Draquila - L'italia che trema di Sabina Guzzanti - recensioni e trama
Recensioni Film Dì la tua! [+] Recensisci e Vota
Opinioni, recensione, locandina Draquila - L'italia che trema
Altri film, opinioni, recensioni, informazioni - Altri film diretti da Sabina Guzzanti - Correzioni/Aggiunte - Sito ufficiale di Draquila - L'Italia che trema / Draquila - L'italia che trema - Video YouTube di Sabina Guzzanti Draquila - L'italia che trema - Cerca e trova...
Trama di Draquila - L'italia che trema
Nuovo lavoro cinematografico per Sabina Guzzanti, che con questo documentario cerca di fare luce su alcuni retroscena legati alla ricostruzione del dopo-terremoto che ha colpito l'Abruzzo nell'Aprile del 2009...
Nuovo lavoro cinematografico per Sabina Guzzanti, che con questo documentario cerca di fare luce su alcuni retroscena legati alla ricostruzione del dopo-terremoto che ha colpito l'Abruzzo nell'Aprile del 2009...
Dr. Film su Draquila - L'italia che trema dice:
Nessun commento di Dr.Film per ora...
Voto / Opinione / Recensione dei visitatori appassionati di RecensioniFilm.com
Erica Armato scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Le rovine aquilane sono lo specchio di quello che si prospetta per quella classe media italiana che non può permettersi una seconda casa al mare, o feste di lusso con centinaia di invitati (magari, se ci scappa, anche con qualche velina).
Tra queste passeggia il sindaco dell'Aquila, ricordando com'erano belle le sue strade quando erano ancora intatte, prima del terremoto.
Così ha inizio il quarto film di Sabina Guzzanti, sempre meno satirica e sempre più pungente contro la classe dirigente italiana.
Pare che ci sia chi sul terremoto del 6 aprile 2009 si sia sfregato le mani ed abbia imbastito tutto un processo mediatico ed una campagna politica da fare strabuzzare gli occhi a chi voleva crederci in questo miracolo.
La tragedia umana non solo non è stata evitata (come dice una ex-dirigente della Protezione Civile: "Perchè si è deciso di investire sulla ricostruzione e non sulla prevenzione?") ma è stata strumentalizzata così da potere offrire un piano case in pompa magna, in diretta tv ed in prima serata, e magari perchè non farlo coincidere proprio con il giorno del proprio compleanno, così da poter dire un domani "Sono così buono che il più bel regalo che posso ricevere è donare"? Con gli interessi però, questo in prima serata è meglio non dirlo...
Tra queste passeggia il sindaco dell'Aquila, ricordando com'erano belle le sue strade quando erano ancora intatte, prima del terremoto.
Così ha inizio il quarto film di Sabina Guzzanti, sempre meno satirica e sempre più pungente contro la classe dirigente italiana.
Pare che ci sia chi sul terremoto del 6 aprile 2009 si sia sfregato le mani ed abbia imbastito tutto un processo mediatico ed una campagna politica da fare strabuzzare gli occhi a chi voleva crederci in questo miracolo.
La tragedia umana non solo non è stata evitata (come dice una ex-dirigente della Protezione Civile: "Perchè si è deciso di investire sulla ricostruzione e non sulla prevenzione?") ma è stata strumentalizzata così da potere offrire un piano case in pompa magna, in diretta tv ed in prima serata, e magari perchè non farlo coincidere proprio con il giorno del proprio compleanno, così da poter dire un domani "Sono così buono che il più bel regalo che posso ricevere è donare"? Con gli interessi però, questo in prima serata è meglio non dirlo...
Erica scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Sabina Guzzanti qui non appare spesso davanti la camera digitale (con la quale è stato girato il film) e se lo fa, è un'unica volta in veste satirica, e poi sempre in quella giornalistica. Perchè, come dice lei stessa, è difficile da regista, una volta che sei dietro la macchina da presa, apparire anche davanti.
Ma la sua mancanza non si sente affatto perchè il suo messaggio è forte e chiaro, poichè è fatto di voci, opinioni e fatti reali.
A partire dalle voci degli sfollati aquilani, quelli rinchiusi nelle (dopo aver visto questo film è impossibile chiamarle altrimenti) tendopoli-lager. Sì perchè, ci raccontano i terremotati, presidiate dall'esercito per motivi di sicurezza, in queste tendopoli è difficile entrare (Sabina non sempre ci è riuscita, come testimoniano le sue riprese), ma anche uscire, soprattutto se si vuole uscire per recarsi in altre tendopoli a parlare con altri terremotati dei propri diritti. Gli striscioni di protesta contro le restrizioni sono prontamente asportati da chi di dovere e (sembra una leggenda metropolitana ma tocca crederci) nelle tendopoli-lager sono bandite le bevande alcooliche, caffè e Coca-cola per evitare che la popolazione ivi custodita si ecciti troppo.
A questo punto non fa poi tanto strano pensare che, come qualcuno racconta a Sabina, questa tipologia di trattamento possa essere una sorta di prova generale per controllare la popolazione sotto l'egida di un potere.
Certo, fa effetto poi pensare ai terremotati, ai quali tutto il resto d'Italia vuole prestare soccorso, aiuti e donazioni, come cavie umane per esperimenti sociali; soprattutto se questo avviene sotto gli occhi di tutti ma ben lontano dai riflettori delle prime serate.
Ma la sua mancanza non si sente affatto perchè il suo messaggio è forte e chiaro, poichè è fatto di voci, opinioni e fatti reali.
A partire dalle voci degli sfollati aquilani, quelli rinchiusi nelle (dopo aver visto questo film è impossibile chiamarle altrimenti) tendopoli-lager. Sì perchè, ci raccontano i terremotati, presidiate dall'esercito per motivi di sicurezza, in queste tendopoli è difficile entrare (Sabina non sempre ci è riuscita, come testimoniano le sue riprese), ma anche uscire, soprattutto se si vuole uscire per recarsi in altre tendopoli a parlare con altri terremotati dei propri diritti. Gli striscioni di protesta contro le restrizioni sono prontamente asportati da chi di dovere e (sembra una leggenda metropolitana ma tocca crederci) nelle tendopoli-lager sono bandite le bevande alcooliche, caffè e Coca-cola per evitare che la popolazione ivi custodita si ecciti troppo.
A questo punto non fa poi tanto strano pensare che, come qualcuno racconta a Sabina, questa tipologia di trattamento possa essere una sorta di prova generale per controllare la popolazione sotto l'egida di un potere.
Certo, fa effetto poi pensare ai terremotati, ai quali tutto il resto d'Italia vuole prestare soccorso, aiuti e donazioni, come cavie umane per esperimenti sociali; soprattutto se questo avviene sotto gli occhi di tutti ma ben lontano dai riflettori delle prime serate.
Erica scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Poi Sabina ci racconta di come la Protezione Civile stava per diventare lo strumento diretto del potere tramite poche semplici manovre quali la modifica di alcune importanti leggi, con l'aggiunta della parola "privati" accanto alla parola "pubblici" ed alla sostituzione del termine "emergenza" con l'indefinibile "grande evento". Ma la privatizzazione della Protezione Civile è stata sfiorata per un pelo, grazie a nuovi scandali escort venuti fuori al momento giusto, a carico dei soliti noti.
Bisognerebbe poi stendere un velo pietoso sulla voce dell'opposizione praticamente inesistente: una tenda, sede del principale partito d'opposizione, viene ripresa nelle quattro stagioni dell'anno sempre nello stesso stato: chiusa e vuota. Chi dovrebbe essere lì dentro ha però modo di controbattere e dire alla nostra regista-reporter che è molto difficile fare passare un messaggio quando tutti i mezzi mediatici presenti ne mandano uno molto più forte ed opposto.
Il docu-film chiude volutamente ponendo l'accento sul piano case, cioè il miracolo, quello che "la sinistra non avrebbe mai fatto" come dice bene uno di questi terremotati. Vengono riprese diverse famiglie in case che sembrano pubblicità dell'Ikea, mentre fanno l'elenco degli oggetti che, increduli, i nuovi inquilini hanno trovato in queste case: pensili, pentole, sottopentole, cavatappi, apriscatole, presine, piatti, tovaglie, tovaglioli, asciughini, lenzuola. Trovando anche il ferro da stiro dentro uno stipetto, qualche terremotata si è anche commossa (commozione che stonava un pò con quella di noi spettatori, mentre assistevamo, qualche momento prima, alla vicenda dei soldi dei contribuenti gestiti dal Governo insieme alla Protezione Civile, finiti in deliberate opere religiose come l'Opus Dei...).
Bisognerebbe poi stendere un velo pietoso sulla voce dell'opposizione praticamente inesistente: una tenda, sede del principale partito d'opposizione, viene ripresa nelle quattro stagioni dell'anno sempre nello stesso stato: chiusa e vuota. Chi dovrebbe essere lì dentro ha però modo di controbattere e dire alla nostra regista-reporter che è molto difficile fare passare un messaggio quando tutti i mezzi mediatici presenti ne mandano uno molto più forte ed opposto.
Il docu-film chiude volutamente ponendo l'accento sul piano case, cioè il miracolo, quello che "la sinistra non avrebbe mai fatto" come dice bene uno di questi terremotati. Vengono riprese diverse famiglie in case che sembrano pubblicità dell'Ikea, mentre fanno l'elenco degli oggetti che, increduli, i nuovi inquilini hanno trovato in queste case: pensili, pentole, sottopentole, cavatappi, apriscatole, presine, piatti, tovaglie, tovaglioli, asciughini, lenzuola. Trovando anche il ferro da stiro dentro uno stipetto, qualche terremotata si è anche commossa (commozione che stonava un pò con quella di noi spettatori, mentre assistevamo, qualche momento prima, alla vicenda dei soldi dei contribuenti gestiti dal Governo insieme alla Protezione Civile, finiti in deliberate opere religiose come l'Opus Dei...).
Erica scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Le nuovissime case dei terremotati sono poi talmente nuove e belle che sarebbe meglio non piantarci nessun chiodo (così è stato detto a chi vi entrava) e si deve poi riconsegnarle con tutte le suppellettili fornite all'inizio. Qualche scrupolosa vecchietta si è anche preoccupata di dovere ricomprare le lenzuola perchè "dopo un anno sono già consumate, no?".
Unico inquietante particolare: il contenitore per lo spumante ("rigorosamente italiano!") presente nelle case, ha tre simboli: quello della Protezione Civile (rassicurante), quello della Repubblica Italiana (appartenenza) e quella del Piano Case (il cittadino). In questo contesto, infatti, la stella simbolo della Repubblica Italiana, ricorda un pò quella a sei punte di David in altre lontane (e speriamo non solo cronologicamente) epoche storiche.
Lo insegnano anche i peggiori film sulla mafia a temere chi è sin troppo generoso con noi. E questo non è un film sulla mafia, ma sullo Stato Italiano, lo si capisce dal titolo.
Erica Armato, 5 maggio 2010 (eriarm@hotmail.com)
Unico inquietante particolare: il contenitore per lo spumante ("rigorosamente italiano!") presente nelle case, ha tre simboli: quello della Protezione Civile (rassicurante), quello della Repubblica Italiana (appartenenza) e quella del Piano Case (il cittadino). In questo contesto, infatti, la stella simbolo della Repubblica Italiana, ricorda un pò quella a sei punte di David in altre lontane (e speriamo non solo cronologicamente) epoche storiche.
Lo insegnano anche i peggiori film sulla mafia a temere chi è sin troppo generoso con noi. E questo non è un film sulla mafia, ma sullo Stato Italiano, lo si capisce dal titolo.
Erica Armato, 5 maggio 2010 (eriarm@hotmail.com)
Bemboz scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Sandro Bondi ha detto che non andrà al festival di Cannes per colpa del film della Guzzanti giustificandosi dicendo che il film-documentario dice delle cose non vere e che esporta una cattiva immagine dell'Italia... E la democrazia? l'art 21 dove è? perchè non si possono dire certe cose?
non mi sembra che quando Moore ha pubblicato il documentario "Fahrenheit 9/11" il governo Bush lo abbia accusato, o tentato di sabotarlo, ma quelli sono gli USA, noi siamo in Italia
non mi sembra che quando Moore ha pubblicato il documentario "Fahrenheit 9/11" il governo Bush lo abbia accusato, o tentato di sabotarlo, ma quelli sono gli USA, noi siamo in Italia
John Dee scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Aspe, di Fahrenheit Bush ha rimandato la premiere USA, a ridosso delle elezioni. Anche se poi mi permetto di dubitare che un film fighetto montato come un video di MTV possa cambiare le opinioni di quella sparuta minoranza che ancora ne coltiva di proprie. Però, vista la manipolabilità della gente ai proclami mediatici, e considerata la legge del "chiodo schiaccia chiodo" non escludo che anche un filmetto pop possa instillare una reazione pavloviana di segno contrario rispetto a quella a cui costantemente istigano le tv del nostro paese. Certo la proporzione è quella di David contro Golia e non sono certo che i nostri "registi" sappiano prendere la mira altrettanto bene del giovane pastore giudeo. E questo sia detto indipendentemente dal film "Draquila" (che non ho visto) ma esclusivamente sulla base dei "No Berlusk film" visti in passato, e di cui esiste ormai una sterminata filmografia.
L'aspetto preoccupante è che sovente l'effetto di questi filmetti saccenti e cattedratici, che si concentrano sulla forma suadente e sulla contestazione aleatoria di dettagli di contorno, piuttosto che fare un vero giornalismo di inchiesta (di fatto reso impossibile dall'assoluto riserbo di cui godono le azioni presenti e passate del nostro benemerito Sultano, oltre che dalla ingloriosa scomparsa di ogni forma di giornalismo serio nel nostro paese) è quello semmai di irritare una buona parte del pubblico e di confermare gli italiani che è meglio essere governati da Alì Babà e dai suoi molti compagni di scorribande, piuttosto che affidarsi ad una lobby discesa d'incanto per "gratiosa concessione" dai Campi Elisi. La gara di visibilità che ci fu tra i molti registi e intellettuali scesi sul campo del disastro naturale aquilano in quei tragici giorni a me ha fatto persino più schifo della passerella di tanti politici. Almeno sui politici non nutrivo pie illusioni e sapevo bene di che pasta sono fatti, ma del ceto intellettuale mi ero fatto un'idea differente.
L'aspetto preoccupante è che sovente l'effetto di questi filmetti saccenti e cattedratici, che si concentrano sulla forma suadente e sulla contestazione aleatoria di dettagli di contorno, piuttosto che fare un vero giornalismo di inchiesta (di fatto reso impossibile dall'assoluto riserbo di cui godono le azioni presenti e passate del nostro benemerito Sultano, oltre che dalla ingloriosa scomparsa di ogni forma di giornalismo serio nel nostro paese) è quello semmai di irritare una buona parte del pubblico e di confermare gli italiani che è meglio essere governati da Alì Babà e dai suoi molti compagni di scorribande, piuttosto che affidarsi ad una lobby discesa d'incanto per "gratiosa concessione" dai Campi Elisi. La gara di visibilità che ci fu tra i molti registi e intellettuali scesi sul campo del disastro naturale aquilano in quei tragici giorni a me ha fatto persino più schifo della passerella di tanti politici. Almeno sui politici non nutrivo pie illusioni e sapevo bene di che pasta sono fatti, ma del ceto intellettuale mi ero fatto un'idea differente.
John Dee scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Poi è vero che in USA anche per la "cultura" esiste il mercato sovrano su tutto (persino sulla politica), mentre da noi c'è un monopolio di Stato che si è recentemente convertito in monopolio privato. Però non sono certo che l'industria culturale italiana (ammesso che questa industria esista o sia mai esistita nel nostro paese) sia poi così libera anche senza Berlusconi. In quel campo (massime nella cinematografia) esiste un'ipoteca almeno cinquantennale da parte di una lobby molto più sommersa e ben più elitaria dell'impero mediatico berlusconi, che almeno assume chiunque e compra qualsiasi cosa, a patto che sia "corrutibile" o perfettamente "inoffensivo". Le trasmissioni "di sinistra" che si vedono su qualche rete mediaset sono un esempio illuminante di questo liberalismo di facciata, ma molto furbo come strategia d'immagine, versus un massimalismo di casta che regna sovrano in molte case di produzione di nicchia.
Detto questo, non posso che convenire con te sulla desolazione infinita che le parole del Ministro della Cul(tura) mi ispirano, ricordandomi l'atteggiamento di alcuni politici democristiani nei confronti di un certo cinema d'impegno civile (ben altra roba rispetto ai filmetti che si vedono oggi) nel periodo della ricostruzione postbellica. Quello che rende ancor più tragica questa analogia consiste proprio nel suo aspetto dissonante. Almeno i film contro cui si scagliava Andreotti ritraevano veramente gli italiani di allora, li "pedinavano" zavattianamente, e giustamente i censori di allora potevano affermare che questo fosse un "ritratto" del paese. I film su cui oggi si scagliano questi strali sono invece focalizzati su una sola persona e l'Italia che ritraggono è solo lo sfondo teatrale di pezza (o di pixels, come sarebbe il caso di dire) su cui giganteggia un solo corpo e un solo nome. Se alcuni dei nostri registi chiudessero un attimo i loro libri di sociologia e di dottrine politiche per scendere nelle strade forse troverebbero altro materiale di maggiore interesse. Forse non troverebbero più gli italiani ad affollare strade e piazze come un tempo, e forse dovrebbero iniziare il racconto proprio da quel vuoto...ritroverebbero forse la passione e l'umiltà dei veri narratori, cancellando definitivamente quel sorrisetto saccente da "intellettuali".
Detto questo, non posso che convenire con te sulla desolazione infinita che le parole del Ministro della Cul(tura) mi ispirano, ricordandomi l'atteggiamento di alcuni politici democristiani nei confronti di un certo cinema d'impegno civile (ben altra roba rispetto ai filmetti che si vedono oggi) nel periodo della ricostruzione postbellica. Quello che rende ancor più tragica questa analogia consiste proprio nel suo aspetto dissonante. Almeno i film contro cui si scagliava Andreotti ritraevano veramente gli italiani di allora, li "pedinavano" zavattianamente, e giustamente i censori di allora potevano affermare che questo fosse un "ritratto" del paese. I film su cui oggi si scagliano questi strali sono invece focalizzati su una sola persona e l'Italia che ritraggono è solo lo sfondo teatrale di pezza (o di pixels, come sarebbe il caso di dire) su cui giganteggia un solo corpo e un solo nome. Se alcuni dei nostri registi chiudessero un attimo i loro libri di sociologia e di dottrine politiche per scendere nelle strade forse troverebbero altro materiale di maggiore interesse. Forse non troverebbero più gli italiani ad affollare strade e piazze come un tempo, e forse dovrebbero iniziare il racconto proprio da quel vuoto...ritroverebbero forse la passione e l'umiltà dei veri narratori, cancellando definitivamente quel sorrisetto saccente da "intellettuali".
Il cinico scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
Ok, è brutto quando c'è gente che ruba sulle disgrazie degli altri; ma bisogna anche ammettere che in altri terremoti è andata peggio e c'è ancora chi dopo il terremoto in Irpinia vive in un container ancora adesso... in altre parole chi non fa non sbaglia. Per il terremoto de L'Aquila abbiamo visto movimenti pubblici mai così veloci ed efficienti. E' ancora poco, ma questa è la democrazia nel posto dove hanno inventato la burocrazia. Voglio vederli quelli che criticano tanto cosa avrebbero fatto loro. Personalmente affogherei tutti i burocrati, ma in questo caso sarei chiamato dittatore :)
tina scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
ma come si scarica?????????
nick scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
speriamo che le persone si sveglino e comprendano che razza di manovre sta' mettendo in atto.....
Adriano scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
vergognoso
Adriano scrive a proposito di Draquila - L italia che trema opinioni |
vergognoso
Puoi aggiungere la tua opinione / recensione su Draquila - L'italia che trema qui sotto.
Nota che c'è un'altra sezione apposta dedicata invece alle informazioni e curiosità su Draquila - L'italia che trema Discussione abilitata ai social network:
comments powered by Disqus
Scarica DVD Draquila - L'italia che trema...
Trova Draquila - L'italia che trema, trailer YouTube di Sabina Guzzanti Draquila - L'italia che trema
Pagina principale con informazioni e curiosità su Draquila - L'italia che trema di Sabina Guzzanti...
Download scaricare Draquila - L'italia che trema di Sabina Guzzanti streaming bit torrent senza limiti
