Regista: Nicolas Vanier
Titolo originale: Belle et Sébastien
Durata: 98'
Genere: Commedia
Nazione: Francia
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: Roma 2013,30 Gennaio 2014 (cinema)
Attori: Tchéky Karyo, Dimitri Storoge, Margaux Châtelier, Félix Bossuet, Jan Oliver Schroeder
Sceneggiatura: Juliette Sales, Fabien Suarez, Nicolas Vanier
Trama, Giudizi ed Opinioni per Belle e Sebastien (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Belle et Sébastien
Durata: 98'
Genere: Commedia
Nazione: Francia
Rapporto:
Anno: 2013
Uscita prevista: Roma 2013,30 Gennaio 2014 (cinema)
Attori: Tchéky Karyo, Dimitri Storoge, Margaux Châtelier, Félix Bossuet, Jan Oliver Schroeder
Sceneggiatura: Juliette Sales, Fabien Suarez, Nicolas Vanier
Trama, Giudizi ed Opinioni per Belle e Sebastien (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Eric Guichard
Montaggio:
Musiche: Armand Amar
Scenografia: Sébastian Birchler
Costumi: Adélaïde Gosselin
Produttore: Frédéric Brillion,Gilles Legrand,Clément Miserez,Matthieu Warter
Produzione: Gaumont,Radar Films, Epithète Films
Distribuzione: Notorious Pictures
Montaggio:
Musiche: Armand Amar
Scenografia: Sébastian Birchler
Costumi: Adélaïde Gosselin
Produttore: Frédéric Brillion,Gilles Legrand,Clément Miserez,Matthieu Warter
Produzione: Gaumont,Radar Films, Epithète Films
Distribuzione: Notorious Pictures
La recensione di Dr. Film. di Belle e Sebastien
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Colonna sonora / Soundtrack di Belle e Sebastien
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Informazioni e curiosità su Belle e Sebastien
La serie:-Belle e Sebastien
-Belle e Sebastien - L'avventura continua
-Belle e Sebastien - Amici per sempre
Tratto dalla storia di Cécile Aubry, che aveva già dato origine ad una delle più amate serie televisive degli anni ’60 e ad uno dei più visti cartoni giapponesi degli anni ’80.
Note dalla produzione:
NOTE DI REGIA
Da piccolo ero completamente pazzo della serie tv “Belle e Sebastien” per questo quando mi hanno proposto questo progetto ero molto intimidito: per me non si trattava di una banale serie televisiva ma di una lunga serie di episodi uno più bello dell’altro.
Accettare di farne un adattamento cinematografico era una grande sfida. Quando mi
hanno contattato dalla produzione, improvvisamente tutto quello che avevo provato guardando Belle e Sebastien si era risvegliato e mi sentivo in dovere di realizzare questo film al meglio. Tuttavia accettai l’incarico solo a certe condizioni. Innanzitutto bisognava trovare un bambino eccezionale poi, volevo girare in tre stagioni diverse e infine volevo ambientare il film all’epoca della Seconda guerra mondiale. Girare il film durante varie stagioni è stato una scommessa costosa e rischiosa ma non avrei mai potuto mostrare la montagna solo in inverno o solo in estate: avevo davvero bisogno di svelare i suoi colori nei vari periodi dell’anno.
Come Sebastien, la montagna è un personaggio a tutti gli effetti. Girare in alta montagna e con un cane al seguito però non è stata la cosa più difficile di questo film. La sfida più grande è stata quella di lavorare con un attore bambino poiché la maggior parte del film si regge sulla sua capacità di vivere questa avventura dall’inizio alla fine. Fin da subito sono stato molto fiducioso, anche se ero consapevole che a sette anni e mezzo tutto può accadere ma con mia grande sorpresa, ho trovato in Félix (Bossuet n.d.r) la capacità di capire quello che volevamo. Al di là della qualità della scrittura e della regia, è proprio Félix che porta avanti questo progetto.
Non è stato facile trovare chi interpretasse Sebastien, dopo aver esaminato più di 2400 candidature però, ho incontrato Félix e in quel momento ho capito che solo lui sarebbe stato in grado di interpretare quel ruolo.
Intervista a Félix Bossuet Interprete di Sebastien
Come è iniziata questa avventura per te?
Mia madre aveva inviato una mia foto al casting anche se sapevo che erano state inviate molte altre foto di bambini. Dopo però mi hanno voluto incontrare, al telefono mi hanno spiegato che avrei dovuto leggere un testo. Ci sono andato, ho fatto una lettura e c’erano dei cani intorno a me, ma non quelli del film. Poi mi hanno richiamato affinché facessi una lettura insieme ai veri cani del film e un giorno, mentre ero nella sala d’attesa di un dottore, Nicolas Vanier mi ha chiamato per annunciarmi che mi aveva scelto per interpretare Sebastien.
Che cosa hai pensato della storia?
Mi è piaciuta subito e ho pensato che sarebbe stato bello fare questo film anche se avrei avuto un po’ paura di girare le scene con i cani veri. Poi mi sono detto che Sebastien viveva delle situazioni piuttosto particolari, come per esempio quando si fa il bagno nel torrente. Ma ero pronto a farlo lo stesso!
Com’è andata sul set con i cani?
All’inizio ho ripetuto le scene con dei cani che non ci sono nel film perché dovevamo allenarci poi, ho girato con quelli veri. All’inizio dovevo lasciare che i cani mi leccassero, solo dopo ho avuto il permesso di accarezzarli. Sul set insieme a me c’erano gli addestratori e tre cani in tutto.
Parlaci di Sebastien.
Sebastien è un ragazzino orfano che non ha né la mamma né il papà. Incontra un cane di cui all’inizio ha paura ma che poi riesce ad addomesticare. È un bambino che va in giro da solo per le montagne. È abbastanza coraggioso anche se è aiutato da Cèsar, il suo finto nonno, da Angélina e dal Dottor Guillaume.
Come sono andate le riprese con Nicolas?
Spesso mi faceva provare le scene con in mano il copione. A volte cambiavo i dialoghi se anche lui era d’accordo e dopo facevo delle pause.
Le riprese sono durate in tutto un anno ma sono state fatte in tre stagioni diverse: l’estate, l’autunno e l’inverno. Il periodo più difficile è stato l’inverno perché faceva davvero molto freddo.
Ti sei trovato bene con gli altri attori?
Alcuni di loro mi hanno dato dei consigli: Mehdi mi ha detto di non fissare la persona con cui stavo parlando ma di guardarlo di lato così che non si sarebbe visto troppo il bianco dell’occhio ma poi, in realtà, ho seguito il suo consiglio solo una o due volte.
Tchécky, invece, mi ha spiegato che se non riuscivo a piangere era meglio che non lo facessi proprio piuttosto che sforzarmi.
Quando hai visto il film cosa hai pensato?
Mi è piaciuto molto e in certi momenti mi sono commosso. Mi ha fatto strano rivedermi sullo schermo soprattutto perché era la prima volta. Mi piacerebbe continuare a recitare ma se non riesco a diventare un attore famoso voglio fare il medico!
Intervista a Mehdi El Glaoui Interprete di André
L’avventura di Belle e Sebastien è iniziata quando lei era poco più che un ragazzino…
Esatto. Interpretavo Sebastien nella serie originale, scritta da mia madre Cécile Aubry, negli anni Sessanta quindi devo ammettere che quando mi hanno proposto di partecipare al film sono stato molto contento.
Com’è stato coinvolto nel progetto del lungometraggio?
È stato il produttore Clément Miserez che ha preso l’iniziativa e mi ha chiamato: desiderava parlarmi del progetto e poi mi ha chiesto se mi sarebbe interessato un ruolo nel film.
Ero entusiasta! Devo dire che l’idea di fare un adattamento cinematografico della serie mi era spesso passata per la testa. Ho deciso di seguire il film sin dall’inizio e Nicolas aveva tutta la mia fiducia: è un uomo che ama la natura e che ha saputo portare avanti questa storia in modo molto sincero. È riuscito ad avere un cast formidabile, dal primo attore all’ultimo.
Che cosa ha pensato della sceneggiatura che da una parte mantiene alcuni elementi ma dall’altra si prende qualche libertà?
La trasposizione della storia durante la Seconda guerra mondiale mi è molto piaciuta perché aggiunge una dimensione umana e drammatica al racconto. È evidente che oggi non si raccontano più le storie come si faceva negli anni Sessanta: per far interessare i bambini e attirare la loro attenzione bisognava irrobustire l’intrigo raccontando qualcosa di forte.
Com’è andata la scena che ha girato con Félix?
Prima che iniziasse il film ci siamo visti molto poco e quindi non avevamo avuto tempo per legare. Tuttavia, nella scena che abbiamo fatto insieme ho avuto come l’impressione di rivedermi negli anni addietro. Dal momento che Félix è molto timido era difficile avvicinarlo. Non pretendevo molto da lui perché anche io sono stato un regista e non volevo che Félix perdesse la sua freschezza e il suo desiderio di lavorare con Nicolas: Félix era nella sua bolla e non c’era bisogno di disturbarlo.
Ho lasciato che Nicolas ci dirigesse senza che io mi dovessi immischiare.
Guardando il film si è riconosciuto in Sebastien?
Da piccolo ero diverso da Félix e, anche se il film si ispira alla serie, questo ragazzino ha apportato un tono del tutto nuovo alla storia. Ho preferito approcciarmi al progetto solo in quanto interprete di André.
Ho deciso di prendere le distanze dalla mia interpretazione nella serie di 50 anni fa. In ogni caso quel ruolo mi ha fatto tornare alle mente tanti ricordi, tra il freddo, la montagna e la neve.
Chi è André, il suo personaggio?
È un uomo abbastanza rude, una specie di « operaio delle campagne », quel genere di persona a cui si fa fatica tirare fuori le parole di bocca ma che è gentile e generoso nel rispondere alle domande impertinenti di un ragazzino. Ero felicissimo di trasmettere, per una volta, un’immagine totalmente diversa da quella che ho avuto finora.
Come dirige i suoi attori, Nicolas Vanier?
Nicolas non parla molto, sa perfettamente quello che vuole. Ma quello che apprezzo più di tutto di lui è la sua abilità: è capace di capire che la costruzione di una frase può a volte risultare un po’ ostica e accetta volentieri dei cambiamenti se si rispetta il senso del dialogo. Oltretutto, Nicolas è il campione del mondo della natura e dei grandi spazi, è riuscito a valorizzare sia i personaggi che l’ambiente intorno a loro e non era affatto semplice. Ma quello che ritengo di questa avventura la cosa più importante è la sua sincerità: è diventato un amico, mi ha quasi convinto a fare un viaggio con lui anche se ora non sono sicuro che sia felice di averlo fatto!
Qual è stata la sua reazione vedendo il film?
La cosa più sorpredente è la bellezza delle immagini: Nicolas sa catturare la natura e i colori in maniera impareggiabile, ho trovato la luce invernale magnifica. Quanto agli attori, tutti sono molto nella parte. Andreas Pietschamman non è affatto caricaturale ha un lato simpatico che lo rende a tratti inquietante, il ruolo del nazista non è il solito cliché cinematografico.
Urbain Cancelier ha costruito il suo personaggio con molta grazia. Tchéky Karyo è formidabile in quel ruolo così ben scritto. Come molti, poi, sono rimasto impressionato dall’interpretazione di Margaux Chatelier che ha costruito una Angelina sconvolgente, emotiva e forte.
Per non dimenticare, Dimitri Storoge nel ruolo di un medico combattente sobrio e determinato.
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