Regista: Mikael Håfström
Titolo originale: The Rite
Durata: 112'
Genere: Drammatico, Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 11 Marzo 2011 (cinema)
Attori: Anthony Hopkins, Alice Braga, Ciarán Hinds, Toby Jones, Ciarán Hinds, Rutger Hauer, Chris Marquette, Franco Nero, Maria Grazia Cucinotta, Marta Gastini
Soggetto: Matt Baglio
Sceneggiatura: Michael Petroni
Trama, Giudizi ed Opinioni per Il rito (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: The Rite
Durata: 112'
Genere: Drammatico, Thriller
Nazione: U.S.A.
Rapporto:
Anno: 2011
Uscita prevista: 11 Marzo 2011 (cinema)
Attori: Anthony Hopkins, Alice Braga, Ciarán Hinds, Toby Jones, Ciarán Hinds, Rutger Hauer, Chris Marquette, Franco Nero, Maria Grazia Cucinotta, Marta Gastini
Soggetto: Matt Baglio
Sceneggiatura: Michael Petroni
Trama, Giudizi ed Opinioni per Il rito (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Ben Davis
Montaggio: David Rosenbloom
Produttore: Beau Flynn
Produttore esecutivo: Richard Brener, Meredith Finn,Robert Bernacchi
Produzione: Contrafilm, Fletcher Company, New Line Cinema
Distribuzione: Warner Bros. Pictures italia
Montaggio: David Rosenbloom
Produttore: Beau Flynn
Produttore esecutivo: Richard Brener, Meredith Finn,Robert Bernacchi
Produzione: Contrafilm, Fletcher Company, New Line Cinema
Distribuzione: Warner Bros. Pictures italia
La recensione di Dr. Film. di Il rito
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Colonna sonora / Soundtrack di Il rito
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Dario Penne: Padre Lucas Trevant
Gianfranco Miranda: Michael Kovak
Laura Lenghi: Angelina
Luca Biagini: Padre Xavier
Marco Guadagno: Padre Matthew
Rodolfo Bianchi: Istvan Kovak
Informazioni e curiosità su Il rito
Ispirato al libro "Il Rito" di MATT BAGLIO.Note dalla produzione:
LA PRODUZIONE
“Scegliere di non credere nel Diavolo non ti proteggerà da lui.”
Padre Lucas
Gli esorcisti e l’oscurità che testimoniano in prima persona hanno sempre suscitato un grande fascino culturale in tutti noi, nonostante la fede professata o il nostro background. Il regista Mikael Håfström afferma: “Esiste un interesse universale nel rito dell’esorcismo. Molto proviene dalla religione, ma molto deriva anche dalla cultura popolare, creata con “L’Esorcista”, già negli anni ‘70, che rimane il film più famoso su questo argomento. In tutto il mondo, le persone sono attratte da questo tema, anche perché -o forse proprio perché- resta un fenomeno non dimostrabile e né interamente compreso. Più è osservato, più si capisce che non si possono trovare facili soluzioni al problema.”.
Come attore, Anthony Hopkins si è immerso nella natura del male, basti pensare alla sua interpretazione di Hannibal Lecter nel “Il Silenzio degli Innocenti”. Parlando di “Il Rito” afferma: “Il film ripropone il grande quesito: Esiste il Diavolo? Esiste questa personificazione? Oppure dobbiamo interpretare la psicologia? Freud o Dio? Chi può dirlo?”
L’attore inglese Colin O’Donoghue, che fa parte del cast del film insieme a Hopkins, commenta che la storia solleva domande universali riguardo a come noi affrontiamo l’inspiegabile. “Esiste l’argomento psicologico -l’idea che l’essere posseduto dalle forze del male sia una causa ed un effetto di una malattia mentale- ed esiste la credenza nei demoni e nell’essere posseduti. Queste sono domande che vengono poste da migliaia di anni. Il film mostra vari scenari molto inquietanti e il fatto che essi siano ispirati da episodi realmente accaduti ti fa credere che ci sia un fondo di verità”.
La storia di “Il Rito” nasce da una proposta letteraria avanzata da Matt Baglio, un reporter che abita a Roma, che è stato colpito dall’annuncio del Vaticano del 2007 riguardo all’iniziativa di ricominciare ad istruire il clero sul rito dell’esorcismo con l’intento di avere un esorcista in ogni diocesi del mondo.
Quando la proposta di dieci pagine scritta da Baglio è arrivata ai produttori, ne sono rimasti immediatamente affascinati. Il produttore Beau Flynn commenta: “Matt aveva sentito parlare di una scuola per esorcisti che apriva al Vaticano e l’argomento lo aveva colpito profondamente. Durante le sue ricerche, ha incontrato un seminarista e allora invece di scrivere un articolo, ha deciso di scrivere un libro.”.
Il risultato è stato The Rite: The Making of a Modern Exorcist, che racconta gli eventi che hanno ispirato il film. “L’esorcismo, in sé e per sé, è qualcosa che poche persone conoscono, ” afferma Baglio. “Non solo ho voluto capire io il fenomeno, ma ho voluto svelare il mistero anche agli altri. Ho incontrato un prete Americano, Padre Gary Thomas, che frequentava il Seminario Regina Apostolorum a Roma per imparare a diventare esorcista e le sue esperienze hanno creato il personaggio principale di Michael Kovak ”.
Il produttore Tripp Vinson aggiunge: “Quando si fa un film di questo genere, l’argomento va trattato molto seriamente e con assoluto rispetto. Nell’affrontare i temi importanti come il bene e il male, non è necessario creare altre attrattive. La verità è molto più forte e coinvolgente di qualsiasi cosa che ci possiamo inventare.”
I produttori hanno chiamato lo sceneggiatore Michael Petroni per adattare l’idea in una sceneggiatura, addirittura mentre Baglio scriveva il suo libro. “La gente è affascinata dall’argomento dell’essere posseduti dal demonio in quanto la sua esistenza rimane una domanda senza risposta”, afferma Petroni. “La storia è stata interamente basata su interviste con preti e racconti di esperienze reali, e le testimonianze sono state agghiaccianti.”
Padre Gary, attualmente pastore e esorcista del nord della California, è stato consulente per il film e spiega: “Il rito dell’esorcismo esiste dal 1614. Eppure, molti vescovi e preti non hanno alcuna idea di cosa significhi un esorcismo, tranne il fatto che abbia a che vedere con Satana. L’opportunità che ho avuto di portare avanti i miei studi nel seminario di Roma mi ha dato una base incredibile perché ho potuto lavorare a fianco di un esorcista di grande esperienza e porgli delle domande chiarificatrici. Quello che mi ha più colpito è che si tratta di un ministero che cura e guarisce dando ai preti come me l’opportunità di aiutare le persone che soffrono veramente”.
Håfström è stato affascinato dall’idea di esplorare l’argomento dell’esorcismo basando la sua ricerca proprio sui fatti. “Non si tratta di un film horror, ” commenta. “E’ un film immaginario ma che si basa su una situazione reale e vera. Quando ho letto la sceneggiatura, ho sentito che affrontava l’intera idea del possedimento demoniaco da una prospettiva che non era ancora stata presa in considerazione e riusciva ad attirarti in questo mondo misterioso con grande suspense, intensità e fascino.”.
LA STORIA ED I PERSONAGGI DI “IL RITO”
La cosa interessante degli scettici è che sono sempre in cerca di prove. La domanda è, se le trovassero, cosa cambierebbe sulla terra?
Padre Lucas
Anthony Hopkins interpreta Padre Lucas, un esorcista controverso conosciuto perché sa oltrepassare i confini più bui della sua spiritualità al servizio di Dio. “Padre Lucas non è benvisto tra il clero”, descrive Vinson. “Ha effettuato migliaia di esorcismi ed è un prete che vive in trincea e da anni combatte il Diavolo. Non è il solito prete. In lui si riconoscono un senso di ambiguità e di pericolo. Per alcuni, è pazzo, ma allo stesso tempo, possiede bontà e una genuina amorevolezza. Anthony Hopkins interpreta queste dualità brillantemente”.
“Quello che mi ha affascinato di Padre Lucas era quale fosse la sua posizione nel mondo della teologia”, commenta Hopkins. E’ un Gesuita, ma uno di quelli multidimensionali.
Quando Michael lo incontra, non sa come comportarsi con lui in quanto il prete più anziano è solo un uomo irascibile e impaziente. Quando questo giovane uomo sfida la sua fede, Padre Lucas gli risponde: “Mantieni i dubbi. Nutrili. Sii amico dei tuoi dubbi perché saranno loro a condurti avanti nella strada”. Padre Lucas nutre i suoi dubbi, fino a che non gli accadono eventi terrificanti.
Nel ruolo di Padre Lucas, Hopkins ha creato un forte centro di gravità per la storia e i suoi personaggi. “Ovviamente, il suo contributo è enorme”, conferma Håfström. “E’ il cuore e l’anima del film. Il personaggio di Padre Lucas è affascinante poiché non sappiamo chi sia veramente e in cosa realmente creda; se sia un mago o un vero esorcista.
Il suo carattere è pieno di sfaccettature e Anthony è riuscito a catturarle tutte in maniera sorprendente. Aver avuto l’opportunità di lavorare con un grande attore del suo calibro è stato assolutamente fantastico.”
Michael viene inviato alla canonica di Padre Lucas per meglio comprendere il lato oscuro della sua fede, il seminarista sembra credere di più nella psichiatria che nel potere dell’esorcismo. “Essere un vero esorcista richiede la certezza assoluta che vi sia una reale battaglia con una forza terrificante”, afferma Vinson. “Non è qualcosa che puoi affrontare da solo.” Nel suo cammino insieme a Padre Lucas nel mondo dell’esorcismo, viene a scontrarsi con alcuni eventi malefici e terrorizzanti che lo spingono a guardare in se stesso e a riconciliarsi con ciò in cui crede veramente.
“Il Rito” esplora i misteri dell’esorcismo attraverso gli occhi di un esperto e di un novizio. Questo rapporto si rispecchia pienamente in Colin O’Donoghue, al suo primo debutto cinematografico nel ruolo di Michael Kovak, e nel veterano Hopkins.
Il giovane attore di Drogheda, Irlanda, non aveva nessuna esperienza cinematografica ma nonostante ciò ha inviato una copia di un suo provino ai cineasti.
“Mi sono auto-ripreso nel giardino del mio miglior amico, ma non potevo sapere se qualcuno avrebbe mai preso in considerazione la mia proposta. Grazie a Dio, ciò è successo,” sorride. “Per me il sogno è diventato realtà e mi sono sentito in forte sintonia con il mio personaggio. Che tu creda o no in Dio o in un potere superiore, che tu creda o no che la tua vita sia segnata da un destino o che sia tu a controllare tutto”, sono tutte riflessioni di Michael.
“Credo che Colin sia una persona di cui istintivamente e immediatamente ci si fida e quindi rappresenta un’ottima guida in questo mondo”, aggiunge il regista.
Riconoscendo queste qualità in O’Donoghue -la sua profondità in contrasto con la sua giovane età e la sua natura introspettiva- i realizzatori sono stati spinti a portarlo a Los Angeles per fare delle prove cinematografiche insieme a Hopkins. La relazione alchemica con il grande attore l’hanno immediatamente confermato nel cast. “Questo è il primo film di Colin e lui si vede in quasi tutte le scene, la maggior parte delle quali girate insieme al grande Anthony Hopkins, per cui si percepiva che fosse comprensibilmente nervoso il primo giorno di riprese”, ricorda Håfström. “Anthony, per questa ragione, è stato molto generoso con Colin, sia come persona che come attore e lo ha aiutato enormemente. Sono diventati buoni amici, il che è stato un aspetto essenziale in quanto questo è una sorta di film che si basa sull’amicizia tra il prete “giovane” e quello “anziano”. Si instaura anche una dinamica padre-figlio che si sviluppa tra loro. Allo stesso tempo, è stato importante creare una relazione dove si potesse avvertire un conflitto tra i due. Credo che entrambi gli attori siano stati capaci di creare questo tipo di tensione.”
“Penso che Colin sia straordinario”, afferma Hopkins. “E’ stato straordinario lavorare con lui. E’ un attore eccezionale e anche una persona magnifica.”
Padre Lucas non è l’unico dal quale Michael è attratto mentre è a Roma. Il primo giorno alla scuola di esorcismo, nota un’altra persona, Angeline, una reporter che è venuta a raccogliere informazioni sulla nuova iniziativa del Vaticano. “Michael coinvolge Angeline giacché come giornalista, è esperta nel guardare le cose in modo obiettivo”, afferma Vinson. “Non è una persona di fede che accetterà tutto quello che sente e quando vede Michael che mette tutto in discussione, sa di aver trovato un’anima gemella che forse può anche aiutarla nel suo lavoro.”
Per questo ruolo, i realizzatori hanno preso l’attrice Brasiliana Alice Braga, che è stata letteralmente catturata dalla sceneggiatura, anche se ammette: “Dopo averla letta, non sono più riuscita a dormire. “E’ una storia immaginaria, ma il fenomeno è reale e i personaggi si invischiano sempre di più cercando di capire di cosa si tratti. Tutti hanno paura solo dell’idea delle possessioni , anche se non concordano sui termini da usare. Mi sono innamorata del mio personaggio, Angeline, perché è una donna forte, diretta, con degli obiettivi che si iniziano a scoprire quando diventa chiara la sua ricerca di risposte durante un corso di esorcismo.”
“Alice ha interpretato vari film, ma il ruolo che l’ha fatta conoscere è stato nel film indipendente ‘City of God - La citta' di Dio’. “E’ un’interpretazione che mi ha profondamente colpito”, rivela. “Questo film ha richiesto di creare una certa intimità con Colin senza alcun coinvolgimento romantico ed Alice è una persona talmente complessa e umana che è riuscita a comunicare questi aspetti in un modo straordinario. E’ un’attrice di grande talento.”
Come Michael, anche Angeline è obbligata a confrontarsi con i suoi dubbi e le sue paure che si basano su quello che vede con i suoi occhi. “Scopre se stessa attraverso questo viaggio negli stessi modi in cui Michael scopre se stesso” commenta la Braga. “E’ un modo molto interessante di parlare di religione in quanto è vista da punti di vista diversi.”
Le auto-riflessioni di Michael lo portano indietro nel tempo, alla sua infanzia con suo padre, Istvan, un immigrato ungherese che vive solo di emozioni complesse. Questa figura viene interpretata da Rutger Hauer, il quale osserva: “Il padre lavora sodo; è molto religioso, ma anche severo. Ha un’impresa funebre e vuole che suo figlio prenda le redini del lavoro. Naturalmente, suo figlio muore, letteralmente, dalla voglia di andarsene. Esiste un rapporto forte tra loro, anche se molto difficile. Il figlio odia il padre.”
Il personaggio di Istvan Kovak incombe sulla psiche del figlio Michael in tutte le sue esperienze vissute a Roma, afferma Håfström, principalmente grazie alla performance di Hauer. “Rutger ha una presenza straordinaria ed ha creato un personaggio di forte impatto in un tempo di scena ridotto.”
Al seminario, Michael trova un maestro in Padre Matthew, interpretato da Toby Jones. Un prete moderno costretto a confrontarsi con la diminuzione delle vocazioni sacerdotali e che trova in Michael potenzialità fuori dal comune. “Padre Matthew è consapevole che Michael lotta con le sue idee e con quello in cui crede, ma percepisce qualcosa in lui di molto più grande…forse proprio il fatto che è toccato da Dio”, afferma Flynn. “Michael, però, non ne è consapevole, per cui Padre Matthew cerca di far specchiare Michael per mostrargli che è veramente benedetto. Toby è riuscito a trasmettere tutto ciò in un modo molto umano e intelligente. ”
“Padre Matthew è testimone di un incidente in cui Michael si comporta in una maniera così straordinaria da far capire al sacerdote “anziano” che ha le potenzialità per essere un esorcista”, commenta Jones. “Riconosce qualcosa di speciale nel suo carattere e nel suo passato.”
Padre Matthew, creato da Jones, è bilanciato dalla sua controparte in Vaticano, Padre Xavier, interpretato da Ciarán Hinds. Il compito di Padre Xavier è di mediare tra i vecchi e sperimentati metodi degli esorcismi e trasmettere l’equilibrio tra la psichiatria e le implicazioni pastorali del loro lavoro. “Non si tratta di una lotta di volontà tra i due”, commenta Hinds. “Credo che Padre Xavier capisca che Michael ha molto da offrire alla chiesa, ma deve prima affrontare i suoi dubbi. Infine, suggerisce a Michael di incontrare Padre Lucas, che gli può insegnare il lato poco ortodosso delle pratiche sugli esorcismi. E insieme partono per un viaggio sbalorditivo.”
“Il progetto mi ha affascinato perché non si trattava di una storia frivola,” riflette Ciarán Hinds. “Non ha solo lo scopo di impaurire. Parla di qualcosa di molto più profondo per ognuno di noi, non solo le nostre preoccupazioni o dubbi riguardo alla fede, una parte immersa completamente nel buio e di come tentare di uscirne fuori”.
Quando Michael viene inviato ad andare da Padre Lucas, nella sua piccola canonica alla periferia di Roma, l’esorcista è impelagato nel caso di un’adolescente incinta di nome Rosaria, che Padre Lucas ha concluso essere indemoniata. Questo ruolo cruciale è interpretato dalla 21enne Marta Gastini. “Marta interpreta il ruolo fisico più impegnativo del film”, afferma Håfström. “E’ una giovane attrice con poca esperienza, una faccia totalmente nuova e credo che abbia fatto un lavoro straordinario.”
Il regista ha lavorato insieme al coordinatore degli stunt Charlie Croughwell e alla Gastini per coreografare le sequenze cruciali dell’esorcismo. “Volevo assicurarmi che tutto fosse fisicamente possibile e che potesse accadere realmente a una persona disperata”, afferma il regista.
“Marta doveva interpretare una ragazza posseduta ” afferma Croughwell, che ha testato la Gastini prima delle riprese per scoprire tutti i movimenti che sarebbe riuscita a compiere. “Ogni sua mossa ha una sua fisicità totale, a volte talmente impercettibile che la percepisci, più che vederla. Il ruolo ha richiesto una grandissima forza interiore e la performance di Marta è riuscita a farmi venire la pelle d’oca.”.
Rosaria si relaziona principalmente con Padre Lucas, il che ha rappresentato una sfida ed una gioia per la giovane attrice. “Sono stata così felice perché non solo credo che sia il più grande attore vivente, ma anche perché è una persona straordinaria. Anche quando non era in primo piano, interpretava il personaggio con la stessa energia per aiutarmi nella mia performance. Lo ammiro profondamente. E’ stato straordinario avere l’opportunità di lavorare insieme a lui.”
Per meglio prepararsi a interpretare le scene principali, la Gastini e O’Donoghue hanno accompagnato Matt Baglio ad assistere a vari esorcismi -ascoltando fuori dalla porta per rispetto. Gastini ricorda che il contrasto tra quello che accadeva ai due lati della porta era stridente e sorprendente. “Fuori, la vita scorreva normalmente con i turisti a Roma, il traffico e tutto il resto del quotidiano, ma in quella stanzetta, accadeva qualcosa che non aveva spiegazione -una lotta terrificante dello spirito tra il bene e il male.”
O’Donoghue ne è stato colpito allo stesso modo. “L’aspetto più curioso e particolare di tutti gli esorcisti è il loro approccio normale al problema. E’ quello che fanno sempre, è il loro lavoro. Per noi è stata un’esperienza unica e indimenticabile.”
“Con gli esorcismi, al di là delle proprie credenze, ti trovi comunque ad assistere qualcuno che soffre incredibilmente”, commenta Flynn. “E posso affermare che gli attori hanno avuto difficoltà a scrollarsi l’esperienza da dosso, perché una volta che inizi ad analizzare e scoprire quel mondo -ripeto, al di là delle proprie credenze- vedi qualcosa di molto buio ed intenso, di molto spaventoso.”
IL DIAVOLO NEL DETTAGLIO
Un ladro o un rapinatore accende le luci quando ti ruba in casa? No.
Preferisce che tu creda che non ci sia. Proprio come il Diavolo.
Padre Lucas
Prima ancora dell’inizio delle riprese che avrebbero toccato le grandi città Europee di Roma e Budapest, i direttori dei dipartimenti più importanti hanno incontrato Matt Baglio a Roma per visitare alcuni dei luoghi che aveva esplorato durante le sue ricerche sull’argomento, compreso il Vaticano. “Sia se l’ambientazione fosse stata antica o contemporanea, volevamo creare la sensazione che si potesse entrare in tutti questi luoghi e non si percepisse immediatamente che ci fosse qualcosa di strano”, aggiunge lo scenografo Andrew Laws.
Per Håfström, la chiave di lettura del film era creare la sensazione che si stesse assistendo a eventi straordinari che, però, si svolgevano in ambienti tangibilmente reali. Spiega: “Usare ciò che fosse efficace e poi inserirvi la nostra realtà.”
“Il look del film si è sviluppato durante la produzione”, afferma il direttore della fotografia Benjamin Davis. “Siamo entrambi dei fan dei film degli anni 70 e Mikael voleva che il film avesse quella ‘verità’, quello stile naturale. Volevamo assicurarci che le immagini fossero vere e reali.”
A seguito di ricerche dettagliate e di molta preparazione, la produzione è iniziata con dieci giorni di riprese a Roma, girando per le strade affollate e rumorose e in luoghi famosi al picco della stagione turistica. Alcune delle location includevano Piazza della Repubblica; Piazza Pio XI; Piazza di Spagna; Ponte Sant’Angelo sul Tevere; e Via della Conciliazione, che porta a Piazza san Pietro per arrivare alla Città del Vaticano.
“Abbiamo girato tutti gli esterni più importanti a Roma, che è una città veramente cinematica”, commenta Håfström. “Possiede un look e un feeling che non si trovano da nessuna altra parte del mondo. Siamo poi andati a Budapest per le scene interne e per trovare ‘Roma’ su scala ridotta -in alcune delle chiese e stradine a ciottoli- tutto ha funzionato alla perfezione.”
Il location manager Marco Giacalone aggiunge: “A Budapest abbiamo trovato un tipo di architettura molto simile a quella di Roma e c’erano dei palazzoni vuoti, dove si potevano facilmente costruire dei grandissimi set.”
A Budapest, la troupe di Laws ha costruito degli interni che hanno rappresentato dei luoghi decisivi nella storia, compreso il cortile del Vaticano che è stato ricreato nella casa d’aste vuota Báv; un cortile malandato dove Padre Lucas porta Michael al museo Damjanich; e un set di ospedale costruito nell’edificio storico ungherese Ludovica, un exaccademia militare e più recentemente la sede del Museo di Storia Naturale. Il famoso Caffè Sant’Eustachio è stato ricreato nella piazza della Cattedrale di Santo Stefano e la stradina a ciottoli chiamata anche La Strada Stretta ha fornito un’ambientazione molto suggestiva per gli esterni.
La sfida più grande per lo scenografo è stata ricreare il Vaticano quando Michael ci si trova per frequentare la sua prima lezione di esorcismo di Padre Xavier. “La chiesa Cattolica giustamente è molto attenta nel permettere di eseguire riprese cinematografiche nel Vaticano”, rivela Giacalone.
La troupe di Laws ha costruito la parte più antica dell’Accademia Pontificia del Vaticano e l’ufficio di Padre Xavier nel Museo Etnografico di Budapest. “La nostra idea si basava sul fatto che l’architettura tradizionale del museo sarebbe assomigliata all’idea che il pubblico si sarebbe fatto dell’Accademia Pontificia”, spiega.
In netto contrasto con le altre ambientazioni, Kovac è spiazzato dalla sala dell’accademia, luminosa e contemporanea. L’atrio e l’auditorium sono stati costruiti sul set degli Astra Filmstudios vicino a Budapest.
“L’auditorium del Vaticano costituisce un precedente per Michael Kovac”, commenta lo scenografo. “Viene a Roma con delle aspettative molto ciniche riguardo a quello che pensa di trovare. Entrando nell’auditorium è uno dei primi momenti in cui viene a contatto con un ambiente che non è assolutamente come quello che si aspettava.
La nostra Accademia Vaticana è moderna, aggiornata e rappresentativa di un’accademia più scientifica che lo disorienta in quanto si immaginava un luogo mistico e intriso di storia.”
Laws ha costruito l’auditorium con un concetto basato su lamine sovrapposte e colori semplici. “La nostra Accademia Vaticana, dà l’impressione di un luogo dove niente viene nascosto”, afferma Håfström. “Il lavoro è trasparente, come viene dimostrato dal personaggio interpretato da Alice Braga, la reporter a cui viene dato accesso totale ai corsi di esorcismo.”
Lo spazio ovale dell’auditorium ha delle file di sedie moderne, un sofisticato monitor touch-screen e quello che Laws chiama il pezzo da designer: il suo soffitto raffinato e moderno. “Volevamo qualcosa di inciso per rifinire questo spazio”, afferma Law. “Doveva essere qualcosa di importante, che colpisse. Per questo abbiamo progettato vari soffitti che trasmettessero un senso di luce e abbiamo scelto questo tipo di soffitto scolpito, scanalato a conchiglia intervallato da un punto luce tra ogni elemento. Non è stata la soluzione più facile da realizzare, ma alla fine ha dato i suoi ottimi risultati.”.
Le aspettative di Michael vengono messe alla prova quando entra nella canonica e nella casa di Padre Lucas fuori Roma. Questa location di primaria importanza è stata ricostruita in due parti diverse: Gül Baba, che assomiglia molto a Rocca di Papa per gli esterni vicino alla casa; e il cortile, l’appartamento, il refettorio e la stanza degli esorcismi, costruiti invece negli Astra Filmstudios.
Nella canonica, Michael intravede altri aspetti della complessa personalità di Padre Lucas, dalla motocicletta su cui lavora in cortile, ai libri potenzialmente blasfemi della sua libreria, agli arredi semplici, ma moderni della casa.
Anche gli abiti che indossa Padre Lucas rivelano la sua natura anti-conformista.
Quando abbiamo disegnato gli abiti di Padre Lucas, il costumista Carlo Pogglioli ha inizialmente puntato su un look fatto di abiti più tradizionalmente clericali. Poi ha incontrato Hopkins. “Quando è venuto per la prima prova, ha detto, ‘Vorrei abbinare questi abiti più tradizionali a qualcosa di più moderno,’ ed ha avuto perfettamente ragione”, afferma Pogglioli. “Lo vediamo che indossa la talare che ho fatto a mano in quanto non si trovano più quei vecchi tessuti, ma poi notiamo che sotto indossa una Tshirt ed ha un cellulare in tasca.”
Pogglioli ha condotto varie ricerche sul tipo di abiti clericali che potessero andare bene per il film. “Non c’era nulla di meglio da mostrare a Mikael che la vera vita de Vaticano”, commenta il costumista. “Siamo andati all’udienza con il Papa. E’ stato incredibile in quanto avevamo davanti centinaia di monaci, suore e preti provenienti da ogni parte del mondo. Ci siamo basati su questo per il film.”
Per Michael Kovac, Pogglioli ha creato un look molto americano all’inizio del film che diventa sempre più dark e serio durante la storia. “Riproduciamo esattamente quello che accade in lui mentre inizia a incontrare il demonio”, spiega Pogglioli.
“All’inizio usiamo i colori brillanti del suo paese di nascita l’llinois, per poi spostarci a Roma con colori più freddi e scuri.”
Questo senso di freddo intorno a lui permea ogni cosa mentre Michael si addentra sempre di più nella dimensione oscura insieme a Padre Lucas. “Il sole si vede raramente in questo film”, afferma il direttore della fotografia, Davis.
“Più la storia diventa oscura, più fredda diventa la luce del giorno, come se non riuscisse a scaldare, rimanendo sempre fredda e oppressiva. Immaginate un pomeriggio di Novembre quando piove e quando esci non sai se sia giorno o notte. Questa è la sensazione che volevamo creare per il tono del film.”.
Man mano che il possedimento demoniaco aumenta e Michael perde il controllo della sua fede, il suo mondo inizia a crollare. Per le ultime scene, il regista ha voluto dare l’impressione che la possessione demoniaca sia come un buco nero che assorbe e prosciuga tutte le energie vitali da ogni cosa che tocca.
“Abbiamo voluto apertamente evitare qualsiasi effetto soprannaturale, come oggetti che volassero in aria, ma l’atmosfera durante tutto il film mostra un deterioramento progressivo con la pioggia che aumenta, il degrado dell’architettura e la muffa che cresce nei muri”, descrive Andrew Laws. “Abbiamo associato l’idea dell’essere posseduti dal demonio con l’idea di un crollo totale, che fosse il crollo di una persona, o dell’ambiente circostante, o della sua stessa vita.”
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