Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret

Recensioni Film - Per dire la tua sul cinema! [+] Recensisci e Vota

Dati principali, scheda, locandina, manifesto cinema, info, curiosità per Tutti i nostri desideri - [Trama, giudizi e opinioni]
Altri film, opinioni, recensioni, informazioni - Altri film diretti da Philippe Lioret - Correzioni/Aggiunte - Sito ufficiale di Toutes nos envies / Tutti i nostri desideri - Video YouTube di Philippe Lioret Tutti i nostri desideri - Cerca e trova - Stampa pagina - Condividi su
Crea i tuoi CD DVD e presentazione azienda con CDFrontEnd, il tuo Sito con EasyWebEditor, i tuoi ebook con EBooksWriter - VisualVision.it
 



locandina Tutti i nostri desideri
 
Regista: Philippe Lioret
Titolo originale: Toutes nos envies
Durata: 120'
Genere: Drammatico
Nazione: Francia
Rapporto:

Anno: 2011
Uscita prevista: Venezia 2011,11 Maggio 2012 (cinema)

Attori: Marie Gillain, Vincent Lindon, Pascale Arbillot, Isabelle Renauld, Yannick Renier, Amandine Dewasmes, Laure Duthilleul, Christophe Dimitri Réveille
Sceneggiatura: Philippe Lioret, Emmanuel Courcol

Trama, Giudizi ed Opinioni per Tutti i nostri desideri (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Gilles Henry
Montaggio: Andréa Sedlackova
Musiche: Flemming Nordkrog
Scenografia: Yves Brover
Costumi: Anne Dunsford

Produzione:
Distribuzione: Parthénos

La recensione di Dr. Film. di Tutti i nostri desideri
Nessun commento di Dr.Film per ora...

LEGGI e SCRIVI opinioni e recensioni su Tutti i nostri desideri
Opinioni e recensioni su Tutti i nostri desideri, clic qui...

Colonna sonora / Soundtrack di Tutti i nostri desideri
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Franco Mannella: Stephane
Barbara De Bortoli: Claire
Valentina Mari: Celine
Riccardo Rossi: Christophe
Tiziana Avarista: Marthe
Cristina Boraschi: Dott. Hadji
Aurora Cancian: Madre Di Claire
Luca Dal Fabbro: Avv. Amado
Luciano Roffi: Dott. Stroesser
Angelo Nicotra: Presidente Duret
Stefano Mondini: Rappr. Societa' Di Credito
Vladimiro Conti: Gallois
Paolo Marchese: Giudice Dewouter
Serena Verdirosi: Ospite Di Marthe

Personaggi:
Vincent Lindon: Stephane
Marie Gillain: Claire
Amandine Dewasmes: Celine
Yannick Renier: Christophe
Pascale Arbillot: Marthe
Thomas Boinet: Arthur
Isabelle Renauld: Dott. Hadji
Laure Duthilleul: Madre Di Claire
Eric Naggar: Avv. Amado
Emmanuel Courcol: Dott. Stroesser
Jean-pol Brissart: Presidente Duret
Marc Rioufol: Rappr. Societa' Di Credito
Eric Godon: Gallois
Filip Peeters: Giudice Dewouter
Behi Djanati Atai: Ospite Di Marthe

Informazioni e curiosità su Tutti i nostri desideri

Note dalla produzione:
Intervista con Philippe Lioret
Come è nato Tutti i nostri desideri?
Quando ho letto il romanzo di Emmanuel Carrère, "Vite che non sono la mia", sono rimasto impressionato e sconvolto: mi ha fatto percepire con grande intensità delle emozioni che appartengono alla sfera intima. Poiché conosco Emmanuel, gli ho telefonato per dirgli a che punto il suo libro mi avesse toccato e abbiamo valutato l'ipotesi di adattarlo per il cinema, giungendo entrambi alla conclusione che era impossibile. Innanzitutto, perché la riuscita del romanzo dipende più dai commenti e dagli aforismi dell'autore che dalla storia in sé e un film, malgrado esprima un punto di vista, si fonda sulla descrizione di una storia, di una serie di fatti e necessita di una drammaturgia. E soprattutto, perché il romanzo di Emmanuel è autobiografico e i personaggi che lo animano sono persone reali e molto vicine a lui, quindi era escluso che venissero interpretate da attori. Così abbiamo convenuto di lasciar perdere. Con il passare del tempo, ho dimenticato il romanzo, ma la sua tematica mi tornava sempre in mente.
Qualche mese dopo, mentre ero in Brasile per la promozione di Welcome, mi è venuta l'idea della trasposizione: cambiare i personaggi, inventarne di nuovi e conservare del romanzo solo lo spirito che avevo tanto amato e alcune parole chiave: due giudici (un uomo e una donna, molto diversi tra loro), il sovraindebitamento e il sentimento d'urgenza dovuto alla malattia aggressiva che colpisce uno dei due, anche se già questa è una trasposizione del libro. Non un adattamento, ma una libera ispirazione. E nel giro di pochi giorni, la storia che volevo raccontare si è tessuta da sola: l'incontro tra i due magistrati, la loro «inchiesta» per salvare Céline e contrastare gli abusi delle società di credito, e il rapporto intimo che si stabilisce tra loro di fronte alla brutalità della scadenza che affligge Claire, la loro singolarissima storia d'amore. Ho chiamato Emmanuel Carrère per parlargliene e mi ha dato il suo consenso per operare questo «tradimento». Poi, con Emmanuel Courcol, il mio complice di scrittura, ho scritto la sceneggiatura in sei mesi, senza più riaprire il libro.

Cosa le è piaciuto di questo progetto?
…Forse la possibilità di esplorare quei momenti di confusione in cui ogni cosa si scontra, in cui le persone si scoprono. Cosa siamo disposti a fare e fino a dove siamo pronti ad arrivare quando si verifica una situazione estrema imprevista? Poste in una condizione particolare, le persone cambiano le loro priorità, tessono legami che non avrebbero mai immaginato e, spesso, superano se stesse.

Di quali «desideri» parla, in sostanza?
Un giorno ho letto su un volantino che offriva una forma di credito al consumo un invito cinico: «Cedete a tutti i vostri desideri». Naturalmente il riferimento era a tutte le tentazioni che il denaro permette di soddisfare, ma nel caso di Stéphane e Claire mi interessava il doppio senso del termine "desiderio". Mi piacciono molto le parole «voglia» e «desiderio», sono alla base di ogni decisione. Ognuno di noi è capace di qualunque cosa a causa della forza che contengono e qualche volta arrivano persino a ridefinire le nostre vite.

Il film denuncia anche gli abusi del credito a consumo...
Immagino così il giorno in cui è stato inventato. Una riunione di un gruppo di banchieri, preoccupati dalla prospettiva della stagnazione dei loro profitti a causa della severa regolamentazione del credito e dalla mancanza di guadagno che avrebbero subito. A un bel momento, in fondo al tavolo, uno di loro esclama: «Ma per gli importi piccoli il credito non è
disciplinato! Potremmo creare delle filiali che propongano alla gente prestiti di somme contenute in più rate… a tassi elevati, ovviamente.» E tutti gli altri lo guardano in silenzio, con un sorrisino sulle labbra.
Oggi, le allettanti offerte delle società di credito al consumo buttate nelle casette della posta o pubblicizzate su Internet spingono migliaia di persone con redditi modesti nella trappola dei soldi facili. Spesso tentati dalla follia consumistica che stuzzica tutti noi e sedotti da queste offerte dubbie, i più vulnerabili si trovano presto schiacciati nell'ingranaggio dell'insolvenza e del sovraindebitamento.
Bisogna dire che la percentuale degli insolventi non supera il 3% (che, tuttavia, equivale, solo in Francia, a quasi 8 milioni di persone) e che è ampiamente compensata dai tassi d'interesse proibitivi che le società di credito applicano a chi sottoscrive un prestito. Eppure, queste società non possono permettersi di lasciare impuniti gli insolventi, per evitare di incitare altri a fare la stessa cosa. Quindi per gli insolventi, che sono prevalentemente dei disoccupati, l'azione legale è persa in partenza e si ritrovano in situazioni spaventose, a meno che un giudice di pace osi interporsi e trovi una scappatoia per bloccare questa legge del più forte e inceppare questo meccanismo perverso di arricchimento delle banche. Nel romanzo di Emmanuel Carrère mi è piaciuta anche questa lotta.

Come definirebbe il rapporto tra Claire e Stéphane? È amore?
Il rapporto intimo che si crea tra loro non viene trattato spesso. Eppure fa parte del nostro quotidiano, degli incontri, spesso professionali, che siamo portati a fare. Fondato sulla complicità, tra un uomo e una donna spesso sfocia in una strana forma di amore-amicizia. Tra Claire e Stéphane, questo rapporto si sviluppa con spontaneità parallelamente alla loro vita e a priori non mette in pericolo i rispettivi legami personali. È evidente che Claire ama Christophe (Yannick Rénier) e i suoi figli, la sua famiglia è davvero l'amore della sua vita. Ma l'incontro con Stéphane è un'altra cosa.
Entrambi scoprono due modi diversi di amare, ciascuno unico e molto salutare. Il loro rapporto è fatto di complicità professionale, di una forma d'amore, in cui la figura paterna non è molto distante, e anche di desiderio. È una storia sulla pluralità dell'amore. Malgrado non ci sia ambiguità nel loro rapporto, lo sguardo degli altri lo percepisce come equivoco. E probabilmente anche gli spettatori, che vivranno questo incontro specchiandolo nella loro vita e nei loro quesiti, lo vedranno ambiguo.

Cosa ci può dire della forma del film?
Amo il cinema, in un film mi piace raccontare una storia e avere voglia di crederci. Per questo motivo, per me il racconto deve essere di un realismo assoluto e non si deve vedere l'aspetto della finzione. E per di più, la costruzione del racconto deve essere talmente coinvolgente da consentire lo svolgimento drammaturgico e tenere lo spettatore con il fiato sospeso. E questo è il ruolo della sceneggiatura.
Sul set, la mia unica preoccupazione è, ancora una volta, che non si veda la costruzione del film, che «non si sentano i dialoghi», che non si percepiscano i movimenti della macchina da presa o la presenza della scenografia, né ovviamente la recitazione degli attori… L'essenziale è «esserci», condividere le sensazioni, consentire che prevalgano. È anche per questo che mi è molto difficile parlare dei miei film, spiegare i «come» e i «perché». Si finisce presto con il «dire delle frasi fatte», mentre io sono molto attento ad evitarle quando faccio un film.
È il suo secondo film con Vincent Lindon.

Le riprese di Welcome sono state un momento molto importante con lui, come non ne avevo mai
vissuti con altri attori. Vincent si fa coinvolgere fino in fondo, ha una grande capacità di ascolto e, per di più, è molto istintivo e affabile. Tra noi si è creata subito un'intesa, in particolare sui dettagli che componevano il suo personaggio. Eravamo entrambi intuitivamente proiettati verso il medesimo risultato. Grazie a questa intimità tra noi, ho potuto andare molto più lontano del solito e insieme abbiamo costruito un rapporto sano e una solida amicizia. Amo il suo carisma e il suo lato animale davanti alla macchina da presa. Quindi è stato naturale, alla fine delle riprese di Welcome, siglare un tacito patto: fare un altro film insieme.

E Marie Gillain?
Non ho cercato un'attrice, ho cercato Claire. Ho incontrato un numero impressionante di attrici che avrebbero potuto incarnarla e alcune sono state molto convincenti, ma inciampavo sempre nella loro incapacità di cogliere fino in fondo la natura profonda del personaggio. Poiché non avevo preso in considerazione Marie, lei si è battuta per venire a fare una lettura, durante la quale ho sentito in lei una determinazione che mi è piaciuta moltissimo. Ma per interpretare Claire aveva anche bisogno di «lasciarsi andare». Quindi è tornata per un provino e in quell'occasione, dandole la battuta, ho sentito che dietro al suo impegno, affioravano la fragilità e la grazia che stavo cercando. Claire era lei. Marie non è soltanto un'attrice straordinaria: è anche una bellissima persona, piena di pudore e di malizia. Dà un enorme contributo al film ed è una persona a cui oggi mi sento molto vicino.

Quello che succede a Claire è terribile. Ha davanti a sé una scadenza…
Scopre che le restano solo pochi mesi di vita e si appresta ad annunciarlo ai suoi cari, ma di fronte alla loro fragilità, per proteggerli, finisce con il tacere la sua malattia e decide di risolvere nell'urgenza i due problemi che ha davanti a sé e che si intrecciano: aiutare Céline a uscire dall'indebitamento eccessivo e progettare la vita della sua famiglia dopo la sua morte. Mi colpisce profondamente.

Scopriamo anche due giovani attori: Yannick Rénier e Amandine Dewasmes.
Avevo già lavorato con Yannick in Welcome. È tornato per fare un provino, uno di quei provini che faccio io sistematicamente non per giudicare se un attore è bravo o meno, ma per vedere se corrisponde al personaggio, e non ho avuto alcun dubbio: Christophe era lui. Mi piace molto la sua finezza. Non ha pregiudizi, è un uomo per bene, come Christophe.
Per Amandine, è stata Tatiana Vialle (responsabile del casting) a presentarmela. Ha fatto dei provini e anche nel suo caso la scelta si è imposta. È giustissima e anche molto intensa. Credo che farà una splendida carriera.
Inoltre, per questo film mi ero ripromesso di lavorare solo con persone, attori e tecnici, con cui sarei potuto andare in vacanza. Ed è stato così con tutti.

Dopo Je vais bien, ne t’en fais pas e Welcome, come si inserisce Tutti i nostri desideri nella sua filmografia?
È la prima volta che produco interamente uno dei miei film, quindi è stato un po' diverso. Ma, grazie al costante sostegno dei miei complici, Marielle Duigou, la mia produttrice esecutiva, Stéphane Célérier di Mars Films, Christophe Rossignon di Nord-Ouest, e anche di Canal Plus, France 3 Cinéma e Rhône Alpes Cinéma, non l'ho sentito come un peso ulteriore: ho solo avuto l'impressione di timonare la barca con maggior precisione. Al di là di questo, non saprei…
In fondo è un seguito logico. Tutti i nostri desideri parla di determinazione, di impegno, di amore… Scopro che nei miei film è presente in filigrana una stessa tematica: la forza di un incontro che ci aiuta a superare noi stessi. Questo film mostra degli individui che si uniscono contro l'assurdità del mondo e che, nell'urgenza, fanno muovere le cose. È questo che mi interessa.


Intervista con VINCENT LINDON
Cosa l'ha portata a girare Tutti i nostri desideri?
Philippe mi ha mandato la sceneggiatura. Appena ho finito di leggerla, gli ho lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica: la tua storia mi ha sconvolto, ho voglia di essere Stéphane. Tutto qui, è stato molto semplice. È una storia di una forza, di una violenza e di una tenerezza infinite. Quello che mi piace di Philippe è che affronta delle tematiche sociali parlando al cuore invece che alla testa. E quando tocca il cuore, affonda.

E che cosa l'ha commosso in questo racconto?
Tutto. Per esempio, il modo eroico e cavalleresco in cui Stéphane fa credere a Claire di aver trovato lei la soluzione giuridica alla loro lotta, quando in realtà è stato lui a darle la chiave, guidando il suo percorso. È una dote che mi pare di una generosità e di una bellezza fuori dal comune. A un tratto Stéphane dice a Claire: «Esatto, è proprio così, ha trovato la via» e, in quel contesto, è magnifico e straordinario.

Come ha affrontato il personaggio di Stéphane?
In un certo senso, Stéphane è un po' come Robin Hood. Ma dopo aver letto e riletto una sceneggiatura, non rifletto più molto sulla psicologia del personaggio, anzi, non ci penso proprio più del tutto! Mi calo nei suoi panni, seguendo il mio istinto. E per renderlo più giusto, mi sforzo di dargli una fisicità, immaginando come si atteggia, come si muove, come si veste…

Stéphane ha nei confronti di Claire un ruolo di accompagnatore...
Tra loro c'è un rapporto strano: professionale, amoroso, persino filiale e paterno. E poi c'è l'accompagnamento nella malattia. Non è una posizione facile quella di chi assiste, è molto intensa. La gente comune si angoscia e si agita sempre pensando a una persona malata e ha ragione di reagire così. Ma chi assiste un malato è spesso trascurato, malgrado abbia un compito molto duro. Quando il malato scompare, l'accompagnatore torna a casa propria e si ritrova solo. Cosa fai della tua vita quando rimani e devi ricostruire tutto?

C'è una continuità con Simon, il suo personaggio in Welcome, il precedente film di Lioret?
Anche questa è la storia di alcuni individui che fanno qualcosa per qualcuno, in un modo o nell'altro, ed entrambi i film raccontano il riscatto di un uomo disincantato che ritrova l'ardore incontrando un'altra persona. Con il passare del tempo, l'impegno di Stéphane si è affievolito. Grazie a Claire, ritrova il gusto per la lotta. Ma Stéphane non è Simon. Per incarnare un giudice che ritrova la fiducia nel suo mestiere e riprende un ruolo attivo nell'esercitarlo invece di appendere i guantoni al chiodo, naturalmente sono dovuto uscire dal personaggio un po' smarrito di Simon in Welcome.

È anche un suo modo per impegnarsi?
Tutti i nostri desideri può portare a dei cambiamenti nella situazione delle vittime del sovra indebitamento, così come c'è riuscito Welcome per i migranti. Questo film ha qualche chance di lasciare la pagina degli Spettacoli e di finire nelle pagine di Società.
Quindi mi rendo conto di non avere fatto un film fine a se stesso e questo mi piace.

Come è stata questa nuova collaborazione con Philippe Lioret?
È stato un set pesante e le riprese sono durate undici settimane. Ma Philippe e io ci conosciamo
molto bene ormai e dunque è andato tutto liscio. È un regista molto esigente, che tuttavia ha una grande capacità di ascolto. Non credo di dire nulla che non si sappia già. Quello che forse non si sa altrettanto bene è che possiede un'altra dote eccezionale: è un uomo che offre una possibilità a molte persone. Ed è una qualità molto rara in questo ambiente.


Intervista con MARIE GILLAIN
Come è arrivata sul set di Tutti i nostri desideri?
All'inizio Philippe non aveva pensato a me… Ho dovuto quasi lottare per avere il ruolo! Avevo divorato il romanzo di Emmanuel Carrère, "Vite che non sono la mia", e prima ancora di leggere la sceneggiatura di Philippe, avevo la convinzione intima e profonda che in quella storia si parlasse di me. Quindi ho insistito, mettendomi in tasca l'orgoglio. Ho ottenuto una lettura, poi un provino. Ce l'ho messa tutta, ho dato tutta me stessa. Quando Philippe mi ha scelta, mi ha detto: «Grazie di non aver mollato Claire. Claire non molla mai».

Che cosa le è piaciuto nella sceneggiatura?
Leggerla è stato come ricevere una frustata. Mi ha sconvolto. Philippe ha uno sguardo straziante su questa donna che ha la mia età e lo traduce in una scrittura bellissima, molto limpida, pudica e giusta! Quando hai trent'anni e leggi la storia di questa giovane giudice impegnata nella professione e nella vita che scomparirà nel giro di qualche mese, lasciando dietro di sé l'uomo che ama, i suoi figli, un altro uomo appena conosciuto e la passione per il suo lavoro, è come se ti venisse messo davanti uno specchio che ti invita a un incontro con te stessa. È un richiamo evidente.

Si tratta di un film cardine nella sua carriera?
Ho capito in modo chiaro che non avrei potuto lasciarmi sfuggire questa storia. La gente ha ancora di me l'immagine di una giovane in fiore e non sa più bene che cosa è diventata… Mi sentivo addosso questa etichetta. Eppure ho trent'anni, un'età decisiva nella carriera di un'attrice, quella che impone di scivolare finalmente verso un vero ruolo di donna e sono ruoli rari… Dovevo quindi trovare un progetto valido e il regista giusto, quello disposto a credere in me per incarnare l'intimità profonda di un personaggio pienamente maturo in un momento di svolta nella vita.

Come si è calata nel personaggio di Claire?
Per prepararmi prima delle riprese, ho frequentato i tribunali di prima istanza. Ho accompagnato i giudici nel loro lavoro quotidiano con persone che hanno dovuto compiere umilianti percorsi di inimmaginabile disperazione e che si presentano in aula davanti a voi in uno stato di ansia e di fragilità estreme. I giudici mi hanno spiegato che cercano di ascoltarle mettendosi nei loro panni, in un rapporto di empatia. Questa parola mi è rimasta impressa. Claire fa di tutto per lasciare dietro di sé qualcosa di valido, che sia utile alle persone che ama, cercando di mettersi al loro posto. La sua energia e la sua vitalità nel far muovere le cose sono più forti di tutto il resto, quasi più della morte. Per questo ho anche pensato a una piccola frase che mia madre mi disse quando ero piccola… Volevo smettere di fare danza classica. Mi piaceva moltissimo, ma era troppo impegnativa. Mia madre mi diede un biglietto, con sopra una ballerina, su cui aveva scritto: «Chi non ha voglia di far nulla trova una scusa, chi ha voglia di fare una cosa trova un mezzo». È una frase banale, ma se te la ripeti regolarmente, la smetti di giustificarti. E riassume tutta la determinazione di Claire.

Si sente vicina alla sua lotta?
Certo. Claire fa parte di quei giudici grazie ai quali le persone oggi si fanno fregare un po' meno, e ce ne sono! Ma è innanzitutto un film sulle scelte che si compiono nella vita e non si può fare a meno di identificarsi con la sua lotta personale, poiché la scadenza della morta riguarda ognuno di noi. Cosa fai della tua vita quando sai che molto presto la dovrai lasciare? Claire si rifiuta di crollare, fa quello che può per andare avanti e per dare agli altri, con i mezzi che ha a disposizione. Dopo aver visto questo film, uscendo dal cinema hai voglia di dire alle persone che ami… che le ami. Ma questa urgenza improvvisa, di amare con grande semplicità, è il lavoro di tutta una vita.

Come è stato lavorare con Philippe Lioret?
Un ruolo come quello di Claire esige una precisione estrema in ogni istante. Perché questo sguardo e non un altro? Perché questo silenzio, questo sorriso? È un lavoro intenso, svolto ovviamente in primo luogo da Philippe per la sua parte e poi insieme sul set. A volte trovavo Claire un po' dura con i bambini. Ne abbiamo parlato. La magia delle riprese con Philippe è questa sua capacità di ascolto e di rimettere tutto in discussione. Mi ha spiegato il motivo e io ho capito, ma ha anche immaginato e scritto la scena magnifica in cui Claire vacilla davanti a una domanda disarmante di sua figlia: «Un giorno andremo in Africa, mamma?»


Intervista con AMANDINE DEWASMES
Come è avvenuto il suo incontro con Philippe Lioret?
Io vengo dal teatro. Prima di interpreta il ruolo di Florence ne Il truffacuori di Pascal Chaumeil non avevo fatto molto cinema e non conoscevo per niente Philippe. Ci siamo incontrati in occasione della prima lettura per il ruolo di Claire. Poi è partita la maratona dei provini e ci siamo presto resi conto che avevo maggiori affinità con il personaggio di Céline. Quando mi ha annunciato di avermi scelta, gli ho detto che era completamente pazzo. E per me la follia è una grande dote…

Come ha affrontato il personaggio di Céline?
Durante la mia infanzia ho vissuto in prima persona i problemi legati al denaro. Comprendo bene l'angoscia, il senso di colpa e di isolamento che possono provocare. Mi sono dunque sentita molto vicina a questa giovane madre afflitta dai debiti che vive sola con i suoi due figli. Ma avevo bisogno di vivere con lei. Quindi mi sono calata nel personaggio rileggendo la sceneggiatura due o tre volte la settimana per diversi mesi… E poi, un mese prima dell'inizio delle riprese, mi sono messa ogni giorno il suo parka color kaki. Sentivo il bisogno di farlo, perché quella giacca neutra e consunta rappresenta Céline: dimessa, castigata e stanca.

Che cosa l'ha colpita in questo film ?
Tutto l’amore che emana. E la sua infinita compostezza. Alcuni personaggi si impegnano incessantemente per gli altri, nel tentativo di ricostruire il tessuto sociale. Si amano, ma non se lo dicono. Le più belle storie d'amore sono quelle in cui il sentimento non è espresso a parole. È il film di Philippe che mi tocca di più. Il racconto ti cattura l'attenzione… e all'improvviso ti trovi inondato dalle emozioni.

E sul set?
L’atmosfera era intensa. Philippe ha sempre una grande attenzione per i dettagli, quindi dovevamo essere costantemente pronti, concentrati, sui blocchi di partenza, giusti e precisi, a partire dalle sette del mattino! Noi attori e la troupe eravamo sulla stessa barca e eravamo tutti mossi dalla volontà costante di dare il meglio di noi stessi, perché sentivamo di esserci imbarcati in un'avventura densa di significato. Con questo film sento di essere cresciuta come attrice.


Intervista con YANNICK RÉNIER
Come è arrivato nel film di Philippe Lioret?
Avevo recitato in Welcome, il precedente film di Philippe. Interpretavo il collega di Vincent Lindon alla piscina. Allora Philippe mi disse che ci saremmo rivisti un giorno per un ruolo più consistente in uno dei suoi film successivi. Molti registi fanno questo genere di promesse e poi non si fanno più sentire. Philippe no. Mentre scriveva la sceneggiatura di Tutti i nostri desideri mi ha contattato e, per una strana coincidenza, io stato giusto leggendo il romanzo di Emmanuel Carrère "Vite che non sono la mia", a cui il film è ispirato. La sua sceneggiatura mi ha entusiasmato, in particolare il personaggio di Christophe. Poi è iniziata la danza dei provini e alla fine mi ha scelto.

Christophe è un uomo generoso…
È una persona per bene. Prende le cose così come vengono, con amore, superando l'istinto del possesso. Accetta senza battere ciglio di ospitare Céline e i suoi figli, che trovano posto nella sua famiglia, e osserva con sguardo benevolo il rapporto professionale che sua moglie Claire costruisce al di fuori della loro coppia con Stéphane. La sua tolleranza e il suo distacco sono commoventi, fino al giorno in cui si irrigidisce.

È stato un personaggio difficile da interpretare?
Trovo che sia al tempo stesso molto raro e molto delicato dover incarnare la generosità, perché non ha nulla di drammaturgico. Come interpretarla evitando che sia scambiata per debolezza? Le difficoltà del personaggio erano tutte qua. Ho capito che la sua forza si sarebbe fondata sulla sua collera, sul modo in cui avrebbe posto i suoi limiti che ci illuminano, per contrasto, sulla grandezza della sua generosità. E poi io sono belga e Christophe un po' mi assomiglia. Nel Nord, gli uomini non hanno la costante necessità di dimostrare… ciò che sono!

Come è stato il lavoro con Philippe Lioret?
Philippe non vuole assolutamente sentire l'attore e la sua recitazione. Cerca la naturalezza e un equilibrio estremo. Per ottenerli, abbiamo svolto insieme un lungo lavoro di prove, come in teatro, che è il mondo da cui provengo. Ma per andare verso un obiettivo molto diverso, visto che si trattava di abolire ogni distanza con la realtà. Il suo percorso si iscrive in un genere di cinema che amo, il cinema che ci parla della vita, in cui lo spettatore ha davvero l'impressione di vedere sullo schermo degli esseri umani e non degli attori che cercano di imitarli.
[an error occurred while processing this directive]
[+] aggiungi informazioni e curiosità su Tutti i nostri desideri oppure [+] scrivi recensione e vota Tutti i nostri desideri

Vota, leggi trama e opinioni su Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret - Torrent, scaricare Tutti i nostri desideri di Philippe Lioret, streming

Questo sito è gestito con HyperPublish e molto olio di gomito.
Questo è un sito di cinema film movies amatoriale: le informazioni provengono dai miei studi, dal contributo degli utenti e da fonti reperibili nel pubblico dominio. Non posso garantire la validità delle informazioni ma faccio del mio meglio. Posso inoltre garantirti la mia onestà quando dico che un film è bello. Aggiungi anche tu la tua opinione e fai sapere a tutti senza limiti come è il film! Ti invito ad andare al cinema, non è bello scaricare torrent guardare streaming vedere megavideo striming divx emule movies nemmeno in anteprima. I copyright dei film / movies appartengono ai rispettivi proprietari.



Qualche film interessante: Tutti i rumori del mare, Tutta colpa di Voltaire, Tre donne morali, Toy Story 4, Tormented, The Family That Preys, Thermae Romae, Tatsumi, La tela dell'assassino

Film in ordine alfabetico: 9.99…20 D 20 F…50 V 500 …UNA - ...A…A PR A PR…ACQU ACRI…AH S AI C…ALIL ALL …AMAZ AMAZ…AMOR AMOR…ANIJ ANIM…APPU APPU…ASPR ASSA…AVVI AWAK…L'AM L'AM…LE A LE A…UN A UN A…UN'A - A BE…BALL BALT…BE K BE L…BENV BENV…BING BIOS…BLOO BLOO…BOX BOXI…BULW BUMA…LA B LA B…THE THE …UNA - ...C…CAPT CAPT…CAVA CAVA…CHE CHE …CICO CIDA…CODI CODI…COMM COMM…COSA COSA…CUCC CUOR…IL C IL C…LA C LA C…PORC THE …UNA - ...E…DEAD DEAD…DEST DEST…DIRT DIRT…DORI DORM…DUE DUE …LA D LA D…UNA UNA …UNA - ...E…EFFE EFFE…EMPI EMPL…EVAN EVAN…L'ES L'ES…UN'E - A FA…FAUS FAUS…FINO FINO…FRA FRAG…FROZ FRUI…I FR I FR…LA F LA F…UNA - A GL…GET GET …GIOV GIOV…GOMO GOMO…GRIN GRIZ…IL G IL G…LE G LE G…UNA - A HI…HARR HARR…HESH HESH…HONE HONE…HUNG HUNG…UN H - GLI …IMMO IMMO…INCO INCR…INTE INTE…IQBA IRAQ…L'IN L'IN…UN'I - I JO…JESU JET …JOYF JU T…THE - K.36…KING KING…THE - A LE…LAND LAND…LEGE LEGI…LIBE LIBE…LONT LONT…LULU LUMI…UNA - A MA…IL M IL M…LA M LA M…MAES MAGA…MANS MANS…MATE MATE…MENO MENO…MILO MIMZ…MO'J MOLI…MO'T MOTO…MY G MY I…UN M UN M…UNA - I NO…NARU NARU…NEMM NEMM…NO ( NO -…NON NON …THE THE …UNA - GLI …OCTA OCTO…ONDE ONDE…ORO ORO …UN'O - O - …IL P IL P…LA P LA P…PANE PANE…PASS PASS…PEPP PEPP…PICC PICC…PLAT PLAY…PRAI PRAN…PROF PROF…THE THE …UNE - A QU…QUEE QUEE…THE - I RA…LA R LA R…RAIN RAIS…REMB REMB…RIDE RIDI…ROBO ROCC…THE THE …UNA - O - …IL S IL S…LA S LA S…SALE SALI…SCAR SCAR…SECO SECO…SETT SEVE…SHOR SHOR…SKOO SKY …SOLO SOLO…SPAC SPAC…STAR STAR…STRE STRE…SUR SUR …THE THE …UNO - I TE…TADP TAFA…TEMP TEN …THE THE …TI V TI V…TORO TORQ…TRE TRE …TURI TURI…TWO TWO …UNA - GLI …L'UO L'UO…UNDE UNDE…UZAK - A VE…LA V LA V…VAJO VALD…VERO VERO…VIRG VIRT…VUOT - I WA…WARC WARC…WILD WILD…WWW - X - Y - Z
Registi in ordine alfabetico: 0..9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Cerca...
RecensioniFilm.com 2017 tutto il Cinema raccontato dal pubblico - Accordi - Software - Crea Ebook - Screen savers - Privacy e cookies - Contatti, suggerimenti - Film senza limiti - Streaming