Regista: Dino Gentili, Filippo Gentili
Titolo originale: Sono viva
Durata: 87'
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Rapporto:
Anno: 2008
Uscita prevista: 28 Maggio 2010 (cinema)
Attori: Massimo De Santis, Giovanna Mezzogiorno, Guido Caprimo, Marcello Mazzarella, Giorgio Colangeli, Alessandro Roja, Susy Laude, Emanuela Galliussi, Vlad Toma, Chiara Martegiani, Valentina Marchionni
Soggetto: Dino Gentili, Filippo Gentili
Sceneggiatura: Dino Gentili, Filippo Gentili
Trama, Giudizi ed Opinioni per Sono viva (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Sono viva
Durata: 87'
Genere: Drammatico
Nazione: Italia
Rapporto:
Anno: 2008
Uscita prevista: 28 Maggio 2010 (cinema)
Attori: Massimo De Santis, Giovanna Mezzogiorno, Guido Caprimo, Marcello Mazzarella, Giorgio Colangeli, Alessandro Roja, Susy Laude, Emanuela Galliussi, Vlad Toma, Chiara Martegiani, Valentina Marchionni
Soggetto: Dino Gentili, Filippo Gentili
Sceneggiatura: Dino Gentili, Filippo Gentili
Trama, Giudizi ed Opinioni per Sono viva (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Vittorio Omodei Zorini
Montaggio: Paola Freddi
Musiche: Giovanni Venosta
Scenografia: Paola Bizzarri
Costumi: Donatella Cianchetti
Produttore: Laura Cafiero
Produzione: Metafilm
Distribuzione: Iris Film
Montaggio: Paola Freddi
Musiche: Giovanni Venosta
Scenografia: Paola Bizzarri
Costumi: Donatella Cianchetti
Produttore: Laura Cafiero
Produzione: Metafilm
Distribuzione: Iris Film
La recensione di Dr. Film. di Sono viva
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Note dalla produzione:Note di regia
Sono viva è innanzi tutto un film di genere, un giallo, un thriller costruito attorno al mistero di una morte. L’idea è di creare una storia tesa e coinvolgente, dal ritmo serrato, mettendo al centro una persona normale in una situazione straordinaria. Un po’ come il protagonista di Scorsese in Fuori Orario, Rocco vive una nottata piena di imprevisti e sorprese. Chi era Silvia? Com’è morta? Tra le persone che dicevano di amarla si nasconde un colpevole? Di fronte a questi interrogativi Rocco reagisce prima passivamente, con timore, poi con una crescente presa di consapevolezza che lo spinge ad agire, scuotersi, ribellarsi al proprio destino. Indagando su Silvia indaga su se stesso. Si appassiona al suo caso, sente di assomigliarle, si immedesima con una tenerezza e un senso di pietà umana che gli danno la forza di cambiare. In questo senso Sono viva è la storia di una morta che insegna a un vivo a vivere. Non è una cosa insolita. Succede anche a noi quando ci volgiamo indietro, coltiviamo la memoria di chi ci ha preceduto.
Un altro tema molto importante del film è la famiglia. Silvia e Rocco sono due ragazzi con famiglie ingombranti alle spalle. Non c’è nulla di più estremo, di più puro e di più pericoloso dell’amore che unisce fratelli e sorelle, genitori e figli. Spesso quell’amore degenera in lotta di potere, coi figli che lottano per l’autonomia e i genitori che con la scusa di proteggerli gli tagliano la strada.
E’ una lotta generazionale tra vecchi e giovani, un tema eterno che acquista ancora più rilievo oggi, nella nostra società precocemente invecchiata. Nel film Marco Resti è il padre padrone, Silvia la giovane sacrificata, Rocco il giovane chiamato a renderle giustizia.
Sono viva è il nostro primo film come registi. Come sceneggiatori ci siamo sempre immaginati le scene scritte per altri ed è stato bello poter accompagnare quelle immagini sino allo schermo di un cinema. Nel farlo avevamo davanti agli occhi la casa al mare, isolata nella pineta, dove abbiamo trascorso le estati della nostra infanzia. Abbiamo ricostruito quell’atmosfera in una villa anni Settanta di Tivoli, con spazi suggestivi potenziati da un lavoro scenografico e fotografico molto accurato. Billy Wilder ha detto che la differenza tra il cinema e il teatro è che nel primo caso hai una sola inquadratura (l’arco di proscenio) nel secondo devi operare ogni volta una scelta abbracciando un punto di vista e scartandone altri.
Noi l’abbiamo fatto decidendo i tagli dell’inquadratura in anticipo, pianificando il più possibile, inseguendo uno stile classico, calibrato, giusto secondo noi per la storia raccontata. Abbiamo avuto la fortuna di poter agire liberamente, senza vincoli produttivi oltre a quelli del budget. Questo ci ha permesso di scegliere come protagonista un attore non ancora famoso ma straordinario come Massimo De Santis, circondato da grandi attori già noti al pubblico come Giovanna Mezzogiorno e Giorgio Colangeli, cui va la nostra riconoscenza per aver partecipato all’operazione. Lavorando ci siamo resi conto che il cinema italiano è come la società in cui vive: un mondo di talenti individuali che si muovono in un contesto di regole ambigue e insufficienti. I talenti sono gli attori bravissimi, i tecnici, i capi reparto, eccellenze in cui non siamo secondi a nessuno. Le regole sono un contesto normativo che non sempre aiuta il cinema, un’industria storica del paese, a vivere e prosperare.
Dopo che il film aveva ricevuto da una commissione ministeriale il riconoscimento di interesse nazionale culturale, ci è stato detto che dovevamo ripresentarlo in commissione ripartendo da zero. Ci siamo opposti, abbiamo fatto causa e abbiamo vinto. Il cinema da noi è anche questo, o forse soprattutto questo: passione e tenacia. E un pizzico di fortuna.
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