Regista: Lee Chang-dong
Titolo originale: Shi
Durata: 139'
Genere: Drammatico
Nazione: Corea del Sud
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: Cannes 2010,01 Aprile 2011 (cinema)
Attori: Da-wit Lee, Yong-taek Kim, Jeong-hee Yoon, Yun Junghee
Sceneggiatura: Lee Chang-dong
Trama, Giudizi ed Opinioni per Poetry (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Shi
Durata: 139'
Genere: Drammatico
Nazione: Corea del Sud
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: Cannes 2010,01 Aprile 2011 (cinema)
Attori: Da-wit Lee, Yong-taek Kim, Jeong-hee Yoon, Yun Junghee
Sceneggiatura: Lee Chang-dong
Trama, Giudizi ed Opinioni per Poetry (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Kim Hyunseok
Montaggio: Kim Hyun
Scenografia: Sihn Jeomhui
Costumi: Lee Choongyeon
Trucco: Hwang Hyunkyu
Produttore: Lee Chang-dong,Lee Joondong
Produttore esecutivo: Youm Taesoon,Choi Seongmin
Produzione: Pine House Film
Distribuzione: Tucker Film
Montaggio: Kim Hyun
Scenografia: Sihn Jeomhui
Costumi: Lee Choongyeon
Trucco: Hwang Hyunkyu
Produttore: Lee Chang-dong,Lee Joondong
Produttore esecutivo: Youm Taesoon,Choi Seongmin
Produzione: Pine House Film
Distribuzione: Tucker Film
La recensione di Dr. Film. di Poetry
Nessun commento di Dr.Film per ora...
LEGGI e SCRIVI opinioni e recensioni su Poetry
Opinioni e recensioni su Poetry, clic qui...
Colonna sonora / Soundtrack di Poetry
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Vittoria Febbi: Mija
Franco Zucca: Sig. Kang
Mauro Gravina: Padre Di Kibum
Antonio Sanna: Il Poeta
Antonella Rinaldi: Madre Di Heejin
Gerolamo Alchieri: Park, Il Poliziotto
Francesca Guadagno: Cho Mihye, La Poetessa
Saverio Indrio: Padre Di Soon
Informazioni e curiosità su Poetry
Note dalla produzione:«Viviamo in un’epoca in cui la poesia sta morendo. Alcuni ne sono dispiaciuti, altri dicono: “Crepi pure la poesia!” Fatto sta che c’è ancora gente che scrive poesie e gente che le legge. Cosa significa ‘scrivere una poesia’ in questi tempi in cui la poesia è in declino? È questa la domanda che volevo porre agli spettatori, e da qui, una domanda che faccio a me stesso: cosa significa ‘fare un film’ in questi tempi in cui il cinema è minacciato?»
Lee Chang-dong
L’AUDACIA CALMA DEL FILM POETRY (DI CLAUDE MOUCHARD)
Nato il 1° febbraio 1941, Claude Mouchard è professore emerito all’Università Paris 8, e viceredattore capo della rivista Poésie.
Poetry! Che titolo per un film, mi sono detto prima di vederlo. Cosa ci si può aspettare da un titolo come questo? Un film ha bisogno di un pubblico. Ci vuole un bel coraggio a presentarsi sotto il segno della “poesia”. A volte mi dico, la poesia è il nome di ciò che “non si vuole più”... e chi è che non vuole più? Il pubblico cinematografico, sicuramente, o, con questa scusa, i pesanti apparati produttivi e distributivi del cinema.
La poesia, in questo film, è strettamente associata al personaggio di una signora (relativamente) matura. La sua vita è tra le più modeste: si occupa di suo nipote, adolescente scontroso, e lavora come badante di un anziano emiplegico (che lei chiama “Presidente”). Ma il suo modo di occupare lo spazio visivo, con una discreta libertà, ha un fascino floreale. Succede che altri personaggi, sconcertati o anche affascinati, notino l’eleganza del suo abbigliamento... Nello stesso tempo, la sua freschezza e la sua fragilità – di corolla, di petali o di foglie – nascondono una determinazione inflessibile.
Ecco un film che non è un racconto (anche se la storia parte da un’inchiesta poliziesca). C’è piuttosto un presente che si irradia all’infinito. E quando, nel mezzo dei campi, la nonna ad un tratto, di fronte alla madre della ragazza morta, dimentica il motivo della sua venuta, il tempo si ferma; cede alla pura presenza.
Questo film, duro e allo stesso tempo lieve, dev’essere vissuto istante dopo istante. Ci coinvolge attraverso i suoi rapporti interni che vibrano. L’attenzione della nonna nei confronti del mondo sembra liberata dall’Alzheimer e (come un tempo lo sguardo del pittore De Kooning?) ritrova una nuova freschezza. Per questa donna, le rime sensuali diventano sensibili: visioni dei colori, macchie dei fiori rosso-sangue, canto di uccelli che all’improvviso le sembra di comprendere a fondo – come credette di poter fare Virginia Wolf diventando pazza...
La poesia? È ovunque nel film. Si svela come potenza aggregante – fino alla fusione di identità. Nella poesia finale, “La canzone di Agnes”, non si sente forse la voce dell’anziana donna diventare quella della ragazza morta?
L’immagine, d’altra parte, resuscita quest’ultima mentre guarda negli occhi lo spettatore e a quel punto notiamo sulle sue labbra l’abbozzo di un sorriso.
Tutto il film irradia, in modo cupo, una potenza allegorica diffusa.
E c’è una domanda che non saremmo in grado di formulare, ma che portiamo dentro di noi.
Claude Mouchard: In quale momento della lavorazione viene fuori il titolo di un film?
Lee Chang-dong: In generale, penso al titolo abbastanza presto. Stranamente, finché non ho il titolo, non ho veramente l’impressione che il film si farà. Qualche anno fa, in una piccola città coreana, una liceale è stata vittima di uno stupro collettivo. Questo fatto mi ha a lungo tormentato, ma non sapevo come avrei potuto esprimere i miei pensieri attraverso un film. All’inizio ho pensato a qualcosa come “So Much Water So Close to Home”, il racconto di Raymond Carver, ma avevo paura che questa costruzione fosse un po’ troppo banale. Poi un giorno, mentre stavo guardando la televisione in una camera d’albergo a Tokyo, mi è venuto in mente il titolo Poetry. Il programma che stavano trasmettendo era probabilmente destinato a un pubblico che soffriva di insonnia. Si vedeva un fiume tranquillo, degli uccelli che volavano e dei pescatori che gettavano le reti, il tutto con una musica di sottofondo che incitava alla meditazione. In quel momento mi sono detto che il film su quella vicenda crudele doveva chiamarsi Si. (Ndt: “Si” in coreano significa poesia). Assieme al titolo, mi sono venuti in mente il personaggio principale e la trama.
Come per caso, in questo viaggio mi accompagnava un poeta mio vecchio amico. Gli ho quindi parlato della mia idea e mi ha risposto che era un progetto rischioso. Mi ha anche detto che mi ero montato la testa a causa del successo - poco - che avevo ottenuto in passato. Ma, paradossalmente, pure ascoltandolo, mi sentivo sempre più sicuro di me stesso.
CM: Quando ha pensato all’attrice Yu Junghee? Il pubblico la riconosce subito? O dipende dalle generazioni?
L CD: I giovani di meno di 30 anni penso che non la conoscano bene. Nel cinema coreano c’è una rottura netta tra le generazioni. Fin dall’inizio, cioè fin da quando ho pensato a questo personaggio di una sessantenne che si prende cura del nipote, mi è venuta in mente quell’attrice. L’idea mi è venuta in modo del tutto spontaneo. Poco importava il fatto che non lavorasse da una quindicina di anni. Il suo vero nome è Mija, come la protagonista del film. Non l’avevo fatto apposta, era una coincidenza.
CM: L’Alzheimer: come le è venuta questa idea? Nel momento in cui la protagonista incontra (in campagna) per la seconda volta la madre della ragazza violentata, lei rinuncia a dirle ciò che deve comunicarle? Oppure dimentica il motivo della sua visita?
L CD: Alzheimer, la parola mi è venuta assieme al titolo, al personaggio della sessantenne che si occupa da sola di un adolescente e che scriverà una poesia per la prima volta nella sua vita. Impara a scrivere delle poesie e, quasi allo stesso tempo, inizia a dimenticare le parole. Questa malattia è un’allusione molto netta alla morte. E viene allora in mente il rapporto tra quelli che se ne vanno e quelli che restano.
Quando la protagonista va in campagna per parlare con la madre della vittima, è affascinata dalla bellezza della natura, in mezzo alla quale trova d’un tratto l’ispirazione. Dimentica lo scopo della sua visita. Probabilmente questo è legato alla sua malattia. La perdita di memoria è una cosa terribile! Ma è anche a causa della sua “poesia” che dimentica. A volte la poesia fa dimenticare la realtà.
CM: Il professore-poeta non dice nulla di tecnico sulla poesia; cerca solo di suscitare il desiderio di poesia nella vita... Insiste sul “vedere”: mi sembra che in questo modo si instauri un rapporto tra la poesia e il film, tra il desiderio di scrivere una poesia e il desiderio di fare un film.
L CD: È verissimo. “Vedere bene”, riguarda sia la poesia che il cinema. Certi film ci permettono di avere uno sguardo nuovo sul mondo. Altri ci portano a vedere solo ciò che avevamo voglia di vedere. Ce ne sono anche di quelli che ti impediscono di vedere qualunque cosa.
CM: La poesia è “tematicamente” al centro del film con il laboratorio di poesia e il club di lettura dei poemi. Ma la poesia non si trova ovunque nel film, per il modo in cui è stato “costruito”. Questo film, più che gli altri che ha realizzato fino ad oggi, mi sembra fatto di rapporti in movimento, e che legano istanti molto duri con altri molto fragili. Il film ha un carattere “aperto”.
L CD: Ho pensato a un film che assomigliasse a una pagina sulla quale è scritta una poesia e in cui rimane molto bianco. Questo vuoto potrà essere colmato dallo spettatore. In questo senso, sì, è un film “aperto”.
CM: Così lei lascia vuote alcune caselle che sembrano importanti. Il poliziotto che partecipa alle attività poetiche e dice delle cose “oscene” riappare al momento dell’arresto del nipote e la reazione di Mija lascia supporre che sapesse già che sarebbe venuto. Dobbiamo pensare che ha denunciato il crimine del nipote? Se sì, perché non l’ha mostrato in un modo più evidente?
L CD: È un segreto di Mija e anche del film. Tocca allo spettatore decifrare questo mistero. Mija non avrebbe voluto svelare il suo segreto. Vi sono in ogni modo alcuni indizi, forse sufficienti. Quando piange davanti al ristorante, l’ispettore è accanto a lei; il giorno in cui suo nipote sta per essere arrestato dalla polizia, Mija gli ha comperato una pizza, gli ha ordinato di farsi un bagno e gli ha tagliato le unghie dei piedi e ha fatto venire la madre del ragazzo... Ma non volevo mostrare questo aspetto in un modo troppo diretto. Volevo piuttosto suggerirlo allo spettatore alla maniera di una “moralità” del Medio Evo. Una specie di gioco dissimulato nel quale lo spettatore è invitato a fare una scelta morale di fronte alle parti mancanti del film, esattamente come la protagonista. Ma questo gioco è talmente discreto che lo spettatore può non prenderne coscienza.
CM: Quando la nonna finisce per cedere alle “avance” del “Presidente”, lo fa pensando già ai soldi che potrà chiedergli? Si ha l’impressione che l’idea di chiedergli dei soldi le venga solo più tardi. Aveva quindi deciso prima (dopo aver riflettuto, o impulsivamente) di fare al presidente questo “regalo” prima della sua morte?
L CD: Quale sentimento mai avrà potuto spingere Mija a fare “quest’atto di carità” a favore di quel vecchio maschilista? Prima di decidersi, in ogni modo, ha riflettuto per un bel pezzo sulla sponda del fiume dove la ragazza si era suicidata. Probabilmente era assorta in pensieri profondi e complessi. Quello sul desiderio sessuale di ragazzi immaturi che avevano trascinato alla morte la ragazza e quello del vecchio che l’aveva supplicata dicendo che voleva essere un uomo ancora per un’ultima volta... Paradossalmente decide di esaudire il suo desiderio. Senz’altro per pura pietà. Ma più tardi è lei stessa a sporcare il suo gesto chiedendo al vecchio del denaro. È triste, ma non ha alternativa.
CM: Rime, echi, ritorni... mi sembra che il film riporti degli echi visivi: i fiori in particolare, i fiori rossi... sebbene, nell’ambulatorio della dottoressa, si tratti di fiori rossi artificiali.
A un certo punto vediamo delle stoviglie sporche nella cucina della nonna (mentre lei sta guardando quei piatti); e più tardi, al corso di poesia, si dice che la poesia si trova anche nelle stoviglie sporche.
Oppure è il cappello della nonna che cade in acqua e che ricorda il suicidio della ragazza (e l’immagine del corpo alla deriva sul filo dell’acqua all’inizio del film), ma si direbbe che questo cappello, galleggiando, alleggerisca il ricordo dell’immagine iniziale...
L CD: I fiori rossi hanno un rapporto col sangue. Spesso la bellezza è legata alla bruttezza. I fiori artificiali sono a volte molto belli. Il cappello che cade in acqua fa pensare al suicidio della ragazza e allude al destino di Mija.
CM: Anche la fine del film resta aperta. Dove se ne è andata dopo aver lasciato una poesia? Non sappiamo, ci si accontenta di avvertirne l’assenza ascoltando la sua voce mentre legge la sua poesia.
L CD: Anche lì ho voluto lasciare allo spettatore il compito di riempire la casella vuota. Anche se ci sono degli indizi. Il corso del fiume nell’ultima scena fa pensare che Mija abbia fatto suo il destino della giovane ragazza. E poi c’è anche ciò che pensa vedendo le albicocche cadute a terra.
CM: La canzone di Agnes: la voce della nonna diventa, in modo fluido, quello della ragazza. Vero?
L CD: Agnes è il nome di battesimo della ragazza morta. Mija scrive al posto suo l’unica poesia che lascerà al mondo. Parla a nome di quella ragazza immaginando ciò che quest’ultima avrebbe voluto dire al mondo mentre lo lasciava. Possiamo quindi dire che esse si fondono attraverso questa poesia.
CM: Lei dice che questo film pone una domanda: cosa significa la poesia in questi tempi in cui la poesia sta agonizzando? Lei dice anche che in questa domanda, la parola “poesia” può essere sostituita con “cinema”. la sua concezione di poesia si riflette nel pensiero che guida il film?
L CD: Avevo proprio voglia di porre la domanda allo spettatore. Tocca a lui dare la risposta. Ma, c’è una cosa che penso a proposito della poesia: essa canta ciò che un altro pensa e sente al mio posto. Se qualcuno mi chiede perché faccio dei film, potrei rispondergli: “Racconto la sua storia al posto suo”.
A PROPOSITO DEL PERSONAGGIO
IL PERSONAGGIO DI MIJA RACCONTATO DA LEE CHANG-DONG
E LA SUA ATTRICE YU JUNGHEE
In Poetry, la protagonista Mija deve consegnare a un professore di letteratura un compito, una poesia che deve scrivere in un mese. Per lei, che non ne ha mai scritte, a 66 anni di età, è una sfida.
Nei precedenti film di Lee Chang-dong, i personaggi principali – Makdung in Green Fish, Yongho in Peppermint Candy, Jongdu in Oasis, Sinae in Secret Sunshine – sono tutti al centro di un evento. Sono vittime di un mondo pieno di ipocrisie in cui regna l’indifferenza. La situazione della protagonista di Poetry è differente. Non è né vittima né carnefice, ma piuttosto una spettatrice che osserva il comportamento degli altri dopo un dramma. In questo film, la gente, i carnefici e i loro parenti non provano sensi di colpa, nemmeno una vera compassione. Ma nel cuore di Mija, l’osservatrice, si fa strada uno sconcerto che diventa insostenibile. Mentre nel corso dei suoi 66 anni di vita non si è mai sfogata, ora lancia, attraverso la sua poesia, un grido al mondo.
L’interprete principale dice di essere rimasta sorpresa quando ha saputo che il suo personaggio si chiamava Mija, che è il suo vero nome. Lee Chang-dong, da parte sua, dichiara di non aver mai immaginato per il suo personaggio altro nome che Mija.
Mija è un personaggio difficile da definire. È una sessantenne che ha mantenuto l’innocenza della sua gioventù e d’altra parte nasconde dentro di sè delle insondabili profondità.
Lee Chang-dong aveva intuito che l’attrice e il suo personaggio avevano entrambi una grande forza interiore e un certo ardore tenuto nascosto dietro le apparenze. Il regista nondimeno si è chiesto se questa attrice, che si è costruita uno stile di recitazione personale attraverso gli innumerevoli ruoli che ha interpretato, avrebbe potuto incarnare un personaggio di quel tipo, soprattutto dopo una così lunga assenza dal cinema. Ma l’attrice non ha avuto nessuna reticenza all’idea di rinnovarsi...
Per interpretare quel ruolo, l’attrice si è totalmente lasciata guidare dall’intuizione di Lee Chang-dong. Così è nata Mija, questa donna il cui candore deve subire quelle ferite che il mondo le infligge.
[an error occurred while processing this directive]
[+] aggiungi informazioni e curiosità su Poetry oppure [+] scrivi recensione e vota Poetry
Vota, leggi trama e opinioni su Poetry di Lee Chang-dong - Torrent, scaricare Poetry di Lee Chang-dong, streming