Il Cigno Nero di Darren Aronofsky

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locandina Il Cigno Nero
 
Regista: Darren Aronofsky
Titolo originale: Black Swan
Durata: 103'
Genere: Drammatico, Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: Venezia 2010, 18 Febbraio 2011 (cinema)

Attori: Mila Kunis, Natalie Portman, Winona Ryder, Sebastian Stan, Vincent Cassel, Christopher Gartin, Toby Hemingway, Janet Montgomery, Barbara Hershey, Kristina Anapau, Ksenia Solo, Adriene Couvillion
Soggetto: Andres Heinz
Sceneggiatura: Andres Heinz, Mark Heyman, John McLaughlin

Trama, Giudizi ed Opinioni per Il Cigno Nero (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Matthew Libatique
Montaggio: Andrew Weisblum
Scenografia: Thérèse DePrez,Tora Peterson
Costumi: Amy Westcott

Produttore: Scott Franklin,Mike Medavoy,Arnold Messer,Brian Oliver
Produttore esecutivo: Brad Fischer,Jerry Fruchtman,Ari Handel,Jennifer Roth,Rick Schwartz,Tyler Thompson,David Thwaites
Produzione: Cross Creek Pictures, Phoenix Pictures, Protozoa Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox

La recensione di Dr. Film. di Il Cigno Nero
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Colonna sonora / Soundtrack di Il Cigno Nero
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Federica De Bortoli: Nina Sayers
Domitilla D'amico: Lily
Roberto Pedicini: Thomas Leroy
Fabrizia Castagnoli: Erica Sayers
Barbara De Bortoli: Beth Macintyre
Chiara Gioncardi: Veronica
Emanuela Damasio: Galina

Informazioni e curiosità su Il Cigno Nero

Il film ha vinto la 83a edizione dei premi Oscar (Academy Awards) per la migliore attrice protagonista (Natalie Portman).


IL CIGNO NERO - BLACK SWAN BALLANDO TRA IL BENE E IL MALE: LA STORIA
Il coraggioso e originale regista Darren Aronofsky (The Wrestler, L'albero della vita, Requiem For A Dream II ) porta il pubblico in un mondo inquietante e contorto fatto di inganni, doppi e paranoia grazie a IL CIGNO NERO - BLACK SWAN, il suo primo thriller psicologico, che ci racconta la storia sensuale e gelida di una prima ballerina intrappolata in una battaglia ossessiva, con degli impulsi oscuri che lentamente prendono il controllo di lei.

Natalie Portman (Closer) incarna Nina, un'ambiziosa giovane ballerina di New York a caccia del doppio ruolo che tutti sognano: il Cigno Bianco, delicato e innocente, e il Cigno Nero, che emana una malvagità seducente, nel classico Il lago dei cigni, in grado di trasformare una sconosciuta in una star. Lei ottiene il ruolo, ma non è sicura di poter incarnare la parte oscura della Regina dei cigni. Mentre raggiunge nuove vette con il suo corpo, gli incubi, le fantasie e le gelosie che nasconde iniziano a farsi strada in maniera profonda, causando uno scontro pericoloso con una provocante nuova arrivata, che rappresenta la sua maggiore rivale. Nina in breve tempo si cala fin troppo bene nel ruolo del malvagio e mortale Cigno nero.

Ben lontano dal classico thriller ambientato in un ambiente criminale o in case infestate, il ritratto intimo che Aronofsky realizza di una donna che svela i lati più nascosti della sua psiche si svolge in un luogo inatteso, il mondo eccitante e faticoso del balletto professionale. Per il regista, si trattava dell'ambiente perfetto per dar vita a un racconto visivamente esplosivo sulla pressione legata al fatto di raggiungere la perfezione. Come avveniva con The Wrestler, la pellicola gli ha anche offerto la possibilità di immergersi in un mondo poco conosciuto e far notare le cose che spingono le persone a compiere sacrifici enormi.

Sebbene abbia iniziato a pensare a questa storia quindici anni fa, Aronofsky fa notare come IL CIGNO NERO - BLACK SWAN sia volutamente collegato al suo film più recente, The Wrestler. Anche se il wrestling e il balletto potrebbero sembrare due mondi agli antipodi, IL CIGNO NERO - BLACK SWAN offre momenti di puro horror psicologico, diversi da tutto quello che Aronofsky ha fatto finora. Questi due titoli sono collegati dalle tematiche di corpi estremi, anime in pena e da uno stile realizzativo che pone il pubblico all'interno degli affascinanti mondi abitati dai personaggi.
"Alcune persone considerano il wrestling come la più bassa delle forme d'arte, mentre altri ritengono che il balletto sia la più alta, ma in realtà hanno qualcosa di molto simile. Mickey Rourke come wrestler viveva delle esperienze assolutamente paragonabili a quelle di Natalie Portman come ballerina", spiega Aronofsky. "Entrambi sono degli artisti che utilizzano i loro corpi per esprimersi, ma sono minacciati dai malanni fisici, perché i loro corpi sono gli unici strumenti che hanno per comunicare. La cosa interessante per me era trovare due storie collegate in quelli che potrebbero sembrare dei mondi distanti".

"I due film sono legati anche da un'interpretazione principale che va ben oltre quello che appare in superficie", rivela Aronofsky, che paragona l'impegno della Portman a quello di Rourke. "Il ruolo di Nina è decisamente diverso da tutto quello che Natalie ha fatto finora", nota il regista, "e lei è arrivata a un altro livello. Interpretare Nina è stato un impegno atletico tanto quanto recitativo".
Le sfide per realizzare IL CIGNO NERO - BLACK SWAN sono state simili all'intensa produzione di The Wrestler, forse anche più dure. Per quanto il mondo del wrestling professionale possa essere riservato, Aronofsky ha scoperto che l'universo del balletto è anche più isolato e chiuso agli estranei.

E poi c'era l'addestramento che Natalie Portman ha dovuto affrontare per rendere le scene di balletto del film vigorosamente liriche, oltre che piene di una tensione crescente. "Il balletto è qualcosa per cui devi iniziare ad allenarti quando hai quattro o cinque anni, cambia i corpi e li trasforma. E' veramente difficile che un'attrice che non abbia vissuto questa esperienza possa interpretare una ballerina professionista in maniera convincente". Tuttavia, con la sua incredibile forza di volontà e disciplina, Natalie è diventata una ballerina. Ci sono voluti dieci mesi di lavoro intenso, ma il suo corpo si è trasformato e anche i migliori ballerini sono rimasti impressionati. "Sono convinto che questo lavoro fisico le abbia permesso di trovare un collegamento con l'impegno emotivo che doveva esprimere", dichiara Aronofsky.

Aronofsky sostiene di essere stato molto felice di aver trovato un cast all'altezza di questa sfida. Loro, in cambio, erano attirati da una storia che si rivela una coraggiosa odissea piena di suspense e che ci mostra l'improvvisa ascesa e il terribile crollo di una ballerina.
Il regista ha avuto la possibilità di esprimere la sua idea per IL CIGNO NERO - BLACK SWAN dopo dieci anni grazie a una sceneggiatura di Andrés Heinz, con un dramma oscuro che si svolgeva a Broadway, mettendo in scena una pericolosa rivalità tra un'attrice e la sua misteriosa sostituta. Aronofsky è rimasto intrigato, ma essendo cresciuto vedendo l'addestramento durissimo della sorella ballerina, desiderava spostare l'ambientazione e puntare su una compagnia di balletto di New York. Questa modifica ha portato alla creazione di Nina e Lily, due stelle della danza in competizione, pronte a sacrificare tutto e tutti per un'unica performance perfetta.

Nonostante sia stato impegnato con tanti film nel corso degli anni, Aronofsky ha continuato a sviluppare il progetto con Mark Heyman (coproduttore di The Wrestler).
E' stato Aronofsky a voler fondere l'idea originale di Heinz con la storia dietro al balletto più popolare al mondo, Il lago dei cigni, che racconta un drammatico duello tra innocenza e malvagità. Nel frattempo, stava anche lavorando con Heyman per creare la nuova svolta macabra in grado di dar forza al racconto. Nell'ultima versione della sceneggiatura, gli elementi principali de Il lago dei cigni - demoni, incantesimi, doppi e cigni - si collegano alla psiche di Nina, mentre questa diventa un caleidoscopio psicosessuale di frammenti diversi, trasformandola da una giovane ingenua in una creatura pericolosa e differente.

"Io e Darren abbiamo discusso per anni dell'idea di fare un thriller sul balletto", ricorda Heyman. "Quello che ho fatto è stato prendere le versioni iniziali della sceneggiatura e mettere al centro la trama de Il lago dei cigni. Questo ha cambiato tutto ed è diventato il punto di partenza per una moderna storia a New York sul dualismo, sul doppio e sulla paura che qualcuno o qualcosa prenda possesso della tua vita".
"La storia affronta anche il timore di Nina di perdere quello che è", prosegue il regista. "Penso che chiunque possa identificarsi con questo aspetto. Nina è completamente sopraffatta da queste paure, fino a quando la sua realtà non diventa inseparabile dal personaggio che interpreta".

Mentre la versione finale della sceneggiatura diventava un mondo a parte, Heyman sostiene che sia molto difficile collocarla all'interno di un genere preciso. La storia era una discesa in un horror biologico mentre una donna si trasforma in un demone cigno o l'impressionante ritratto di un'artista pronta a tutto, che perde il controllo della sua mente quando viene sottoposta a una pressione estrema? Heyman spera che la risposta sia entrambe le cose.
"I miei film preferiti sono sempre difficili da etichettare", sostiene Heyman. "La nostra speranza per IL CIGNO NERO - BLACK SWAN è che sia come una di quelle pellicole. Vogliamo far paura alla gente, ma anche penetrare nel loro inconscio in maniera profonda e duratura".
Il progetto ha attirato in breve tempo una squadra di produttori che comprendeva Mike Medavoy, Arnold W.

Messer, Brian Oliver e Scott Franklin. “Si tratta di un territorio inesplorato, ma anche conosciuto per Darren. Da una parte, si sposta verso i thriller psicologici, una cosa che non ha mai tentato prima d'ora, tuttavia mostra un realismo intenso grazie alla sua attenzione ai dettagli, allo stile di ripresa e al modo in cui lavora con gli attori per tirar fuori delle performance realistiche", sostiene Franklin.
Oliver aggiunge che "se avete visto le pellicole di Darren, sapete che lui non fa nulla in maniera convenzionale. In The Wrestler faceva sentire alla gente cosa significa essere un wrestler che invecchia, mentre qui si immerge nelle profondità del mondo di una ballerina, mentre costruisce una suspense psicologica a livelli fantastici".
La produttrice esecutiva Jennifer Roth sostiene che il film IL CIGNO NERO - BLACK SWAN non sia semplicemente un thriller né una pellicola sul ballo. "Va oltre tutti questi aspetti e arriva in un luogo oscuro e affascinante".


UNA DONNA CHE DIVENTA CIGNO: NATALIE PORTMAN NEI PANNI DI NINA
Anche prima che la sceneggiatura di IL CIGNO NERO - BLACK SWAN fosse completata, Darren Aronofsky sapeva chi avrebbe interpretato Nina, la ballerina piena di speranze che viene sopraffatta da fantasie particolari ed eventi inquietanti, mentre si prepara per il maggior ruolo della sua vita. Doveva assolutamente essere Natalie Portman, che ha incarnato un'ampia gamma di ruoli memorabili, dalla regina Amidala nella serie di Guerre Stellari alla parte che le ha fatto ottenere una candidatura agli Oscar® e una vittoria ai Golden Globes®, quella di una spogliarellista nell'adattamento di Mike Nichols Closer. Non solo la Portman ha studiato balletto da bambina, ma, cosa più importante, possedeva la voglia e l'energia necessari per calarsi nell'enorme impegno fisico e psicologico di una parte che l'avrebbe portata a saltare, ruotare e perdere contatto con la realtà, tutto allo stesso tempo.

Aronofsky l'ha contattata diversi anni fa per parlare del film, che a quel tempo era ancora in fase di preparazione.
"Poco dopo aver iniziato a pensare all'idea per IL CIGNO NERO - BLACK SWAN, ho incontrato Natalie e ci siamo presi un caffé a Times Square", ricorda il regista. "Lei aveva fatto molto balletto in passato prima di diventare un'attrice e ha continuato a svolgere questa attività nel corso degli anni per mantenersi in forma. Mi ha detto subito che una delle cose che ha sempre voluto fare era interpretare una ballerina".

Sebbene ci siano voluti quasi dieci anni dopo il loro incontro prima che la sceneggiatura di IL CIGNO NERO - BLACK SWAN fosse terminata, quando la Portman l'ha letta, era entusiasta del contorto viaggio psicologico svolto da Nina.
La protagonista all'inizio viene considerata una ballerina così dedita al suo impegno che nessun'altra cosa ha importanza. Inoltre, lei è sempre stata protetta dalla madre, un'ex ballerina che ha la stessa energia interiore, senza aver mai sviluppato una vera vita adulta. Ma quando ottiene il ruolo della Regina dei cigni, questo le risveglia qualcosa, il bisogno di esplorare i suoi sentimenti più profondi e oscuri, che iniziano a scombussolare i fragili confini della sua mente. Nina, come la Regina dei cigni che vuole incarnare, improvvisamente viene coinvolta in una storia di incantesimi, desideri e pericoli.

Questo ha spinto la Portman a spingersi verso limiti che lei non aveva mai esplorato sullo schermo e l'ha costretta a guardare nell'abisso. "Nina è una gran lavoratrice ossessionata", spiega l'attrice. " Non ha ancora sviluppato la sua personalità come ballerina e come giovane donna, ma progressivamente sta cambiando, mentre cerca di trovare la sua sensualità e una libertà personale. Allo stesso tempo, inizia a capire di essere incompleta, e questa era la sfida".
L'attrice prosegue: quello che Nina desidera è la perfezione, una cosa che può esistere soltanto per un breve momento, ma come tutti gli artisti, lei è disposta a distruggersi per trovarlo. Quando cerca di diventare il Cigno nero, qualcosa di oscuro inizia a crescere dentro di lei e si trasforma in una crisi di identità, in cui lei non solo non sa chi è realmente, ma i confini tra lei e le altre persone diventano confusi. Incomincia a vedere se stessa ovunque".

Intrappolata in questo mondo vertiginoso, fatto di doppi e apparizioni ingannevoli, di incontri misteriosi e di ferite che si aprono, Nina inizia a perdere il controllo, cosa che doveva fare anche la Portman.
“Quando Nina inizia a ribellarsi contro tutte le barriere che la circondano", nota l'attrice, "emerge questa paranoia che la porta in zone oscure, in cui non sa cosa le altre persone vogliano da lei e se stia perdendo la testa". In questa oscurità, la Portman era eccitata dalla possibilità di immergersi nel mondo del balletto, un suo sogno di ragazza come lo è per Nina. "Io amavo l'autenticità di tutti i dettagli sul balletto presenti nella sceneggiatura", rivela l'attrice, "e in particolare ho amato come la storia di Nina segua in parallelo Il lago dei cigni. L'ho vista come una ragazza che sta cercando di uscire da un incantesimo, tentando di liberarsi da tutti quelli che provano a definire chi è lei e cercando di capire veramente chi è come persona e come artista".

Tuttavia, mentre Nina inizia a perdere il contatto con la realtà, deve tenere nascosto quello che sta avvenendo, per paura di vedersi privata del ruolo della Regina dei cigni a favore della sua rivale più pericolosa, la sensuale e spregiudicata Lily, che assume un ruolo complementare a Nina, sia in senso figurato che letterale.
La Portman era intrigata dal rapporto contorto e pieno di invidia tra Nina e Lily, che funziona su tanti livelli diversi.
"Mi piace il modo in cui si incontrano per la prima volta, si squadrano proprio come fanno le ragazze", rivela l'attrice. "E' un meccanismo di sopravvivenza, per capire da dove proviene la competizione maggiore e, in questo caso, Nina capisce subito che Lily è magnifica, piena di talento e una minaccia assoluta alla sua posizione. Ma lei non sa ancora chi sia Lily realmente".

Per mostrare tutto questo sullo schermo, la Portman ha affrontato una preparazione fisica e psicologica rigorosissima. L'addestramento fisico è andato ben oltre le sue aspettative, quando ha cominciato ad allenarsi intensamente per cinque ore al giorno, ogni giorno, per dieci mesi prima dell'inizio delle riprese. Lo ha fatto sotto la guida di diversi insegnanti e istruttori di alto livello, tra cui Mary Helen Bowers del New York City Ballet, che l'hanno sottoposta a un estenuante corso completo di danza in tempi record.
"Ho fatto moltissima danza, ma anche nuoto, allenamento con i pesi e corsa, così da non infortunarmi, visto quanto è duro il balletto per il corpo", spiega la Portman. "E'una sfida incredibile, cercare di perfezionare il balletto a 28 anni. Anche se hai preso lezioni di ballo prima, non capisci quello che significa essere a un livello altissimo. Ogni piccolo gesto deve essere molto preciso e pieno di grazia e leggerezza. Sapevo che sarebbe stata una sfida, ma non mi sarei mai aspettata che si rivelasse cosi dura".

Oltre ad aver fatto ballo da giovane, la Portman ha anche studiato psicologia a Harvard, particolare che le ha permesso di avere una visione più profonda nella psiche in dissoluzione di Nina, consentendole di immergersi meglio nell'esperienza interiore e surreale di Nina. "Ho visto Nina intrappolata in un ciclo di ossessione e compulsione", dichiara l'attrice. "L'aspetto positivo di questa cosa per artisti e ballerini è che focalizzandosi tanto su un unico obiettivo puoi diventare un virtuoso, ma poi c'è un lato più oscuro, un aspetto poco salutare, in cui puoi perderti completamente. E io dovevo portare Nina a questo punto".
La Portman ha esplorato senza nessun timore questo lato oscuro in ognuno dei rapporti di Nina: con il tenace direttore artistico della compagnia di balletto, Thomas Leroy (Vincent Cassel), che la spinge a esplorare la parte oscura dentro di sé, con una madre ex ballerina troppo coinvolta (Barbara Hershey) e che mantiene uno sguardo costante su Nina; e con la veterana ballerina (Winona Ryder) che Nina un tempo idolatrava e la cui improvvisa caduta la lascia sconvolta.


METTERE IN OMBRA IL CIGNO: IL CAST DI SUPPORTO
Ad affiancare Natalie Portman in IL CIGNO NERO - BLACK SWAN c'è un affermato cast di supporto, le cui interpretazioni contribuiscono a questo ipnotico mix di bellezza, mistero e paura.
Per incarnare la rivale di Natalie Portman, Lily, Aronofsky ha scelto Mila Kunis, l'attrice nata in Ucraina, che è rapidamente diventata celebre grazie a titoli come Codice Genesi e Non mi scaricare, in grado di fornire la durezza e il fascino oscuro necessari al ruolo di questa ambiziosa nuova arrivata.
"Mila interpreta Lily come qualcuno che possiede esattamente quello che Nina vuole. E' più libera, viva e sensuale di Nina", sostiene Aronofsky. "Lily ha la libertà di esprimersi e questo rappresenta un grande fascino per Nina, ma anche una forte tensione".
La Kunis è stata subito attratta da questo personaggio senza nessuna inibizione e dall'intrigante idea di incarnare una ballerina, nonostante la brutale realtà l'abbia scombussolata. "Avevo questa idea grandiosa di sentirmi graziosa e vestire un tutu, ma non hai idea di quanto sia dispendioso dal punto di vista fisico finché non lo fai", rivela la Kunis. "E' veramente un massacro per il tuo corpo!".

Tuttavia, si è gettata a capofitto nell'allenamento e nell'esplorazione degli effetti notevoli che Lily ha nei confronti di Nina. "La cosa fondamentale di Lily è che doveva essere l'esatto opposto di Nina, in ogni senso", afferma la Kunis. "Anche il loro stile di ballo è all'opposto. Nina è una ballerina bravissima e molto tecnica, mentre Lily è più grezza, libera e spontanea.
L'intera vita di Nina è rappresentata dal balletto, mentre Lily mangia hamburger, va alle feste, fa sesso, prende delle droghe ed esplora ogni cosa. E' l'antitesi di Nina e incarna il Cigno nero".

Rappresentare Lily come una donna molto impulsiva e un'apparizione fugace è stato difficile, un compito che secondo la Kunis non sarebbe stato possibile senza la rete di sicurezza fornita da Darren Aronofsky. "Non avrei mai fatto questo film se non fosse stato per Darren", confessa l'attrice. "Questo personaggio potrebbe risultare traballante in mani sbagliate. Non c'è un modo giusto di interpretare Lily. Non ho letto la sceneggiatura pensando di aver capito il personaggio e di sapere esattamente come incarnarla, perché in ogni scena lei è diversa. Ma mi fidavo e sapevo che nelle mani di Darren avrebbe funzionato. Non so se avrei avuto la stessa sensazione con un altro regista".
Se Lily rappresenta tutto quello che Nina vuole ottenere all'interno di se stessa, il brillante coreografo e direttore artistico della compagnia, Thomas Leroy, è l'uomo che la spinge senza pietà a farlo. A interpretarlo c'è l'attore francese vincitore del César, Vincent Cassel, acclamato in Europa, ma che ha lavorato anche in diversi film di Hollywood come Oceans Twelve, Shrek, Elizabeth e La promessa dell'assassino.

“Vincent è uno dei miei attori preferiti al mondo", sostiene Aronofsky. "Sono un grande fan del suo lavoro, sia nelle pellicole francesi che in quelle americane. Qui interpreta un personaggio machiavellico, il direttore artistico che pensa solo all'arte e che non si preoccupa delle vittime che abbandona lungo la strada. E' stato magnifico lavorarci insieme per questo ruolo, anche perché lui si muove magnificamente".
Cassel sostiene che era impossibile resistere al ruolo. "Per prima cosa c'era Darren, con cui ho sempre voluto lavorare. Poi, ecco sbucare Natalie, che ho ammirato per anni. In seguito, è arrivata l'idea di realizzare un thriller ambientato nel mondo del balletto, che è veramente attraente. Gli ingredienti erano affascinanti, sapevo che sarebbe stato oscuro e decisamente sexy. E poi, ho scoperto che Mila e Winona Ryder sarebbero state coinvolte, mentre io sarei stato in mezzo a tutte questo donne come il responsabile di un circo. Onestamente, come avrei potuto dire di no?", scherza l'attore.

Tuttavia, Cassel sapeva anche che Thomas non sarebbe stato un ruolo semplice da incarnare, soprattutto per la sua volontà di portare le ballerine a superare i loro limiti. "Non ama le donne", spiega l'attore. "Non penso sia veramente interessato alle donne, non quanto è eccitato all'idea di raggiungere i limiti della perfezione, della bellezza e dell'arte. Lui desidera vedere sbocciare i ballerini che ha scelto, diventando l'espressione definitiva di se stesso. Così, li spinge in maniera molto dura".
Per interpretare Thomas in maniera credibile, Cassel si è impegnato nelle ricerche, studiando le vite e le personalità carismatiche dei maggiori coreografi del mondo, da Balanchine a Baryshnikov. Inoltre, si è ispirato al coreografo del film, il celebre ballerino Benjamin Millepied del New York City Ballet.
“Osservare il mondo in cui Benjamin interagisce con i ballerini e come si muove mi ha fornito tanti spunti interessanti", nota Cassel.

A completare il cast principale ci sono due attrici nominate agli Academy Award e vincitrici ai Golden Globes®: Winona Ryder nei panni di Beth, la leggendaria stella della compagnia, che si ritrova rapidamente a dover fronteggiare la caduta dalla vetta, e Barbara Hershey nei panni della madre di Nina, Erica, che protegge e allo stesso tempo opprime la figlia.
Il personaggio della Ryder, Beth, è fondamentale nella storia di Nina, perché rappresenta un presagio di quello che l'attenderà in futuro. "Beth è stata la stella per un periodo di tempo, ma ora è arrivata a un'età in cui, in un attimo, si ritrova licenziata e scaricata dal suo amante, il direttore artistico del balletto", spiega la Ryder. "Questo pone la questione di quello che devono sopportare i ballerini, la tragedia e la brutalità legata alla brevità della loro carriera".

L'attrice prosegue dicendo "penso che un tema importante sia la ricerca della perfezione, perché quello che devono affrontare i ballerini per migliorare le loro performance va al di là di quello che il pubblico può pensare. Beth ha lavorato sulla propria arte fin da bambina e improvvisamente si ritrova a un punto in cui tutto quello in cui si è impegnata duramente con l'obiettivo di migliorare la distrugge. E lei non la prende bene".
Aronofsky, parlando della Ryder, sostiene che "Winona era fantastica per il ruolo, essendo lei stessa una superstar. Penso che il pubblico troverà un forte legame con lei nei panni della celebre prima ballerina che viene sbattuta fuori mentre Nina arriva per rimpiazzarla".

Anche la Hershey è rimasta ammirata da IL CIGNO NERO - BLACK SWAN e dal suo ruolo inusuale. "Sono sicuro che alcune persone vedranno Erica come una madre diabolica, mentre io la ritengo una madre che si trova all'inferno, una cosa molto diversa", sostiene la Hershey. "Ritengo che sia decisamente tormentata. Per ogni cosa che fa, avviene una reazione contraria. Lei ama la figlia, ma ne è anche ossessionata; vuole che abbia successo, ma allo stesso tempo conosce il suo fragile stato mentale. E' molto gelosa della figlia, ma desidera che il mondo sia ai suoi piedi. Vuole che Nina voli, ma allo stesso tempo che non vada via".

Entrambe le donne sono rimaste conquistate dalle tecniche che Aronofsky utilizza nel lavoro con gli attori. "Io non ero disponibile per le prove, visto che in quel momento stavo partecipando a un altro film in Inghilterra", ricorda la Hershey, "quindi Darren mi ha fatto fare una cosa molto intelligente: mi ha chiesto di scrivere due lettere a Nina calandomi nel mio personaggio. Così, mentre stavo lavorando a questo progetto, stavo comunque già pensando al rapporto tra Nina e sua madre. Ho iniziato a scrivere e il personaggio ha incominciato a parlare. In seguito, Darren ha dato queste lettere a Natalie in alcuni momenti appropriati".


SULLE PUNTE E CASTIGO: L'ALLENAMENTO E LA COREOGRAFIA
Proprio come aveva penetrato il mondo nascosto ma profondamente umano dei lottatori professionisti in The Wrestler, grazie alle emozioni psicologiche di IL CIGNO NERO - BLACK SWAN Darren Aronofsky porta il pubblico nel dietro le quinte del balletto, fatto di sudore e ansia, che pochi conoscono.
Mentre il balletto fa parte da tempo della storia del cinema, dal classico di Michael Powell Scarpette rosse al grande successo di Herbert Ross negli anni settanta Due vite una svolta, la pellicola di Aronofsky non assomiglia a nessun film di questo genere.

Per girare il balletto dall'interno c'era bisogno di una combinazione di ricerche personali, addestramento intensivo per gli attori e tecniche di ripresa coinvolgenti. "Come regista, Darren è ossessionato dai dettagli", sostiene il cosceneggiatore Mark Heyman. “Così, nonostante gli elementi fantastici della storia, come vedere il tuo doppio e la trasformazione di Nina, era molto importante per lui ancorare questa pellicola a una grande autenticità".
Mentre l'inizio delle riprese si avvicinava, Aronofsky ha iniziato a affinare il modo in cui avrebbe creato le interpretazioni dinamiche sul palco, che lui desiderava avessero l'intensità delle scene di combattimento in soggettiva di The Wrestler, ma comunque cogliessero la grazia e il lirismo che rendono il balletto una sorta di poesia del corpo, mentre intanto rendeva giustizia all'eredità de Il lago dei cigni.

Per cominciare, ha reclutato un gruppo di balletto diretto dal coreografo Benjamin Millepied, lui stesso una stella con il New York City Ballet e un creatore acclamato nel mondo di nuovi balletti. Sebbene questa sia stata la sua prima esperienza come coreografo di un film, Millepied è entrato subito nel suo ruolo. "Mi sono immerso in questo processo ed ero sconvolto dagli attori", rivela il coreografo. Millepied si è anche divertito a lavorare di fronte alla cinepresa nel ruolo di David, il principale ballerino della compagnia.
Il suo compito era di prendere dei momenti fondamentali dal Lago dei cigni e coreografarli in modo che si integrassero perfettamente con la visione cinematografica di Aronofsky, espressa dall'idea di una produzione originale e 'spogliata' di Thomas Leroy, mentre allo stesso tempo potesse essere eseguita dalle due attrici che, nonostante il loro impegno, non erano certo delle ballerine da tutta la vita.

"Per Darren era molto importante mantenersi fedele a un vero Lago dei cigni", spiega Millepied. "Ma entrambi sapevamo che non puoi far diventare qualcuno una prima ballerina in sei mesi, così abbiamo lavorato duramente nella scelta di alcuni movimenti specifici per Natalie e Mila che avrebbero funzionato nel film. Natalie aveva già incominciato a prendere lezioni di ballo prima che mi venisse presentata e aveva fatto esperienza nella sua infanzia, mentre Mila non aveva nessuna formazione specifica. Quindi, il mio compito era di affinare i loro movimenti e utilizzare la coreografia per far emergere esattamente quello di cui c'era bisogno. Per fortuna, Darren aveva una comprensione profonda di come appare il balletto di alto livello, cosa che ha reso il mio lavoro molto più semplice".
Per la Portman e la Kunis, si trattava di sottoporsi ad allenamenti intensi. Per contribuire ai loro miglioramenti,

Millepied ha chiesto aiuto a diversi istruttori di balletto, tra cui la leggendaria Georgina Parkinson, un'importante ballerina del Royal Ballet e responsabile dell'American Ballet Theatre per trent'anni, che purtroppo è scomparsa due settimane prima che terminassero le riprese. A lavorare con le attrici c'erano anche le responsabili del balletto Marina Stavitskaya, direttrice del repertorio classico al Manhattan Youth Ballet, e Olga Kostritzky, che tra i suoi studenti ha avuto Mikhail Baryshnikov e Jock Soto.
Loro hanno portato la Portman e la Kunis a fare cose con i loro corpi che non avrebbero mai creduto possibili e che per entrambe ha significato pagare un caro prezzo a livello fisico. "Amo moltissimo ballare, così pensavo che sarebbe stato molto divertente accettare un ruolo in cui devi farlo", ricorda la Portman. "Non avevo idea di quanto sarebbe stato estenuante".

Estenuante è un eufemismo. Sia lei che la Kunis hanno dovuto superare degli infortuni e la stanchezza per gli allenamenti mentre correvano contro il tempo per essere pronte alle riprese. "Dopo due legamenti rotti e una spalla slogata, mi chiedevo cosa stessi facendo", scherza la Kunis.
L'attrice prosegue dicendo che "le scarpe a punta sono estremamente brutali, io riuscivo a tenerle per un massimo di venti minuti. Non dovevi neanche metterti sulle punte per provare dolore, bastava semplicemente camminarci. Il piede non riesce a muoversi in avanti, perché hai questa scatola di legno sulla punta. Inciampi su te stessa. Tenerle tutto il giorno fa sì che i tuoi piedi diventino neri e blu".

La Portman, che ha svolto personalmente più del 90% delle sue scene di ballo sullo schermo, ha sofferto anche di una brutta ferita alle costole mentre si allenava. "E' stato decisamente intenso, perché io ho dovuto affrontare tutto questo per metà delle riprese", ammette l'attrice. "Ma non è il caso di lamentarsi, considerando che i ballerini professionisti sopportano sempre questo stato di cose. Loro ballano costantemente con degli infortuni seri, come delle caviglie slogate. Sono abituati a ballare soffrendo".
Nonostante tutte queste difficoltà, le due donne sono state guidate in maniera esperta, tanto da diventare più forti e fiduciose come ballerine. "Penso che sia stata una delle prove più dure che abbia mai affrontato nella mia vita", ammette la Kunis. "Credo anche che il balletto non riceva la giusta considerazione come uno degli sport più duri al mondo. Ma la cosa incredibile è quando capisci che tutto questo lavoro massacrante e la sofferenza che provoca è in grado di produrre un'arte che sembra non richiedere nessuno sforzo".

Questa mancanza di sforzo apparente, una caratteristica dei migliori ballerini, è quello che Millepied cercava sullo schermo, un contrasto netto con il terribile viaggio personale di Nina. "E' stato fantastico osservare Natalie e Mila progredire.
Abbiamo posto l'asticella molto in alto e loro sono riuscite a superarla", dichiara il coreografo.
Per affiancare la Portman e la Kunis sul palcoscenico, Millepied e il produttore esecutivo Ari Handel hanno contattato un gruppo di ballerini professionisti del Pennsylvania Ballet – tra cui il primo ballerino Sergio Torrado, che interpreta Von Rothbart nel Lago dei cigni mostrato nel film. Per via dei tempi stretti, si è rivelato molto più difficile trovare la compagnia di balletto rispetto a quanto avvenuto con gli attori principali.

“Abbiamo scoperto che tante compagnie, come il New York City Ballet e la ABT, erano impegnate con le loro stagioni, quindi non potevano concederci nessun ballerino", sostiene il produttore Franklin. "Per fortuna, il Pennsylvania Ballet era in pausa. Loro hanno accettato di lavorare con noi soltanto poche settimane prima delle riprese".
“Noi siamo eccitati di essere riusciti a far funzionare tutto”, sostiene Rob Kaiser, direttore artistico del Pennsylvania Ballet. “E' un progetto fantastico e ha rappresentato un'esperienza magnifica per i miei ballerini. Hanno potuto contribuire a mostrare il balletto sotto una luce realistica ed erano veramente eccitati di poter lavorare con un cast fenomenale".


IL SALONE DEGLI SPECCHI: LA PARTE VISIVA
Le riprese di IL CIGNO NERO - BLACK SWAN sono iniziate all'esterno del Lincoln Center, la dimora del New York City Ballet, e sono proseguite per diverse settimane, sempre nelle location di New York, soprattutto a Manhattan, ma anche girando al Performing Arts Center del State University of New York Purchase, il poliedrico palcoscenico su cui Bob Fosse ha girato diverse sequenze del suo classico film di ballo, All That Jazz.
Aronofsky ha lavorato con il suo talentuoso team di scenografi per mettere assieme due idee visive: l'aspetto viscerale del balletto comprendente un lavoro di macchina a mano molto naturale, e una serie di immagini più surreali e spaventose, piene di specchi riflettenti e di visioni inquietanti di doppelganger che mettono in discussione i confini della realtà. La cinepresa sempre in movimento sembrava danzare e scivolare con la protagonista.

La squadra comprendeva diversi collaboratori regolari di Aronofsky diretti dal direttore della fotografia Matthew Libatique, ASC (L'albero della vita), come la scenografa Thérèse DePrez (Howl), l'ideatrice dei costumi Amy Westcott (The Wrestler), il montatore Andrew Weisblum, A.C.E. (The Wrestler) e il supervisore agli effetti visivi Dan Schrecker (Requiem For A Dream).
Ignorando un secolo di balletto sullo schermo e di tecniche legate ai thriller psicologici, Aronofsky e Libatique hanno portato il loro stile caratteristico in un mondo che si vede raramente a questo livello di intimità. La maggior parte delle scene della pellicola dipendono da una camera a mano che si muove continuamente in maniera sinuosa, senza fermarsi per dei primi piani.

"Io ero eccitato di girare un thriller psicologico soprattutto con la camera a mano, perché non riuscivo a pensare a un'occasione in cui questo fosse stato già fatto", sostiene Aronofsky. "Talvolta, ci sono state alcune scene nei thriller in cui vedi il punto di vista del mostro con una camera a mano, ma realizzare tutto in questo modo, con uno stile documentaristico, rappresentava qualcosa di unico e inedito".
Il regista prosegue dicendo di "aver ritenuto che portare una macchina a mano nel mondo del balletto avrebbe permesso di esplorarlo meglio, così come avvenuto con il wrestling per The Wrestler. La camera sta ballando e ruotando assieme ai ballerini. Cattura l'energia, il sudore, il dolore e i primi piani artistici".

Poi ci sono gli specchi, che hanno un ruolo importante nell'architettura visiva della pellicola. "Nel mondo del balletto ci sono specchi ovunque", spiega Aronofsky. "I ballerini guardano sempre se stessi, quindi il loro rapporto con l'immagine riflessa rappresenta una componente importante di quello che sono realmente. I realizzatori sono anche affascinati dagli specchi ed è un elemento che è già stato sfruttato, ma io volevo portarlo a un altro livello. Visivamente, abbiamo spinto molto su quello che significa guardare in uno specchio. Gli specchi sono diventati una maniera fondamentale di osservare il personaggio di Nina, che è molto legato al doppio e ai riflessi".
Il compito di creare il mondo concreto di IL CIGNO NERO - BLACK SWAN è stato assegnato alla scenografa Thérèse DePrez. In questo caso, lei doveva affrontare la duplice sfida di ideare sia un thriller psicologico ambientato a Manhattan che una produzione sullo schermo de Il lago dei cigni, fondendoli perfettamente in ogni piccolo dettaglio. "Io desideravo lavorare con Thérèse da molto tempo", ricorda Aronofsky. "Lei ha creato un'enorme tela per noi, nonostante il budget decisamente ristretto. Ha dato vita a un mondo che non è quello reale, ma che sembra esserlo, una cosa molto complicata da realizzare".

"Darren è molto naturale nel modo in cui affronta i suoi film", sostiene la Deprez, "così ho iniziato a osservare la tavolozza dei colori, che è ispirata sia a Il lago dei cigni che a quello che Nina vede ogni giorno, gli spazi per le prove che rappresentano sia il Vecchio mondo che la moderna New York. Noi desideravamo avere qualcosa di assolutamente minimalistico, quindi soprattutto delle sfumature di nero, bianco, grigio e il rosa del balletto, che vengono divisi nei rosa innocenti del personaggio di Nina e in quelli di Beth, che sono un po' più stinti. Poi c'è del verde, che proviene da Rothbart e anche dall'ambientazione naturale de Il lago dei cigni. Tutto qui, abbiamo limitato decisamente i colori".

Molti dei set del film risultano un presagio di quello che vedremo più tardi sul palcoscenico ne Il lago dei cigni,
durante l'esplosivo climax del film, compreso l'appartamento scintillante di Thomas Leroy, fatto di bianco e nero, in cui lui assegna a Nina un compito a casa inusuale, così come la stanza da letto rosa e infantile di Nina, che la mette sempre più a disagio mentre la storia prosegue. "E' tutto molto sottile, ma ci sono dei legami visivi che continuano a intrecciarsi", fa notare la DePrez. "Una cosa che si può dire di Darren è che non ama eccedere con lo stile, quindi buona parte delle scenografie servivano per ancorare il personaggio di Natalie alla realtà".

Tutto questo aiutava a lanciare la sfida maggiore della DePrez: ideare i set per una nuova versione del Lago dei cigni, oscura, moderna, estrema e, soprattutto, decisamente cinematografica.
"Una delle cose che erano veramente importanti per me e Darren era mantenere il movimento in tutte le scenografie sul palco. Non volevamo qualcosa che ristagnasse o fosse immobile", spiega la scenografa. "Così, in ogni atto del balletto ci sono degli elementi scenografici che si muovono. Ci sono tre tende per il sipario che si estendono, una luna che viene retroilluminata, una collina con una scala mobile. Tutto ha un tocco di fotorealismo per renderlo più moderno e inatteso. Doveva essere una composizione intricata".

Le sue scenografie si estendono anche ai lati del palco. "I lati erano importanti quasi quanto il palco stesso", rivela la scenografa. "Ci siamo assicurati che ci fossero delle sbarre per il balletto dove i ballerini potessero riscaldarsi e, ovviamente, degli specchi. Tutto è fatto per essere colto dalla cinepresa".
La stessa attenzione nei confronti della realtà di Nina e degli elementi visivi del Lago dei cigni collegati si può trovare nel lavoro dell'ideatrice dei costumi Amy Westcott, che ha iniziato tuffandosi nel mondo del balletto. "Io ho assistito alle lezioni, andando alle esibizioni dell'ABT e del New York City Ballet, per poi cominciare a mettere tante idee insieme” spiega l'artista.
Avendo già collaborato con Aronofsky a The Wrestler, la Westcott sapeva cosa aspettarsi. "Darren ama tuffarsi in un mondo e mostrarlo nella maniera corretta, quindi il nostro compito è di seguirlo".

Un elemento fondamentale per cogliere perfettamente IL CIGNO NERO - BLACK SWAN era trovare l'aspetto giusto per Natalie Portman nei panni di Nina, che comunque era soggetto a cambiamenti mentre la sua realtà vacillava. "Io volevo affrontare il fatto che, all'inizio, la madre di Nina ha una grande influenza su quello che lei indossa", rivela la Westcott. "La madre vuole mantenerla in uno stato infantile, quindi Nina veste prevalentemente tre colori da ragazzina: bianco, grigio e rosa. Abbiamo iniziato puntando pesantemente sul rosa, ma alla fine lei veste soprattutto di nero. Una volta che inizi a vederla vestita di nero invece che di rosa, capisci che qualcosa è cambiato e lei si ritrova dall'altro lato della barricata".
La Westcott ha utilizzato le personalità dei personaggi per influenzare il loro aspetto. "Lily si basa su un'autostima decisamente sexy, quindi indossa tanti abiti neri con riflessi argentati. C'è qualcosa di onirico in lei che abbiamo cercato di esprimere. Thomas Leroy è molto forte, quindi Vincent veste di nero, grigio e bianco".

Come la DePrez, anche la Westcott ha fronteggiato il compito straordinario di ideare i costumi per una nuova versione del classico Lago dei cigni realizzato da una compagnia di balletto di New York. Per riuscirci, ha collaborato con due eccitanti stiliste, Kate e Laura Mulleavy, due sorelle conosciute nel mondo della moda con il nome di Rodarte.
Aronofsky e la Westcott sentivano che le ideazioni gotiche, romantiche ed estreme di Rodarte potessero aggiornare l'aspetto tradizionale del balletto in maniera imprevedibile. "E' un nuovo modo di vedere Il lago dei cigni", sostiene la Westcott. "Non volevamo mostrare Il lago dei cigni che tutti conoscono e grazie ai costumi di Rodarte, sembra molto diverso. Il loro lavoro è assolutamente fantastico".
Intrigate dall'idea di una nuova versione de Il lago dei cigni, le sorelle Mulleavy erano eccitate dalla sfida.

"L'estetica del balletto ci affascina come stiliste e abbiamo sempre amato Il lago dei cigni di Cajkovskij. Leggendo la sceneggiatura, siamo rimaste attirate dalla storia e abbiamo iniziato a vedere Natalie come una ballerina, così come il mondo che Darren avrebbe creato con il suo personaggio. Darren è un vero autore e noi eravamo eccitate dall'idea di mettere assieme le nostre visioni. Abbiamo incontrato Darren a New York e Natalie a Los Angeles, scoprendo immediatamente che la visione per il film era proprio quella che volevamo contribuire a creare".
Le due proseguono dicendo che "IL CIGNO NERO - BLACK SWAN rappresenta la storia di una bellezza contrapposta a una trasfigurazione in chiave dark. Abbiamo sviluppato i costumi avendo bene in mente le duplici identità dei personaggi, sempre cercando di trovare un equilibrio tra le loro nature e le loro azioni, delicate e brutali allo stesso tempo.
Abbiamo utilizzato dei colori (grigio freddo, rosa pallido, bianco, nero e verde scuro) e dei tessuti (lana e angora, piume, tulle, metallo e ornamenti) per illustrare le loro personalità sul palco e fuori dal palco".

Un altro elemento fondamentale per costruire l'atmosfera, la suspense e le emozioni di IL CIGNO NERO - BLACK SWAN sono le musiche composte dallo storico collaboratore di Darren Aronofsky Clint Mansell, che ha iniziato dalla fonte di ossessione di Nina, Il lago dei cigni, e ha legato degli estratti della leggendaria musica di Pyotr Ilyich Cajkovskij per il balletto classico in modo da formare il tessuto della colonna sonora della pellicola.
Quando Aronofsky lo ha contattato proponendogli il film, Mansell aveva appena visto una produzione del balletto a Londra. "Io ero rimasto sconvolto da questa esperienza vitale e viscerale, quindi ho pensato che sarebbe stata una pellicola affascinante", ricorda il compositore.

Nella creazione delle musiche, Mansell doveva fronteggiare le intriganti sfide di come essere fedeli all'eredità senza tempo di Cajkovskij mentre creava un ambiente sonoro in sintonia con il viaggio oscuro e moderno di Nina. "E' stato un privilegio enorme lavorare con i fantastici brani musicali di Cajkovskij. Io avevo un grande rispetto, ma sentivo anche di non avere limiti e che avrei dovuto superarmi", rivela il compositore. "Io spero veramente che le persone non pensino che una parte sia Cajkovskij e l'altra no. Mi auguro che si dimostri essere un viaggio delle due cose legate tra loro per diventare una nuova versione del Lago dei cigni".
L'idea di Mansell è che il capolavoro di Cajkovskij avrebbe tormentato Nina, seguendola, cambiandola e diventando qualcosa di più strano e tempestoso, mentre lei viene sempre più posseduta dal ruolo di Regina dei cigni.
“La musica fa sempre riferimento a Cajkovskij o lo cita in qualche modo”, spiega Mansell. “Cajkovskij rappresentava sempre la mia base, ma poi ho iniziato a sperimentare".

Il processo è diventato sempre più personale mentre si intensificava. "Le composizioni di Cajkovskij sono meravigliosamente complesse e avvengono tante cose che raccontano la storia per mezzo di ogni nota", osserva Mansell.
"Ma le composizioni cinematografiche moderne sono più sottili, più minimaliste se vogliamo, quindi io ho dovuto quasi spezzettare il balletto. L'ho diviso in alcuni ritmi, progressioni e melodie, per poi ricostruirli nelle musiche della pellicola.
Mentre continuavo a comporre, la colonna sonora rispecchiava maggiormente il modo in cui ascolto la musica, con degli ulteriori elementi atonali e discordanti che fanno emergere la suspense e la confusione".
Mansell ha anche lavorato con gli elementi naturali della musica per rispecchiare il subconscio di Nina e il suo passaggio nei corridoi della paranoia, del desiderio opprimente e della paura.

"Non era difficile collegarsi a questo elemento di terrore", nota il compositore, "perché la musica di Cajkovskij risulta potente ed espressiva in maniera naturale. I balletti di allora erano come i film di oggi, realizzati per portare le persone in un viaggio immaginario".
Prima dell'inizio delle riprese, Mansell ha composto dei frammenti della colonna sonora in modo che le sequenze di ballo della pellicola potessero essere girate con la musica. Successivamente, ha iniziato a comporre basandosi sulle immagini man mano che arrivavano i giornalieri, ricevendo un'ispirazione originale. Alla fine, si è recato a Londra per le ultime sessioni di registrazione, dove ha sentito le musiche eseguite per la prima volta da un'orchestra composta da 77 elementi. "Quando il tuo lavoro prende una vita tutta sua nella mani di grandi musicisti, è emozionante", rivela Mansell.

Aronofsky era entusiasta delle creazioni di Mansell. "Questo è uno dei lavori migliori mai realizzati da Clint", afferma il regista. "Senti ovunque Cajkovskij, ma sembra anche nuovo. E' inquietante, ipnotico e bellissimo".
"Dalle musiche, i costumi e i set, fino ad arrivare alla fusione di coreografie e lavoro svolto per le riprese, tutti gli aspetti della lavorazione delle scene del Lago dei cigni hanno rappresentato una profonda esperienza di apprendimento, ma ogni cosa ha portato i suoi frutti", nota Aronofsky. “Abbiamo iniziato sapendo poco del balletto, su come girarlo e come eccitare il pubblico, ma ritengo che il film funzioni veramente e riesca a collegare la gente a questa forma artistica, rendendola accessibile", sostiene il regista.
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