L'amore che resta - Restless di Gus Van Sant

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locandina L'amore che resta - Restless
 
Regista: Gus Van Sant
Titolo originale: Restless
Durata: 91'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: 7 ottobre 2011 (cinema)

Attori: Mia Wasikowska, Jane Adams, Schuyler Fisk, Lusia Strus, Henry Hopper, Chin Han, Ryo Kase, Kyle Leatherberry, Austin Miller, Jesse Henderson, Colton Lasater, Victor Morris
Sceneggiatura: Jason Lew

Trama, Giudizi ed Opinioni per L'amore che resta - Restless (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Harris Savides
Montaggio: Elliot Graham
Musiche: Danny Elfman
Scenografia: Anne Ross,Sara Parks
Costumi: Danny Glicker

Produttore esecutivo: Eric Black,David Allen Cress,Frank Mancuso, Jr.
Produzione: Columbia Pictures, Imagine Entertainment
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia

La recensione di Dr. Film. di L'amore che resta - Restless
Van Sant ha fatto cose sublimi e cose sublimemente inutili... dove cadrà questo?

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Colonna sonora / Soundtrack di L'amore che resta - Restless
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Flavio Aquilone: Enoch Brae
Joy Saltarelli: Annabel Cotton
Francesco Venditti: Hiroshi Takanashi
Eleonora De Angelis: Mabel Tell
Francesca Manicone: Elizabeth Cotton
Serena Verdirosi: Rachel Cotton
Roberto Gammino: Dott. Lee
Alessio Puccio: Ozzie
Gabriele Sabatini: Edward
Stefania Romagnoli: Suzette
Angelo Nicotra: Joseph
Massimo Bitossi: Celebrante

Informazioni e curiosità su L'amore che resta - Restless

Lo stesso giorno, il 7 ottobre 2011, esce in Italia un altro film in cui è protagonista la figlia d'arte Mia Wasikowska: Jane Eyre.

Note dalla produzione:
LA PRODUZIONE
“Abbiamo così poco tempo per dire tutto quello che vorremmo. Abbiamo così poco tempo per tutto”.
- Hiroshi il Fantasma in Restless

L’amore tra due giovani è sempre stato materia di grandi tragedie, dagli sfortunati Romeo e Giulietta di Shakespeare allo strappalacrime Love Story. Ora, dallo sceneggiatore Jason Lew e dal regista Gus Van Sant arriva una storia unica e senza tempo, che infonde nuova vita a questo intreccio vecchio come il mondo. Restless racconta di un ragazzo che si nasconde alla vita e di una ragazza vivace che lo tira fuori dal guscio in cui si è nascosto. Echeggiando ed evocando classici memorabili come Harold e Maude di Hal Hashby e il recente film indipendente Garden State, Restless colpisce il cuore e la mente, presentando personaggi complessi e una storia apparentemente semplice, che lascerà una profonda impressione nel pubblico.

Con l’esordiente Henry Hopper nel ruolo di Enoch, un adolescente timido e isolato, Restless si svolge durante un freddo autunno americano. Mentre la natura si prepara a un lungo sonno, il ragazzo vive in un mondo già freddissimo, devastato dal ricordo dei genitori, morti in un incidente automobilistico. Ma nell’esilio che si è imposto, Enoch scopre che il suo modo di guardare il mondo cambia, grazie alla presenza della bella e dolce Annabel Cotton, interpretata da Mia Wasikowska.
Il film è incentrato sul rapporto tra Enoch e Annabel e i personaggi emozionano con la loro profondità e maturità, risultato della collaborazione tra i principali ideatori del film. Lo sceneggiatore Jason Lew era compagno di corso alla New York University della produttrice Bryce Dallas Howard, e Restless era inizialmente il prodotto di una serie di brevi piece che hanno permesso loro di esplorare la storia e i personaggi. “Sostanzialmente ho voluto vedere se potevo fonderli in un’unica storia”, dice oggi Lew, “e sono riuscito a tirarne fuori un abbozzo di lavoro”.

Quando si è trasferito a Los Angeles, tutti gli amici di Lew, compresa Howard, hanno iniziato a suggerirgli di trasformarla in una sceneggiatura cinematografica. “Jason non è uno scrittore che fa dei calcoli”, dice Howard. “Il lavoro teatrale è incredibilmente bello, ma il cinema e il teatro sono molto diversi. Quando l’ha adattato in una sceneggiatura è emersa una storia ancora più forte. Tutto quello che rendeva speciale la piece è rimasto e sono stati introdotti elementi che l’hanno resa perfetta per il grande schermo”.

La passione di Howard per il progetto l’ha spinta a sceglierlo per il suo esordio nella produzione. “E’ come se questo film fosse suo figlio”, dice Wasikowska. “Era sul set ogni giorno e lavorava duro. Era molto coinvolta ma, essendo attrice anche lei, è sempre stata disponibile e comprensiva e si assicurava che tutti fossero a loro agio”. Howard sapeva anche che questo piccolo e profondo progetto avrebbe avuto bisogno di essere accompagnato in tutto il processo di produzione. “Volevo assicurarmi che fosse assolutamente protetto”, spiega. “Dopo aver constatato l’interesse di parecchi produttori, la compagnia che ha mostrato la passione più sincera per la sceneggiatura è stata la Imagine Entertainment di mio padre. Come attrice in passato ho sempre avuto esitazioni a lavorare con lui, perché non volevo che ci accusassero di nepotismo. Ma la mia responsabilità principale con Restless era trovare una casa di produzione che condividesse il più possibile la nostra visione, ed è stata la Imagine di Brian Grazer e mio padre. Dopo aver lavorato insieme in questi ultimi anni, devo ammettere che nessuno avrebbe potuto supportare e proteggere questo progetto meglio di mio padre”.

Il coinvolgimento di Imagine e dei produttori premi Oscar® Ron Howard e Brian Grazer ha contribuito a ottenere la partecipazione di Gus Van Sant, una delle voci più originali e iconoclaste del cinema. Era la scelta ideale perché avrebbe portato la sua sensibilità professionale conservando lo spirito unico della sceneggiatura. Infatti, molti dei successi di Van Sant hanno personaggi che rappresentano la passione e l’energia dei giovani ai margini di un mondo dolorosamente freddo. Anche se l’argomento è molto diverso, la storia di Enoch e Annabel ricorda i percorsi inquieti intrapresi dai protagonisti dei precedenti film del regista, come Belli e dannati, Will Hunting genio ribelle, Elephant, e Milk.

La sceneggiatura senza tempo di Lew sembra anche divertirsi nell’attingere a idee del passato che ci sono famigliari. Annabel e Enoch, anche se perfettamente credibili come personaggi attuali, vivono situazioni così uniche e coinvolgenti che a mala pena ci si accorge che il film non si preoccupa di mostrarli con il cellulare o il computer. Il rapporto tra loro e con il mondo esterno è decisamente tattile e non tecnologico: Enoch passa il tempo a perdere a battaglia navale con Hiroshi, mentre Annabel idolatra Charles Darwin ed è orgogliosa di considerarsi una “naturalista”. Ovviamente le fantasie storiche e scientifiche dei personaggi non sono davvero casuali. Hiroshi, in quanto pilota kamikaze, ha un rapporto speciale con la morte, che sia Annabel che Enoch trovano interessante, mentre l’osservazione del comportamento animale da parte di Annabel mette in luce quanto la morte è necessaria per capire il valore della vita.

“E’ stata la storia d’amore ad attrarre il mio interesse”, spiega Van Sant. “Una storia d’amore che è una relazione nata fuori dalla famiglia in un momento in cui è impossibile per i membri che ne fanno parte accettare il dolore per la perdita di uno di loro”.
“Gus non vuole fare cose già viste. Vuole raccontare storie emozionalmente importanti e che abbiano una visione unica”, dice il montatore del film, Elliot Graham. “Vuole arrivare al cuore dei personaggi, vuole raccontare la storia con sincerità e onestà e questo riguarda il modo di girare, di montare, di inserire le musiche, la recitazione degli attori, tutto”.

“Non ho mai conosciuto nessuno così coinvolto e rispettoso dell’intero processo di realizzazione di un film”, dice Jason Lew parlando di Van Sant. “Tratta tutti con profondo rispetto e cordialità. Anche le prove, non riguardano tanto le battute e l’insieme della scena, quanto l’essere sempre più immersi nel mondo del film”.
Al centro della storia c’è Enoch Brae, interpretato da Henry Hopper. E’ la sua lotta che definisce il film e il suo percorso che porta il pubblico verso la speranza. “Enoch è poetico sotto molti aspetti”, dice Jason Lew. “Mi sono sentito molto vicino a lui. E’ stato bello vederlo aprirsi alla vita, si è dimostrato coraggioso”. Hopper è figlio dello scomparso attore-scrittore-regista Dennis Hopper e desiderava recitare, ma cercava il progetto giusto – qualcosa che fosse vicino alla sua sensibilità. “Volevo un progetto che mi appassionasse”, dice. “Quando ho letto la sceneggiatura sono stato colpito dai personaggi e dalla loro storia, giovani diversi dai soliti. Parla dei percorsi tortuosi che la giovinezza porta a fare, parla di imparare a crescere vicino a un’altra persona. E’ questo che lo rende interessante”.

Il rapporto tra Enoch e Annabel è complicato: lui sta lottando per capire il suo posto nel mondo quando incontra una ragazza diversa da tutte le altre – una ragazza piena di vita, ma che forse è prossima alla fine. La sincerità con cui Lew ritrae questi personaggi è la cosa che ha attirato gli attori. “Non voglio creare personaggi che sono solo simboli”, dice. “Voglio dar loro una vita. Trovarmi sul set e vedere la mia sceneggiatura prendere vita è stato come svegliarsi da un sogno e scoprire che il sogno è diventato realtà. Ho vissuto per anni con questi personaggi e incontrarli è stata una cosa magnifica e sorprendente”.
“Annabel vede in Enoch qualcosa di cui lui non è consapevole”, continua Henry Hopper. “Lo vede come la persona speciale che è. Malgrado la gravità delle esperienze che stanno vivendo, insieme trovano un modo giocoso di affrontare il mondo. Lei riesce a cambiare radicalmente l’approccio di Enoch alla vita”.

“Il modo migliore in cui posso descrivere Annabel è che è piena di vita”, dice Mia Wasikowska. “Malgrado tutto, ha una straordinaria capacità di amare la vita, ne vede la bellezza anche nelle piccole cose. Enoch è stato profondamente ferito, ma quando loro due si incontrano emergono i loro lati migliori. Il loro rapporto è molto speciale, imparano l’uno dall’altro e si aiutano a non avere paura. Sono l’uno la tessera mancante del puzzle della vita dell’altro. Anche se la storia di Annie e Enoch è breve, fin dall’inizio c’è un legame molto stretto”.
La produttrice Bryce Dallas Howard dice che la chimica tra Hopper e Wasikowska è stata fondamentale perché il dramma fosse credibile. “Non è una cosa che si può pianificare”, dice. “Mia è senza tempo; è elegante, ma anche un po’ stravagante ed eccentrica. Henry è pieno di energia, un po’ pericoloso, ma anche vulnerabile. Sono due anime molto simili e questo traspare sullo schermo”.

Nel cast c’è anche l’attore giapponese Ryo Kase che interpreta Hiroshi, il fantasma che guida Enoch nel suo viaggio. “Ho amato il modo in cui Jason è stato capace di dipingere un ritratto con le parole e un po’ di insolito umorismo”, dice Kase. “All’inizio del film credo che Hiroshi non sappia perché è con Enoch, ma qualcosa lo spinge ad aiutarlo. Secondo me pensa che con l’aiuto di Enoch anche lui potrà trovare la pace”.
Schuyler Fisk interpreta Elizabeth, la sorella di Annabel. “Elizabeth è iperprotettiva nei confronti della sorella”, dice Fisk. “Vuole trascorrere con lei tutto il tempo possibile, ma deve anche lasciare che Annabel viva la sua vita – incontri gente, faccia nuove esperienze e si innamori”. Fin dall’inizio, Fisk si è sentita a suo agio nel ruolo. “Mi sono presentata all’audizione ed ero tranquilla”, dice, “perché mi sento molto simile a Elizabeth, sulla sua stessa lunghezza d’onda”.

Casualmente Restless è un progetto cui partecipano molti artisti della “seconda generazione di Hollywood”. Oltre a Howard e Hopper, i cui padri hanno lavorato nell’industria dello spettacolo fin dall’infanzia, Fisk è figlia dell’attrice Sissy Spacek e del famoso scenografo Jack Fisk. Schuyler Fisk sostiene che per lei essere coinvolta in uno sforzo creativo, come un film, è piuttosto naturale. “Sono cresciuta vedendo quanto i miei genitori amassero il mondo collaborativo del cinema”, dice. “Sono una grande risorsa per me, parliamo sempre tra noi, leggiamo le sceneggiature l’uno dell’altro, ci aiutiamo in tutti i modi. Se chiedo loro un consiglio non sono mai invadenti. Credo che anche Henry e Bryce abbiano un legame molto stretto con le loro famiglie, ma non è qualcosa di cui abbiamo parliamo, non c’è stata l’occasione”.

Anche se i legami famigliari possono essere un interessante punto di discussione, il cast è compatto nel tessere le lodi del regista Gus Van Sant. Van Sant è un cineasta molto amato, non solo dal pubblico e dalla critica per le sue opere, ma anche dagli attori per come rispetta il loro talento e protegge il loro ambiente di lavoro, e dalla troupe perché ama la collaborazione. Lavorare in un film di Van Sant significa sentirsi valutato come parte di un team molto sereno, dall’inizio alla fine. Questo genera impegno e lealtà.

“Sono da anni una fan di Gus, quindi ero molto eccitata all’idea di lavorare con lui”, continua Wasikowska. “Il set con lui è perfetto, tranquillo, non c’è confusione. Non c’è il mito della celebrità. E’ solo un gruppo di persone di talento che lavorano insieme a qualcosa che amano, qualcosa di molto speciale”. “Lavorare con Gus è un’esperienza straordinaria”, aggiunge Fisk. “Io non sapevo cosa aspettarmi – non avevo mai parlato con nessuno di come lavora – e mi sono accorta subito che sul set c’era un’atmosfera rilassata, di grande rispetto e di grande gentilezza”.

Una delle tecniche di Van Sant – presa dal regista Terrence Malick, e che Van Sant ha sperimentato per la prima volta in Milk – è dirigere una performance senza dialogo degli attori, che si muovono sulla scena in silenzio, interiorizzando le battute ed esprimendo le loro emozioni solo con gli occhi e il volto. “Abbiamo fatto una performance silenziosa per ogni scena”, dice Hopper. “L’idea è che gli attori sentano l’energia tra loro e seguano il ritmo della scena; in questo modo emergono aspetti che non cogli o non capisci se ci parli sopra”.

“A volte si ottiene la reazione migliore degli attori nelle performance mute”, sostiene il montatore Elliot Graham. “Anche se una scena prevede il dialogo, possiamo tagliare da qualcuno che sta parlando a un altro che non parla e quel momento ‘non parlato’ è un bel momento, colto nella ripresa muta, che altrimenti non avresti avuto”. “Le riprese mute sono utili quando capisci che le parole non sono necessarie per spiegare la scena”, spiega Van Sant. “Ci sono anche altre ragioni – ci aiuta al montaggio – ma le giro perché di solito, da qualche parte, c’è bisogno che sia il silenzio a raccontare la storia”.

E’ tutto parte di un processo di collaborazione che inizia il primo giorno di riprese e termina quando il film è completato. Ad esempio, in sala montaggio, “Gus mi lascia sempre campo libero”, dice Graham. “Non mi dirà mai in anticipo come tagliare una scena. Poiché non sono sul set, mantengo una certa distanza dalla scena, dalla sceneggiatura, dalla location e lui vuole che io usi questa distanza per analizzare il girato. Mi lascia provare cose diverse – musica diversa, tagli diversi, tagliare molto, non tagliare molto – per vedere se posso portare qualcosa di nuovo, cui lui non abbia pensato”.

“Gus è un cineasta molto sensibile”, dice Howard, “molto intuitivo. Ha il coraggio di sedersi e lasciare che succeda qualcosa. Ci saranno sorprese, ci sarà magia e momenti un po’ sotto le sue aspettative. E allora interviene”.
Van Sant ha avuto anche il privilegio di lavorare a Portland, Oregon, dove ha abitato per parecchi anni e dove ha girato molti dei suoi film. “Gus è così legato a quello che Portland rappresenta”, spiega Howard. “Conosce tutti i segreti della città e ci sono state scene che abbiamo girato letteralmente nel suo cortile”. Anche se inizialmente Jason Lew aveva ambientato la storia nel nordest, Portland si è dimostrata perfetta. “Volevamo un cielo cupo nel film, e Portland ha quel cielo in autunno e in inverno”, dice Van Sant. “Il Maine, l’opzione iniziale, ha un clima molto simile, quindi sapevamo che non ci sarebbero stati problemi”.

“In autunno e in inverno a Portland esplodono il rosso, il verde e il giallo delle foglie”, osserva Elliot Graham, “ed è un posto molto piovoso, ma bello. E’ lo sfondo giusto per l’atmosfera del film e le vite dei suoi personaggi”.
Il compito di cogliere il magnifico paesaggio è stato del direttore della fotografia Harris Savides, con Restless al suo sesto film con Van Sant. “Ci siamo incontrati per uno spot di Levi’s”, ricorda Van Sant. “Avevo sentito dire che Madonna lavorava molto con lui e ho voluto conoscerlo e da allora abbiamo sempre collaborato”.
“Poiché hanno lavorato spesso insieme, il rapporto tra Harris e Gus è quello di due persone che si conoscono bene e le cose vanno velocemente”, afferma Howard, “ogni ripresa è come un dipinto, ma senza il minimo autocompiacimento. Non c’è alcuna forzatura, tutto appare semplicemente bellissimo”.

Il compito di Danny Glicker è stato invece quello di creare costumi che rivelassero l’interiorità dei personaggi. “Lavoro in modo da capire ciò che caratterizza il personaggio, il suo profilo”, spiega Glicker. “Costruisco il suo mondo una volta che abbiamo iniziato a discutere, perché l’aspetto più importante del mio lavoro è proprio capire l’animo del personaggio. Mi interessa esplorare con gli attori cosa vogliamo esprimere e cosa hanno bisogno di sentire in ogni sequenza”.
Van Sant e il suo team hanno potuto contare anche sulla colonna sonora di Danny Elfman, che è nello stesso tempo insolita e indimenticabile. Elfman e Van Sant avevano già lavorato insieme, quindi il regista si è fidato dell’istinto del compositore fin dall’inizio. “Avevamo bisogno di qualcosa di delicato, e sapevo che Danny poteva darcelo”, dice Van Sant. “In genere mi fa ascoltare dei brani per sentire cosa ne penso, poi alla fine presenta musiche che sono sempre assolutamente sorprendenti. Nella colonna sonora ci sono anche canzoni molto belle di artisti come i Beatles, Sufjan Stevens e Nico.

Il clima collaborativo creato da Van Sant si è sviluppato sotto lo sguardo attento di Bryce Dallas Howard, guidata dalla sua lunga storia con il progetto e dal rispetto per il lavoro di Jason Lee. “Bryce e Jason sono amici da anni”, dice Henry Hopper. “E molto di questo film è così personale per Jason che credo che Bryce volesse sì proteggere il progetto, ma anche il suo amico, lei è dotata di grande sensibilità e tatto”. Schuyler Fisk aggiunge: “Bryce è molto presa dalla storia, lei è stata di grande aiuto e disponibile con tutti, se hai bisogno, lei c’è sempre”.
La passione e l’impegno di tutto il team della produzione sono evidenti in Restless, che racconta di personaggi che si aiutano l’uno con l’altro con l’amore di fronte alla perdita, facendo in modo che appaia dolceamara, sorprendente e preziosa come la vita stessa.


I COSTUMI DI RESTLESS: Il lavoro di Danny Glicker
Costumista di grande esperienza e candidato all’Oscar®, Danny Glicker ha lavorato in film di grande successo come Transamerica e We are Marshall, la serie tv “True Blood” e film con grandi star come Up in the Air. Per Restless, il suo secondo film con il regista Gus Van Sant (dopo Milk), Glicker ha creato costumi che aiutassero a definire personaggi che appaiono comuni esteriormente, ma che sono complessi e ricchi di sfumature interiormente.
L’attrice Schuyler Fisk, che interpeta il ruolo di Elizabeth Cotton, racconta il modo di lavorare di Glicker dicendo: “Danny lavora in modo preciso e dettagliato, mi ha aiutato davvero a trovare Elizabeth. Mi ha posto dei problemi cui non avevo pensato, come ‘Lavorava al college e cosa faceva? Cosa doveva indossare per il suo lavoro? Dove lavora ora? Qual è il suo badget? Qual è il suo stile?’ La scelta di ogni capo del guardaroba di Elizabeth ha una motivazione precisa. Ed è stato divertente aprire ogni mattina l’armadio di Elizabeth e pensare perché avrebbe indossato proprio quell’abito”.

“Creando personaggi con un loro stile, Danny fa un lavoro unico nel suo campo”, dice la produttrice Bryce Dallas Howard.
Per Enoch Brae, interpretato da Henry Hopper, Glicker ha scelto un look vintage, vissuto, usando una combinazione tra capi attuali e altri d’epoca, abiti che Enoch avrebbe potuto scovare in soffitta o in un negozio dell’usato. L’intero mondo di Enoch è andato in pezzi e così i suoi vestiti.
Anche l’Annabel di Mia Wasikowska ha un look vintage, che mescola abiti degli anni 20 e 30 con altri degli anni 60, creando un insieme fresco e unico. “E’ stato bello lavorare con Mia”, dice Glicker, “perché può permettersi di indossare capi colorati, a differenza della maggior parte delle persone. Mi sono ispirato ai colori degli anni trenta, colori che non vediamo quasi più, come i gialli caldi, molto autunnali, ricordano le foglie che cadono, ma sono anche vibranti e vivaci. Mia può indossare questi colori e apparire fresca e attuale”.

La scelta dei costumi per Annabel era così precisa che Schuyler Fisk ne ha tratto ispirazione per il suo personaggio, aiutata da un commento della madre, Sissy Spacek. “Mia madre ha avuto un’ottima idea”, rivela Fisk , “e cioè che dopo la morte di Annabel, Elizabeth si recasse alla cerimonia funebre indossando qualcosa della sorella”.
“Elizabeth porta una lente di ingrandimento vittoriana di Annabel appesa a una collana di perle”, spiega Glicker. “Ho pensato che fosse un oggetto perfetto per Elizabeth, perché Annabel la indossava spesso ed è direttamente legata alla sua passione per la natura e l’osservazione minuziosa della vita”.

Per il personaggio di Hiroshi – il fantasma di un pilota kamikaze – Glicker dice di aver prestato grande attenzione alla divisa. “Abbiamo lavorato con esperti specializzati in uniformi militari giapponesi”, ricorda, “in particolare le uniformi degli anni quaranta. Alcune erano sporche – e la bandiera sul braccio è cucita a mano, non è un bel pezzo, è un pezzo molto delicato, che rischiava sempre di rompersi”.
Questa attenzione ai dettagli ha aiutato a Ryo Kase a calarsi più facilmente nel personaggio. “Danny è molto sincero, fa sentire gli attori a loro agio e felici”, dice Kase. “I dettagli del suo lavoro sono davvero belli e i suoi costume mi hanno aiutato a interpretare il mio ruolo. E’ uno dei migliori costumisti che abbia mai conosciuto”.
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