Regista: Baltasar Kormákur
Titolo originale: Contraband
Durata: 110'
Genere: Thriller
Nazione: USA
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 25 luglio 2012 (cinema)
Attori: Kate Beckinsale, Mark Wahlberg, Giovanni Ribisi, Ben Foster, Diego Luna, J. K. Simmons, Lukas Haas, William Lucking, Jaqueline Fleming, Robert Wahlberg
Sceneggiatura: Aaron Guzikowski
Trama, Giudizi ed Opinioni per Contraband (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Contraband
Durata: 110'
Genere: Thriller
Nazione: USA
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 25 luglio 2012 (cinema)
Attori: Kate Beckinsale, Mark Wahlberg, Giovanni Ribisi, Ben Foster, Diego Luna, J. K. Simmons, Lukas Haas, William Lucking, Jaqueline Fleming, Robert Wahlberg
Sceneggiatura: Aaron Guzikowski
Trama, Giudizi ed Opinioni per Contraband (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Barry Ackroyd
Montaggio:
Produttore: Tim Bevan,Eric Fellner,Stephen Levinson,Mark Wahlberg,Baltasar Kormákur
Produttore esecutivo: Liza Chasin, Evan Hayes,Bill Johnson
Produzione: Closest to the Hole Productions, Farraday Films, Leverage Entertainment, Studio Canal
Distribuzione: Universal Pictures Italia
Montaggio:
Produttore: Tim Bevan,Eric Fellner,Stephen Levinson,Mark Wahlberg,Baltasar Kormákur
Produttore esecutivo: Liza Chasin, Evan Hayes,Bill Johnson
Produzione: Closest to the Hole Productions, Farraday Films, Leverage Entertainment, Studio Canal
Distribuzione: Universal Pictures Italia
La recensione di Dr. Film. di Contraband
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Informazioni e curiosità su Contraband
Basato sul film Reykjavik-Rotterdam scritto da Arnaldur IndriÐason e Óskar JÓnasson.Note dalla produzione:
NOTE SULLA PRODUZIONE
Dall’Islanda alla Louisiana:
Via libera a Contraband
Nel 2008 l’autore Arnaldur Indriðason e lo scrittore/regista Óskar Jónasson realizzarono il fortunato thriller scandinavo Reykjavík-Rotterdam, sviluppato e finanziato dalla star del film, nonché produttore principale, Baltasar Kormákur. Il thriller parla di una guardia di sicurezza, Kristófer, e di come questa vengarisucchiata nel mondo del contrabbando dell’alcool senza che opponga resistenza quando accetta un lavoro su una nave container che parte da Reykjavkík, Islanda, diretta a Rotterdam, Olanda.
Frutto della passione di Jónasson, Indriðason e Kormákur e della loro squadra, Reykjavík-Rotterdam venne ben accolto nel loro paese natale, l’Islanda, e in tutta Europa. Due anni più tardi, Kormákur suggerì ad uno dei suoi agenti di voler riattualizzare il film per il pubblico di lingua inglese. Successivamente, si arrivò ai produttori britannici Tim Bevan e Eric Fellner, con i quali, in comune accordo con la loro casa di produzione Working Title, fu presa la decisione di sviluppare il progetto come un thriller in lingua inglese.
Riflette Fellner: “Non è raro riscrivere un film per una nuova fetta di pubblico. Ma ciò che rendeva lo sviluppo di Contraband interessante era che, il protagonista del film originale, che era anche uno dei produttori, volesse cambiare le carte in tavola diventando il regista del remake. Balt è da tempo conosciuto in Europa come un importante regista in ascesa. Dopo aver visionato i suoi altri film, abbiamo avuto grande fiducia nella sua abilità di guidare questo progetto e raccontare una storia che fosse parallela a quella che lui stesso aveva contribuito a creare nel 2008.
Avendo a disposizione risorse maggiori, sapevamo che avrebbe potuto ampliare quel mondo e creare un thriller che il pubblico accoglierà bene”.
Al fianco di Liza Chasin e Evan Hayes della Working Title, due tra i produttori esecutivi del thriller, Kormákur ha inserito nella squadra di Contraband l’energico sceneggiatore Aaron Guzikowski, con lo scopo di creare un nuovo capitolo della storia. “Altre case di produzione e altri studios erano interessati, ma a me piaceva la Working Title”, spiega ed elogia Kormákur, “E una fantastica casa di produzione, e nel corso degli anni ho amato moltissimi dei loro film. Mettono il cuore in tutto ciò che fanno, e, allo stesso tempo, hanno un notevole successo commerciale. Assieme al fantastico copione di Aaron, sono stato accontentato in tutto. Si potrebbe definire quindi un matrimonio felice”.
Tenendo conto della nuova ambientazione del film, la squadra formata da Kormákur, Guzikowski e i produttori, ha riflettuto sul ruolo che la Louisiana ha come crocevia verso le vie marittime di tutto il mondo, e sul volume del contrabbando che attraversa questo stato. Conseguentemente, dopo un’esplorazione del luogo, è stato deciso che Contraband dovesse essere ambientato a New Orleans, piuttosto che nell’Islanda di Kormákur. Spiega il regista: “La storia è universale, e non ha legami particolari con Rotterdam o l’Islanda. In America il contrabbando è molto più rilevante di quanto non lo sia in Islanda”.
Quando fu consegnata una copia di Reykjavík-Rotterdam ai produttori Mark Wahlberg e Stephen Levinson, i due non persero tempo e organizzarono un incontro con Kormákur, Guzikowski e la Working Title per discutere le possibilità di una collaborazione. Levinson ci mostra come è avvenuto lo sviluppo di Contraband: “Balt era coinvolto perché aveva prodotto il film originale. Pensai che il fatto che avesse prodotto e recitato nel primo film, e che ora volesse dirigerne la nuova versione potesse essere interessante. Disse che aveva in mente solo Mark per il ruolo che aveva precedentemente interpretato, e questo era molto incoraggiante”.
Aggiunge Wahlberg: “Ho amato Reykjavík-Rotterdam, e Balt ed io ci siamo trovati immediatamente. Lui ha recitato e prodotto l’originale, e quindi conosce la storia come le sue tasche”. Mentre si accordavano, e con l’avvio della preproduzione, Wahlberg sapeva che lavorare con il regista indipendente Kormákur avrebbe creato un’energia unica sul set. Come spiega l’attore/produttore: “Con Contraband Balt ha avuto lo stesso approccio che aveva con i suoi precedenti film, i quali avevano un budget pari a un quarto di quello messo a disposizione per questo. Era sempre sul set… saltava, correva, mostrandomi come affrontare le cose. Ha sempre la situazione sotto controllo e capisce ogni prestazione. Mi piace il suo stile”.
Mentre i suoi colleghi inglesi ed americani si univano a lui per la nuova versione del thriller, Kormákur spiega di non avere mai pensato alla ripetizione di questo film come un mero rifacimento del progetto precedente, come infatti sottolinea: “E un’avventura; non penso a questo film come a un remake, ma come ad un adattamento. È come se uno avesse una storia che viene utilizzata per un altro film. Da Reykjavík-Rotterdam abbiamo estratto una nuova storia, usandola come fonte d’ispirazione per Contraband”.
Di nuovo in gioco:
Il casting dell’Action-Thriller
Per Contraband, Kormákur ha utilizzato la stessa tecnica di casting utilizzata nel corso degli anni in cui realizzava film nel suo paese. Piuttosto che scegliere gli attori sulla base del loro aspetto, il regista imposta i provini sulla base della personalità del candidato. Spiega: “Mi piace trovare il nucleo delle persone, l’apparenza esteriore è meno importante. Chi è la persona? Cerchi di capirlo e renderlo adatto al personaggio”.
Il primo attore a sottoporsi al casting coincideva con la figura alla quale il regista spiegò le sue idee per un film ispirato a quello in cui egli stesso recitava. Kormákur lo encomia: “Mark possiede un misto di fascino da ragazzo e di durezza. Lo crederesti un operaio. Chris è veramente uscito dalla vita criminale, ma ci si ritrova di nuovo, costretto. Ecco la bellezza dei thriller sulle rapine. È meraviglioso osservare le persone andare oltre la norma e fare qualcosa che il resto di noi non farebbe.”
Descrivendo il proprio personaggio, Wahlberg spiega: “Chris è sicuramente un pensatore, ma non ha paura di alzare la voce o di sporcarsi le mani”. Per Wahlberg, quando il suo personaggio si ritrova di nuovo in gioco, e probabilmente lo è fin sopra i capelli, è il momento che coincide con l’inizio del divertimento. Aggiunge: “Chris continua a cercare un modo per sopravvivere, per risolvere i suoi problemi e riportare il culo a casa, da sua moglie e dai suoi bambini”.
Con la necessità del casting per il ruolo di Kate, la moglie di Chris, sono state prese in considerazione moltissime attrici. Nessuna, però, è riuscita a portare quella combinazione di bellezza e volontà di ferro che servivano… almeno fino al momento in cui l’artista che era riuscita ad incarnare la saga blockbuster di Underworld in modo così spontaneo mentre dava il suo contributo alla creazione di commedie e film in costume ha lanciato la sua candidatura.
Riguardo la decisione della produzione di portare Kate Beckinsale nel progetto, Kormákur ha le idee chiare: “Kate è stata un’ottima scelta, per molte ragioni. È ovviamente molto bella, ma, allo stesso tempo, molto reale. Esiste in Kate un interessante miscuglio di sensibilità e durezza, e il suo ruolo è leggermente diverso dall’originale”.
Wahlberg è d’accordo sul fatto che volessero che la moglie di Chris avesse un carattere ben distinto in questo nuovo capitolo della storia di Contraband. Spiega: “Kate ha immediatamente risposto al personaggio, ed era determinata nel fare qualcosa di diverso. Mi ricorda moltissimo Amy Adams in The Fighter. Osservare qualcuno che sei abituato a vedere solo in certo modo ti sorprende completamente”.
L’attrice ammette che la scrittura tesa di Guzikowski ha catturato la sua attenzione, e lo elogia: “Contraband ha una storia accattivante e personaggi favolosi. Ha creato un mondo che ha destato il mio interesse, perché non mi era familiare”. Sul proprio ruolo, l’attrice spiega: “E un personaggio fantastico perché è forte e premurosa, dura e molto reattiva”.
Kate Beckinsale, essendo per la maggior parte del film separata dal suo coprotagonista Chris, ha riflettuto molto sulle relazioni che il suo personaggio intrattiene con il resto della sua famiglia. Afferma: “Sei costretta a riempire molti spazi da te, affinché una volta sul set e pronti a girare, sia palese che c’è una storia tra tuo marito e te, oppure con tuo fratello, che hai aiutato a crescere. Era importante riuscire a percepirne le fondamenta profonde”.
Dato che la produzione era già avviata da qualche settimana quando si è aggiunta al film, Beckinsale ammette di essersi sentita un po’ come ‘la nuova’. Non proprio il massimo. “Sono arrivata sul set e mi sono ritrovata coperta di sangue e poi avvolta come un burrito in una cerata di plastica”, spiega ridendo “Grandinava e faceva freddo, e cercavo di non tremare. Poi sono stata scaricata in una fossa fangosa e mi hanno rovesciato addosso del cemento. Ricordo di avere pensato ‘Va bene, probabilmente è un modo efficace come un altro per sentirmi parte della gang”.
Ben Foster è stato scelto per interpretare il ruolo di Sebastian Abney, il migliore amico d’infanzia di Chris Farraday. Come spiega Kormákur: “Sebastian è, in molti modi, un personaggio fantastico. Trovo interessante che la figura di Sebastian sia quella di una persona molto accomodante. Le persone accomodanti tendono ad evitare il confronto, e spesso rendono le cose peggiori. Cercando di fare piacere a tutti, tradisci te stesso e chiunque attorno a te. Chris, in circostanze complicate, lotta per la cosa giusta, mentre Sebastian non lo fa”.
Wahlberg racconta come Foster sia entrato nel progetto: “L’ho raggiunto durante un evento” ricorda, “e gli detto ‘Ciao, sono un tuo grande fan’, mentre lui mi guardava come se fossi pazzo. All’inizio non mi credeva, pensava lo stessi prendendo in giro. Ho aggiunto ‘Ti ho visto in moltissimi lavori, spero che un giorno riusciremo a fare qualcosa assieme’. Così, quando si è presentata l’opportunità, ho dovuto chiamarlo”.
Foster è stato felice di poter interpretare un personaggio così complesso. Spiega l’attore: “Per il personaggio mi sono ispirato ad un produttore con cui ho lavorato una volta. Ha un bisogno disperato di piacere a tutti, presentandosi come una persona molto brillante, mentre all’improvviso la sua vita personale sbanda senza più controllo. Tutti compiono degli errori, e tutti, in modo o nell’altro, abbiamo deluso noi stessi e i nostri cari. Nella vita e nel lavoro, si dovrebbe sospendere il giudizio per comprendere le persone a fondo. Personalmente mi rifiuto di giudicare i personaggi che interpreto. Devi radicarti in loro, e combattere per ciò in cui essi credono. A modo suo, Sebastian cerca di fare la cosa giusta”.
Il primo provino di Giovanni Ribisi per Contraband era inizialmente per una parte diversa da quella che infine ha ottenuto. Kormákur ha insistito affinché che interpretasse Tim Briggs, il malvivente principale che terrorizza la famiglia Farraday dopo che Andy fa saltare un lucrativo affare. Kormákur sostiene che, originariamente, stesse cercando il ‘tipaccio’, ma si è reso conto che Ribisi portava con sé qualcosa di imprevisto e di più pericoloso di un normale teppistello. Spiega il regista: “Ho seguito Giovanni per moltissimo tempo. È un attore fantastico che scava nel suo personaggio. La cosa bella dei cattivi ben realizzati è che vuoi sempre vederne un po’ di più. E allo stesso tempo, ti spaventano. Giovanni interpreta il ruolo con grande equilibrio”.
Ribisi descrive il personaggio che interpreta, Briggs, come ‘l’uomo nero’. “È il tipo di persona che non vorresti incontrare di notte. Ha appena trascorso cinque anni in Angola, ed è il tuo incubo peggiore”. In più, l’attore spiega di essere rimasto impressionato dai metodi attraverso i quali il suo regista ha girato il film: “Mi sembra che Balt allarghi i confini del dirigere ordinario, perché il film è talmente immerso nella realtà. Non cerca di rendere glamourous il contrabbando, ma lo mostra nella sua realtà”.
La star di X-Men: First Class, Caleb Landry Jones è entrato a far parte della produzione per interpretare il ruolo del fratello minore di Kate, Andy, il cui fallimento del contrabbando all’inizio del film, pone le basi per gli strazianti eventi che seguiranno nel film. Come afferma Wahlberg: “Dopo aver preso Kate, dovevamo trovare qualcuno che fosse credibile nel ruolo di suo fratello. Caleb era il tipo giusto e, ovviamente, è un incredibile giovane talento”.
Aggiunge Kormákur: “Andy è un personaggio estremamente delicato”, e ammette di aver visionato quasi cento giovani attori prima di scegliere il ventiduenne Jones per la parte. “Non basta scritturare il ragazzo più dolce del mondo con cui entrare in sintonia per ammettere che Andy faccia le cose che fa. È giovane, fa cose stupide, ma non è cattivo. Ci siamo innamorati immediatamente di Caleb durante il provino: ha un talento davvero speciale”.
Jones ammette che non dimenticherà presto l’adrenalina delle scene in cui gli ufficiali doganali americani si fanno sempre più vicini durante il suo tentativo fallimentare di contrabbando. “Avrei avuto molta più paura di quanto non ne avessi già se non ci fosse stato un elicottero” ricorda, “e quei cani antidroga mi hanno fatto correre come un dannato”. Jones è divertito dal fatto di non avere avuto problemi nel saltare una staccionata o ad essere rinchiuso dentro un muro… “A patto che dopo mi facessero uscire.”
J.K. Simmons interpreta il ruolo di Captain Camp, un personaggio che è un miscuglio di humour e autorità. Come spiega Kormákur: “Lui conosce Chris. Suo padre è legato a lui. Chris non ha paura di trovarsi sulla nave e rendere la vita difficile al capitano. È meglio conoscere il proprio nemico, piuttosto che avere a che fare con un pericolo sconosciuto. C’è una rivalità immediata, perché Camp conosce Chris da quando era il più affermato contrabbandiere di New Orleans, ed ora è tornato. Camp intuisce che Chris sta combinando qualcosa, così gli sta dietro, cercando di capire cosa diavolo ha in mente. È come il gatto con il topo”.
Simmons spiega che, tra il personale di bordo della nave del suo personaggio, circolava una storiella riguardo la sua ossessione per la pulizia. Parlando della parte, ride: “C’è un po’ di Felix Ungar nel capitano, ecco perché gli piace avere la nave pulita. Fa parte del suo sentirsi a casa”. Potrà anche avere una predilezione per la pulizia, ma non c’è dubbio che Camp giochi sporco. “Mi piace mantenere l’apparenza, essere un nobile capitano, ma sono anche uno stronzo. Se qualcuno cerca di fare affari sulla mia nave, io devo farne parte e devo avere un ritorno. Ma Farraday, il padre di Chris, non voleva accondiscendere alle mie condizioni, così mi sono interessato affinché Bud potesse godere di una vacanza a lungo termine…”.
Lukas Haas, che ha lavorato con Ben Foster in Alpha Dog e con Giovanni Ribisi in Gardener of Eden – Il giustiziere senza legge, così come in due episodi di Entourage di Levinson e Wahlberg, si è unito al progetto vestendo i panni di Danny Raymer, un amico intimo di Chris, che si imbarca con lui per Panama cercando di riparare al danno provocato dal fallimento di Andy. Ricorda Kormákur: “Abbiamo visionato un buon numero di persone, e quando Lukas ha interpretato Mark si è verificata un’ottima sintonia tra il personaggio e l’attore”.
Diego Luna, il cui trampolino di lancio è stato il film di Alfonso Cuaròn Y Tu Mama Tambièn, è stato scelto per impersonare Gonzalo, il corriere della droga panamense, l’ultimo ostacolo sulla strada di Chris prima che possa tornare a New Orleans e cancellare il debito di suo cognato. Quando Chris scopre che i soldi falsi che progetta di riportare negli Stati Uniti sono inutilizzabili, chiede aiuto a Gonzalo. Ma Chris non può certamente immaginare quale sia il costo dell’aiuto del criminale, una volta di poca importanza, e che ora si ritiene un capo.
Come nota Fellner, il produttore: “Diego possiede questa abilità di prendere un personaggio facilmente stereotipato e trasformarlo in qualcosa di inaspettato.
Vediamo che Gonzalo si è fatto strada nei ranghi fino a divenire uno dei capi del cartello della droga panamense e, in ogni momento, potrebbe scattare e uccidere gli uomini della squadra di Chris. Ci vuole un attore del calibro di Diego per creare un personaggio che si muove a metà strada tra l’essere un criminale opportunista ed uno psicopatico senza freno”.
Ulteriori ruoli di supporto in Contraband sono di: DAVID O’HARA (Wanted) nei panni del boss del crimine della Louisiana Jim Church, William Lucking (Sons of Anarchy, serie per la televisione) nei panni di Bud Farraday, il padre di Chris e ÓLAFUR DARRI ÓLAFSSON (Reykjavík-Rotterdam) nei panni di Igor, lo stressato addetto della sala motori della nave.
La vita nella Big Easy (New Orleans);
Scenografia e Locations
Contraband è stato girato sul posto, in molte delle diverse comunità di New Orleans, con alcune sequenze esclusive girate a Panama City. Sotto lo sguardo creativo del direttore della fotografia Barry Ackroyd, il thriller è stato filmato utilizzando un sistema di multi telecamere per catturare l’azione in tempo reale.
Nella fase iniziale, la squadra degli scenografi si è diretta a Panama City per determinare quali scene dovessero essere girate sul posto e quali sarebbero state girate utilizzando New Orleans come location alternativa.
La decisione di Ackroyd di usare più di una telecamera ha permesso agli attori un grande margine di improvvisazione, senza quindi doversi preoccupare molto di punti di riferimento specifici.
Kormákur e tutto il cast hanno riposto la propria fiducia nelle mani del veterano direttore della fotografia perché catturasse su pellicola i loro movimenti naturali.
Girare a New Orleans
Lo scenografo Tony Fannings spiega che il suo team ha raffigurato una New Orleans stratificata e densa. Come osserva: “In Contraband possiamo notare moltissime differenze di status economico, l’industriale contrapposto al suburbano. Molti di noi conoscono il Quartiere Francese, e sappiamo di New Orleans a causa dell’uragano Katrina e delle catastrofe avvenuta. È bello vedere la vera gente vivere nel proprio ambiente nelle diverse parti di New Orleans; queste sono zone che di rado vediamo nei film”.
Kormákur afferma che girare in aree della città meno conosciute commercialmente è stata una scelta volta ad evitare la scontatezza. “Quando filmo nel mio paese, faccio esattamente la stessa cosa. Voglio scavare in profondità, e scoprire un aspetto dei luoghi che non sia già stato fatto vedere innumerevoli volte. Per me è molto più interessante”.
Il set mostra i porti dei traghetti, con navi da commercio in arrivo da ogni direzione. SAM TEDESCO, responsabile della location, aggiunge: “Tony, Balt ed io abbiamo parlato a lungo su dove avremmo dovuto collocare i personaggi. Siamo arrivati alla conclusione di posizionarli sul versante Ovest del Mississippi. Così facendo, è stato possibile mostrare il loro retroterra operaio, con il fiume come una linea divisoria tra le due parti della città. Questo fa già capire tutto. I nativi di Algiers chiamano questa zona il ‘Quartiere Francese con parcheggio’. È molto caratteristico, ed allo stesso tempo rende chiara l’idea di vicinato”.
Fanning sostiene che il posto scelto come set per la casa dei Farraday rappresentava il loro passato e il loro presente. Situata sotto il Crescent City Connection Bridge, la casa, stando alle parole dello scenografo, rappresenta “Una connessione visiva alla vita che Chris e Kate avevano dall’altra parte del fiume prima che si spostassero”. La ricostruzione della vita di Chris, lontano dal suo passato criminale, avviene in un luogo più riparato e protetto.
La maggioranza delle scene di questo thriller hanno luogo sulla West Bank. Ad ogni modo, il loft di Sebastian, uno degli amici di Chris che è andato a vivere nel Warehouse District, copre l’estremità opposta dello spettro. Come dice Fanning: “Ben ha dato molto ad un personaggio confuso, insicuro su quale direzione prendere. Pretende di condurre questa vita da macho, ma vuole anche avere delle qualità. Non è un buon giudice di sé stesso, così abbiamo reso entrambi i suoi spazi precari. Continua a fare dei lavori di rinnovamento e non è sicuro di come finirli. Possiede oggetti di design molto conosciuti, ma anche vecchie sedie dalle quali non riesce a separarsi”.
Per l’appartamento di Briggs, Fanning si è messo in contatto con i proprietari di Crescent City Apartments, un enorme complesso colpito duramente dall’uragano Katrina. Il palazzo è stato rinnovato quando il proprietario è andato in bancarotta.
È stato rilasciato un permesso per avere una location all’interno del palazzo, portandolo da uno stato di abbandono evidente fino ad una condizione di decadimento ulteriore.
Spiega Tedesco: “Abbiamo fatto dei graffiti sui muri e lo abbiamo inasprito, con il proposito di conferire al posto l’aspetto adatto. I responsabili sono stati incredibilmente generosi nel darci il permesso di entrare e riempire di graffiti un intero palazzo di cinque o sei piani. Ogni giorno c’erano persone che venivano a dare un’occhiata agli appartamenti in affitto e noi avevamo spazzatura e rifiuti disseminati ovunque… con materassi e pezzi di mobilio che penzolavano dai balconi. Si sono dimostrati incredibilmente generosi nel lasciarci fare quello che abbiamo fatto, mentre contemporaneamente cercavano di piazzare la proprietà”.
In aggiunta, Tedesco spiega che Ribisi era talmente calato nel suo personaggio che una volta visto il posto, ha chiesto di potersi temporaneamente trasferire lì. Il responsabile della location ride ricordando che: “Abbiamo letteralmente dovuto dissuaderlo dal trasloco. Pensava fosse una grande chance per conoscere il proprio personaggio ed entrare nella parte”.
La scenografia dell’Old Point Bar, frequentato dal pericoloso Briggs, è un posto di ritrovo per gli abitanti di Algiers Point. Afferma Tedesco: “Ciò che amo dell’Old Point Bar è che la metà dei seggiolini del bar sono occupate da cani. È tipico di New Orleans. Il bar possiede una spiccata personalità architettonica, oltre ad una patina dovuta al tempo impossibile da ricreare. Sia all’interno che all’esterno il bar trasuda personalità. È stato complicato trovare un bar frequentato da esponenti della classe operaia e marinai imbarcati su navi commerciali. Molti dei bar di New Orleans hanno una forte personalità, ma non possiedono quella qualità che li rende bui e minacciosi. Ma il One Point Bar sembrava possedere tutte queste caratteristiche”.
La sfida riguardante la ricerca della location per il coiffeur di Kate è stata raccolta dalla produzione, il cui compito, in un trafficato venerdì sera, era di tenere sotto controllo la strada permettendo l’impatto di un camion contro la finestra. Molte location ideali si trovavano in zone molto popolate, ma un centro di yoga, lontano dal centro, si è dimostrato l’ideale. Il proprietario, vedendo Kormákur e Levinson sostare fuori dal suo locale durante uno dei sopralluoghi, li ha invitati ad entrare.
Fanning spiega che questo centro yoga, ideale per le necessità della troupe, una volta era una vecchia rivendita di acciaio. Come spiega lo scenografo: “Si trattava di questa casa collegata ad un negozio fatto in mattoni la cui entrata era costituita da una porta da garage. Abbiamo eliminato questa porta e al suo posto abbiamo inserito una porta a vetri che interagiva bene con il resto dello spazio. All’interno abbiamo aggiunto elementi tipici di un salone di bellezza, seguendo lo stile conferito al locale dal proprietario, cercando inoltre di enfatizzare lo stile di New Orleans”.
Per quanto riguarda la location che avrebbe ospitato la compagnia di spedizioni di Sebastian, Tedesco è felice che tutta la squadra sia stata così fortunata da poter lavorare con la Avondale Container Yard. Padre e figlio, titolari della società, sono diventati parte integrante della troupe, concedendo gran parte del loro tempo.
Foster ha letteralmente pedinato Mike O’Brian Jr. per capire come si gestisce una società del genere. “Mike aveva un sorriso stampato in faccia, sempre”, spiega Tedesco, “Arrivava prestissimo sul set nei giorni di ripresa e chiedeva ‘Come possiamo aiutarvi? Di cosa avete bisogno?’ Abbiamo ripreso il posto accuratamente, impreziosendo il valore della produzione”.
Per le scene in cui Chris va a trovare il padre in prigione, la produzione ha deciso di girare in un vero carcere, piuttosto che ricreare tutto sul set. Aiutati dal Jefferson Parish Sheriff’s Office, le riprese hanno avuto luogo in una prigione situata nella città di Gretna, adiacente ad Algiers sul lato ovest del fiume. Il comprensorio aveva un campo per gli esercizi che guardava il Mississippi, sfondo ideale per la troupe.
La mozzafiato Hargrove, Tranquility Plantation è servita come sfondo per una delle scene finali di Contraband, in cui Chris riserva le sue più ‘grandi attenzioni’ al suo compratore, Mr. Church, uno dei più noti criminali di New Orleans.
L’opulento set possiede 250 acri di terreno e una casa originale risalente alla Guerra Civile circondata da un fiume su tre lati.
Secondo il giudizio di Kate Beckinsale, girare sul posto è stato utile per sviluppare il suo personaggio e anche il suo accento. Come spiega: “Giravamo in una città in cui i nostri personaggi vivevano, e non è una cosa che accade con grande frequenza. In termini di posizionamento del personaggio, la sua provenienza, è fantastico essere qui ed essere liberi di andarsene in giro. New Orleans è così particolare che devi trovartici per essere sicura di coglierne l’essenza”. Per prepararsi, Beckinsale confessa di essere arrivata sul posto qualche giorno prima delle riprese, visitando i molti parrucchieri dei dintorni. “Ho incontrato donne meravigliose che mi hanno dato un grande aiuto ascoltando il loro accento”.
Una buona parte della produzione si trovava a New Orleans durante il culmine della festa di Mardi Gras. Dato che la combinazione della folla e della chiusura delle strade rendeva impossibile lavorare, la lavorazione di Contraband si è interrotta per quattro giorni. Come riassume Kormákur: “E’ stato un piacere per noi poter essere in grado di trovarci nel bel mezzo del vero spirito di New Orleans nel culmine della stagione”.
Girare sulle navi
La maggior parte degli interni della nave di Captain Camp sono stati girati sulla S.S. Bellatrix, una vera nave della U.S Maritime Administration, ancorata in Lousiana, nel porto di Marrero. Malgrado le dimensioni, circa 900 piedi di lunghezza, la troupe ha avuto le sue difficoltà nel girare all’interno di spazi così stretti. Come sostiene Kormákur: “Amo che la nave, un mostro gigante fatto di metallo, diventi un personaggio”.
La riprese negli interni della nave sono stati portati a termine in una settimana a bordo della S.S. Bellatrix. La stanza dei motori è alta come un palazzo di cinque piani, piena di passerelle, che hanno permesso riprese incredibili impossibili da realizzare su un normale set.
Le riprese esterne sono state realizzate nel porto di New Orleans. È stata una vera sfida trovare un’enorme nave container al momento non in uso e ottenere il permesso di riprenderla mentre naviga il Mississippi. Fortunamente, TROY WATERS, un esperto coordinatore marittimo, era stato assunto con il compito di occuparsi della miriade di dettagli.
Stando a quanto sostiene Waters, occorre tenere conto di un certo numero di elementi quando si decide di girare a bordo di una vera nave. Come spiega: “Bisogna tenere innanzitutto conto del tempo, per la continuità. Un’altra cosa di cui preoccuparsi sono le riprese in movimento, che richiedono la cooperazione di molti piloti di fiume, così come di molte autorità governative come la guardia costiera o la polizia portuale. Tutti devono essere a bordo, tanto per dirne una”.
Water sostiene che sono stati necessari cinque mesi per trovare la nave perfetta.
La sua ricerca è iniziata attraverso una rete mondiale di intermediatori ma, alla fine, ha trovato la nave da solo. Mentre il copione parlava di due navi, è stato necessario prenderne solo una. Il dipartimento scenografico ha contribuito alla trasformazione di questa nave, lunga 365 piedi, in due navi, costruendo un’appendice montabile e dipingendo l’esterno con due nomi diversi. Per la scena iniziale in cui Andy viene catturato, la nave con lo scafo blu era la B.B.C. Romania.
Dipingendone una sezione in nero, con una sezione esterna aggiunta per farla sembrare sensibilmente più grande, questa nave è stata battezzata Borden. Nella seconda parte del film entra finalmente sotto il comando di J.K. Simmons nei panni di Captain Camp.
Waters e la sua squadra hanno dovuto condurre notevoli trattative per far salpare la nave lungo il Mississippi, e lo stesso Waters afferma che la guardia costiera americana ha offerto loro un grande aiuto, come sottolinea: “Lavoriamo spesso con la guardia costiera per produzioni di questo tipo, perché la loro autorità si estende su ogni corso d’acqua navigabile del paese. Così, se non entrano in sintonia con quello che vogliamo fare, dobbiamo spesso contenerci un po’. Al contrario, il distaccamento della guardia costiera di New Orleans è stato molto cooperativo, permettendoci di girare tutto quello che dovevamo”. Il reparto scenografia ha avuto il suo da fare quando si è trattato di riempire la nave con centinaia di container, uno dei quali ospitava anche un camion di valore. Non solo hanno dovuto rimuovere il logo da molti di questi container, ma hanno dovuto anche accordarsi con una compagnia per sistemare i contenitori sulla nave nel porto di New Orleans, con l’aiuto di enormi gru.
Assieme alle navi ‘degli eroi’ visibili in Contraband, sono state utilizzate moltissime altre navi che avevano la funzione di coadiuvare i diversi dipartimenti del film e della produzione: navi telecamera, navi di salvataggio, navi di trasporto.
Non sono abbastanza? C’era inoltre una chiatta dotata di green-screen usata per soddisfare certe scene che richiedevano questa tecnica… anche se sembra che queste scene siano state girate sul fiume. Waters sostiene che si è trattato del ‘più grande green-screen’ che abbia mai dovuto mettere sull’acqua.
Alcune scene navali sono state girate a Panama. Questo è accaduto quando la nave stava veramente transitando attraverso lo stretto di Miraflores diretta verso il porto delle navi container di Balboa. Per assicurarsi i permessi per girare, le autorità navali hanno collaborato con la Panama Canal Commission e la produzione.
Gru, Scontri e Caos
Gli Stunt e l’Azione
Per assicurare la giusta dose di adrenalina, l’azione di questo thriller è stata ripresa tutta in tempo reale. Spiega Levinson, uno dei produttori: “Per fare in modo che lo spettatore si sentisse nel bel mezzo dell’azione, e che sentisse tutta la pressione, abbiamo cercato di fare in modo che tutto fosse il più realistico possibile. Balt ha voluto progettare e orchestrare sapientemente le sequenze facendo sì che i personaggi non potessero né predeterminarle né immaginarle. Gli eventi si susseguiranno in modo casuale, non come nei film di spie dove tutto è accuratamente delineato.
Aggiunge Kormákur: “L’elemento che amo di più dell’azione, è cercare di essere il più realistici possibile, pur mantenendo alto il divertimento e l’intrattenimento. Si cerca sempre di spingere le scene d’azione verso confini sempre più crudi e reali, ma devono essere in qualche modo ancorate al suolo”.
Scene di combattimento
DARRIN PRESCOTT, coordinatore degli stunt, spiega che Kormákur apprezza molto l’approccio fisico, come sottolinea: “A Balt piace provare alcune cose da solo. E’ un attore fisico, un tipo crudo capace di buttarsi in mezzo e scatenare un combattimento. È caduto da una scala e poi ha guidato. Sa quello che vuole, non ama l’azione per l’azione”.
Wahlberg era spesso in prima linea e ammette di aver dovuto insistere spesso per fare i suoi stunts prima che divenisse padre, spiega infatti: “Inizi soprattutto a pensare alla sicurezza. Volevamo che fosse il più realistico possibile, così, fino a che non c’era niente di rischioso, lo facevamo senza troppe storie. Balt è molto interessato nel catturare non solo la parte organica, ma anche ciò che accade nel momento stesso. Il che può spaventare un po’ quando ti lanciano per una cucina e ti spaccano le cose sulla testa”.
Wahlberg non è stato l’unico attore ad essere lanciato in lungo e in largo per il set. La veterana di Underworld, Beckinsale, si è confrontata con Ribisi nei panni di Briggs, in alcune scene particolarmente brutali girate sia nel coiffeur di Kate che nella residenza dei Farraday, riportando alcune ferite e tagli che le hanno impedito di dormire la notte. Si confida: “La sorpresa e lo shock erano appropriate. Giovanni è un bravissimo attore ed una meravigliosa persona, queste sono le caratteristiche che lo rendono unico. Quando tra due attori scorre una fiducia così, non ti preoccupi di essere sbattuta su un tavolo. Almeno, non molto”.
Prescott dice che Beckinsale ha chiesto di poter recitare in più scene di lotta possibile: “Ciò che esigevamo da Giovanni era solo brutalità. Spesso, questo genere di combattimenti sono più difficili per gli attori, perché, a differenza di quelli coreografati, devono essere caotici. Quando la gente si batte non è ‘dammi un pugno, ora te lo restituisco, schiva, schivo”.
Il combattimento è stato coreografato prima delle riprese cosicché il regista potesse farsi un idea e gli attori capire dove stavamo cercando di andare” continua Prescott “In realtà era quasi a base libera, una sorta di punto di partenza per gli attori su cui lavorare. Kate e Giovanni hanno fatto bene, ma Kate ha dovuto sostenere il peso maggiore di questa scena e non si è mai lamentata”. Prescott spiega che una stunt era in allerta nel caso Kate non ce la facesse più, ma lei ha continuato. Ricorda: “Il giorno successivo era ridotta abbastanza male, piena di lividi dalla testa ai piedi. Riesce sempre a stupirmi”.
Per la scena in cui il SUV di Briggs si schianta nel coiffeur di Kate è stata usata una controfigura al posto di Kate. Il veicolo era equipaggiato con ciò che viene chiamato ‘dead man’, un sistema di ancoraggio fissato sul retro dell’automobile come dispositivo di sicurezza in caso che i freni non avessero funzionato. Quando l’auto ha sfondato il muro di vetro temperato, si è bloccata a un metro e mezzo dalla controfigura. Una piccola carica esplosiva è stata piazzata su ognuno dei 12 pannelli di vetro per assicurarsi che esplodessero; la controfigura è stata sommersa da una pioggia di legno e vetro, uscendone fuori senza nemmeno un graffio.
Con l’elicottero
Nella scena d’apertura del film, in cui la polizia doganale si avventa sulla scena del fallito contrabbando di Andy, le autorità cercano di salire su una nave in movimento cercando così di impossessarsi di ogni merce di contrabbando prima che sia gettata fuori bordo. Per questa scena sono state utilizzate tre navi della polizia doganale, oltre a diversi elicotteri tra cui un Black Hawk. Contestualmente, è stato utilizzato anche un ‘battello di sicurezza’, un’imbarcazione gonfiabile e rigida circondata da un tubo per evitare ogni tipo di danno durante il contatto con la nave abbordata.
La sicurezza durante le riprese era la prima preoccupazione per Waters, il coordinatore marittimo, il quale spiega che oltre a tutte le altre navi presenti sul set, era presenta anche un’altra nave di sicurezza perennemente in stand-by, pronta ad intervenire per il cast o la troupe. Per quanto riguarda gli spostamenti tra imbarcazioni –da imbarcazione a imbarcazione, o da imbarcazione a navetutta la squadra di lavoro portava giubbotti di salvataggio dotati di luci di posizione attivabili attraverso il contatto con l’acqua. Il medesimo sistema di sicurezza è stato utilizzato per assicurare le riprese della parte più culminante del film, quando Chris e Danny ritornano sulla nave con le autorità alle costole.
Per la sequenza d’apertura si è reso necessario l’utilizzo di un elicottero modificato per l’occasione che rimanesse sospeso sopra la nave. Il tempismo è stato fondamentale per il coordinatore aereo DAVID CALVERT-JONES, il quale sapeva di avere a disposizione all’incirca 30 minuti di luce, necessari per riprendere l’elicottero avvicinarsi verso la nave. Una squadra di cameraman si trovava su un altro elicottero. Spiega lo stesso Calvert-Jones: “I piloti non avevano esperienze nel campo del cinema, né avevano esperienza di volo in funzione delle telecamere, e i mezzi erano elicotteri modificati”. Dopo un’intensiva sessione di prove sono stati comunque in grado di portare a casa le riprese necessarie. “Quei ragazzi hanno mostrato le loro qualità e svolto un ottimo lavoro”.
Calvert-Jones afferma che, per la sequenza in cui l’elicottero resta sospeso sulla nave e scatena tutta la sua potenza di fuoco su Andy, che si trova a bordo, la sua squadra è riuscita a filmare l’intera scena in un solo ciak. Calvert-Jones, in costante collegamento con i piloti, ha potuto coordinare la scena da terra, utilizzando come luogo delle riprese un tratto di cielo poco fuori dallo spazio aereo di New Orleans.
La troupe ha dovuto faticare non poco quando si è trattato di girare le incredibili sequenze di accerchiamento, in cui la polizia doganale dirotta l’imbarcazione. Il progetto era altamente ambizioso, prima di tutto per via dei permessi necessari per fare in modo che la nave container potesse navigare sul Mississippi fino ad arrivare davanti la downtown di New Orleans. Gli elicotteri svolazzavano in cielo mentre le navi circondavano l’imbarcazione, e quando il regista ha detto: “Azione”, con centinaia di curiosi a guardare dalla terraferma, si è scatenato un vero pandemonio.
Una rapina a bordo di un’automobile blindata
Una delle più importanti scene d’azione di Contraband ha luogo quando Chris e Danny compiono una rapina a bordo di un’automobile blindata, cercando così di chiudere il debito con il crimine Panamense. Il loro rischiosissimo compito è quello di spingere al limite il veicolo. Con Chris alla guida di un furgone si mettono sulla traiettoria di un camion, provocando così un incidente frontale, dando inizio alla sparatoria. I due riescono per poco a fuggire saltando sul retro di un camion per farla franca, e, dopo che l’autista viene colpito, Chris si avventa sul posto di guida dirigendosi verso la nave.
Tedesco spiega che trovare un luogo per ambientare questa scena è stato difficile. Il set doveva ricordare Panama, ma era necessario girare il tutto a New Orleans. La troupe ha avuto la fortuna di scoprire un tratto di autostrada ricoperto di palme da dattero che mostravano all’orizzonte la città. Tedesco ricorda di quando ha portato Kormákur a fare un sopralluogo sul sito: “Kormákur ha cominciato ad animarsi, camminava dovunque scegliendo gli angoli di ripresa. Le cose stavano funzionando, e lui sorrideva”.
Ciò che viene descritto da Prescott come ‘la scena dell’accerchiamento’ ha coinciso con la sua prima opportunità di girare un’enorme sparatoria. Il coordinatore delle controfigure spiega che il trucco per venire a capo della scena consisteva nel mantenere l’insieme organico. Come infatti ricorda: “Persino ai cameraman è stato chiesto di non fissarsi su di un solo oggetto. Se sai che un tipo sta per essere colpito laggiù, non devi restare fermo a filmarlo. Guarda da questa parte, poi raggiungilo, poi vagli dietro e ritorna filmando la sua reazione. Piuttosto che presentarlo nitidamente, è come se il pubblico fosse un vero e proprio osservatore”.
La preparazione alla scena è stata intensa. Cinque autostrade e le relative rampe di accesso sono state chiuse durante le sequenze di stunt. Una squadra dei vigili del fuoco era presente per monitorare l’intera scena, essendo presenti armi automatiche e cariche di esplosivo C4. Prima che le strade fossero riaperte al traffico, la troupe si è dovuta occupare della raccolta di circa trentamila bozzoli di proiettile provenienti da armi automatiche.
Inizialmente era stato programmato, come esito dell’impatto dell’auto blindata con il furgone di Chris e Danny, un enorme incidente, il cui risultato doveva consistere nel ribaltamento del furgone. La produzione ha dovuto risolvere il problema di girare questa scena su un vero ponte che non poteva essere né danneggiato né tanto meno colpito. L’ingegnoso dipartimento degli effetti speciali, per compensare questo problema, ha costruito una sorta di cabinato simile a quello di un gatto delle nevi, ponendolo sul davanti dell’auto blindata.
L’idea era di far arrivare lo spazzaneve a contatto con il furgone di Chris e Danny alzandolo e facendolo girare su sé stesso. Il cabinato ha funzionato perfettamente, facendo girare il furgone del cinquanta per cento, donando così al regista l’effetto realistico che stava cercando per questa scena.
Senza per forza affidarsi pesantemente al green screen o sulla post produzione, tutto è stato accuratamente pianificato affinché tutto, dalla guida agli effetti speciali, fossero perfetti. Per creare l’impatto, gli attori sono stati alloggiati all’interno di un furgone, a sua volta posizionato su di un albero motore, e fatti girare in tondo; tutto questo ha permesso al regista di fare le scene in cui Wahlberg e Haas si ribaltano all’interno del veicolo durante il tremendo incidente.
Mentre Wahlberg guidava per le strade di New Orleans, Haas si trovava al posto del passeggero. Ricorda: “Mark faceva in modo che il furgone sbandasse, andando contro gli ostacoli”. In più, l’attore ammette di essere stato felice di aver potuto fare a meno del green screen: “Quando giri tramite l’aiuto di green screen e computer grafica, ti ritrovi a guardare qualcosa che non esiste. Lo puoi percepire nella recitazione, e puoi correre il rischio che sembri tutto falso. In questo caso, abbiamo veramente fatto tutto quello che vedete. Guidavamo il furgone andando a sbattere dappertutto. E certamente ti fa capire che sta accadendo veramente”.
Verso casa a tutta velocità
Durante l’incredibile scena in cui Chris e Danny devono guidare velocemente verso la nave di Camp, il porto di New Orleans brulicava di attori truccati da ufficiali doganali e da poliziotti, e il cielo era ricoperto di elicotteri. Spiega Levinson: “Dopo aver deciso in nostro favore, la Drug Enforcement Administration ha steso per noi il tappeto rosso, dandoci le risorse, la forza lavoro e il know-how necessario. Tutti volevano essere coinvolti e allo stesso tempo emozionati dal progetto”.
“È una scena in cui pensi che Chris si trovi nel suo momento più buio”, sostiene Kormákur, “ma proprio quando sei ormai convinto che per lui non ci siano più vie d'uscita, ecco arrivare gli elicotteri, i Black Hawks e le navi dal fiume. Ci sono cani che abbaiano su ogni angolo dell'imbarcazione. È stato meraviglioso, ma ha comportato anche mettere insieme molti pezzi”.
Waters illustra come il primo passo fatto per ottenere i permessi necessari per girare sia stato fornire una spiegazione esauriente del lavoro alle autorità competenti: “Prima di tutto ci siamo dovuti interfacciare con la CPB, un ramo del Department of Homeland Security, che ha supervisionato il copione per assicurarsi che non fossero messi in cattiva luce. Sono molto protettivi riguardo la loro immagine, per questo motivo abbiamo dovuto riscrivere alcune delle scene di azione, basandoci sul loro protocollo”.
Per far sì che la situazione risultasse la più autentica possibile, il team di lavoro ha seguito questo protocollo alla lettera. Continua Waters: “Esistono diverse ramificazioni di questo dipartimento: quello della Marina, quello Aereo, e quello Operativo. Ognuno di questi possiede uniforme diverse . La CBP ha supervisionato anche le procedure di abbordaggio, assicurandosi che venissero fatte secondo le loro richieste”.
Una delle riprese più complesse è stata quella in cui Chris, in possesso del bottino, si affretta verso la nave, con i suoi nemici alle spalle, ed entra con l'auto in una nave container. In questa sequenza, l'auto era guidata dallo stesso Wahlberg e, secondo le parole del passeggero, Haas: “Mark ha guidato la macchina verso l'interno dell'imbarcazione cinque volte, una dopo l'altra, senza nemmeno graffiarne la fiancata. È molto sicuro di quello che fa e, di riflesso, lo sei anche tu che gli stai accanto”.
Wahlberg conclude augurandosi che il pubblico ami questa corsa frenetica: “Spero che riescano a percepire la suspense e la tensione, anche se il film riconduce alla storia tra Chris e Kate. Se il pubblico verrà colpito all'inizio, lo sarà anche in seguito. Spero che vivano questo film rabbrividendo, osservando, sperando, e aspettando di mettere insieme tutti i pezzi di questo puzzle”.
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