Regista: Gavin OConnor
Titolo originale: Warrior
Durata: 140'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 04 Novembre 2011 (cinema)
Attori: Tom Hardy, Joel Edgerton, Nick Nolte, Jennifer Morrison, Frank Grillo, Kevin Dunn, Maximiliano Hernández, Bryan Callen, Jake McLaughlin
Soggetto: Gavin O'Connor,Cliff Dorfman
Sceneggiatura: Gavin OConnor, Anthony Tambakis, Cliff Dorfman
Trama, Giudizi ed Opinioni per Warrior (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Warrior
Durata: 140'
Genere: Drammatico
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 04 Novembre 2011 (cinema)
Attori: Tom Hardy, Joel Edgerton, Nick Nolte, Jennifer Morrison, Frank Grillo, Kevin Dunn, Maximiliano Hernández, Bryan Callen, Jake McLaughlin
Soggetto: Gavin O'Connor,Cliff Dorfman
Sceneggiatura: Gavin OConnor, Anthony Tambakis, Cliff Dorfman
Trama, Giudizi ed Opinioni per Warrior (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Masanobu Takayanagi
Montaggio: Sean Albertson,Matt Chessé,John Gilroy,Aaron Marshall
Musiche: Mark Isham
Scenografia: Dan Leigh
Costumi: Abigail Murray
Produttore: Greg O'Connor, Gavin O'Connor
Produttore esecutivo: Michael Paseornek,Lisa Ellzey,David Mimran,Jordan Schur,John J. Kelly
Produzione: Mimran Schur Pictures, Lionsgate, Solaris
Distribuzione: M2 Pictures
Montaggio: Sean Albertson,Matt Chessé,John Gilroy,Aaron Marshall
Musiche: Mark Isham
Scenografia: Dan Leigh
Costumi: Abigail Murray
Produttore: Greg O'Connor, Gavin O'Connor
Produttore esecutivo: Michael Paseornek,Lisa Ellzey,David Mimran,Jordan Schur,John J. Kelly
Produzione: Mimran Schur Pictures, Lionsgate, Solaris
Distribuzione: M2 Pictures
La recensione di Dr. Film. di Warrior
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Colonna sonora / Soundtrack di Warrior
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Marco Foschi: Tommy Riordan
Ugo Maria Morosi: Paddy Conlon
Simone D'andrea: Brendan Conlon
Cristiana Rossi: Tess Conlon
Christian Iansante: Frank Campana
Alessio Cigliano: Bryan Callen
Massimiliano Manfredi: Sam Sheridan
Informazioni e curiosità su Warrior
Note dalla produzione:
NOTE SULLA PRODUZIONE
Tu per cosa combatti?
Questa la domanda centrale di WARRIOR di Gavin O’Connor, che offre uno sguardo intenso non solo su uno sport mai ritratto sul grande schermo ma anche sul percorso di una famiglia, dal tracollo finanziario alla riscossa, e sui sentimenti di due fratelli forti e coraggiosi – uno che lotta per il suo paese e l'altro per la sua famiglia.
WARRIOR punta sull’incontro tra un fenomeno attuale, in qualche modo contagioso e molto particolare come quello delle arti marziali miste e una storia assolutamente classica, una storia di famiglia. Raccontare una storia basata su uno dei temi più antichi della letteratura, fratelli in rotta che si sfidano, e raccontarla in un contesto del tutto nuovo è stata una delle prime ispirazioni che ha spinto O’Connor a realizzare il film.
Per molti aspetti, il film rappresenta la seconda natura di O’Connor come autore cinematografico. Molti dei suoi collaboratori vedono in WARRIOR un incrociarsi dei sentimenti e delle storie che sono al centro di Miracle e Pride and glory - Il prezzo dell'onore. "Gavin ha dato a Miracle un'energia e una qualità populistica che alla fine del film ti fanno alzare in piedi per tifare ed esultare, con tutto che sai benissimo come andrà a finire," spiega il produttore Greg O’Connor. "È un vero giocatore di football americano. Sa cos'è lo spirito di squadra, conosce i meccanismi dello sport. Pride and glory - Il prezzo dell'onore ha marcato un'evoluzione nello stile di Gavin – si tratta di un poliziesco molto intenso e duro, un film vietato ai minori non accompagnati, mentre Miracle era per un pubblico più vasto." Greg O’Connor sottolinea che WARRIOR riunisce il meglio di questi due precedenti lavori. “Abbiamo l'insistenza sullo sport e il tifo tipico di Miracle, ma anche il dramma – la storia di un rapporto padre-figlio lacerato e poi recuperato – e un po' della crudezza di Pride e Glory. Un film perfetto per O’Connor."
Un'altra ragione per cui questo è il film perfetto per O’Connor è la credibilità che riesce a dare agli ambienti della lotta, dopo aver prodotto nel 2003 un acclamatissimo documentario per la rete televisiva HBO sulla vita del lottatore di arti marziali miste Mark Kerr, la vita sul ring e le battaglie contro i suoi demoni. Il film, intitolato The Smashing Machine: The Life and Times of Extreme Fighter Mark Kerr, è particolarmente noto per aver presentato Kerr come uomo intelligente, che ha preso la decisione ponderata di intraprendere una carriera in uno sport fisicamente pericoloso. Il ritratto sincero dell'uomo Kerr ha colpito tanti professionisti del mondo della lotta, che hanno sostenuto l'idea di O’Connor di realizzare un film di finzione ambientato nel loro mondo.
Per esempio, JJ Perry, che nel film è coordinatore degli stunt e coreografo delle scene di combattimento, dice: "Smashing Machine è in assoluto il mio documentario preferito di tutti i tempi. Cattura la vera essenza delle arti marziali miste, ed è uscito prima che questa disciplina riscuotesse un certo successo. Ho subito capito che se WARRIOR fosse stato affidato a O’Connor, sarebbe stato nelle mani di qualcuno che capisce il nostro sport e che avrebbe reso giustizia a tutto ciò che amiamo come stuntman, appassionati delle arti marziali e lottatori. Tutto questo ci ha convinti a partecipare."
L'idea originale di O’Connor era la storia di due fratelli che non si vedevano da quattordici anni e finiscono con lo sfidarsi nel campionato mondiale di arti marziali miste, dopo essere entrambi partiti come grandi sfavoriti. Benché sulla carta la storia sembrasse forzata, la porta dello studio dove Anthony Tambakis e Gavin hanno scritto la sceneggiatura recava una citazione di Aristotele: “un'impossibilità convincente è meglio di una possibilità non convincente.” Vale a dire che, nel mondo della fiction, tutto è possibile se raccontato in modo plausibile.
Il viaggio dei due fratelli ha inizio in circostanze straordinarie e il loro incontro avviene, nel finale del film, in uno scenario contrario a ogni probabilità, ma il tutto possiede una grande autenticità. Tambakis si è ispirato all'esempio reale delle sorelle Williams, che si sono scontrate in finale a Wimbledon, e all'eventualità plausibile di una sfida tra i fratelli Manning al Super Bowl, e al caso dei fratelli Klitschko, campioni ucraini dei pesi massimi. "Sembra impossibile, ma non lo è. Il nostro compito era proprio questo," spiega, riferendosi al dare all'apparentemente improbabile una sensazione di assoluta veridicità. Questo modo di raccontare conferisce al film un fascino che catturerà un pubblico molto più vasto degli appassionati dello sport in questione e dello sport in generale. WARRIOR offre uno squarcio sul mondo dello sport, ma è stato realizzato per il grande pubblico, che non saprà niente o quasi delle arti marziali miste.
Secondo O’Connor questo non è assolutamente un problema, "se è uno sport che non conosci dal punto di vista tecnico, lo capirai dal punto di vista emotivo, perché ogni combattimento ha una storia con delle dinamiche chiarissime. È semplice come dire: 'Io tifo per lui, e so che se gli alzano il braccio ha vinto.'" Uno spettatore non saprà di cosa consiste una 'chiave di braccio' né conoscerà il termine 'grappling', ma non ha importanza, perché saprà che cosa c'è in palio in ogni combattimento. Le lotte sono contestualizzate e drammatizzate in modo chiaro e netto". Aggiunge il cosceneggiatore Tambakis, "Dire che WARRIOR è un film sulla lotta e come dire che Rocky è un film sulla boxe, o che All American Boys è un film sul ciclismo, o che Colpo vincente è un film sul basket. Non è così. Sono film ambientati in mondi specifici, perché ogni storia è ambientata in un mondo specifico." In tutti i film citati lo spettatore esce dalla sala dopo aver visto un film appagante e avendo imparato qualcosa su un mondo di cui non sapeva nulla. Lo stesso vale per WARRIOR".
Tutto sommato, aldilà dell'energia del film che incita il pubblico ad alzarsi in piedi, tifare ed esultare, il vero punto forte del film è l'intimità e il realismo della storia. Riflettendo sul suo percorso da regista, Gavin O’Connor afferma, "Non sarei mai stato in grado di realizzare WARRIOR senza prima aver fatto i miei film precedenti, che mi hanno dato la libertà di alzare la posta artistica ed emotiva. E anche se vi è una continuità, credo di aver trovato in me stesso una voce più forte e maggior concentrazione. Non ho idea di come il film verrà accolto dal punto di vista commerciale, ma so che dal punto di vista artistico è stata l'esperienza più gratificante di tutta la mia carriera."
LA SCELTA DEL CAST
Per realizzare il film, che comportava catturare le specificità di un sport raramente rappresentato, la prima e più ovvia domanda che si poneva era che tipo di cast scegliere. Veri lottatori da formare per la recitazione o attori professionisti da addestrare alla lotta? Per O’Connor c'era una sola risposta. Data la complessità emotiva dei ruoli, servivano degli attori esperti. Con la convinzione che il tradizionale feeling tra attore e regista e un linguaggio cinematografico comune fosse la chiave di tutto, e che gli attori con un'inclinazione allo sport, dopo la giusta preparazione, sarebbero apparsi sullo schermo come autentici lottatori, O’Connor è partito alla ricerca dei due ruoli centrali.
Per il ruolo di Tommy Conlon, un personaggio che fa delle cose disdicevoli e che si rende spesso e volentieri sgradevole, ma che ha una bontà e una vulnerabilità di fondo dei quali il pubblico non deve mai dubitare, ci voleva un attore con un equilibrio unico tra qualità opposte. Questa era la chiave del film e la priorità più assoluta. O’Connor aveva visto quasi 200 attori diversi per la parte prima di parlare al telefono e prendere un appuntamento con Tom Hardy. "Non è stato un tipico provino," dice Hardy, che era convinto sin dall'inizio dell'essenza drammatica del personaggio, ma che inizialmente aveva seri dubbi sulle sue capacità di superare gli ostacoli posti dalle trasformazioni fisiche e culturali che il ruolo richiedeva. Dopo aver confessato le sue preoccupazioni a O’Connor, i due si sono messi d’accordo per vedersi negli Stati Uniti e leggere, analizzare e sviluppare il ruolo insieme per dare a Hardy un personaggio completo su cui lavorare.
L'esperienza è stata più profonda di quanto O’Connor avrebbe mai immaginato: "Hardy si è presentato a casa mia a mezzanotte di domenica, senza preavviso. Ho sentito bussare e alla porta c’era Tom Hardy. Era previsto che andasse in albergo invece è rimasto cinque giorni a casa mia, quindi abbiamo avuto modo di conoscerci molto bene. E ho trovato le sue qualità umane perfette per il personaggio che avrebbe dovuto interpretare." Edgerton, coprotagonista del film insieme a Hardy, sostiene che chi ha una vita affascinante fuori dallo schermo è anche più affascinante sullo schermo, e pensa che la prova di Hardy nel film avvalori pienamente la sua idea. Secondo lui la chiave dell’interpretazione di questo personaggio dal temperamento infiammabile è che "Tom è un personaggio incredibile anche nella vita reale, un ragazzo affettuoso, simpatico, gentile e intelligente. Ma anche una persona dalla personalità complessa, e tutto questo penetra nel suo modo di lavorare."
Il passo successivo era trovare l'attore giusto per il ruolo di Brendan, il fratello di Tommy. Psicologicamente, i due fratelli sono immagini quasi speculari – se Tommy è pieno di rabbia esterna, che nasconde la persona adorabile che è nel profondo, Brendan è molto maturo e premuroso, ma dentro di sé serba un feroce spirito combattivo. Cintura nera di karate e con un fratello coordinatore di stunt, Joel Edgerton aveva quella formazione atletica che O’Connor cercava. Ma aveva anche gli elementi chiave richiesti per il ruolo di Brendan. O’Connor voleva un attore che desse immediatamente al pubblico una sensazione di integrità, "e lui trasuda di integrità. È qualcosa che non puoi solo far finta di avere."
Tuttavia, il pubblico doveva anche essere convinto che il personaggio avesse un passato. "Da giovane Brendan è stato un lottatore e si è cacciato nei guai," aggiunge O’Connor. "Ma è andato avanti, è diventato un uomo, un padre e un marito meraviglioso. Ma rimane qualcosa di primitivo in lui. Quindi, nei suoi occhi si deve leggere la possibilità che regredisca, che cominci a bere e tirare qualche pugno." Si tratta di un equilibrio di cui, secondo O’Connor, gli attori australiani di oggi danno miglior prova dei loro coetanei americani. Jennifer Morrison dice di suo marito nel film: "Joel ha un cuore d'oro. Vuole sempre il meglio per chi lavora con lui ed è incredibilmente disciplinato. Avendo Joel tutte queste qualità, naturalmente sono entrate nel personaggio di Brendan. Ti fanno venire subito voglia di sostenerlo e tifare per lui. Sia che faccia i suoi calcoli finanziari, che cerchi di salvare la famiglia o di vincere un incontro, vuoi sempre che trionfi."
Per trovare qualcuno che interpretasse Paddy non ci è voluto un casting internazionale. Il ruolo di Paddy, un uomo con un gran bisogno di redenzione, è stato scritto su misura per Nick Nolte, amico e vicino di casa di O’Connor, che avrebbe dovuto recitare anche in Pride e Glory, se degli impegni concomitanti non gliel'avessero impedito. O’Connor e Tambakis sono sempre stati fan di Nolte e volevano scrivere per lui un ruolo davvero speciale. O’Connor racconta come scherzasse con tutti gli altri realizzatori del film "facendo finta di scorrere delle liste" di possibili candidati per il ruolo, sapendo tutto il tempo che sarebbe sicuramente andato a Nolte. "È un tesoro nazionale," dice O’Connor, "e volevo utilizzarlo per il genere di cosa che sa fare meglio, sperando che il ruolo ricordasse a tutti quello di cui è capace come attore." "La recitazione è uno sport di contatto per Nick," dice Hardy del suo coprotagonista. "Entri in una stanza con qualcuno che ti giudicherà su quanto sai dare e quanto sai prendere. È un attore ad alta tensione, con una presenza formidabile."
I rapporti principali nel film sono tra padre e figlio e tra i due fratelli, ma il personaggio interpretato da Jennifer Morrison, Tess, è, per molti versi, "il cuore palpitante del film," dice Greg O’Connor. Se Paddy sostiene Tommy nei suoi combattimenti, negli allenamenti, nei suoi affari, Tess tiene insieme il mondo di Brendan. "Se non fosse per le qualità femminili di Tess che sorreggono questi uomini,” spiega Nick Nolte, “non ci sarebbe il film." Il pubblico investe nel rapporto tra Brendan e Tess, e questa è la chiave della storia, l'investimento emotivo del pubblico nella sfida finale. Quindi, i realizzatori del film erano pronti a una lunga ricerca per individuare l’attrice giusta per Tess. Ma Gavin O’Connor racconta che ha immediatamente interrotto la ricerca dopo aver visto la Morrison, solo la quinta attrice a fare un provino per la parte. "È qualcosa che non succede molto spesso, ma se succede non sfidiamo di certo gli Dei del cinema. Aveva tutto ciò che ci serviva: il fuoco, lo spirito, la compassione, la sensualità, la durezza, le qualità materne." Edgerton, che interpreta il marito, è d'accordo: "il calore di Jen diventa il calore di Tess. La bontà che si vede sullo schermo è una qualità che non può essere creata ad hoc per un ruolo."
Per tutti gli attori capire la complicata storia emotiva dei rapporti tra i personaggi è stata una parte fondamentale della preparazione. Tommy e Brendan non si vedevano da 14 anni e quando si rincontrano sono come due estranei. Per converso, Brendan e Tess sono sposati da 14 anni dopo essere stati fidanzati alle scuole superiori. La sfida per gli attori era di cancellare – o di creare sull'istante – 14 anni di storia condivisa con i propri coprotagonisti. O’Connor racconta che ogni dettaglio è stato discusso ed esplorato con gli attori, che, secondo lui "sono riusciti alla fine ad entrare nel DNA della sceneggiatura e del film," andando sempre più a fondo, finché non hanno acquisito "delle impronte che davano la sensazione della verità."
LA LOCATION
Altrettanto importante è il fatto che le location dove WARRIOR è stato girato sono diventate a loro volta dei veri e propri personaggi. Dopo aver pensato ad ambienti operai crudi come il porto e le palestre di Long Beach in California, O’Connor e la sua squadra alla fine hanno optato per Pittsburgh come location e come ambientazione per la storia. "Avevamo la sensazione che la Pennsylvania si addicesse al film," dice il regista. “La Pennsylvania è terra di wrestling, è terra di football. A Pittsburgh mi sono innamorato della 'poesia proletaria' della città. I treni, i fiumi, le chiese. È un ambiente tosto con un carattere che ci è sembrato perfetto."
Per lo svolgimento del torneo, invece, i realizzatori hanno deciso di rinunciare alla sfarzosa Las Vegas a favore delle atmosfere più crude di Atlantic City. "Visivamente mi piace moltissimo," dice O’Connor. “Molti anni fa era il centro del pugilato, mentre ora è abbastanza decadente. Mi affascina la spiaggia, la vecchia passerella, i casinò che se ne cadono a pezzi."
Ma un altro punto a favore della città per i realizzatori del film era il fatto che Atlantic City non veniva usata come location da moltissimo tempo. Sotto ogni punto di vista, dallo sport che viene rappresentato alle ambientazioni dove viene inscenato, il film sembrava una buona opportunità per far vedere un luogo e un mondo raramente ripresi dal cinema di oggi.
Anche il coordinatore degli stunt JJ Perry era molto contento delle location prescelte, e spiega che girare in una città come Pittsburgh ha portato tutti a concentrarsi sul training e a lavorare secondo un regime "mangiare - allenarsi - dormire," cosa che magari non sarebbe successa in un ambiente più cosmopolita.
LA PREPARAZIONE ALLA LOTTA E I COMBATTIMENTI
Per Edgerton prepararsi al film ha implicato mettere su 10 chili di massa muscolare, ma per lo stile di lotta che doveva inscenare nel film non ha dovuto gonfiarsi fino a diventare irriconoscibile. Perry, il coordinatore degli stunt, definisce la presenza fisica di Joel nel film, in contrasto con quella di Hardy, quella di un tecnico. “Usa lo Ju Jitsu, con le relative manovre sofisticate, ed è lo sfavorito uscito dal nulla, mentre Tom è il Toro Scatenato che arriva e spacca tutto quello che incontra sul suo cammino." Edgerton descrive la sua esperienza di training come "un 'patchwork' fisico, mentale ed emotivo." Entrambi gli attori hanno svolto un training estenuante e a tempo pieno con un severo regime alimentare di sei piccoli pasti al giorno a base di proteine, ma il regime di Hardy era più basato sul sollevamento pesi con l'obiettivo di arrivare a 13 chili di massa muscolare in più per il ruolo.
A differenza di Edgerton, Hardy non aveva precedenti esperienze atletiche. Figlio di un accademico di Cambridge, Hardy non ha difficoltà ad ammettere che prima di WARRIOR non era mai stato un uomo di lotta o un "maschio alfa dominante". Finito il film, a Hardy (che nel periodo degli allenamenti Perry descriveva simpaticamente come "in crisi di astinenza da carboidrati, arrabbiatissimo e lunatico") non saranno mancate certo le giornate di training che consistevano di due ore di boxe, seguite da altre due di kickboxing e Muay Thai, e poi due ore di coreografia e infine due di sollevamento pesi. Però farà per sempre tesoro del senso di conquista e del valore atletico ottenuti grazie al ruolo nel film. Joel concorda, ricordando un momento abbastanza trascendentale del periodo delle riprese: "Ho sempre immaginato che quando sei sul ring a combattere, il pubblico sparisce, e ho avuto un'esperienza simile sul set. Lo vedi, lo senti, ma per qualche ragione quando sali sul ring, non percepisci più niente. Poi scendi dal ring e pensi 'Ok, tutto bene'. Ci sono migliaia di persone a guardarti.'"
Tre premi mondiali di arti marziali miste, votato l'ottavo uomo più potente del mondo dalla rivista Fight!, il leggendario Greg Jackson è stato consigliere tecnico del film. Jackson ha allenato numerosissimi lottatori di successo, tra cui Georges St. Pierre, attuale campione dei pesi welter della UFC (Ultimate Fighting Championship - la federazione americana di arti marziali miste). È anche l'allenatore di Nate Marquardt, Re del Pancrase (Wrestling Ibrido), che appare nel film. Per WARRIOR il suo compito è stato di guidare i due protagonisti nel loro estenuante regime di allenamenti.
La produzione delle scene di combattimento è andata avanti per sei settimane consecutive, con oltre 200 ore di girato in totale. Entrambi gli attori avevano anche delle controfigure, ma almeno l'85% dei combattimenti sono fatti da Joel e Tom in persona. Osserva Jackson, "Sono rimasto veramente colpito dalla qualità degli attori di questo progetto. Ce l'hanno messa tutta per capire che cosa significa essere dei lottatori di altissimo livello. Hanno partecipato a degli allenamenti pesantissimi, e i risultati parlano da soli. È stato un onore per me partecipare a un progetto così importante per la nostra arte. La sceneggiatura mette positivamente in luce il grande impatto che le arti marziali miste possono avere su individui e famiglie."
Riprendere i combattimenti di arti marziali miste ha presentato una serie di sfide uniche. Per esempio, i guantoni usati nelle arti marziali miste pesano poco più di un etto – sono molto più sottili e molto meno imbottiti di quelli della boxe - e il petto e le gambe dei lottatori sono nudi. Descrivendo quanta poca protezione ci fosse, Perry dice, "se facciamo una scena di lotta in un locale notturno tra attori vestiti, posso usare ginocchiere e imbottiture per i gomiti. Possiamo, insomma, imbrogliare un po' su molte cose." Anche se sono state fatte un po' di concessioni, come sostituire la sottile imbottitura dei guantoni con un'imbottitura ugualmente sottile ma di maggiore densità, e istallare nella gabbia uno speciale tappeto a molle, tipo quelli da ginnastica, per attenuare l'impatto delle cadute, in realtà i due attori si sono dovuti lanciare in un ambiente di riprese abbastanza precario dal punto di vista fisico.
Hanno dovuto anche affrontare veri lottatori di varie discipline, tra i migliori al mondo. Nel film c'è, per esempio, Kurt Angle, il campione olimpico di wrestling ed eroe locale di Pittsburgh che interpreta Koba, il campione di wrestling Russo dato per favorito come vincitore di Sparta. Appare sullo schermo per un solo incontro, ma la sua ombra incombe su tutto il film come il più temibile degli avversari. E in realtà, l'ombra di Angle e quella degli altri lottatori professionisti del film, tra cui Nate Marquardt, Erik Apple, Anthony “Rumble” Johnson e Yves Edwards, incombevano sul set come potenze fisiche con cui dover fare i conti. È stata una sfida non solo allenare i due protagonisti per trasformarli in lottatori credibili, ma anche allenare i veri lottatori, abituati a dover schiacciare gli avversari, alla lotta cinematografica, cioè insegnare loro a "fingere" i pugni invece di menare sul serio.
In altre parole, la sfida di Perry consisteva nell'insegnare ai lottatori come, in parole sue, "non devastare gli attori".
Nonostante ce l'abbia messa tutta, però, di tanto in tanto i pugni sono andati a segno come non dovevano, e c'è stata una manciata di danni "collaterali" sul set: una stiratura, un piede rotto e una costola incrinata per Hardy e un grave trauma distorsivo al ginocchio destro per Edgerton, e quest'ultimo infortunio ha rischiato di compromettere tutto il piano di lavoro. Nonostante gli ammonimenti dei medici, l'attore australiano ha tenuto duro e ha completato le riprese nonostante lo strappo al ginocchio. Per i lottatori autentici, invece, la vera novità deve essere stata andare contro tutto quello che hanno imparato in anni di attività e accettare a priori che avrebbero perso i loro incontri nel film.
Oltre ai lottatori, a WARRIOR hanno partecipato tantissimi altri sportivi e appassionati di arti marziali miste. Nel film gli incontri sono arbitrati da un vero arbitro, Josh Rosenthal, uno dei migliori al mondo di questa disciplina, con alle spalle oltre 2.000 direzioni arbitrali, e cintura marrone di Ju jitsu. Grande ammiratore di O’Connor per come quest'ultimo ha saputo catturare l'anima degli incontri sia dal punto di vista del lottatore che da quello dell'energia pura emanata dal pubblico entusiasta, Rosenthal si è anche ampiamente complimentato con i due attori protagonisti. "Si sono dimostrati all'altezza," dice. "Si sono messi in gioco con i migliori atleti di questa disciplina, e non è cosa da poco." Inoltre, l'annunciatore del film è il giornalista sportivo Sam Sheridan, autore di due best-seller sul mondo della lotta: A Fighter’s Heart: One Man’s Journey Through the World of Fighting ("Il cuore del lottatore: il viaggio di un uomo nel mondo della lotta") e The Fighter’s Mind: Inside The Mental Game ("La mente del lottatore: dentro il gioco mentale").
Cintura viola di Ju jitsu e pugile, tra i protagonisti di [FPride and glory - Il prezzo dell'onore]] e intimo amico del regista, Frank Grillo era la scelta naturale per il ruolo di Frank Campana, l'allenatore di Brendan, personaggio ispirato a Greg Jackson. Per preparare la parte, Grillo ha passato oltre un mese con il famoso allenatore nel Nuovo Messico, per imparare l'arte dell'allenamento osservando da vicino il lavoro fatto da Jackson con Hardy, Edgerton e i lottatori professionisti. Una cosa in particolare ha colpito tutta la troupe e il cast, vale a dire l'etica cavalleresca dei lottatori professionisti. "C'è un'autentica vena di umiltà, onore e rispetto che caratterizza il loro sport," osserva Hardy. "C'è uno spirito di fratellanza e maestria in questo sport. È una vera forma artistica." E continua, "non me lo sarei mai aspettato – che questi esseri capaci di farti a pezzi sono in realtà delle persone gentili che potresti portare a cena dai tuoi. È l'opposto di quello che uno si aspetterebbe. Sono dei giovani professionisti che hanno una vera passione per il loro sport."
Per la coreografia e le riprese delle scene di lotta, O’Connor aveva in mente una serie di criteri ben precisi. "Non volevo assolutamente dei combattimenti alla Hong Kong," spiega. Per evitare fraintendimenti, specifica, “È roba fantastica, altamente stilizzata ed è grande cinema, ma è roba solo da film." O’Connor è arrivato al punto di dichiarare che non voleva una sola mossa nel film che non fosse qualcosa che puoi vedere su YouTube in un video di riprese di un vero incontro. Per assicurarsi che tutto fosse fatto come si deve, con risparmio di tempo una volta partite le macchine da presa, Perry ha girato prima dei mockup digitali di ogni scena di combattimento per sottoporle a Gavin prima delle riprese effettive.
Molto importante è stato il lavoro con il direttore della fotografia Masanobu Takayanagi, operatore e fotografo di Babel e pupillo di Rodrigo Prieto, per affinare lo stile cinematografico perfetto per WARRIOR. In tandem con la coreografia dei combattimenti, O’Connor voleva che le sequenze fossero girate in maniera intimistica e non patinata. Takayanagi si è documentato esaurientemente sulla disciplina prima di cominciare a girare e lui e O’Connor hanno insieme sviluppato uno stile molto particolare, con macchine da presa multiple, obiettivi lunghi e molto lavoro di mdp a mano per dare una sensazione di intimità e naturalezza.
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