Unstoppable - Fuori controllo di Tony Scott

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locandina Unstoppable - Fuori controllo
 
Regista: Tony Scott
Titolo originale: Unstoppable
Durata:
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2010
Uscita prevista: 12 Novembre 2010 (cinema)

Attori: Denzel Washington, Chris Pine, Rosario Dawson, Ethan Suplee, Kevin Dunn, Kevin Corrigan, Jessy Schram, Elizabeth Mathis, Lew Temple
Sceneggiatura: Mark Bomback

Trama, Giudizi ed Opinioni per Unstoppable - Fuori controllo (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Ben Seresin
Montaggio: Robert Duffy, Chris Lebenzon
Musiche: Harry Gregson-Williams
Scenografia: Chris Seagers, Rosemary Brandenburg
Costumi: Penny Rose

Produttore: Eric McLeod, Mimi Rogers, Tony Scott, Julie Yorn, Alex Young
Produttore esecutivo: Chris Ciaffa
Produzione: Twentieth Century Fox Film Corporation, Prospect Park, Scott Free Productions, Firm Films, Millbrook Farm Productions
Distribuzione: 20th Century Fox

La recensione di Dr. Film. di Unstoppable - Fuori controllo
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Colonna sonora / Soundtrack di Unstoppable - Fuori controllo
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Francesco Pannofino: Frank Barnes
Francesco Pezzulli: Will Colson
Francesca Fiorentini: Connie Hooper
Christian Iansante: Ned Oldham
Carlo Cosolo: Galvin

Informazioni e curiosità su Unstoppable - Fuori controllo

Ispirato a eventi reali, UNSTOPPABLE fornisce un'enorme scarica di adrenalina grazie al regista Tony Scott, in grado come sempre di dar vita a un'azione notevole, ma radicata nella realtà di persone comuni che si ritrovano in circostanze straordinarie. Un veterano ingegnere ferroviario (Denzel Washington) e un giovane conducente (Chris Pine) sono coinvolti in una corsa contro il tempo per fermare un treno enorme, praticamente un missile dalle dimensioni di un grattacielo, ed evitare il disastro in un'area densamente popolata.

Il 12 ottobre inizia con la solita agitazione a Fuller Yard a Wilikins, Pennsylvania. I lavoratori del turno di notte non vedono l'ora di andare a casa, mentre quelli impegnati nelle ore successive si trascinano con il caffé in mano. Mentre due addetti fanno una pausa per mangiare qualcosa, vengono interrotti per spostare uno dei treni nuovi su un binario diverso. Sembra che Fuller Yard ospiterà un gruppo di ragazzini delle elementari diretto a Olean, New York.
Infastiditi, gli operai si mettono al lavoro per trasferire il 777, un treno enorme, quando uno di loro prende una sciagurata decisione per sbrigarsi. Ma rapidità non fa rima con sicurezza e la nuova locomotiva, dotata di tutti gli ultimi ritrovati tecnologici e che comprende 39 carrozze, si trasforma in un attimo in un'impressionante pericolo.

300 chilometri più in là, a Mingo Yard nel Brewster, la giornata incomincia con la solita routine. Prima di salire sui loro treni, i lavoratori della vecchia guardia prendono il caffé. Così, condividono storie spiacevoli di prove mediocri da parte di conducenti alle prime armi e l'addetto ai freni Frank Barnes scopre che lavorerà assieme a Will Colson, l'ennesima scelta politica. Frank non è felice, ma non crea problemi. Una volta sul 1206, un vecchio treno che ha tanti chilometri alle spalle, Frank è concentrato sul lavoro, mentre fa capire continuamente a Will che i suoi 28 anni di servizio non possono essere paragonati ai quattro mesi che può vantare il giovane.
Nonostante i fastidi quotidiani, nessuno, da una parte o dall'altra, sospetta che il pomeriggio si trasformerà in un caos spaventoso, che metterà a dura prova questi due uomini normali e li trasformerà in eroi.

Il realizzatore Tony Scott è un maestro nel creare degli eventi cinematografici, come Allarme rosso, Man on fire - Il fuoco della vendetta, Una vita al massimo e Top Gun, che mettono assieme azione senza sosta e dei personaggi ben tratteggiati, in grado di coinvolgere il pubblico nell'azione e nel dramma. Il suo ultimo lavoro, UNSTOPPABLE, è l'ennesimo capitolo di questa tradizione, che dimostra ancora una volta il suo grande talento nel combinare azione, personaggi, drammi ed emozioni. "E' una pellicola che inizia a 80 chilometri all'ora e termina a 240, è incredibilmente veloce", rivela Scott, che ammette anche che questo progetto è stato il più duro, sia a livello fisico che psicologico, che abbia mai affrontato.

Ma il regista non si riferisce soltanto alle sfide logistiche di girare su un veicolo che viaggia a 80 chilometri all'ora o alle incredibili sequenze di stunt della pellicola. Trovarsi sempre nel piccolo spazio della cabina del treno 1206 per buona parte del film presentava una serie di ostacoli, tra cui quello di rendere interessanti i personaggi. "E' stata l'avventura più impegnativa e notevole che abbia mai vissuto, perché dovevo raccontare la storia di alcuni personaggi all'interno di una vicenda frenetica", rivela Scott. "L'importante sono sempre le interpretazioni, il modo in cui osservo questi due personaggi come non avevo mai fatto prima, descrivendoli in maniera onesta".
Per tenere fede al tono realistico e ai personaggi, Scott ha evitato quasi completamente l'utilizzo del CGI, optando invece per un'azione realistica e puntando sull'abilità di alcuni dei migliori stuntmen in circolazione.

Un dramma notevole associato al gusto drammatico di Scott e alla sua bravura visiva dà vita a un viaggio accattivante e scatenato. "La vera sfida con UNSTOPPABLE era di catturare le evoluzioni nei personaggi di Frank, interpretato da Denzel Washington, e Will, che ha il volto di Chris Pine, impegnati nel tentativo incredibile di fermare questo treno in corsa", rivela il regista. "Ma per prima cosa, devono superare le loro differenze".
Prima che Scott ponesse il suo inconfondibile sigillo sul progetto, le produttrici Julie Yorn e Mimi Rogers hanno sottoposto l'idea di UNSTOPPABLE allo sceneggiatore Mark Bomback, che ha iniziato dall'idea che il treno fosse il cattivo della storia. "Come tanti bambini, amavo i treni da ragazzo, ma non ero certo un appassionato", rivela lo sceneggiatore. "Ho iniziato a svolgere le ricerche per il progetto senza sapere nulla. I treni sono ovunque, ma non pensi mai a quanto la nazione dipenda da essi, quindi mi sembrava un'ambientazione interessante per un film. I treni non sono stati protagonisti di una pellicola da un po' di tempo, così ho ritenuto che potesse essere un modo nuovo di metterli sotto i riflettori. Rappresentano la tradizione, ma anche il nuovo".

Il principale obiettivo di Bomback nel raccontare la storia era quello di mantenere un ritmo serrato. "Volevamo che il pubblico pensasse che Frank e Will potessero morire in qualsiasi momento, ma che il film comunque sarebbe continuato", sostiene Bomback, "perché il pubblico sa bene che il treno non poteva deragliare, se non alla fine della pellicola. Quindi, come mantenere questa tensione? Io ho cercato di rimanere nei limiti del realismo, senza spingermi troppo oltre".
Bomback ha lavorato alla sceneggiatura per circa due anni prima che Tony Scott salisse a bordo. Il regista rivela che è stata la prima - e forse unica - volta che nella sua carriera che una major ha accettato la prima stesura della sceneggiatura senza chiedere cambiamenti prima di scegliere il cast e la troupe. "La sceneggiatura di Mark è la più appassionante che mi sia mai stata data", rivela Scott. "L'ho letta tutta d'un fiato. I personaggi diventano più forti man mano che la storia va avanti e l'azione procede senza problemi. Ha una spinta che non viene mai meno".

Scott si è rivolto ancora una volta al vincitore dell'Academy Award® Denzel Washington, per essere protagonista del suo ristretto ma importante cast. UNSTOPPABLE rappresenta la loro quinta collaborazione, dopo Allarme rosso, Man on fire - il fuoco della vendetta, De'ja' Vu - Corsa contro il tempo e PELHAM 1-2-3: Ostaggi in metropolitana. Scott, parlando di Washington, dice che “in ogni film che abbiamo realizzato insieme, lui ha sfruttato aspetti diversi della sua personalità. Ognuno di noi, in momenti diversi della nostra vita, mostra di avere delle personalità diverse, e Denzel è bravissimo a scegliere quella giusta per ogni progetto".
"Ho grande fiducia in Tony, è un grande realizzatore e amo lavorare con lui", sostiene Washington. "Ormai, abbiamo un'ottima sintonia, io so cosa desidera, mentre lui sa come amo lavorare, quindi ci lasciamo spazio a vicenda. Tony è una persona entusiasta e la sua squadra ama lavorare per lui. Insomma, è semplice".

Washington ha trovato tanti spunti da esplorare nelle differenze notevoli, a livello di età, soldi, esperienza e atteggiamento, tra il suo personaggio di Frank e quello di Will, che ha il volto di Chris Pine. "Questa storia parla anche delle differenze di età", sostiene Washington, "così come delle aziende che sono colpite dalla crisi economica e si privano dei lavoratori più esperti per sostituirli con quelli più giovani. Frank insegna al nuovo arrivato come fare il suo lavoro, in modo che un giorno possa prendere il suo posto", spiega Washington. "Inutile dire che Frank non è entusiasta".
Il nuovo arrivato è Will Colson, interpretato da Chris Pine. Washington ha suggerito a Scott di prendere il protagonista di Star Trek e il regista era d'accordo, soprattutto dopo averlo visto in azione nell'acclamata rappresentazione Farragut North. Un giovane uomo con tutta la vita davanti a sé, Will è perennemente insicuro. Così, accetta poco convinto un lavoro nell'azienda di famiglia, come nuova recluta della linea ferroviaria AWVR.

"Will proviene da una famiglia di ferrovieri", rivela Pine. "Essendo cresciuto all'ombra di una famiglia che è diventata potente in questo settore, Will ha cercato di seguire una strada personale, ma quando questa si è rivelata più difficile del previsto, è tornato nella sua cittadina, solo per scoprire che vivere lì era anche più difficile. Anche se non è sicuro della scelta, cercherà di dare il massimo nelle ferrovie... per ora".
Separato dalla moglie e dalla figlia per colpa del suo pessimo carattere, Will si reca al lavoro quel fatidico giorno senza obiettivi particolari, se non quello di tornare a casa la sera. "Il viaggio di Will è quello di un egoista che vuole avere successo per conto suo", rivela Pine. "Lui si sente un fallito, quindi c'è un grande senso di autocritica. Se aggiungiamo la pressione della sua famiglia e un apprendistato con delle persone che ti rendono difficile il lavoro, il risultato è un inferno".

Nonostante sostenga che le giovani generazioni siano diverse, Frank Barnes conduce un'esistenza simile. Lontano dalle due figlie con cui cerca disperatamente di ritrovare un rapporto, Frank vuole soltanto svolgere il suo lavoro. "Come Will, Frank ha smesso di stimarsi, anche se per ragioni decisamente diverse", sostiene Bomback. "Lui nel corso degli anni ha acquisito grandi conoscenze e all'improvviso deve affrontare l'idea di non valere quanto pensava fino a quel momento".
"Frank non ha nulla di personale contro Will", sostiene Washington, "è soltanto che le persone come lui sono la ragione dei licenziamenti dei ferrovieri. Non aiuta il fatto che il fratello e gli zii di Will siano dei pezzi grossi del settore. Per come la vede Frank, Will fa semplicemente parta del Club dello sperma fortunato".
"Frank non vuole riconoscere i nuovi arrivati", prosegue l'attore. "Per lui non esistono, ma quel giorno a Frank viene assegnato un nuovo conducente. Come ingegnere, Frank ha un ruolo minore, ma lui sente che il 1206 è il suo treno".

La giornata insieme sul 1206 incomincia male, con entrambi gli uomini concentrati sulle difficoltà personali piuttosto che sul lavoro da fare. Ma prima che sia passata metà giornata, capiscono che devono mettere da parte i problemi con le rispettive famiglie e tra di loro, per concentrarsi sul modo migliore di fermare il potente treno che arriva come un missile. Mentre la storia va avanti e il pericolo diventa più evidente, i due estranei stringono rapidamente amicizia, a un livello che non avrebbero mai ritenuto possibile. Ancora più sorprendente è il fatto che ogni uomo prenda il controllo della sua vita e inizi a conoscere sé stesso come mai era capitato in passato. “Frank e Will devono fare squadra in queste circostanze avverse", sostiene Washington.
"Scoprono tante cose di sé stessi, perché devono decidere se fare qualcosa o rimanere inermi. Frank sa che deve provarci, ma all'inizio Will non ne è sicuro, quindi deve sostenerlo".

"Loro si ritrovano nel posto sbagliato al momento sbagliato", rivela Bomback. "E' una situazione estrema. Il giovane conducente ha sufficiente esperienza da sapere che non esiste una soluzione semplice, ma ha sufficiente fiducia in una persona che lavora nel campo da trent'anni per credere che sia possibile portare a termine il piano di Frank? E' in questo momento che il loro conflitto raggiunge l'apice e che entrambi capiscono di dover lavorare insieme".
“Quando Will si ritrova in questa situazione straordinaria, deve decidere se assumere il controllo, cercare di salvare le città e mostrarsi altruista", rivela Pine. "E' questo che Frank gli insegna. Will è talmente preso dalla sua battaglia interiore, da aver bisogno di una situazione esterna per pensare anche agli altri, essere attivo e smettere di preoccuparsi solo di sé stesso, cosa che alla fine lo aiuta molto".

"Will è assolutamente ostinato", aggiunge Pine. "Lui pensa di sapere tutto, ma scopriamo che si sbaglia, mentre Frank ha ragione su tutta la linea. Così, scopre che la vecchia guardia - o le 'teste bianche' come si definiscono i vecchi ferrovieri - sa molte cose, e quindi è portato a rispettare Frank e quello che lui rappresenta".
Washington non si impressiona facilmente, ma descrive Pine come una persona che ha un grande futuro davanti a sé. Pine, a sua volta, ha colto grandi lezioni osservando Washington al lavoro e le ha messe da parte per il futuro. "Denzel ti spinge a svolgere un lavoro migliore", rivela Pine. "E' una persona complessa nel senso migliore del termine e dà così tanto che ogni ciak è diverso, con qualcosa di caratteristico. Insomma, se presti attenzione, puoi notare tutte queste sfumature che forniscono una maggiore profondità al personaggio. Denzel è il migliore in quello che fa, quindi ho cercato di seguirlo accuratamente".

Mentre Frank e Will affrontano un pericolo imminente, l'unico sollievo per loro proviene dalla voce di Connie Hooper (Rosario Dawson) alla radio. Di base a Mingo Yard, dove la locomotiva impazzita ha preso il via come un semplice viaggio di prova, Connie rappresenta la voce della ragione e un faro nell'oscurità. “Connie mostra un lato diverso delle ferrovie", rivela Bomback. “Lei potrebbe diventare un dirigente, considerando che è veramente brava e utilizza le ferrovie come mezzo per prendere il controllo della propria vita".
“Connie è una donna forte", sostiene l'attrice Rosario Dawson. "E' fiduciosa e propositiva, senza risultare arrogante o pallosa, una necessità se vuoi avere successo in un ambente tradizionalmente maschile come quello delle ferrovie".
"Era una sfida far sì che la voce di Connie fosse ascoltata da tutti gli uomini che la circondano", prosegue l'attrice. "Non solo quelli sotto di lei, ma anche i dirigenti aziendali. Lei deve essere ascoltata e accettata perché nel suo lavoro ci sono delle vite in gioco".

Ancora prima di scoprire che il treno è andato fuori controllo in quella intensa mattinata di ottobre, la giornata di Connie non inizia bene. Quando arriva in ritardo al lavoro, incontra uno scialbo ispettore della sicurezza che la Federal Railroad Administration le ha mandato per assisterla nella gestione di un viaggio di una scuola elementare, che deve imparare le norme di sicurezza sui treni, un'attività che lei giudica dispersiva e che detesta. Quando l'assistente ironizza sul suo umore, lei si scoraggia ulteriormente e capisce che quel giorno sarà decisamente lungo. E non sa ancora quanto.
"Lei rappresenta la voce della ragione in una situazione drammatica", aggiunge la Dawson. "Anche se dovrebbe seguire il protocollo scritto in qualche polveroso manuale, c'è bisogno che prenda la situazione nelle sue mani, agendo in maniera autonoma e facendo delle scelte con una sicurezza sorprendente, considerando che un treno grande come il Chrysler Building è lanciato come un missile verso una numerosa popolazione".

I tre attori ammettono che l'inarrestabile treno, il 777, ruba la scena. "Il 777 è la vera star della pellicola", rivela Washington con il solito aplomb. "E' lo squalo protagonista dell'omonimo film di Spielberg. E' il mostro che distruggerà persone e città, tutto quello che si frappone sul suo cammino. Chris Pine e io siamo solo dei gregari. L'importante è il treno, è per questo che il film si chiama UNSTOPPABLE”.
“Il treno rappresenta anche quello che accade nella vita di Will", aggiunge Pine. "All'inizio sembra tutto a posto, ma all'improvviso ogni cosa cade a pezzi". “Noi abbiamo soprannominato il treno la ‘Bestia 777”, rivela Tony Scott. “Ha una sua voce come l'animale protagonista de Lo squalo o la macchina nel racconto di Stephen King Christine. Abbiamo creato una voce per la Bestia in post-produzione".

Frank, Will e Connie non sono soli nella loro battaglia contro la Bestia. Connie viene supportata dal suo assistente capostazione, Bunny, interpretato da Kevin Chapman, e da Werner, che ha il volto di Kevin Corrigan, uno sfigato ispettore della sicurezza che sembra fuori posto mentre visita Fuller Yard quella sciagurata mattina.
“Connie, Bunny e Werner osservano una parete piena di luci intermittenti", spiega la Dawson. "Ognuna di queste luci rappresenta la casa di qualcuno o una fattoria, scuola o azienda. Frank e Will guardano le vere case e aziende che passano loro davanti. Stanno guidando un treno che trema a tal punto da rischiare di andare a pezzi. Ma non dobbiamo preoccuparci per loro, perché quello di cui hanno veramente bisogno sono le informazioni per prendere le decisioni giuste. Ogni gruppo ha il suo punto di vista sulla situazione e soltanto comunicando possono integrarsi".

Dopo che Connie scopre che il treno è andato fuori controllo, il suo primo pensiero è di chiedere aiuto a un altro ferroviere che si trova sul campo, il saldatore Ned Oldham, interpretato da Lew Temple. Ned è un tipo che ama raccontare alle donne le sue imprese spericolate, ma quando si tratta di lavoro è ineccepibile.
"Ned è un ingegnere frustrato", lo descrive Temple. "Lui ha la tendenza ad abbellire il suo lavoro sulle ferrovie, ma quando si presenta l'opportunità di salvare la situazione, non se lo fa ripetere due volte. Connie gli fornisce le indicazioni necessarie e lui non si ferma più. Supera posti di blocco e attraversa strade sconnesse, diventando la cavalleria del film. Magari ogni tanto esagera, ma nel momento del bisogno non manca mai. La capacità degli esseri umani di superarsi, ecco la cosa magnifica di questa storia".


LA PRODUZIONE
Un veterano delle pellicole d'azione, Denzel Washington sa esattamente a che punto spingersi con gli stunt. Non dovendo più dimostrare nulla dopo decine di film, ha le idee chiare su cosa fare o meno, ed essendo lui stesso un regista, sa di cosa c'è bisogno per quanto riguarda l'azione. Tuttavia, anche lui è rimasto attirato dalla possibilità di lavorare negli stunt del film, grazie al fascino e alla passione per il realismo di Tony Scott. "Devo essere impazzito", sorride Washington, cercando di spiegare perché diavolo ha accettato di correre su un treno in movimento per una delle tante sequenze d'azione della pellicola. "Il treno viaggiava a 80 chilometri l'ora e io correvo sul tetto o un elicottero si trovava a tre metri sopra di me, mentre io magari penzolavo da un lato. E' folle! Sono stato molto felice quando il mio stuntman ha abbandonato la città, perché sapevo che Tony non mi avrebbe più chiesto di fare nulla del genere", scherza l'attore.

Scott per prima cosa ha chiesto a Washington di correre sulla piattaforma di un vagone, che sembrava il tetto del treno. Lentamente, Washington si è abituato ai movimenti da fare e prima di sapere quello che stava avvenendo, Scott ha alzato l'asticella, passando a un treno vero.
"Tony è molto furbo, perché non ha detto nulla", ricorda Washington. "Loro mi hanno fatto scaldare e prima che me ne rendessi conto, sono finito in cima a un vagone. Peraltro, i treni sono molto più alti di quanto si potrebbe pensare. E i piloti dell'elicottero Alan Purwin e Fred North facevano lo slalom tra gli alberi e le vetture del treno, su e giù, tutto intorno. Come ha detto Chris Pine ‘sono momenti che ti stimolano il rilascio di urina’, sorride l'attore. Comunque, lo stuntman Clay Donahue Fontenot era la comparsa di Washington per i momenti più pericolosi che lo studio e l'assicurazione non permettevano all'attore di interpretare.

“Quando leggi una sceneggiatura, talvolta ti dimentichi di dover fare veramente quello che c'è scritto", sostiene Pine, "anche se ogni scena in cui sei presente si svolge nella cabina di un treno o se il tuo personaggio salta da un camion che viaggia a 80 chilometri all'ora su un treno che va anche più veloce".
In una scena emozionante, Will riesce coraggiosamente a evitare due macchine in movimento mentre si ritrova minacciato da un veicolo che trasporta del grano. "Il mio stuntman, Daniel Stevens, è stato incredibile", rivela l'attore. "Lui la prima volta è scivolato e ha dovuto utilizzare la forza della parte superiore del suo corpo per non essere trascinato di sotto, ma l'ha fatto cinque volte!".

In un'altra scena, Pine era sul retro di un camioncino su una strada parallela alle rotaie, simulando il salto del suo stuntman dal camion al treno. Anche se i produttori non hanno permesso a Pine di eseguire veramente lo stunt, lui ha dovuto comunque salire su una scatola di metallo montato sul retro e fingere di saltare.
“Io dovevo fidarmi dell'autista e pregare per la mia vita", ricorda Pine. "Avevo degli insetti sul volto e anche se dovevo solo far finta di saltare, ero teso perché Tony aveva 40 cineprese in funzione e un elicottero impegnato in alto. Ovviamente, volevo svolgere un buon lavoro, ma c'è stato un momento in cui sono stato catapultato dal retro e per fortuna l'attrezzatura mi ha sostenuto".

“Ovviamente la sfida maggiore per gli stunt era il treno", sostiene il coordinatore degli stunt Gary Powell. "Che si trattasse di uno stuntman professionista o di un attore, noi prendevamo le stesse precauzioni, perché se qualcuno cade, il treno non si può fermare. Dalle ruote di ferro che girano vicino alla tua faccia al rumore insopportabile del metallo sul metallo, quando hai due tonnellate di acciaio che si spostano a 65 chilometri l'ora sulle rotaie la paura è tanta. Ma i nostri stunt erano reali, una cosa rara in quest'epoca piena di CGI. Siamo rimasti fedeli alla tradizione, con dei veri stuntmen che saltano da un camion su un treno in movimento, corrono sul tetto e penzolano aggrappati a qualcosa, con il pericolo a pochi centimetri dalle loro teste. Erano degli stunt veri e propri".

Washington e Pine, come il loro regista, hanno svolto ricerche intense nel mondo in cui stavano per tuffarsi. Non solo i due interpreti hanno trascorso del tempo con Scott e con lo sceneggiatore Mark Bomback a discutere i personaggi e l'arco della storia, ma si sono recati anche nelle stazioni ferroviarie per diverse settimane, in modo da comprendere bene i vari lavori, da quello di capostazione a conducente, cogliendo i segreti del mestiere da veri professionisti, non solo i termini utilizzati, ma soprattutto le esperienze concrete relative al guidare una locomotiva e a svolgere i lavori più pericolosi, unendo e separando i vari vagoni.
Dopo essersi impegnato in un progetto, Tony Scott per prima cosa si rivolge allo scenografo Chris Seagers e alla responsabile delle location Janice Polley per aiutarlo a decidere la struttura visiva. Lui inizia mettendo insieme delle immagini che gli facciano capire l'aspetto, la struttura e le emozioni che vuole ottenere nella pellicola. Per Scott, che è anche un artista e un pittore, queste immagini spiegano quello che le parole non possono comunicare.

La prima preoccupazione di Seagers era trovare i treni giusti. "C'erano diversi problemi, ma i treni erano la nostra preoccupazione principale, per quanto riguarda dimensioni, aspetto e colori. Questo ci ha reso consapevoli del periodo dell'anno in cui stavamo girando, quindi i colori sono diventati fondamentali. Dovevamo vedere come stavano due treni mettendoli uno accanto all'altro. Prima di preoccuparci del punto di vista artistico, dovevamo considerare i problemi legali di questo universo, perché ogni compagnia ha il suo aspetto caratteristico. Poi abbiamo iniziato a studiare dei treni specifici, assicurandoci di scegliere quello giusto. Molti pensano che ogni treno sia uguale, ma una volta che inizia a interessarti, scopri quanti tipi e modelli esistono veramente. Quando le compagnie li comprano dai costruttori, li modificano a loro piacimento, secondo la necessità".
“Abbiamo finito per noleggiare quattro 777 e trasformarli in veicoli locomotiva", prosegue lo scenografo. "Abbiamo fatto lo stesso con uno dei 1206, che era telecomandato a seconda se il conducente fosse o meno sul treno. Considerando che il 1206 è un modello più piccolo e compatto, abbiamo utilizzato le stesso tipo di facciate che i pubblicitari mettono sugli autobus. Dall'esterno, vedi soltanto la pubblicità sulla fiancata, ma non l'interno, una cosa molto efficace".

La squadra di Seagers ha costruito tante strutture che assomigliavano ai "pezzi" dei motori del 1206 e del 777. "Era un po' come un puzzle. Quando abbiamo capito che non avremmo potuto girare alcune scene e stunt su treni reali, abbiamo dovuto costruire sezioni dei motori e diverse vetture per montarli sul veicolo, in modo che sembrasse il treno, ma abbiamo dovuto camuffare ogni pezzo, per farlo funzionare dietro un treno o una locomotiva. Non potevamo utilizzare nulla di fronte al treno in movimento, doveva stare sempre dietro".
Quando la sua troupe è arrivata a Canton, Ohio, Seagers e i suoi pittori hanno lavorato duro per terminare il 1206 e il resto della flotta dell'AWVR, in modo che fossero operativi fin dal primo giorno di riprese. Col tempo, i treni si sono sporcati, mostrando la normale usura provocata dai viaggi, così come i danni che richiedeva la sceneggiatura.

"All'inizio, Tony mi ha mostrato alcune foto del Montana", ricorda la produttrice associata e supervisore alle location Janice Polley, che lavora da tempo con Scott. "Le montagne, le rocce irregolari, le pianure aperte, sembrava una pubblicità della Marlboro. Ma poi ha visto una foto del percorso sopraelevato della linea Wheeling & Lake Erie quando passa per Bellaire, Ohio. Tutte le location sono state scelte in base a quello".
“Inoltre, lui era molto ispirato dalla regione americana del Rust Belt, ma non voleva che si esagerasse con l'immagine industriale. L'idea che il treno avrebbe viaggiato attraverso paesaggi bellissimi, per poi arrivare in cittadine che avevano visto giorni migliori, era molto più interessante per lui".
La Polley e la sua squadra hanno dovuto limitare la loro ricerca quando hanno scoperto che le ferrovie principali erano indisponibili. Una volta trovati dei percorsi pronti a modificare i programmi dei treni, il reparto delle location ha iniziato delle ricerche estese. Alcune delle scene più importanti nella sceneggiatura avvenivano in una zona in cui un treno può uscire dal binario principale, un po' come per le aree di ristoro sulle autostrade.

Le riprese sono iniziate a Brewster, in Ohio, alla Brewster Rail Yard, a sud di Canton lunedì 31 agosto 2009. Dopo una settimana di riprese alla stazione Wheeling & Lake Erie Railroad, il cast e la troupe si sono diretti a nord verso la Pennsylvania, stabilendo i loro uffici a Bradford, in Pennsylvania, a circa 8 chilometri dal confine tra la Pennsylvania e New York. Ogni giorno la troupe viaggiava in zone remote del percorso New York & Pennsylvania occidentale, alcune volte anche per più di un'ora di macchina nelle campagne della Pennsylvania, per arrivare in città come Port Allegany, Eldred, Turtlepoint, Blanchard ed Emporium, così come a nord, verso Olean, New York. Il 10 ottobre, la società ha spostato la base a State College (che ospita l'università di Penn State), dove il tempo è diventato freddissimo nel giro di una notte. Central Pennsylvania ha vissuto un'incredibile tempesta di neve alla fine della prima settimana di riprese, che ha bloccato la produzione per diversi giorni. Tanti acri di colline colorate, chilometri di colori rossi, arancioni e gialli impressionanti, hanno assunto una tonalità marrone fangoso, quando le foglie si sono congelate sugli alberi e l'autunno è improvvisamente diventato inverno.

In questa occasione, i realizzatori hanno utilizzato le strade di Nittany Bald Eagle, che si estende da Lock Haven, passando per Port Matilda, Martha’s Furnace, Milesburg e Bellefonte, sfruttando l'ospitalità delle piccole cittadine ferroviarie e ogni villaggio disponibile. In seguito, si sono trasferiti a sud in cittadine dell'Ohio lungo la Wheeling & Lake Erie Railroad, tra cui Bellaire, Martin’s Ferry, Mingo Junction e Steubenville. Mentre giravano nella zona, buona parte della troupe risiedeva a Wheeling, West Virginia, (alcuni nel magnifico Oglebay Resort) o nelle vicinanze a St. Clairsville, Ohio, dove si incontrano gli stati dell'Ohio, West Virginia e Pennsylvania. Le ultime settimane di riprese si sono svolte al Mogul Mind Studio alla periferia di Pittsburgh, per arrivare a una conclusione il 18 dicembre.
A Emporium, i realizzatori hanno girato un autentico deragliamento ferroviario, una sequenza piena di effetti speciali, che ha comportato la chiusura dell'incrocio principale del piccolo villaggio per più di cinque ore.

“Ero fortunato a poter disporre di tutti questi giocattoli per girare in situazioni molto realistiche", sostiene Scott. "Inoltre, avevamo tanti elicotteri in diverse scene, due dei quali con cineprese che non smettevano di girare. Le riprese su un treno vero permettono al pubblico di avvertire le sensazioni dei personaggi. Non puoi ottenere questo livello di energia girando nei teatri di posa".
La produzione ha utilizzato in tutto otto locomotive e circa 60 vagoni, che venivano controllati regolarmente, compresi i freni, come avviene normalmente in questo settore. Insomma, lavorare al film assomigliava alla gestione di una piccola ferrovia. A causa del brutto tempo, delle lunghe ore di lavoro e delle difficoltà poste dai treni alle riprese, gli ingegneri hanno deciso di tenere le locomotive in funzione 24 ore su 24.

Mentre i realizzatori visitavano le varie location, il reparto dei treni spostava la loro piccola ferrovia. Come gli aerei, le auto e i camion, ogni motore e vettura possiede un numero di identificazione diverso. Per non creare problemi ai responsabili federali con le varie copie di due locomotive e alcuni vagoni per le merci, il reparto di Seagers ha creato delle grandi placche magnetiche con il numero reale di ogni vettura e il codice di costruzione.
Il direttore della fotografia Ben Seresin doveva gestire le operazioni quotidiane relative alle riprese della pellicola. UNSTOPPABLE rappresenta la sua prima collaborazione con Tony Scott, ma fin dal primo momento Seresin ha capito che avrebbe dovuto tenere testa al ritmo intenso del regista. "Le pellicole di Tony hanno un andamento caratteristico", rivela Seresin. "Lui adora le immagini forti e il suo stile di ripresa è perfetto per i film che realizza. E' molto organizzato, capisce i problemi con le luci, mentre il suo entusiasmo è infinito. Tony dà il massimo fino all'ultima inquadratura della giornata".

"Inoltre, si alza alle due ogni mattina, per disegnare degli storyboard dettagliati di ogni inquadratura", ricorda Seresin, "così il vantaggio per me è che lui ha preso tante decisioni sulle immagini prima di arrivare sul set e sa esattamente quello che desidera ottenere. La sfida era come fornirgli quello che voleva su un treno in movimento".
Ogni giorno la troupe posizionava dalle sei alle dodici cineprese sui treni, sui binari e lungo tutto il percorso. Se la sequenza comprendeva una scena di 10 minuti, il treno poteva viaggiare per circa otto chilometri prima che le cineprese dovessero essere riposizionate. Ogni scena era diversa e ogni cinepresa doveva essere predisposta in maniera differente, una alla volta, in modo da cogliere l'esposizione giusta per quella location.

"Noi passavamo per sei angoli ed esposizioni per ogni scena", ricorda Seresin, "quindi le dimensioni della zona di riprese erano imponenti. Cercare di comunicare con la mia troupe, che era sparsa per diversi chilometri, rappresentava l'ennesima complicazione".
Nonostante la maggior parte delle scene del film si svolgessero in esterni, Scott e Seresin hanno mantenuto la stessa tavolozza di colori durante le riprese, compresi gli interni. "Non volevamo che qualcosa sembrasse troppo elegante", rivela Seresin. "La storia si svolge nel mondo reale e si passa da una stazione ferroviaria a una magnifica zona di campagna, fino ad arrivare a un luogo in rovina, quindi abbiamo pensato che le immagini dovessero rimanere fedeli a queste location".

UNSTOPPABLE si svolge nel corso di una giornata, mentre le maggiori scene d'azione avvengono nel giro di due ore. I realizzatori hanno girato per tre mesi e mezzo, dalla fine dell'estate, arrivando all'autunno e all'inverno, stagioni in cui il tempo è variegato e imprevedibile.
"I cambiamenti stagionali ponevano alcuni problemi", ammette Seresin. "La storia incomincia con delle foglie verdi sugli alberi, per poi terminare nella neve, ma questo offre un senso di passaggio, proprio come quando si guida nella campagna e ci si ritrova improvvisamente ad affrontare il brutto tempo, per poi magari girare l'angolo e finire in una valle baciata dal sole. E' lo stesso. Considerando che il treno è in movimento, questi cambiamenti aiutano a creare un senso di distanza e permettono di sentirsi coinvolti nel viaggio".

Oltre alle cineprese sul terreno e le quattro principali sul treno, Seresin e Scott hanno anche utilizzato le camera car e quelle su motociclette della Pursuit System Porsche Cayenne, così come quelle sugli elicotteri guidati da Alan Purwin e Fred North, per la supervisione di David B. Nowell, ASC, direttore della fotografia aerea, e il suo cineoperatore Scott C. Smith. Entrambi gli elicotteri potevano disporre delle camere ad alta definizione Cineflex. "Le ambizioni di questo film erano molto impegnative per l'unità di riprese aeree", spiega Nowell. "Noi giravamo ogni momento in cui il treno si spostava, che piovesse o splendesse il sole. Normalmente, lavoravamo alcuni giorni o magari una settimana in un punto, per poi spostarci.
Stare sul set ogni giorno è veramente inconsueto, soprattutto considerando che Tony utilizza due elicotteri sia per le riprese che per farli apparire sullo schermo. Sia che noi girassimo l'azione per l'unità principale o per le scene dei telegiornali, o che le cineprese sul terreno ci riprendessero per mostrarci nel film, eravamo sempre in aria".

Durante uno dei momenti più intensi della pellicola, il treno attraversa una curva pericolosa, ma la velocità non doveva superare i 25 chilometri orari. "Tony cerca sempre di evitare gli effetti digitali in questi casi", rivela Seresin. "Quando sei in difficoltà, talvolta tiri fuori grandi idee". Così, lui si è affidato ai "vecchi trucchi del mestiere" per aumentare la velocità del treno.
Grazie all'attenta regia di Scott, UNSTOPPABLE mette assieme emozioni senza sosta e l'interazione tra due personaggi facilmente identificabili, Frank e Will, che incominciano la loro giornata in maniera molto ordinaria e la concludono in modo eroico. E, come sostiene Scott, la pellicola porterà il pubblico al fianco di Frank e Will in questo percorso. "Ritengo che questo sia un film in cui all'inizio sei sprofondato nella poltrona e poi ti ritrovi sempre più vicino allo schermo per l'eccitazione. UNSTOPPABLE possiede un'energia che non ti abbandona mai”.
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