Predators di Nimród Antal

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locandina Predators
 
Regista: Nimród Antal
Titolo originale: Predators
Durata: 107'
Genere: Azione, Fantascienza, Thriller
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto: 1,85 : 1

Anno: 2010
Uscita prevista: 14 Luglio 2010 (cinema)

Attori: Adrien Brody, Topher Grace, Danny Trejo, Laurence Fishburne, Walton Goggins, Alice Braga, Derek Mears, Brian Steele, Mahershalalhashbaz Ali, Carey Jones, Oleg Taktarov
Soggetto: Jim Thomas, John Thomas, Robert Rodriguez
Sceneggiatura: Michael Finch, Alex Litvak, Robert Rodriguez

Trama, Giudizi ed Opinioni per Predators (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Gyula Pados
Montaggio: Dan Zimmerman
Musiche: John Debney
Scenografia: Caylah Eddleblute, Steve Joyner, David Hack
Costumi: Nina Proctor

Produttore: Elizabeth Avellan, Robert Rodriguez, John Davis
Produttore esecutivo: Alex Young
Produzione: Twentieth Century Fox Film Corporation, Troublemaker Studios, Davis Entertainment
Distribuzione: 20th Century Fox

La recensione di Dr. Film. di Predators
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Colonna sonora / Soundtrack di Predators
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Alberto Angrisano: Royce
Nanni Baldini: Edwin
Laura Romano: Isabelle
Massimo Corvo: Noland
Saverio Moriones: Cuchillo
Loris Loddi: Stans
Enrico Di Troia: Nikolai
Mauro Magliozzi: Mombasa
Gianfranco Miranda: Hanzo

Personaggi:
Adrien Brody: Royce
Topher Grace: Edwin
Alice Braga: Isabelle
Laurence Fishburne: Noland
Danny Trejo: Cuchillo
Walton Goggins: Stans
Oleg Taktarov: Nikolai
Mahershalalhashbaz Ali: Mombasa

Informazioni e curiosità su Predators

Predators è una specie di "reboot" del celebre Predator, cioè è una specie di sequel che rimane fedele all'originale, ma si distanzia dagli sviluppi che nel frattempo ha avuto la saga di Predator: Predator 2 e gli episodi di incrocio con la serie di Alien (Alien vs. Predator, Aliens vs. Predator 2).

La 20th Century Fox ha cercato negli anni di sfruttare al massimo il successo delle saghe fantascientifiche Alien e Predator girando e pensando nuovi episodi, sapendo che il sicuro richiamo avrebbe fatto cassa. Non sempre gli episodi girati sono stati all'altezza, e a volte le idee sono rimaste idee.

Il primo tentativo di produrre un terzo episodio fu mandato avanti dalla Fox nei primi anni '90. Venne chiamato Robert Rodriguez per scrivere un plot che si presentasse come un seguito ideale dei due film, e nel quale si prevedeva di ambientare la storia in un pianeta abitato da Predator e formato come una giungla, e per questo nella sceneggiatura fu anche inserito Arnold Schwarzenegger. Rodriguez era interessato all'intero progetto, e nell'attesa di girare Desperado, pensò di andare più avanti del trattamento per trasformare il suo lavoro in un film.

Al progetto si interessò anche Alex Young, ma non se ne fece nulla; tra i motivi principali: la stima di una spesa di produzione ammontante a 150M$, alta per l'epoca, tecnologie cinematografiche ancora arretrate per lo sviluppo integrale del progetto e l'interesse della Fox a produrre Alien vs. Predator (motivo per cui fu anche cancellato un proposto quinto Alien).

Si parlò di Paul W.S. Anderson alla regia durante un secondo sviluppo di Predator 3. La sceneggiatura avrebbe dovuto ricollegarsi ai due primi episodi: ambientazione in una New York invernale con Dutch protagonista; il finale avrebbe poi lasciato le premesse a un possibile sequel incentrato su una protagonista femminile. La presenza di Dutch poteva preludere a un ritorno di Arnold Schwarzenegger per la parte e difatti si iniziò a vagliare questa ipotesi, ma lo stesso smentì categoricamente la notizia motivandola per gli impegni politici; per sostituirlo si fecero i nomi del wrestler John Cena, che a riguardo dichiarò di non essere mai stato contattato da nessuno ma che comunque sarebbe stato lieto di partecipare caso mai; di Sylvester Stallone, che avrebbe dovuto lavorare al film dopo l'uscita di Alien vs. Predator: Requiem, ma la notizia è stata poi smentita e di Dwayne Johnson, anch'essa negata dai diretti interessati.

Negli anni '90, tra i progetti presentati alla 20th Century Fox per proseguire la saga Predator vi fu un plot scritto da Rodriguez, prima che si dedicasse a Desperado, all'epoca declinato insieme ad altre proposte. Solo nel 2009 la Fox ne ha preso in opzione i diritti per la produzione del film.

Il reboot è stato quindi annunciato ufficialmente il 23 aprile 2009 ad una conferenza stampa in Texas, incentrata sul futuro dei Troublemaker, dal produttore Robert Rodriguez intenzionato a riavviare la saga, e che è stato confermato come produttore delegato per la 20th Century Fox in associazione con i Troublemaker Studios (la sua casa cinematografica).

Rodriguez si è occupato della produzione in concomitanza ad altri suoi progetti quali Machete e Nervewrakers, e successivamente Elizabeth Avellan è stata ingaggiata per affiancarlo come produttrice di Predators. A un giorno dall'annuncio, il copresidente di produzione della Fox, Alex Young, ha dato semaforo verde al progetto dopo aver visionato un abbozzo di sceneggiatura scritto da Rodriguez negli anni '90 proprio per un terzo episodio.

In modo da "proteggere" il riavvio e prendere le distanze dalla saga Alien vs. Predator, Rodriguez ha preferito mantenere gran parte dell'autonomia sulla produzione sotto i Troublemaker piuttosto che la 20th Century Fox.

In concomitanza con lo sviluppo di Predators, il coamministratore delegato per la Fox, Eric Rothman, ha presentato l'eventualità di produrre un quinto Alien ma solo in caso di una partecipazione di Ridley Scott, e comunque a rischio di nuova cancellazione o sviluppo tardivo vista la priorità di riavviare la saga Predator.

Inizialmente era previsto Rodriguez alla regia, che però ha declinato l'invito preferendo dedicarsi alla sceneggiatura e al coordinamento della produzione. Per trovare un regista viene quindi aperto il casting diretto da Rodriguez. Nimród Antal fu confermato dopo che Rodriguez stesso visionò personalmente il suo ultimo film, Armored.

Ai primi di maggio, Alex Litvak è stato incaricato della scrittura della sceneggiatura; per farlo, si è ispirato al plot originale di Rodriguez che prevedeva la presenza di un gruppo militare alle prese con delle creature aliene, in modo che il film si ponesse come una sorta di sequel del primo.

La stesura è stata ultimata agli inizi di giugno, aderente al plot originale ma con un'inedita aggiunta di violenza. Poco tempo dopo è iniziato il processo di rimaneggiamento per mano di Rodriguez e Michael Finch, terminato circa un mese dopo, il 12 luglio 2009. La sceneggiatura ultimata aveva una lunghezza complessiva di 90 pagine, e la violenza contenuta faceva prevedere una classificazione restrittiva del film.

Dopo che nella prima versione della sceneggiatura veniva ritrattato il personaggio Dutch come protagonista, si è parlato di un possibile ritorno di Arnold Schwarzenegger - che lo interpretò nel primo film, nel ruolo. Le notizie concernenti il coinvolgimento dell'ex attore come protagonista o in una parte facente da ponte reboot-sequel sono state inizialmente smentite ma Rodriguez ha confermato in seguito d'averlo effettivamente contattato perché interessato a rivolerlo nell'iconico ruolo o almeno in un cameo.
Si è parlato anche di Danny Glover per riprendere il ruolo interpretato in Predator 2.

Danny Trejo è stato il primo membro del cast artistico a confermare l'ingaggio, tramite un'intervista, per un ruolo da coprotagonista, Chuchillo, un narcotrafficante messicano, e che non appena avrà finito di lavorare alle riprese si dedicherà a Sin City 2, altro progetto di Rodriguez in stallo da alcuni anni.

In accordo con quanto dichiarato da Rodriguez ed Harry Knowles, la lavorazione si è svolta al 60% negli Austin Studios di proprietà Troublemaker cosicché si potessero sfruttare le agevolazioni fiscali sulle produzioni cinematografiche fornite dallo stato del Texas e consentirgli nel contempo di scegliere in parte quali scene fosse meglio riprendere e quali altre scartare.

Il bollettino iniziale della lavorazione prevedeva una durata totale delle riprese di 53 giorni: inizio il 28 settembre ai Troublemaker, proseguimento dal 1° novembre per un periodo di 22 giorni, su un totale dei 18 giorni inizialmente previsti, a Kolekole e nella costa Hamakua (Hawaii) per occorrere alla necessità di essere conformi ad una trama ricca di sfondi lussureggianti e giungle con poco accorgimento di grafica computerizzata.

Antal ha adottato poca grafica computerizzata per le riprese, scegliendo di usare poco i green screen e preferendo di far indossare agli attori i costumi dei Predator.
Le riprese sono terminate la seconda settimana di gennaio 2010.

Il film è entrato in piena postproduzione nel marzo 2010.
Gli effetti speciali sono stati curati dal KNB Effects Group, anche se Rodriguez ha dichiarato di non ritenere utile troppa grafica computerizzata in favore di più riprese tradizionali a costo di spendere più ore di lavoro; la stessa società si occupò della realizzazione dei Predators e in precedenza aveva lavorato al film originale. Howard Berger, capo della KNG, è stato incaricato a capo dell'aspetto dei Predator e per farlo si è basato su delle bozze usate da Stan Winston per il film originale, dichiarando che «è stato fantastico tornare indietro nella serie di film, non essendo stato coinvolto in alcuno dei sequel. È stato grandioso anche poter rifare quello che fece Stan Winston». I concetti artistici delle creature sono stati definiti fantastici da Berger, che commentandoli ha fatto notare come abbia voluto mantenere lo stile del film originale.


Note dalla produzione:
Robert Rodriguez presenta un coraggioso nuovo capitolo dell'universo di Predator, PREDATORS, girato sotto la guida creativa dello stesso Rodriguez nei Troublemaker Studios di proprietà del realizzatore, per la regia di Nimrod Antal. La pellicola vede protagonista il vincitore dell'Oscar® Adrien Brody (Il pianista) nei panni di Royce, un mercenario che con riluttanza è a capo di un gruppo di combattenti d'elite, che stanno iniziando a capire di essere stati portati in un pianeta alieno... per diventare delle prede. A eccezione di un medico sventurato, sono tutti assassini a sangue freddo, mercenari, membri della Yakuza, criminali e componenti di squadre della morte, insomma dei 'predatori' umani che ora vengono sistematicamente cacciati ed eliminati da una nuova stirpe di Predators alieni.
Oltre a Brody, PREDATORS vede protagonisti il premiato attore e realizzatore Laurence Fishburne (i film di Matrix), Topher Grace (Spider-Man 3), Alice Braga (Io sono leggenda) e Walton Goggins (The Shield). Inoltre, in altri ruoli importanti ci sono il fedelissimo di Rodriguez Danny Trejo, che recentemente è stato il protagonista dell'imminente pellicola Machete, così come il campione della UFC Oleg Taktarov (Il segreto dei templari), Mahershalalhashbaz Ali (Il curioso caso di Benjamin Button) e Louis Ozawa Changchien (Fair Game).

Nel 1987, Predator ci presentava uno dei personaggi più memorabili e popolari della storia del cinema di fantascienza, un guerriero extraterrestre in grado di rendersi invisibile e che provocava il panico nella giungla. Il pubblico ha abbracciato la complessa mitologia del film e alcuni anni dopo è arrivato anche un sequel. Nel 1994, con l'obiettivo di dare nuova vita al mondo di Predator, Robert Rodriguez, un giovane realizzatore che aveva appena esordito in maniera brillante grazie a El Mariachi, è stato invitato a scrivere una sceneggiatura con l'amato e temuto personaggio del Predator.
"All'inizio, io sono stato assunto solo come sceneggiatore", spiega Rodriguez. "Loro cercavano un approccio originale verso il materiale, così ho colto al volo questa opportunità. Ero un grande fan di Predator. Quando sono arrivato per la prima volta a Hollywood, ho incontrato Carl Weathers e Arnold Schwarzenegger, così ho pensato che una nuova pellicola di Predator sarebbe stato un progetto divertente a cui partecipare".

"Quello che mi piaceva del film originale è che si trattava di una pellicola ibrida. Incominciava come un classico titolo d'azione di Arnold Schwarzenegger, con un tradizionale gruppo di protagonisti, per cui ti innamori dei personaggi e li segui in questo viaggio. Poi, si trasforma in un film di fantascienza con gli alieni. Personalmente amo fare questi mix, pellicole come Dal Tramonto all'Alba, adoro mettere insieme vari generi".
"Per la nuova sceneggiatura, io volevo scrivere qualcosa di ultraterreno. Amavo l'atmosfera della giungla nell'originale, così ambientando la mia storia su un altro pianeta potevo tornare a un ambiente simile e comunque farlo sembrare nuovo. Inoltre, in questo modo avremmo capito perché il Predator era attirato dalla giungla terrestre (come mostrato nel film originale), visto che il loro pianeta di caccia aveva un terreno simile".

"La sceneggiatura che Robert ha realizzato nel 1994 comprendeva la location, una parte della trama di questo film e le idee di base per quanto riguarda i personaggi", commenta la produttrice di PREDATORS Elizabeth Avellán. “Robert non era andato oltre a questi punti. Lo hanno pagato per questo ed è stato un bell'esercizio di scrittura. A causa dei nostri programmi di lavoro, non c'è mai stato un momento in cui Robert avrebbe potuto dirigerlo. Allo stesso tempo, penso che dentro di sé volesse vedere questi personaggi che aveva creato apparire sullo schermo".

"Loro mi hanno dato carta bianca per scrivere il film", afferma Rodriguez. "L'ho realizzato inserendo in un'unica sceneggiatura ogni idea affascinante che avrei voluto vedere in una pellicola di Predator. Sapevo che non lo avrei diretto, quindi non mi sono preoccupato di questioni di budget o logistiche, volevo lasciare che fossero loro a pensarci. Ovviamente, questo progetto anni dopo è tornato per ossessionarmi. Infatti, con PREDATORS, dovevo capire come avrei potuto farlo”, scherza il produttore.

Il lavoro non realizzato di Rodriguez alla fine è diventato la base della sua nuova pellicola del 2010. Nel frattempo, ha diretto diversi progetti ed è diventato uno dei realizzatori più influenti della sua generazione. Inoltre, assieme alla partner di produzione Elizabeth Avellán, nel 1997 ha fondato gli ormai celebri Troublemaker Studios a Austin, in Texas.
Contemporaneamente, un appassionato di cinema di nome Nimrod Antal ha frequentato l'Accademia cinematografica ungherese, per poi diventare un apprezzato regista.
Nel 2009, dei dirigenti della Twentieth Century Fox sono arrivati ad Austin per incontrare Rodriguez e la Avellán e parlare di un film su Predator. “All'improvviso, Robert riceve una chiamata dallo studio, in cui gli dicono "abbiamo trovato la sceneggiatura che hai scritto, pensiamo che sia fantastica e che ci sia bisogno di un po' di lavoro, ma ti va di fare il film?", ricorda la Avellán.

“Quando il progetto è ritornato a me, è stato eccitante vedere che, anche dopo altri titoli di Predator, c'era ancora molto spazio d'azione", commenta Rodriguez. "L'idea con PREDATORS era di non farlo sembrare il quinto o sesto film di una serie, ma il primo. Non è un reboot o una nuova versione. Cronologicamente, si può pensare a questo film come successivo al primo e ritrovarsi così con una storia decisamente lineare. I Predators sono dei personaggi affascinanti con cui lavorare, per poter creare altri mondi che li vedono al centro della vicenda. Io volevo tornare a un prodotto incentrato sui personaggi. Era molto importante per me che ogni personaggio desse l'impressione di poter essere la star della pellicola. E se vedrete il nostro film senza aver prima visto gli altri, funzionerà comunque".

A causa dell'affollato carnet di impegni di Rodriguez come regista e coresponsabile del suo studio, dirigere il progetto non era possibile, almeno secondo i tempi richiesti dai responsabili della Fox. Così, è rimasto coinvolto come produttore, con l'idea di lavorare assieme a dei nuovi sceneggiatori per aggiornare lo script e assumere un regista che avrebbe realizzato la pellicola con un gruppo di fedeli collaboratori di Rodriguez. "Io stavo lavorando ad altro e non potevo dirigere PREDATORS, ma ho detto che avrei adorato produrre la pellicola qui alla Troublemaker”, rivela Rodriguez. “Abbiamo un modo particolare di fare le cose al nostro studio, in cui con pochi soldi possiamo realizzare dei film imponenti e strepitosi. Tutta la mia troupe adora il Predator originale ed erano entusiasti di poter lavorare a PREDATORS. Quando abbiamo iniziato a girare il nuovo film, il momento più incredibile per me come fan è stato uscire dal mio ufficio e imbattermi nelle creature di Predator", ricorda Rodriguez. "E' stato bellissimo".
"La decisione di assumere un regista e limitarci a produrre il film è dipesa anche dall'idea di aprire i Troublemaker Studios e crescere in quello che stiamo facendo”, aggiunge Avellán.

"Ho veramente amato l'esperienza come produttore", ammette Rodriguez. "Non l'avrei mai fatta all'inizio della mia carriera, quando ero impegnatissimo a dirigere, spostare la cinepresa e comporre le musiche dei miei film. Ma la mia troupe ormai è veramente esperta e ho trovato un regista fantastico in Nimrod, così come degli ottimi sceneggiatori in Alex Litvak & Michael Finch. Pensandoci ora, PREDATORS non era una mia creatura, qualcosa che avessi creato, come la serie di Spy Kids, ma un prodotto già esistente. Così, ero in grado di realizzare il film come un vero fan".
“Ci sono diversi progetti che ho scritto, totalmente o in parte, che non so se riuscirò a dirigere in tempi brevi, quindi questo era anche un esperimento per vedere se produrli potesse essere una soluzione", prosegue Rodriguez. "La mia squadra creativa può mettere su la produzione e io posso supervisionarla come produttore e responsabile dello studio. Così, dovrei comunque essere impegnato nella sceneggiatura, nel montaggio e negli effetti visivi, ma senza portarmi sulle spalle il peso del film come avviene per un regista. Potrei anche lavorare su altri progetti in questo modo".

Rodriguez ha pensato a tanti realizzatori importanti a cui affidare PREDATORS, per poi scegliere Nimrod Antal, che aveva impressionato Rodriguez con la sua pellicola di debutto Kontroll. "Quello che amavo del lavoro di Nimrod su Kontroll era la sua capacità di sfruttare le risorse a disposizione. Essendo uscito da El Mariachi, ho reagito in maniera forte a quello che Nimrod ha fatto con il budget limitato di Kontroll. Fin dalla prima inquadratura di quel film, si può capire che siamo di fronte a un realizzatore di valore. Lui ha una grande sensibilità per la storia e sa come lavorare con gli attori. Quando l'ho incontrato per la prima volta, sapevo che avrebbe collegato bene la troupe e gli attori. Inoltre, aveva una visione. Come produttore, vuoi qualcuno che sia in grado di migliorare il materiale, così da non dover pensare a tutto".
Antal era un grande fan dell'originale Predator. "Rappresenta la mia infanzia", spiega il realizzatore. "Io ero un grande appassionato di cinema e di Predator in particolare. Mi ricordo di aver visto l'anteprima all'Avco Theatre di Westwood, in California, con un gruppo di compagni di classe, un'esperienza indimenticabile". Una ventina di anni dopo, Antal stava cenando con alcuni di questi amici con cui aveva visto la pellicola in quell'occasione, quando ha scoperto che avrebbe diretto PREDATORS.

Rodriguez e Antal hanno capito di avere molte affinità in comune. “E' stato magnifico lavorare con Nimrod”, sostiene Rodriguez. “Abbiamo dei gusti e una formazione simili. Quando ci mostravano delle idee o dei concept per le creature, lui sceglieva le stesse che avevo in mente io. Siamo andati molto d'accordo e abbiamo una sensibilità simile. Tuttavia, talvolta arrivavo sul set e lui affrontava una scena in maniera opposta a quello che avrei fatto io, ma comunque funzionava benissimo".
"Nimrod mostra una grande attenzione ai dettagli", aggiunge Rodriguez. "Mentre lo osservavo, mi veniva da pensare che dovrei prendere in prestito qualcuno dei suoi metodi. E' uno dei motivi per cui vuoi lavorare con altre persone... per imparare da loro. Io mi considero sempre uno studente e sapevo che io avrei voluto imparare più da lui di quanto Nimrod possa voler imparare da me. Lui ha una visione notevole di quello che vuole esprimere e la sfruttava ogni giorno".

I realizzatori desideravano che PREDATORS fosse un nuovo thriller d'azione e di fantascienza, in grado di cogliere la magia di Predator. "Io ero attirato all'idea di inserire personaggi da parti diverse del mondo, che venivano portati su questo pianeta e che avevano le doti per rimanere vivo", commenta Rodriguez. "Questo ci forniva un cast internazionale di antieroi. Volevo che il film avesse un doppio significato, per cui pensi che le persone in questa pellicola mostrano una tale tensione tra loro che si ucciderebbero facilmente a vicenda prima di incontrare una di queste creature. Così, volevamo avere queste alleanze complicate all'interno del gruppo. Tutti loro sono dei predatori".

"La cosa importante e che la rende una pellicola diversa dalle altre di Predator, è che loro si trovano su un pianeta alieno e non sono a proprio agio, perché non conoscono le regole del posto", commenta la Avellán. "Sulla Terra, erano dei predatori e ora invece diventano le prede.
Questi esseri umani sono sconcertati, perché non hanno idea di cosa stia avvenendo e perché erano abituati a essere sempre sicuri di sé. Non si conoscono e non sono una squadra, ognuno di loro è un capo branco. All'improvviso, devono cedere il comando per riuscire a sopravvivere, perché le cose in cui si imbattono diventano sempre più inquietanti. E' un racconto pieno di suspense, sul sacrificio e sull'istinto di sopravvivenza che è presente in noi. E' una storia fantastica, ma che mostra delle emozioni notevoli".

Per rafforzare questa idea, Rodriguez ha assunto gli sceneggiatori Alex Litvak & Michael Finch, i quali, basandosi su una precedente sceneggiatura che avevano realizzato, hanno trovato il modo giusto di mettere insieme questi personaggi archetipici, degli assassini umani e predatori, per metterli contro gli alieni Predators. "Io, Nimrod, Alex e Michael volevamo tornare alle origini, rendendo più semplice la storia", rivela Rodriguez. "Anni fa, quando sono stato assunto per realizzare una nuova sceneggiatura di Predator, loro mi hanno permesso di fare tutto quello che volevo, ma adesso sarebbe stato troppo costoso. Quando Nimrod è salito a bordo, è rimasto attirato dalla suspense della caccia. Ne abbiamo parlato molto, io volevo controllare bene il budget e la storia, tirando fuori qualcosa che puntasse direttamente sulle emozioni".

"Nimrod aveva una visione particolare della pellicola che voleva realizzare. Lui desiderava renderla un film di caccia", commenta lo sceneggiatore Michael Finch. "Era molto deciso a riguardo. A suo merito, va detto che ha parlato con noi per molti giorni, in cui abbiamo discusso non solo i personaggi, ma anche dei particolari più specifici. Così, ha fornito un grande contributo, mentre intanto mostrava la sua passione nel desiderio di realizzare un film contenuto e divertente".

“Il pubblico aveva visto il film originale e sapeva come agiscono e riflettono i Predator. Il nostro compito era di prendere queste aspettative, abbracciarle e magari modificarle un po', cambiando la natura della caccia e le ragioni per cui queste persone vengono cacciate", rivela Finch. "Ma c'erano anche delle convenzioni alle quali dovevamo attenerci: i Predators arrivano verso di te, sono invisibili e possono colpire in ogni momento. Abbiamo anche creato nuovi tipi di Predators che sorprenderanno il pubblico, come cani e falchi, oltre a diverse varietà di armi".
"La versione più asciutta e cattiva è venuta fuori sotto la guida di Nimrod", aggiunge lo sceneggiatore Alex Litvak. “Nimrod voleva concentrarsi maggiormente sui Predators e realizzare un film più contenuto e stilizzato".

I predatori umani passano buona parte del primo atto del film non sapendo dove stanno o perché si trovano lì... fino a quando capiscono di essere le prede. "E' qualcosa su cui abbiamo lavorato molto con Nimrod, assicurandoci che questo processo fosse molto emozionante e desse vita a una svolta nella trama", spiega Litvak. "Bisognava farlo a livello emotivo, con lo shock, il senso di devastazione e la mancanza di speranza degli esseri umani. Abbiamo passato molto tempo lavorando su questo aspetto, che io definisco la catena della scoperta, come se tu dovessi far luce su un giallo".
Mentre il mistero e il terrore si dipanano, i membri di questa squadra di assassini costretti a convivere iniziano a scoprire sé stessi. "I mostri in PREDATORS non sono necessariamente quelli che pensiamo", sostiene Antal. “La pellicola parla fondamentalmente di un gruppo di persone che non vorresti frequentare e che nel loro ambiente sono dei mostri. Qui invece sono confusi, disorientati e paranoici, mentre vengono gettati in una situazione che non possono controllare, una cosa spaventosa per loro. I mostri umani si fronteggiano tra loro, solo per scoprire che c'è un mostro alieno più grande che li attende nella giungla. Questo viaggio fa emergere la loro umanità".


SCEGLIERE I PREDATORI UMANI
Un uomo cade nel vuoto a velocità spaventosa, mentre il paracadute si apre solo pochi secondi prima di una morte certa. Il vincitore dell'Oscar® Adrien Brody è stato scelto nei panni dell'ex militare Royce, il riluttante leader degli umani, che inizia il film senza avere idea di dove si trovi o le circostanze che lo hanno portato lì. "Nei miei film, cerco sempre di ottenere i migliori attori possibili", spiega Rodriguez. "Quando stavo realizzando Sin City, una pellicola tratta da un fumetto, avevo a disposizione Bruce Willis, Benicio Del Toro e Mickey Rourke.

Questo permette di migliorare il materiale a tal punto che non lo si può ignorare o considerarlo 'un semplice film-fumetto', così c'è una profondità maggiore. In questo senso, abbiamo un attore vincitore dell'Oscar, Adrien, che vuole far parte di una pellicola d'azione e fornire tutto quello che ha per esprimere una grande interpretazione e rendere credibile questo mondo. E' una scelta originale, perché non vuoi ricordarti costantemente che stai osservando un film. Hai bisogno di attori che tengano ancorata la pellicola alla realtà, considerando che la nostra storia è veramente fantastica. La differenza è enorme e improvvisamente credi a tutto quello che viene detto e fatto".
Così, sono venuti fuori dei paragoni inevitabili con il ruolo di Dutch in Predator, praticamente fin dal momento in cui Brody è stato scelto per incarnare il mercenario Royce.
"Non avevamo intenzione di replicare il personaggio di Arnold in PREDATORS", sostiene Antal, "altrimenti avremmo creato un danno al film e al pubblico. Il ruolo di Royce è fantastico per Adrien. Penso che gli spettatori saranno molto felici di vedere il suo lavoro nella pellicola".

"Non puoi competere con Arnold Schwarzenegger, quindi perché andare in quella direzione? E' molto meglio fare qualcosa che la gente non si aspetta", aggiunge Rodriguez. "La nostra strategia era di scegliere gli attori migliori, ma senza mostrare un braccio di ferro. Dici alle persone che faranno parte di un film di Predator che sarà diverso e coraggioso, così loro arrivano di corsa".
A livello fisico ed emotivo, gli attori dovevano essere credibili. "Fin dall'inizio, sapevamo tutti che la cosa più importante sarebbe stato avere degli ottimi attori", aggiunge Antal. "Quando realizzi un film, devi avere qualcuno che offre un certo peso all'interpretazione. Io posso far apparire chiunque un duro, ma non posso insegnare loro come recitare. Robert e io eravamo veramente eccitati dalla presenza di Adrien, perché è un attore fantastico. Lui comprende bene che il mestiere di attore è diventare quello di cui c'è bisogno per la storia".

"I soldati contemporanei mi assomigliano", commenta Brody. "I film attuali sono cambiati, ormai sono più radicati nella realtà. I soldati non sono dei superuomini. Penso che questo faccia parte di quello che mi attirava nel progetto, volevo creare un eroe tragico e pieno di difetti per il film. Royce è essenzialmente un solitario. In un certo senso, è la sua maggiore qualità come assassino e la sua maggiore debolezza come essere umano. In questa situazione, gli viene chiesto di fare una scelta per condurre le persone e occuparsi di loro, cosa che lui ritiene lo porterà a essere ucciso o che comunque non pensa di essere in grado di fare. Ci piaceva l'idea di creare un personaggio costretto a compiere una scelta contro la sua natura".

Un altro attore affermato, Laurence Fishburne, interpreta Noland, un essere umano che sopravvive sul pianeta. La sua caverna segreta contiene numerosi oggetti e armi. La semplice esistenza di Noland sul pianeta alieno fornisce degli indizi di una storia notevole dei Predators.
"Una volta che hai dato vita a questo pianeta, ci sono tante cose che possono succedere e con personaggi come Noland, potenzialmente ci sono molte storie da raccontare", rivela Rodriguez.
Lo sceneggiatore Michael Finch aggiunge che “Noland può rivelarci buona parte della storia e ha un compito preciso, ossia dimostrare alle persone coinvolte che morire su questo pianeta potrebbe non essere la cosa peggiore. In realtà, vivere potrebbe esserlo".

"Avremmo potuto spostarci in varie direzioni con la scelta del personaggio di Noland", ammette Rodriguez. "Laurence e Nimrod hanno lavorato insieme prima d'ora, al thriller del 2009 Blindato, ma il nome di Laurence è venuto fuori dallo studio, perché anche loro sono suoi grandi fan. Lui era in cima alla lista e io ho detto che sarebbe stato semplice. Avevo già sentito tutte queste storie magnifiche su Laurence da parte di Nimrod, quindi sembrava proprio la scelta giusta. La prima volta che l'ho incontrato, lui era già davanti alla cinepresa nei panni di Noland, mentre io ero sconvolto, era un momento veramente magico. Lui si divertiva un mondo".

Fishburne ha reagito bene alla direzione che i realizzatori stavano prendendo. "La cosa bella del film è che è un ritorno al vecchio Predator", commenta l'attore. "La struttura è praticamente la stessa, così come gli archetipi dei personaggi sono sufficientemente simili per fornire la sensazione espressa dal vecchio film. Il mio personaggio è uno di quegli elementi che collega la vicenda al primo episodio. Penso che Noland sia una strizzata d'occhio allo spettatore".
"Noland spiega agli altri quello che succede e la ragione per cui tutti si trovano lì, permettendo al pubblico di entrare a far parte delle vicende della pellicola. Quando Predator è uscito, non avevamo mai visto prima questa creatura, ed era veramente un uomo nero affascinante", aggiunge Fishburne. "E' un ritorno alla tensione e all'eccitazione del primo film. Abbiamo una nuova stirpe di Predator in questo film, ma i realizzatori si sono presi il tempo di guardare il primo episodio, prendere gli elementi migliori e cercare di migliorarli, mentre intanto li onoravano in qualsiasi modo possibile. Penso che il risultato sia efficace, soprattutto per la sceneggiatura, la scelta del gruppo di attori e gli archetipi che questi personaggi rappresentano".

Un personaggio decisamente fuori posto tra questi seminatori di morte - e che viene gettato in questo mondo strano - è Edwin, un dottore dal misterioso passato. "C'è bisogno di un personaggio che non si integri bene con il resto della squadra, in modo che possa diventare gli occhi del pubblico. Gli spettatori non possono identificarsi con gli altri personaggi, visto che sono dei killer professionisti", spiega Rodriguez.

"Il personaggio di Edwin è stato l'ultimo a essere scelto, perché era veramente una decisione complicata", commenta la Avellán. “Devi trovare un attore che può convincerti di non sapere perché si trova su questo pianeta. Topher Grace è questo tipo di all-American boy. E' un'ottima scelta, perché gli spettatori non lo vedranno come una minaccia".
Come tanti altri membri della squadra di PREDATORS, anche Grace era uno storico fan di Predator. "Ho adorato il primo film. Quando ho letto questa sceneggiatura, ogni pagina rivelava delle informazioni nuove sempre più intriganti. Qualsiasi attore vorrebbe interpretare un personaggio che mostra due o tre livelli di lettura contemporaneamente, è una gioia. Poi ho scoperto che Adrien Brody era stato scelto. Avremmo avuto un attore vincitore dell'Academy Award®? Era bellissimo. Così, sono stato fortunato che mi abbiano chiamato per recitare".

“Tutto quello che ho amato della prima pellicola, c'è anche qui", prosegue Grace. "Mi piace pensare a PREDATORS come a un sequel efficace del primo film. Credo che Robert Rodriguez e Nimrod Antal abbiano lavorato ottimamente in questo senso. Loro mostrano tutte le informazioni che abbiamo appreso nel primo film di Predator e un'ambientazione simile, ma proseguono lungo il percorso presentandoci dei nuovi elementi e provando cose diverse. Se ti è piaciuto il primo, questo è un pasto migliore, diverso e più delizioso".
Un altro personaggio centrale in questa alleanza tra assassini è l'unica donna del gruppo, Isabelle, una cecchina della Forze militari israeliane. "Non ho mai interpretato questo tipo di personaggio prima d'ora", sostiene Alice Braga, che ha recitato assieme a Will Smith in Io sono leggenda. "Isabelle è veramente una donna forte, ma non è dura con tutti. Penso che ci siano alcune cose della sua vita che la rendano più forte, ma allo stesso tempo ha un lato delicato e sta soltanto cercando di sopravvivere. Lei sta comprendendo molte cose di se stessa in questa situazione".

Isabelle, come i suoi colleghi, deve scoprire perché è stata portata su questo enorme terreno di caccia. "A mio avviso, ogni personaggio scopre perché è stato scelto", prosegue la Braga. "Isabelle sta cercando di capire la ragione per cui si trova in questo posto a combattere mostri del genere. Magari sono stati puniti per i loro crimini passati? Noi siamo quelli che normalmente uccidono la gente, ma ora diventiamo le persone che vengono cacciate".
La ricerca della Braga ha portato a una sorta di 'guida' per i cecchini. "Ho imparato che i cecchini devono essere precisi, metodici, organizzati e che non puoi avere sentimenti contrastanti", ricorda la Braga. "Devi essere molto accurato in quello che vuoi, che fai e nella tua missione. Lei è una dura e in questo gruppo Isabelle è molto importante, perché conosce bene la direzione dei venti e tutti gli altri elementi della giungla. Così, le sue doti sono veramente necessarie per sopravvivere".

Rodriguez era eccitato di avere la Braga nel film. "Amo avere personaggi femminili forti nelle mie pellicole. Ho cinque sorelle! Volevo che il personaggio femminile avesse una forza reale, non soltanto cinematografica, per cui magari viene scritto come un personaggio maschile e poi basta cambiare il nome. Era importante che fosse un personaggio assolutamente credibile e io ho insistito molto a riguardo. E' stata una bella sfida da scrivere, ma volevo che il film andasse in questa direzione. Ed ero entusiasta alla possibilità che Alice Braga venisse sul nostro set, lei ha un talento enorme. Quando ha fatto il provino, ho chiesto a Nimrod se potevamo assumerla subito, perché a mio avviso non c'era bisogno di vedere nessun altra. Lei era incredibile, rendeva il film molto più interessante semplicemente scegliendola. Si capiva cosa avrebbe apportato e che era il vero cuore della pellicola. Nimrod l'ha scelta immediatamente".

A Walton Goggins è stato chiesto di calarsi nei panni di Walter Stans, un serial killer pieno di tatuaggi e che si ritiene una rockstar. "Walt possiede un'energia che gli permette di essere divertente un momento e terrificante quello successivo", spiega Antal. "Ridi con lui e poi ti fa paura. Ogni volta che Walt era di fronte alla cinepresa, vedevo la troupe che lentamente si riuniva dietro ai monitor per osservarlo recitare. Non c'è bisogno di caffé se hai Walt Goggins".
Antal aveva scelto Goggins, ma Rodriguez non conosceva l'acclamato lavoro dell'attore in The Shield e in altri progetti. Inoltre, il personaggio veniva ancora modificato in fase di sceneggiatura. "Ho pensato che avremmo dovuto andare in un'altra direzione con questo personaggio", ricorda Rodriguez. "Ed era un problema, perché Nimrod aveva già assunto Walt. Così, mi sono detto che lo avrei dovuto incontrare, per dirgli personalmente che ero spiacente, ma che avevamo radicalmente cambiato il ruolo e che non ero soddisfatto. In realtà, Walt si è rivelato un collaboratore incredibile e di grande talento. Era il tipo di attore desideroso di far funzionare la parte a tutti i costi. Lui ha provato delle cose diverse, facendo tremare le pareti con la sua energia. In sostanza, ha ricreato tutto il personaggio di Stans fin dalle basi, dando vita a una figura veramente originale".

"Stans ha passato sedici anni nel braccio della morte", spiega Goggins. "Le prime immagini che vede fuori della cella di una prigione di una giungla aliena sono uno stimolo eccessivo. Lui si ritiene l'unica celebrità di questo nuovo pianeta di terrore e crede che la gente dovrebbe chiedergli un autografo. E' dark, ma anche divertente e pessimistico".
Una tenuta arancione di San Quentin e diversi tatuaggi, compreso quello di uno scorpione sul collo, hanno aiutato Goggins a entrare nel personaggio. In media, ogni giorno lui passava un'ora e mezza sulla sedia del make-up per conservare questa falsa arte corporea. "I tatuaggi mi facevano sentire autentico. E' stato interessante andare in giro indossandoli, sia alle Hawaii che a Austin. Ottieni tutto l'aiuto necessario nei negozi e nei ristoranti e non perché le persone siano sempre di animo gentile, ma perché hanno paura", scherza Goggins.

Un altro tipo di predatore umano gettato in questo mondo alieno è il membro di una gang di spacciatori, Cuchillo, interpretato da Danny Trejo. "Io non volevo che Danny facesse parte di questa pellicola", rivela Rodriguez. "Loro hanno scritto nella sceneggiatura di PREDATORS 'un tipo alla Danny Trejo' e io ho replicato che non esiste, perché non c'è nessun altro Danny Trejo. Qualsiasi altra persona si rivelerebbe una delusione. Avevo appena utilizzato Danny Trejo realizzando Machete e non volevo inserirlo anche in questa pellicola, quindi abbiamo cercato un altro. Ma non c'è nessuno che sia così carismatico, è questo che lo rende magnifico. Dovevamo avere Danny".
Antal è sempre stato convinto che Trejo fosse l'uomo giusto per il cast. "Io volevo Danny per il personaggio di Cuchillo fin dall'inizio. Lui ha partecipato a tanti film di cui sono fan, così quando l'ho incontrato ho vissuto un momento da appassionato. Di solito sono abbastanza tranquillo vicino agli attori, ma lui è Danny Trejo, andiamo! Inoltre, il suo personaggio ha la migliore battuta per descrivere la situazione della pellicola: 'Ti sembra un gruppo di persone che possano lavorare insieme questo?".

"Cuchillo non apprezza nessuno, un sentimento che ovviamente è contraccambiato", concorda Trejo. "E' un trafficante di droga e un assassino, che indossa degli stivali da cowboy e una camicia da pappone, mentre porta con sé due mitragliatrici, una pistola nove millimetri e un coltello, perché il mio nome è Cuchillo. Tutti sanno che questi personaggi sono bravi in quello che fanno, ossia uccidere".
Oleg Taktarov, un ex campione della UFC, interpreta Nikolai,un soldato delle Forze speciali russe che ha con sé nella giungla un'arma da quasi cinquanta chili. "Oleg è una sorta di Charles Bronson russo e in effetti lui è veramente un grande fan di Bronson", aggiunge Rodriguez. "E' difficile trovare questo tipo di attori attualmente. Oleg è arrivato e ci ha fornito questa sensazione".

"Abbiamo chiamato Oleg l'Orso russo", rivela Antal. "Aveva un potere nella sua interpretazione che era piacevolissimo da osservare. Spesso con gli atleti devi diventare un realizzatore imbroglione, visto che stai cercando di ottenere un'interpretazione da qualcuno che non ha la formazione di un attore. Oleg ovviamente forniva la giusta dose di solidità al personaggio, ma anche una profondità, quasi un dolore, che ritengo molti guerrieri possiedano. Loro falliscono in molti altri aspetti delle loro vite e lui è riuscito a rappresentare questo stato di cose".
Taktarov aggiunge che "quando giravamo questo film, mi sentivo come dopo i miei combattimenti nella UFC: distrutto, sia a livello fisico che emotivo".
"Nikolai è un personaggio veramente eroico", prosegue l'attore. "Lui rappresenta un leggendario eroe di guerra russo. Anche tra molti anni potrò essere orgoglioso di aver interpretato questo ruolo".

Mahershalalhashbaz Ali è stato scelto per il signore della guerra africano Mombasa ed era eccitato dalle caratteristiche del personaggio. “I migliori e più cattivi combattenti delle rispettive culture terrestri vengono messi insieme, mentre questi predatori alieni stanno cercando di migliorare le loro doti fronteggiandoli sul pianeta. Come spettatore, viene naturale prendere posizione", sostiene Ali. "Tutti vengono messi insieme e c'è un nemico comune, dotato di una tecnologia che va al di là della nostra comprensione. Questo genera uno scontro tra titani fantastico".
Louis Ozawa Changchien, nei panni di Hanzo, un killer della Yakuza, completa la squadra di predatori provenienti dalla Terra. "Hanzo può essere definito un assassino su commissione, il braccio della Yakuza", spiega Ozawa Changchien, che ha origini giapponesi e taiwanesi. "Lui porta con sé una Beretta 92-FS ed è ai vertici di una delle tre maggiori gang giapponesi. Non parla molto ed è decisamente riflessivo. Hanzo ama studiare le cose, analizzarle per un po' e solo in seguito agire. Ma quando dice qualcosa, gli altri prestano attenzione. Le sue parole sono piene di significato".


INCONTRIAMO I NUOVI PREDATORS
Avendo messo insieme un cast impressionante, dipendeva dai realizzatori rendere le loro stelle ultraterrene degne dell'eredità della prima pellicola. "Ritengo che la cosa che ha reso magnifico Predator sia il fatto che i personaggi umani andassero a braccetto con il Predator alieno, perché erano il modo per il pubblico di entrare nel film", commenta Rodriguez.

"Dovevano identificarsi con i personaggi umani, in modo che quando loro erano impauriti, anche gli spettatori avrebbero dovuto provare timore per quello che stavano vedendo. Così, dovevamo cogliere perfettamente i personaggi umani, in modo da rendere il Predator ancora più forte. Uno senza l'altro non funziona. Così, non solo ci siamo concentrati sul rendere magnifici i personaggi umani, ma anche sul fatto che i Predators avrebbero dovuto avere delle personalità magnifiche e distinte, che non li rendessero semplicemente gli 'altri'. Sono dei personaggi completi".
Mentre le stelle umane hanno stretto un forte legame durante le prime settimane di riprese alle Hawaii, il cast di PREDATORS e altre creature sono state preparate da un'importante gruppo di artisti e tecnici per le riprese a Austin. Gli storici collaboratori di Rodriguez Greg Nicotero e il suo collega Howard Berger, soci della KNB Effects Group, Inc., hanno ottenuto l'incarico di dar vita alle creature aliene e agli effetti speciali make-up. “E' una cosa veramente eccitante per noi, stiamo creando i personaggi che danno il titolo al film", commenta Nicotero.

Gli umani sopravvissuti compiono la stupefacente scoperta che il Predator originale è caduto vittima di questo 'aggiornamento', che loro capiscono essere il cacciatore supremo... e il Predator definitivo. Così, oltre a riportare in scena il Predator affettuosamente definito 'classico', la KNB ha creato tre nuovi Berserker Predators - Dog Handler, Falconer e Mr. Black. Questi rappresentano delle versioni più grandi, lunghe, snelle e mortali della specie che il pubblico si ricorda nei film precedenti. Inoltre, sono state ideate delle nuove creature che allargano la mitologia dei Predators, tra cui l'alieno Ram Runner e i Cani da caccia dei Predators.
Rodney J. Brunet, Chris Olivia e Alex Toader della Troublemaker Digital (TMS Digital), oltre all'artista concettuale Joe Pepe, ha iniziato a realizzare dei disegni preliminari che sono stati sviluppati dai designer alla KNB. Una squadra di 62 persone alla KNB, designer, artisti, scultori, modellisti e pittori, ha lavorato per circa 13 settimane nella loro struttura di 2.000 metri quadrati a Los Angeles.

“Ognuna di queste persone era coinvolta al 100% nel portare le migliori creature possibili in scena", dichiara Nicotero. "Shannon Shea, che fondamentalmente era il mio luogotenente in questa pellicola, ha lavorato con la società di Stan Winston sul Predator originale, quindi era decisamente coinvolto nel progetto" (Shea e l'attrezzista Tommy “Tom” Tomlinson erano i due membri della troupe che passavano il testimone, avendo collaborato al film originale del 1987).
“I tempi di realizzazione erano folli se si pensa al livello di lavoro", spiega Nicotero.
"Ogni pezzo delle circa sedici creature totali (tra cui le controfigure) doveva essere creato da zero. Ogni dreadlock, gioiello, mandibola e qualsiasi altro elemento di queste creature doveva essere ideato, costruito e messo insieme".

I Predators classici e nuovi sono degli alieni umanoidi creati soprattutto con delle tute all'avanguardia. "Essere in grado di osservare il Predator originale nella nostra storia forniva un senso di nostalgia, perché non lo abbiamo visto in questo modo dalla prima pellicola", commenta Rodriguez. "Volevamo che sembrasse un'evoluzione, il fatto di riprendere l'originale e affiancarlo a nuova specie aggiornata, più cattiva e dura".
"Robert e Nimrod ritenevano che il nostro Predator classico fosse la versione in videocassetta e il nuovo Predator l'iPod, quindi quest'ultimo doveva essere lucido, elegante e feroce", commenta Nicotero. "Immediatamente, ho avuto l'idea di portare l'armatura più a contatto con il corpo, sistemare i dreadlocks dietro e allungare la testa un po', in modo da non farla sembrare quadrata. Non sempre più grande significa migliore, i nuovi Predators hanno un aspetto elegante perché sono alti, lunghi e snelli".

Nicotero riflette sulle caratteristiche delle nuove creature. "Vediamo le loro maschere per la maggior parte del film e loro hanno una forte personalità. Il Dog Handler ha delle zanne che sono state prese da uno dei loro cani da caccia, il Falconer ha una maschera molto particolare, mentre Mr. Black ha questa strana mascella aliena. Ognuno di essi ha una personalità unica.
Inoltre, li abbiamo dipinti in maniera leggermente diversa, in modo che spicchino e che lo spettatore sia capace di distinguere visivamente i vari Predators". In effetti, tutti loro hanno la capacità di rendersi invisibili, come evidenziato nella prima pellicola, ma i nuovi hanno anche delle armi all'avanguardia, compreso un Predator Falcon volante e un nuovo Plasma Caster.

Mentre molti degli effetti di Predator erano concreti, la squadra di effettisti di questa pellicola ha apportato dei miglioramenti fondamentali, tra cui dei flash improvvisi, un ampliamento del set, una navicella spaziale digitale, parti della sequenza di apertura con la caduta libera e il paracadute, così come dei memorabili effetti di invisibilità. "Noi stiamo creando una nuova versione dell'invisibilità, l'abbiamo resa un effetto digitale, quindi risulta molto più pulito della pellicola originale", sostiene il supervisore agli effetti visivi Jabbar Raisani. “E' come se la loro tecnologia fosse stata portata nel futuro, quindi c'è un effetto invisibile più pronunciato in questo film".

Nell'universo di Predator, il tempo è tutto, soprattutto la prima apparizione delle creature nella storia. "Nella pellicola originale, penso che il modo in cui viene rivelato il Predator sia stato un successo, perché si sono presi il loro tempo per apparecchiare bene la tavola", commenta Antal. "Il terrore veniva sostenuto dalla lenta rivelazione del Predator. Era qualcosa che non avevi mai visto prima. Peraltro, per la prima mezz'ora il Predator non compare. In questa pellicola, abbiamo cercato di replicare questa rivelazione lenta".

Visto che i Predator dovevano eseguire degli stunt, Nicotero ha lavorato con il coordinatore degli stunt Jeff Dashnaw per scegliere gli interpreti che avrebbero indossato le tute da Predator. Dashnaw ha anche fornito a Nicotero delle istruzioni sul lavoro da svolgere per tenere al sicuro gli artisti coinvolti. "La pistola al plasma, le lame e alcune punte che emergono dalle tute possono risultare pericolose nei combattimenti", sostiene Dashnaw. "Così, Greg li ha ideati in modo che potessero essere tirati fuori dalle tute quando necessario e ritornassero in scena in postproduzione con gli effetti speciali".
Derek Mears, alto un metro e novanta, che interpretava il leggendario mostro dello schermo Jason Voorhees nel rifacimento di successo dello scorso anno Venerdì 13, incarna il Predator classico, mentre Brian Steele e Carey Jones sono i tre nuovi Predators.


LA PRODUZIONE
Dopo aver iniziato la produzione il 12 ottobre 2009 nelle giungle delle Hawaii, il cast e la troupe hanno terminato le riprese di PREDATORS nel Texas centrale. Il regista Nimrod Antal, assieme allo storico collaboratore e direttore della fotografia Gyula Pados, hanno fatto squadra con la troupe regolare di Rodriguez ai Troublemaker Studios di Austin. Tra di loro, c'erano gli scenografi Steve Joyner e Caylah Eddleblute, l'ideatrice dei costumi Nina Proctor, il coordinatore agli stunt Jeff Dashnaw, i supervisori agli effetti visivi Jabbar Raisani e Rodney J. Brunet (quest'ultimo della Troublemaker Digital) e Greg Nicotero & Howard Berger del KNB EFX Group, Inc. Considerando che buona parte della storia si svolge in una giungla, un reparto di giardinieri molto nutrito, diretto dal responsabile Richard Bell, è diventato un elemento chiave della produzione.

La squadra è piena di fan scatenati del Predator originale. "La cosa meravigliosa di PREDATORS è che si tratta di un progetto a cui Robert ha sempre tenuto molto", sostiene lo scenografo Steve Joyner. “E' una pellicola fatta da appassionati per gli appassionati".
"Tutti noi siamo stati ispirati dal primo Predator", aggiunge lo scenografo Caylah Eddleblute. “Ho studiato ogni inquadratura dell'originale. Aveva delle immagini magnifiche sullo sfondo, c'era sempre qualcosa tra il personaggio e la cinepresa. Ogni elemento era strutturato perfettamente e poteva vantare un'architettura magnifica. Quando devi affrontare una sfida del genere, vuoi veramente dare il massimo".

I realizzatori avevano soltanto dieci settimane di preparazione per dar vita a una produzione imponente, che comprendeva un cast corale e diverse creature in una storia piena di stunt e azione; delle location impegnative in due stati; una preparazione notevole sul luogo; e la costruzione di set elaborati. A rendere le cose più complicate c'era l'intenzione di realizzare buona parte degli effetti in maniera concreta o davanti alla cinepresa, dal fumo alle creature, dagli stunt alle esplosioni. Insomma, la squadra di effetti visivi avrebbe potuto prendersela comoda in postproduzione.
La produttrice Elizabeth Avellán attribuisce l'abilità dei Troublemaker Studios di produrre un film di alto livello per un prezzo ragionevole al talento e all'atteggiamento dei loro collaboratori regolari. "Abbiamo portato la maggior parte della nostra troupe della Troublemaker alle Hawaii perché loro sono fantastici. Abbiamo un ambiente di lavoro che non ha eguali. La Fox è rimasta molto impressionata dal processo di lavoro che c'è qui".

La maggior parte dello stile visivo della pellicola è stato definito dalle sue location e i set della giungla. "All'inizio, Gyula, Steve, Caylah e io abbiamo tentato di pensare ad altri film che contenessero delle scene epiche e visivamente bellissime nella giungla e che integrassero quello che la storia cercava di raccontare", rivela Antal. "Eravamo d'accordo che la nostra giungla non avrebbe potuto essere bella e rigogliosa. Piuttosto, doveva completare i personaggi dei Predator e la storia. Abbiamo ottenuto ottimi risultati attraverso la luce e la composizione, ma le location della giungla che abbiamo trovato erano impressionanti".

Per trovare la location perfetta per una giungla aliena esotica che completasse i set e le location in Texas, i realizzatori hanno considerato dei luoghi a Portorico, Messico e anche in Cina, prima di orientarsi verso diverse zone vicino Hilo, nelle Hawaii. “A livello geologico, la Grande Isola è una di quelle più recenti che si sono formate, quindi ha un terreno molto instabile e una vegetazione unica", rivela Joyner. "Le location erano decisamente aliene ed estreme, insomma luoghi difficili per svolgere il nostro lavoro".
Le location alle Hawaii dovevano combaciare visivamente con quelle in Texas, così come la giungla elaborata e il Terreno di Caccia che erano in costruzione ai Troublemaker Studios di Austin. Dopo una breve pausa per trasportare il cast, la troupe e l'equipaggiamento dalle Hawaii, la produzione ha ripreso a girare ad Austin, in Texas, su uno dei set più grandi mai costruiti nella storia del cinema in questo stato. Altri set di interni sono stati realizzati nei teatri di posa ai Troublemaker Studios, così come nei vicini Austin Studios, che permettevano di coprire un periodo di brutto tempo inconsueto, comprendente pioggia, freddo estremo e neve.

La zona esterna della Troublemaker ha ospitato un imponente set di circa 10 metri per 15 e che rappresentava il Terreno di Caccia nella giungla. "Nel creare il nostro Terreno di Caccia, lo scenografo Caylah Eddleblute e io abbiamo camminato in questa vegetazione come se fossimo i Predators", rivela Joyner. "Ci chiedevamo dove i Predators avrebbero portato le loro vittime, dove li avrebbero ripuliti e come avrebbero conservato le pelli, le ossa e i trofei che conquistavano. Così, abbiamo ideato delle zone specifiche all'interno del campo per tutto questo, quindi se sei un Predator, ti dovresti sentire a casa. Il Terreno di caccia è spaventoso, tutto è stato concepito per avere un aspetto pericoloso".

"Una delle direttive maggiori da parte di Nimrod fin dal primo giorno è stato il desiderio che il Terreno di Caccia sembrasse un dipinto di Hieronymous Bosch, un inferno come lo avrebbe potuto concepire l'artista", spiega Eddleblute. A fornire un grosso contributo all'aspetto infernale del set è stato il direttore della fotografia Gyula Pados. “Il modo in cui Gyula ha ripreso il Terreno di caccia lo rende quasi bellissimo", sostiene Rodriguez. "Ci sono delle luci leggere, come se ci fosse una coltre di alberi sopra di esso, tuttavia l'effetto è misterioso per via del fumo proveniente dalle fiamme".
Considerando che la storia si svolge nella giungla, il reparto di giardinaggio ha incominciato il proprio lavoro mesi prima della maggior parte della troupe. A luglio, hanno cominciato a raccogliere piante al caldo texano e hanno continuato a lavorare nella parte morta invernale, occupandosi di ogni aspetto, dalle piante piccole ai grandi alberi. Degli specialisti in terreni di Austin e dei negozi botanici hanno aiutato la produzione a trovare le piante necessarie.
Tre enormi camion con circa 4.000 piante tropicali ed esotiche sono state inviate dalla Florida, oltre a 1.200 contenitori da cinque galloni di erbe.

Essendo inverno, il reparto specializzato nelle piante ha anche utilizzato migliaia di chili di seta, alcuni posizionati su basi movibili. "Abbiamo finito per aggiungere circa 1,5 milioni di foglie ai falsi alberi", spiega l'ideatore delle piante Richard Bell. “Una delle cose su cui ci siamo concentrati è stato il terreno di caccia principale. Per oltre un mese e mezzo, avevo una troupe di dieci persone che raccoglieva materiale per tutto il Texas, che poi avremmo utilizzato per le scenografie. Prima di girare, abbiamo avuto a disposizione una settimana per ricoprire la parte della giungla che rappresentava il terreno di caccia, dopo che la troupe delle costruzioni aveva terminato con i loro elementi. Noi avevamo tanti cedri e querce morte, così come dei rami secchi".

Le armi sono una componente importante dell'universo di Predator e aiutano a definire sia i cacciatori umani che quelli alieni. Royce porta un machete che è quasi identico a quello che possedeva il personaggio di Dutch, incarnato da Arnold Schwarzenegger nella prima pellicola.
Peraltro, è anche stato realizzato dallo stesso costruttore di coltelli, Jack Crane. La squadra delle armi ha anche creato degli attrezzi per spellare le prede, oltre a lance, asce, trappole, armature e un coltello per Stans. Come rivela Joyner: “i Predators sono definiti dalle loro doti di caccia. Loro provano le loro capacità contro delle altre specie. Quindi, non si trattava di rafforzare una specie con armi o una tecnologia migliori. Loro sono dei puristi e noi abbiamo cercato di rimanere fedeli all'eredità della pellicola originale".

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