abbracciato con gusto.
“Tutto sta nella sceneggiatura, da questo dipende il tuo impegno nel film”, spiega Liotta. “Se la situazione è soltanto un po’ più intensa del dovuto, finirai per ridere”. Common è d’accordo: “Shawn ce lo ha chiesto sin dall’inizio: dovete mantenere un effetto reale. Più diventa reale – proprio perché state recitando di fronte a Steve e Tina – più il risultato è divertente”.

Nei panni dei “veri” Tripplehorn – che in realtà sono uno spacciatore di droga di nome Taste e la sua ragazza Whippit, una spogliarellista fuori di testa – ci sono James Franco e Mila Kunis. Nonostante i loro diversi stili di vita, la coppia ha tanto in comune con i Foster, perché si trova allo stesso punto all’interno della loro relazione, una vera controparte molto più chiara. Come nota Josh Klausner: “Che tu sia uno spacciatore di droga o un marito di periferia, hai sempre quella fitta che ti fa pensare: ‘Non mi guardi più come facevi prima’ e ‘Non hai più tempo per me’. Ciò a cui entrambe le coppie vanno incontro è esattamente la stessa cosa”, e mettere a confronto queste due coppie diventa sia divertente che toccante.

La Kunis descrive la coppia come “davvero appassionata, quando sono arrabbiati, lo sono proprio tanto e quando sono felici, sono follemente innamorati”. E l’attrice descrive Whippit come “una psicopatica in preda ad alti e bassi. È capace di attraversare tantissime emozioni diverse nel giro di due pagine e mezzo di copione”.
Il nome “Taste”, dice Franco, è stato preso da un vecchia descrizione del personaggio: un tipo alto più di due metri. Un uomo calvo con la scritta “TASTE” tatuata sulla sua fronte. “Quindi quando mi hanno chiesto di prendere parte al film, ho detto, ‘Be’, di certo non sono io quel tipo’.”. La descrizione del personaggio è stata cambiata, ma il nome è rimasto. “Ero anche d’accordo ai tatuaggi in faccia”, dice Franco ridendo. “Alla fine abbiamo scelto un look più meschino tipo quello della morte con la falce in mano’.”

Kristen Wiig e Mark Ruffalo interpretano una coppia che sta per separarsi, gli amici dei Foster, Haley e Brad Sullivan. “La loro separazione solleva alcune domande sull’annoiarsi a causa del consorte e andare avanti, oppure accettare la situazione”, dice la Wiig. “Penso che Haley sia colei che mette la pulce nell’orecchio a Claire”.
In altri ruoli chiave troviamo Leighton Meester di “Gossip Girl” nei panni di Katy, la babysitter dei Foster e anche William Fichtner (“Il cavaliere oscuro”) nei panni del procuratore distrettuale Frank Crenshaw.
Tutti i membri del cast sono rimasti soddisfatti dall’abilità di Levy di bilanciare azione e commedia, una cosa che ha permesso agli attori di avere la libertà di sperimentare le loro gag. “Questo è l’unico modo con cui puoi permetterti di trovare il tempo di girarci attorno o improvvisare e fare qualche ciak in più”, sostiene la Fey. “E succede solo se tutti – specialmente il tuo regista – sanno esattamente quello che stanno facendo”.

Per Levy c’è un metodo nella potenziale follia dell’improvvisazione. “Qualche volta, dopo che riuscivamo ad ottenere quello che volevo, Steve e Tina venivano da me e dicevano: ‘Sai una cosa? Potrei girare un altro ciak? Mi è venuta un’idea che potrebbe funzionare’. A volte non abbiamo potuto usarle, ma spesso si è trattato di ottime idee che abbiamo inserito nel film”. Come quella del gioco bizzarro al ristorante in cui i due devono indovinare cosa stiano pensando le altre coppie sedute vicino a loro.
“Ogni persona, qualsiasi sia il suo campo, vuole andare a lavorare e sentirsi rispettato per quello che fa”, dice il regista. “Quindi quando dici ad un attore ‘Gireremo il copione che ho scritto per te, ma voglio sapere che ne pensi’, credo in realtà che le idee che riesce a trovare possono essere tanto valide o addirittura migliori di quelle che abbiamo scritto, una cosa che fa sentire i tuoi attori come soci e collaboratori e non soltanto come gente che dice le battute. Li fa sentire parte del team creativo, piuttosto che strumenti”.


VI PRESENTIAMO LE GEMELLE
Mentre cercano di sfuggire a chi dà loro la caccia, i Foster “prendono in prestito” la macchina di Holbrooke Grant, un’Audi R8, forse un po’ troppo potente per uno come Phil. Quando Phil inavvertitamente la fa schiantare contro un taxi, i due veicoli finiscono per incastrarsi in maniera disperata. Tuttavia, la fuga continua e le automobili combinate insieme si fanno strada, schiantandosi qua e là per le strade di Manhattan.
Questa complicata sequenza è stata progettata nel momento in cui Levy e Klausner si stavano
scervellando per trovare un’idea per una scena d’inseguimento. Preoccupati di ripetere il solito cliché dell’inseguimento in macchina, Klausner ricorda: “Mi ricordo che ero seduto in una stanza e dicevo a Shawn, ‘Sai una cosa? È proprio necessario questo inseguimento, insomma quante volte li abbiamo visti nei film? Quanto può essere veramente interessante?”
Successivamente Levy ha raccontato al suo sceneggiatore una vecchia storia risalente alla sua infanzia.

“Stava imparando a guidare e stava cercando di parcheggiare, ma ha finito per schiantarsi su un’altra macchina di fronte a lui, rimanendoci incastrato. Suo padre è arrivato e scuoteva la testa”. Così è nata l’idea dell’unione delle due auto.
Ma avere due automobili in corsa folle sulla strada non era abbastanza. “Shawn voleva fare qualcosa che nessuno avesse mai visto”, dice Jack Gill, regista della seconda unità e stunt coordinator, che ha pianificato ed eseguito la sequenza. “Una volta che avevamo l’idea di base di unire le due auto, abbiamo cominciato a capire non solo come mettere insieme le due macchine, ma anche come fare funzionare la scena a livello comico.
Successivamente ho cominciato ad aggiungere alcuni dettagli eccentrici, tipo farle ruotare in cerchio e lasciare che gli altri personaggi sparassero loro contro”.

Nonostante avessero a disposizione sei automobili diverse, ognuna delle quali rispondeva a uno specifico aspetto dello stunt richiesto nell’inseguimento, Gill ha costruito un’impalcatura lunga più di dodici metri sulla quale sono state piazzate le carrozzerie della Audi e del taxi. “Quindi c’era una rigida impalcatura”, spiega Gill. Lo stuntman alla guida era posizionato nella parte finale dei due veicoli. “Quando è il taxi a trovarsi sul lato frontale, e l’Audi è dietro nella parte sbagliata, chi guida lo sta facendo dall’interno del bagagliaio dell’Audi, guardando indietro in modo da vedere la direzione giusta ed essere capace di fare le curve”. Inoltre, per la maggior parte delle inquadrature, le ruote posteriori – quelle che si trovavano proprio alla fine dei due veicoli congiunti – potevano anche essere manovrate, proprio come la scala di un camion dei pompieri.
Inutile dire non provate a farlo a casa vostra e sulle strade di Manhattan.

Le leggi di New York City limitavano alla produzione di filmare alcune particolari acrobazie per le strade di Manhattan. E quindi dopo aver filmato di notte per una settimana per le vie di New York, lo stunt team si è spostato nel centro di Los Angeles per completare la sequenza.
“Avevamo lavorato su circa sei isolati a Broadway, il che era bellissimo”, ricorda Gill. “Dovevamo trovare un rettilineo, perché quando metti due automobili insieme, finisci per avere un’enorme carrozzeria, lunga più di dodici metri – e farla andare a tutta velocità, mentre butta giù tutto quello che le capita a tiro, può essere difficile.
Non lo si può fare con solo un paio di isolati a disposizione”. La sequenza è stata filmata con un totale di sei macchine da presa, inclusa quella speciale chiamata “balloon cam”, equipaggiata di rotelle ad ogni angolo che le permettevano di inserirsi nello stesso percorso dell’automobile a tutta velocità e di essere colpita anche in pieno, senza avere però danni costosi ai macchinari.

Lo stesso Carell ha guidato davvero la R8 per diverse inquadrature. “Volevamo che l’automobile avesse fin troppa potenza per essere gestita da un tipo come Phil”, dice Gill. “Quindi ho chiesto alla Audi di staccare la modalità ‘guida su quattro ruote’, il che ha significato apportare la potenza di 560 cavalli nelle sole ruote posteriori”. E quindi che impressione ha avuto Carell? “Ha detto che mentre dava gas, si era sentito come se qualcuno lo stesse colpendo in testa con una pala”.
In un’inquadratura, Phil deve raggiungere il taxi, mentre Claire sta guidando l’Audi a tutta velocità. “Abbiamo filmato tutti i passaggi sul tettuccio usando le controfigure – quella sequenza è stata girata veramente”, nota Gill.
I primi piani di Carell e della Fey sono stati filmati con un green-screen sullo sfondo in un set presso la sede della Twentieth Century Fox. Dal momento che le acrobazie dell’inseguimento erano già state girate, ad eccezione delle parti in cui c’è dialogo, Carell e la Fey hanno riempito i buchi con le loro improvvisazioni esilaranti.

“Mostravo il filmato e spiegavo loro: ‘Ecco quello che abbiamo girato la scorsa settimana in centro con vere automobile – cosa ne pensate?’”, dice Gill. “E continuavamo a tirare fuori idee finché qualcosa funzionava davvero. E poi c’era sempre Shawn a dire ‘siete sulla pista giusta – questo è davvero divertente!’ É davvero utile creare una collaborazione in cui tutti quanti possono fornire le loro idee”.
Con tutta quell’emozione, Levy è riuscito a mantenere la scena nel giusto spirito. “Una volta che avevamo chiaro il concetto di fare incastrare le due automobili, potevamo collegare questo tema a quello del film, ovvero una coppia che deve imparare a comunicare e sopravvivere”, spiega il regista.
E davvero, nonostante tutto quello che accade a loro in questa notte voluta dal destino, i Foster riescono a raggiungere il loro obiettivo: rinvigorire la loro relazione e ritrovare l’amore e l’eccitazione che li aveva già messi insieme la prima volta.

“NOTTE FOLLE A MANHATTAN è un po’ come una favola”, dice Levy. “Si svolge in un brevissimo arco di tempo, ma in qualche modo è senza tempo, perché è la storia di un viaggio che due persone fanno all’interno della loro relazione. E lasciamo che la notte faccia in modo che loro si sentano come se tornassero indietro alle loro vite, e nessuno tranne quelle persone direttamente coinvolte potranno sapere cosa è successo. Li abbiamo visti alle prese con questa folle notte, ma la vera avventura della loro vita matrimoniale, adesso che si sono ritrovati, è appena cominciata”.
“Sono nuovamente in grado di trovarsi a proprio agio tra loro e dire ‘Diamoci un taglio’ e ‘Ti amo’ nel giro di cinque minuti”, dice Steve Carell.
Tina Fey ha solo un ultimo consiglio sulle relazioni: “Dite sì ad una notte folle e andate a vedere NOTTE FOLLE A MANHATTAN”.
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