Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo di Terry Gilliam

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locandina Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo
 
Regista: Terry Gilliam
Titolo originale: The Imaginarium of Doctor Parnassus
Durata: 122
Genere: Avventura, Fantastico, Mistero
Nazione: Francia, Canada
Lingua originale: inglese
Rapporto:

Anno: 2009
Uscita prevista: 16 Ottobre 2009 (cinema)

Attori: Johnny Depp, Heath Ledger, Jude Law, Christopher Plummer, Lily Cole, Tom Waits, Verne Troyer, Andrew Garfield, Richard Riddell, Mike Godfrey, Mark Benton, Colin Farrell, Simon Day
Sceneggiatura: Terry Gilliam, Charles McKeown

Trama, Giudizi ed Opinioni per Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Nicola Pecorini
Montaggio: Mick Audsley
Musiche: Jeff Danna
Scenografia: Anastasia Masaro
Costumi: Monique Prudhomme

Produttore: Amy Gilliam, Samuel Hadida, William Vince
Produttore esecutivo: David Valleau, Victor Hadida
Produzione: Davis-Films, Infinity Features Entertainment, Parnassus Productions
Distribuzione: Moviemax

La recensione di Dr. Film. di Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo
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Colonna sonora / Soundtrack di Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Adriano Giannini: Tony
Riccardo Rossi: Tony (I)
Riccardo Niseem Onorato: Tony (II)
Fabio Boccanera: Tony (III)
Gianni Musy: Dott. Parnassus

Personaggi:
Heath Ledger: Anthony "Tony" Shepherd
Christopher Plummer: Dott. Parnassus
Tom Waits: Mr. Nick
Verne Troyer: Percy
Lily Cole: Valentina
Andrew Garfield: Anton
Johnny Depp: Tony (I° trasformazione)
Jude Law: Tony (II° trasformazione)
Colin Farrell: Tony (III° trasformazione)

Informazioni e curiosità su Parnassus - L'uomo che voleva ingannare il diavolo

Il 22 gennaio 2008, la produzione è stata interrotta a causa della morte di Heath Ledger, avvenuta a New York durante un periodo di pausa dalle riprese, per avvelenamento accidentale causato dagli effetti combinati dei sonniferi e degli ansiolitici che l'attore stava prendendo dietro prescrizione medica.
Se in un primo momento la lavorazione sembrava definitivamente sospesa (come annunciato il 24 gennaio), si è poi deciso di completare il film, dedicandolo al giovane attore scomparso; per una coincidenza fortunata le parti non ancora girate (che si svolgono al di là dello specchio) e la magia giustificano un cambiamento nel personaggio di Tony, sostituito da Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrel.


Note dalla produzione:
L'annuncio di un nuovo film di Terry Gilliam evoca sempre un misto di eccitazione, curiosità e non poca apprensione. Questo regista visionario ha la reputazione di essere un ribelle e un creativo molto particolare.
La tragica scomparsa di Heath Ledger durante la produzione di PARNASSUS - L'UOMO CHE VOLEVA INGANNARE IL DIAVOLO ha minacciato di bloccare tutto ma Gilliam ha lottato per ripensare la storia senza perdere la magnifica interpretazione che la sua star aveva già regalato al film. Il regista, il suo cast e la troupe hanno lavorato senza sosta per completare il viaggio che era iniziato nella fervida immaginazione di Gilliam e del suo co-sceneggiatore Charles McKeown meno di 18 mesi prima.
"Considerando che il format della storia ci permette di conservare l'intera interpretazione, in nessun momento il lavoro di Heath verrà modificato o alterato con l'utilizzo della tecnologia digitale", hanno assicurato i produttori della pellicola ai media e al pubblico. "Ognuna delle parti interpretate da Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law rappresenta uno dei tanti aspetti del personaggio che Heath stava recitando.
Sono grato a Johnny, Colin e Jude per essere saliti a bordo, così come a tutti quelli che hanno reso possibile concludere il film", aggiunge il regista Terry Gilliam, "oltre a essere felicissimo che la fantastica interpretazione di Heath sarà condivisa con il mondo".
In questa moderna avventura fantasy, il Dottor Parnassus (Christopher Plummer) possiede la dote straordinaria di ispirare l'immaginazione degli altri. Aiutato dalla sua compagnia teatrale, il sarcastico e cinico assistente Percy (Verne Troyer) ed il giovane tuttofare Anton (Andrew Garfield, il recente vincitore del BAFTA®), Parnassus offre agli spettatori la possibilità di superare la realtà passando attraverso uno specchio magico che li catapulterà in un universo fantastico, fatto di immaginazione senza limiti.
Tuttavia, questa magia ha un prezzo. Per secoli Parnassus ha giocato con il diavolo, Mr. Nick (Tom Waits), che però sta arrivando per prendersi quello che gli è dovuto, Valentina (Lily Cole), la preziosa figlia di Parnassus, che sta per festeggiare il suo sedicesimo compleanno. Inconsapevole del destino che l'attende, Valentina si innamora di Tony (Heath Ledger), un misterioso ed affascinante outsider. Per salvare la figlia e redimersi, Parnassus fa un'ultima scommessa con Mr. Nick, che proietta Tony (interpretato nelle sue numerose visite nel mondo oltre lo specchio da Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law), Valentina e l'intera compagnia teatrale in un viaggio vorticoso fatto di sorprese e svolte, dentro e fuori Londra e nel territorio spettacolare dell'Imaginarium.
Le riprese del film sono iniziate a dicembre 2007 nella capitale britannica, dove Gilliam ha girato delle sequenze con Parnassus, la sua compagnia ed il loro imponente teatro trainato da cavalli, con sullo sfondo tanti simboli famosi della città.
La carovana condotta da Percy (Verne Troyer) è diventato uno spettacolo familiare per i frequentatori di Londra prima di Natale, mentre si spostava attraverso le strade di notte. Una serie di inquadrature notturne e ventose ha visto il palco viaggiante dell'Imaginarium in una zona dominata dal profilo familiare del Tower Bridge; poi al centro di una rissa tra ubriachi all'ombra imponente della Southwark Cathedral; e in seguito invasa dai mafiosi russi nei gloriosi confini vittoriani di Leadenhall Market.
Due dei principali personaggi erano pericolosamente in bilico nell'atmosfera gelida a Blackfriars Bridge, sopra il Tamigi, mentre la gigantesca struttura del Battersea Power Station, la maggiore composta da mattoni in Europa, ospitava una serie di scene domestiche comprendenti il Dottor Parnassus e la sua famiglia allargata.
Per terminare le sequenze contemporanee, la produzione si è spostata ai Bridge Studios vicino Vancouver, in Canada, per sette settimane di riprese con il bluescreen, creando la grandeur epica dell'Imaginarium. Vancouver ha anche offerto delle location notevoli, come il suo magnifico teatro art deco, l'Orpheum, che ha ospitato il ballo di beneficenza e la conferenza stampa del film.

Gli elaborati effetti visivi, nati grazie alla fervida immaginazione di Gilliam, sono
stati realizzati dalla Peerless Camera Company, la società londinese che ha lavorato
con il regista a tutti i suoi film e che recentemente ha svolto un lavoro all'avanguardia
per pellicole come “United 93” e “Casino Royale”.


Note di produzione
Scolpire il marmo:
Nel novembre del 2006, Terry Gilliam e Charles McKeown hanno iniziato a lavorare alla sceneggiatura, la terza a cui hanno collaborato dopo "Brazil" e "Le avventure del barone di Munchausen". Gilliam ha deciso di scrivere nuovamente qualcosa di originale, dopo alcuni progetti basati su script già pronti o adattati da libri. "Era bello scoprire se potevamo ancora farcela da zero", spiega il regista. Così, si è messo in testa di esplorare il suo magazzino di materiale inutilizzato, con varie idee, alcune di film non realizzati, che erano riposti in un cassetto, e ha incominciato a tirarli fuori per vedere cosa potesse essere sfruttato.

Gilliam era intrigato dall’idea di esplorare il tema di una compagnia di teatro itinerante, con sede nella Londra moderna e che si ritrova a viaggiare tra tanti mondi esotici e fantastici. Gilliam ha anche ideato, come personaggio centrale, un uomo un po' perso e fuori dal tempo, poco in sintonia con il pubblico che non vuole ascoltare più le sue storie, mentre è stato McKeown a inventare il nome Parnassus. "E' una sorta di avventura. Non era assolutamente concordato, ma era chiaro nella mente di Terry. Ritengo che il concetto del Dottor Parnassus come un medico asitico si sia evoluto. Non credo sia partito in questo modo".

Il passo successivo li ha visti seduti a scambiarsi idee, anche se, come ammette lo stesso Gilliam, non c'era un piano preciso. McKeown riteneva che scegliere fosse molto importante nel loro film, perché entrare in questo mondo straordinario comprendeva una serie di scelte che determinano le vite dei personaggi. I due sceneggiatori hanno lavorato sui loro computer, scambiandosi continuamente proposte per mail. "Poi ci siamo rivisti", ricorda Gilliam. "Abbiamo affrontato la storia e, a poco a poco, qualcosa è venuto fuori. Non c'era una forma precisa, si trattava di stare seduti e scolpire questo enorme blocco di marmo fino a che qualcosa di meraviglioso non è venuto fuori".

"Abbiamo parlato per un paio di settimane dell'argomento in maniera generica", ricorda McKeown. "Poi abbiamo passato una giornata ad affrontare tutti gli argomenti in ballo e, finalmente, abbiamo cominciato a parlare della storia stessa e come si collegasse agli eventi contemporanei. Per un paio di settimane, è stato un misto di tutte queste cose e poi abbiamo cominciato a scrivere".

"In effetti, ho insistito perché Terry scrivesse il trattamento, visto che ha un controllo migliore di quello che avevo io in quella fase. In quel momento, non lo capivo veramente bene. Sebbene fosse divertente e potessi percepire la storia, pensavo che Terry avesse comunque una visione migliore della mia. Poi ho iniziato a scrivere delle scene, i dialoghi, i personaggi, le ambientazioni e così via, chiarendo un po' tutto. Gli mandavo per mail sei o sette pagine e lui ci lavorava, cambiandole, abbellendole e prendendo quello che voleva, per poi aggiungere altre cose. Nel frattempo, gli inviavo tante altre pagine, mentre lui me le ripassava e mi mostrava quello che aveva fatto".

"Era un procedimento continuo, avanti e indietro, ma a un certo punto ci siamo fermati quando siamo arrivati alla fine della sceneggiatura, analizzando quello che avevamo fatto e il punto in cui ci trovavamo".
Secondo Gilliam, "è stato come un incontro di tennis, con la pallina che andava avanti e indietro, mentre le cose lentamente si sviluppavano. Hai delle idee, inizi a inserirle e da questo nasce un racconto. E' stato bello tornare a lavorare con Charles, era passato molto tempo da Munchausen".

"Non penso che abbiamo terminato con quello con cui avevamo iniziato, da ogni punto di vista", ammette McKeown. "Forse il Dottor Parnassus è simile a come era originariamente, ma altri personaggi sono decisamente cambiati durante il percorso.
Sicuramente, il personaggio di Valentina, la figlia di Parnassus, è cambiata molto e così come altri protagonisti, quando ci rendevamo conto che non stavano funzionando".

"Abbiamo veramente infranto le regole. In teoria, dovresti concentrarti su un personaggio centrale, è una delle ricette del successo avere un personaggio centrale con cui il pubblico è in grado di identificarsi. Ma questo è un lavoro corale e anche se il titolo è 'Parnassus', personaggio che è al centro della storia e con tutta la vicenda che ruota intorno a lui, sei comunque coinvolto anche nelle storie di tutti gli altri".

"Il tema dell'immaginazione è fondamentale, l'importanza dell'immaginazione, il modo in cui vivi e come pensi. Chiaramente, è un tema tipico di Terry. Per un certo periodo, ha preso altre sceneggiature e libri e li ha fatti suoi, nel senso che sono identificabili senza problemi con altre pellicole di Terry Gilliam. Ma credo che questo vada più in là di quanto abbia fatto recentemente. C'è un'influenza diversa, questa è più una cosa sua. E' un film ancora più in stile Terry Gilliam, come non capitava da tempo. Terry si getta sempre in quello che fa con un'energia e un vigore enormi, quindi deve valerne la pena. Deve essere qualcosa di veramente stimolante, come era 'Brazil' e per certi versi 'Munchausen'. Ha questa dote viscerale e Terry non si tira indietro quando si impegna. Questa è una storia che lo ha visto coinvolto al 120% e probabilmente verrà maggiormente fuori la sua personalità rispetto ad altre pellicole fatte recentemente".

"Non so di chi sia l'autobiografia", confessa Gilliam. "Pensavo che fosse una storia collegata alla mia persona, ma adesso non ne sono più sicuro! Parla della lotta delle persone creative, gli artisti. Cercano di ispirare gli altri, incoraggiandoli ad aprire gli occhi per apprezzare la verità del mondo, ma la maggior parte di loro non ha successo. Questa è la realtà. E' un'idea magica e tragica al tempo stesso, un gruppo di persone straordinarie in un teatro favoloso che viaggia per Londra, ma senza che nessuno presti loro attenzione. Sono convinto che, nel mondo moderno, la gente non veda più quello che è veramente importante. Tutti sono concentrati sul loro Ipod, videogiochi o a investire in borsa, tutte attività interessanti e che richiedono tempo, ma ci sono tante cose straordinarie e importanti che accadono là fuori e nessuno presta attenzione".


Mettere tutto su pellicola:
“Ho realizzato gli storyboard per la prima volta da molto tempo", ricorda con piacere Terry Gilliam. "E' per questo che ho apprezzato l'esperienza. E' stato come tornare ai miei primi film, in cui realizzavo personalmente gli storyboard di qualsiasi cosa. E' veramente eccitante, quando scrivi una sceneggiatura, sederti a disegnare. E' diverso, io non leggo più la sceneggiatura, ma la riscrivo basandomi sui disegni ed è magnifico. Abbiamo costruito dei modellini, utilizzato il CGI e messo tutto assieme, per cercare di confondere la gente, così non si capisce come abbiamo costruito il nostro mondo. E' un trucco magico..."

Amy Gilliam stava facendo i primi passi come produttrice, lavorando a Vancouver assieme al candidato all'Oscar William Vince, quando ha sentito che il padre stava scrivendo una nuova sceneggiatura. "Essendo impegnata nell'industria cinematografica da dodici anni ed essendomi ormai fatta strada, uno dei miei desideri maggiori era di produrre un giorno un film con mio padre", ricorda la donna.

"Quando ho letto la sua sceneggiatura, era composta di tutte le cose con cui sono cresciuta - immaginazione e avventure - ogni cosa era magica. Non è una storia precisa che ho sentito nella mia infanzia, ma penso che molti elementi siano vicini al mio cuore e alle mie esperienze. Terry cercava disperatamente di ottenere i finanziamenti e io ho pensato che avrei voluto farlo, perché sarebbe stato un grande traguardo da raggiungere. Bill Vince ha visto l'eccitazione, l'energia e la passione in me per questo progetto ed era il tipo di persona che, se credeva in qualcosa e qualcuno, voleva vederlo realizzato".

Samuel Hadida si è unito a Bill e Amy come produttore, avendo distribuito il precedente film di Gilliam "I fratelli Grimm e l'incantevole strega" in Francia. Lui era già impressionato dalla sceneggiatura, ma poi è stato felice di ricevere il book artistico che Terry ha realizzato per mostrare la sua visione. "Ci ha aiutato a visualizzare tutto e a capire quello che volevamo ottenere. E' un film decisamente legato alle immagini, con tanti effetti speciali presenti, ed è stato magnifico che fossimo tutti sulla stessa lunghezza d'onda. Questo mondo è stato creato con gli storyboard e noi abbiamo visto un'anteprima che mostrava come voleva che fosse l'animazione e l'immagine della pellicola. Si trattava di una sfida notevole".

"L'idea dell'Imaginarium probabilmente è iniziata con i teatri dei giochi di Pollock a Londra", ricorda Gilliam. "La prima volta che sono venuto qui, c'era un laboratorio che esiste ancora oggi. Loro realizzano questi teatri dei giochi vittoriani, con dei fondali ritagliati che mi hanno sempre affascinato. Sono andato al Museo dell'infanzia, perché sapevo che ne avevano alcuni originali e antichi, così li ho fotografati e ci ho lavorato su Photoshop".

"Per le scenografie degli esterni dell'Imaginarium, avevamo dei libri sui simboli ermetici, persone come Robert Fludd. Mi sono sempre piaciute queste cose. Non so cosa significhino neanche metà di esse, ma suscitano delle idee e così abbiamo iniziato a raccoglierle insieme e inserirle nel teatro. Ci sono serpenti, demoni, occhi malvagi, pentagrammi. Ogni genere di cose, probabilmente un misto di ogni tipo di simbolismo misterioso mai inventato. Immagini medievali e iconografie veramente stimolanti per l’immaginazione. Gli alchimisti cercavano di descrivere il mondo, il cosmo e di dare a questi elementi un senso visivo e filosofico. E' diverso dalla realtà moderna ed è una cosa che mi è sempre rimasta in mente più di quanto avvenga con la nostra visione della realtà".

"Ora che abbiamo terminato le riprese, so di cosa parla il film, meglio di quando io e Charles lo stavamo scrivendo. Spesso, ho la sensazione di aver realizzato un film per capire cosa stessi facendo! Sapevamo di avere queste due fazioni in lotta, il tipo che potrebbe essere il Diavolo e quello che potrebbe essere Dio, anche se in realtà non lo sono e si rivelano qualcosa che va oltre, dei demiurghi. Noi abbiamo cambiato quello che ognuno offre al mondo. Parnassus ti offre la possibilità di espandere la tua immaginazione, ma questo non significa che sarà un viaggio semplice e piacevole".

"Abbiamo fatto in modo che le opzioni che Parnassus offre sono un modo per indicare, nel caso si scelga quella giusta, che si può ottenere una qualche forma di illuminazione, ma che sarà sempre un percorso complicato. La strada più semplice è senza dubbio quella con Mr. Nick. Durante la fase di realizzazione della sceneggiatura, continuavamo a cambiare quello che Mr. Nick vendeva. Nella versione finale, vende l'idea della paura e dell'insicurezza. Gioca sulle debolezze, mentre Parnassus punta sul fatto che alcune persone sono forti e desiderose di prendersi dei rischi".

"Tony, parlando di Parnassus, dice 'se lui ha il potere di controllare le menti delle persone, perché non governa il mondo?'. E Anton gli risponde con una frase che mi è sempre piaciuta: 'non vuole comandare il mondo, ma desidera che il mondo si regoli da solo'. Assumersi le proprie responsabilità. E' importante seminare idee del genere".


Casting:
“Christopher Plummer è stato il primo attore che ho scelto", spiega Gilliam. "E' un interprete magnifico. E' legato al teatro, ha una certa età ed è stato una grande star.
Sua figlia Amanda Plummer ha lavorato con me ne "La leggenda del re pescatore" e c'è un rapporto interessante tra lui e la sua vera figlia. La cosa fantastica di Christopher è che il suo senso teatrale si è dimostrato assolutamente perfetto per il personaggio, per esempio nel fatto che volesse sempre tirare fuori l'umorismo del suo personaggio".

"Se non sbaglio, interpreto il personaggio che dà il titolo alla pellicola", scherza Plummer. "Non l'Imaginarium, ma il dottor Parnassus. Terry Gilliam mi ha chiamato all'improvviso e mi ha detto che gli sarebbe piaciuto vedermi interpretare la creatura del titolo, un meraviglioso vecchio. Ho pensato che probabilmente mi aveva chiamato perché sono rimasti pochi vecchi attori che sono in grado di parlare e io sono uno di loro. Divento sempre più fortunato ogni anno che passa, perché ne restano sempre meno e, fino a quando sono vivo e vegeto, posso presentarmi a fare il mio dovere. E così ho accettato".

"Non so cosa ho fatto con Parnassus. Talvolta la sceneggiatura tendeva verso il melodrammatico, così ho deciso di interpretare il mio personaggio in maniera piuttosto bloccata e introspettiva, vedendo anche quanto fossero colorati e pieni i set.
Penso che funzioni, perché Parnassus prova una pena interiore per aver tradito sua figlia con il Diavolo: ritengo che questo gli fornisca un equilibrio. Doveva esserci un lato dark e tragico in questo film che potesse essere affrontato in maniera leggera".

Gilliam prosegue dicendo che "un animatore olandese stava cercando di entrare in contatto con Tom Waits (che io considero il maggior poeta musicale americano) e mi ha chiesto se potevo mandare a Tom una sua sceneggiatura, cosa che ho fatto. Era il primo contatto che avevo con Tom da diversi anni a questa parte. Lui non era interessato al mio amico, ma mi ha chiesto se avessi qualcosa per lui. Gli ho risposto che c'era una parte interessante nel mio nuovo film e lui ha accettato prima ancora di aver letto la sceneggiatura".

"Io interpreto il Diavolo", spiega Waits. "Non incarno un diavolo o qualcuno malvagio. Io interpreto il Diavolo. E' una bella sfida, come si interpreta il diavolo? Come incarnare un archetipo così ampio e complesso a livello storico? Alla fine, ho capito che dovevo farlo personalmente, era il mio diavolo ed era il modo in cui lo interpretavo. Quindi, spero di aver fatto quello che Terry si attendeva e magari di aver superato le sue aspettative. Non ne sono sicuro, ma ci spero". "Quando cercavamo la nostra Valentina, Irene Lamb, la responsabile del casting della pellicola, mi ha detto che avrei dovuto conoscere Lily Cole", ricorda Gilliam. "Così, abbiamo realizzato un piccolo screen test ed era perfetta! Io volevo qualcuno che avesse un volto straordinario e che sembrasse una sedicenne. La realtà è che, quando abbiamo iniziato a girare con Lily, ho pensato di aver fatto un errore, perché non aveva molta esperienza ed era circondata da tanti grandi attori. Ma lei si è dimostrata all'altezza ed è migliorata costantemente. Il risultato finale è stata un'interpretazione magnifica".

"E' stato un lavoro duro", ammette la Cole sul set. "Ma è stato veramente piacevole e Terry ha un cuore grande, così come tutte le persone coinvolte, quindi c'era sempre una bell'atmosfera fatta di grande collaborazione. Non sembrava che delle personalità fossero in lotta, non c'era una gerarchia, come direbbe scherzando Terry, anche se in realtà c'è. E' un atteggiamento che incoraggia tutti a dare il proprio contributo, una cosa fantastica e speciale. E' molto diverso dall'attività di modella, ma me lo aspettavo. Le questioni pratiche sono ovviamente molto differenti, così come le due industrie. Credo che magari, sul piano generale, siano simili, ma punto per punto ci sono molte differenze. Io sento molta più pressione e coinvolgimento nella recitazione, che per me è una cosa magnifica, è una ricompensa maggiore, perché mi sento sempre limitata quando faccio la modella. C'è poco di te stessa che puoi aggiungere al lavoro, mentre la recitazione è in parte una questione estetica, che magari ti permette di ottenere l'incarico, ma poi ci sono venti milioni di posti in cui puoi andare partendo da lì. E' come se ti dicessero 'cosa puoi fare? Vieni e provalo'. E' più difficile, ma anche più eccitante".

“Verne Troyer è stato scelto molto presto", rivela Gilliam. "Lui compariva brevemente in 'Paura e delirio a Las Vegas', per circa due secondi. Ho pensato che, se dovevamo avere una compagnia di persone straordinarie, un semplice tipo piccolo non fosse sufficiente, ma dovessimo avere quello più piccolo in circolazione.
Comunque, non è soltanto questione di dimensioni, io conosco l'atteggiamento di Verne ed era assolutamente perfetto per Percy, perché questo personaggio è cinico, sarcastico e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno. Verne è proprio così".

Troyer è d'accordo: "c'è sicuramente una buona parte di me in lui. E' uno tosto. E' sarcastico, cinico e non si preoccupa di nulla. Mi è piaciuto interpretare il personaggio. Se potessi rifarlo, non avrei esitazioni, perché amo le sfide. Non trovo che Terry sia troppo esigente, però vuole ottenere l'effetto migliore, quindi non è possibile prendere le cose sottogamba. Quindi, amo Terry mentre dirige. Sa quello che vuole, ha tante idee e rende tutto divertente".

Ricorda Gilliam: “Heath Ledger era qui in Inghilterra a lavorare a 'Il cavaliere oscuro' e ha portato con sé un comune amico che aveva realizzato gli storyboard per 'I fratelli Grimm e l'incantevole strega'. Stavano realizzando un video musicale d'animazione e avevano bisogno di un posto dove lavorare. Gli ho offerto di venire alla Peerless (la nostra società di effetti visivi) nella saletta degli incontri e delle proiezioni. Un giorno, ero lì per mostrare i miei storyboard alle persone che svolgevano un lavoro di previsualizzazione e Heath e Daniele erano presenti. Ho iniziato lo spettacolo e mentre spiegavo le varie sequenze, Heath mi passa un piccolo appunto che dice 'posso interpretare Tony?'. Aveva visto la sceneggiatura, ma io non gli avevo mai proposto di lavorare a questo progetto. Gli ho chiesto se fosse serio e lui mi ha risposto che voleva assolutamente vedere realizzato questo film. E' stato semplicissimo. Una volta che Heath è salito a bordo, ho pensato che le cose potessero diventare più facili e che i soldi sarebbero arrivati senza problemi... ennesimo errore!".

"Infine, alcune persone mi hanno parlato di Andrew Garfield. Non lo avevo mai visto, ma mi ha mandato un provino filmato che lui e la ragazza avevano fatto a Los Angeles. Ha interpretato ogni scena in tre modi diversi, così ho pensato che fosse assolutamente brillante. Nel giro di una settimana, ho ricevuto una telefonata da Heath che mi chiedeva se avessi scelto un tipo chiamato Andrew. Quando gli ho risposto di sì, mi ha detto 'sto andando alla sua festa di compleanno'. Delle strane forze erano già al lavoro".

Garfield era eccitato di essere scelto: "Anton è molto gioioso, aperto, caloroso e infantile, ma penso che sia anche decisamente più saggio della maggior parte delle persone che hanno il doppio dei suoi anni. Ha un bel modo di osservare il mondo, decisamente puro e innocente. Ritengo che Terry veda le cose decisamente in bianco e nero nella sua vita. Lui ama dividere le cose in categorie, positive e negative, sia nei suoi film, che nella vita e nel mondo. Penso di far parte della squadra dei buoni, anche se mostro segni di un'oscurità che prende il controllo. Credo di interpretare Terry da giovane, mentre cercava di capire chi è veramente e quale è il suo posto nel mondo, tentando disperatamente di essere buono e di dare una mano".

“Terry è decisamente onesto. Non ti prende in giro facendoti credere di saperne più di te. Ti tratta alla pari e si aspetta che tu produca qualcosa durante la giornata, così non è tutto nelle sue mani e in quelle della squadra che lo circonda. C'è una forte pressione ogni giorno arrivando al lavoro per essere concentrato, inventivo e coraggioso. In effetti, ti sprona a superare un limite che normalmente non vorresti oltrepassare. Sai quando è felice e quando non lo è. Non è mai didascalico, ma ti incoraggia sempre". Il passo successivo del viaggio di collaborazione di Gilliam era iniziato. "Le prove sono state interessanti, perché gli attori cercavano di trovare i loro personaggi, ma quello che aveva le idee più chiare era Christopher. Noi iniziavamo una sequenza come era scritta nella sceneggiatura e io dicevo 'ora Parnassus scende le scale', ma Christopher ribatteva che, a suo avviso, era improbabile che entrasse in quel momento. Quando io chiedevo spiegazioni, Chris replicava dicendo giustamente che sarebbe rimasto lì senza nulla da fare. Un grande attore teatrale sa sempre come e quando non fare un'entrata in scena".

"Ho concesso maggiore improvvisazione in questo film rispetto a ogni altro che abbia mai fatto ed è iniziato tutto perché Heath era assolutamente pieno di idee, di dialoghi originali e incredibilmente rapido e inventivo. Lui aveva ancora l'energia dell'interpretazione di Joker, che lo aveva liberato in un modo che non aveva mai vissuto prima. Mi diceva sempre 'sto facendo delle cose nelle scene che non pensavo fossero presenti dentro di me. Non riesco a crederci'. Durante le prime due settimane di prove, Andrew, che in precedenza non aveva mai improvvisato, ha cercato di mettersi in competizione con lui, ma Heath, ben calato nel personaggio di Tony, era troppo rapido, concentrato e metteva soggezione. Non funzionava. Alla fine, Andrew ha scoperto di poter competere su un altro livello e contemporaneamente proteggere la vulnerabilità del suo personaggio, diventando gioioso e leggero. Questo ha fornito ad Anton un potere che Tony non riusciva a sopportare".

"Io sentivo che le mie idee entravano nel film più del solito. Molto era dovuto all'entusiasmo e all'energia di Heath, così come alle nuove idee che tirava fuori. Lo guardavo e pensavo 'utilizziamole'. Io dico sempre di non essere il regista, ma soltanto un filtro. Non importa di chi sia l'idea, basta che sia la migliore".

I produttori sono stati entusiasti del cast. "La cosa più importante è che un attore interpretando il proprio personaggio gli dia vita", sostiene Samuel Hadida. "E' magnifico avere splendide scenografie, strabilianti effetti speciali, ed uno sfavillante aspetto visivo, ma le emozioni in un film sono fornite dalle interpretazioni. Ed è qui che il regista deve essere veramente bravo, nel trovare gli attori migliori per il mondo che ha creato. Terry vede la scintilla negli occhi, il modo in cui si muovono, come pronunciano le battute e come recitano. Ritengo che abbia un talento incredibile. Non solo ha dato vita a un mondo personale, ma ha saputo anche come mandarlo avanti al meglio".

"Come produttore, devi fornire tutti gli strumenti e la libertà ad un regista come Terry Gilliam per esprimersi e consentirgli di portare la sua visione dalla carta allo schermo. Il nostro obiettivo era di essere fedeli alla sua visione fin dalla creazione del progetto, di fornirgli tutto quello di cui aveva bisogno per girare il miglior film possibile".


I mondi del dottor Parnassus:
Portare la fantastica visione del regista sullo schermo è diventato un lavoro d'amore per il suo team produttivo dall'enorme talento. Il collaboratore più stretto di Gilliam, il direttore della fotografia Nicola Pecorini, era coinvolto fin dall'inizio nel progetto.

"La cosa che mi ha impressionato maggiormente era il livello di poesia presente nella sceneggiatura. Avendo condiviso gli ultimi dieci anni di passioni e frustrazioni di Terry, capisco completamente da dove sia nato 'Parnassus'. Un uomo stanco, che cerca di illuminare i suoi simili, per insegnare loro a lasciare che l'immaginazione cresca, così da considerare il potere dei sogni come una ricchezza e non un fardello. Parnassus è Terry. La sceneggiatura è il figlio felice di anni di battaglie contro il sistema, di frustrazioni accumulate cercando di dare una forma a idee sublimi".

"Ho visto la storia come una raccolta fantastica dell'intera carriera artistica di Terry: puoi trovarci tutti gli elementi che erano presenti, in un modo o nell'altro, in maniera evidente o sottintesa, in tutte le sue precedenti opere. E' veramente una sceneggiatura molto matura e credo decisamente che le persone (per fortuna molte) che hanno apprezzato e amato le opere passate di Terry, scopriranno che 'Parnassus' è l'apoteosi dell'arte di Gilliam. Abbiamo cercato di pianificare ogni piccolo dettaglio in anticipo.

Le sequenze dell'Imaginarium, in particolare, sono state suddivise inquadratura per inquadratura, fotogramma per fotogramma. Ma anche la pianificazione più attenta non riesce a evitare gli eventi inattesi o i fallimenti umani. Terry e io abbiamo una visione comune del 'palcoscenico cinematografico', ossia un approccio a 360 gradi alle riprese. Abbiamo raggiunto una simbiosi perfetta. Senza parlare, arriviamo sempre alle stesse conclusioni e adottiamo le stesse soluzioni. Trovo molto semplice lavorare con Terry, anche se tecnicamente è difficilissimo. La difficoltà maggiore è far capire agli altri il nostro approccio. E' vero che Terry utilizza delle lenti ampie, ma la realtà è che la visione umana è ad ampio raggio. Con le lenti ampie Terry spinge lo spettatore a scegliere cosa guardare e quindi fargli utilizzare il cervello per osservare le cose. Quando decidi di restringere il campo stai scegliendo per il pubblico cosa guardare. Terry non ha questo approccio nelle riprese e io sono completamente d'accordo con lui".

"Ogni giorno si impara qualcosa di nuovo. Quando avrò terminato di imparare cambierò lavoro, ma per fortuna quel giorno non arriverà mai. Se non impari qualcosa di nuovo, devi cambiare lavoro, perché significa che ormai sai come farlo e non ne vale più la pena".

Mick Audsley, il montatore di Terry ne "L'esercito delle dodici scimmie", realizzato nella scorsa decade, attendeva da tempo l'opportunità di tornare a lavorare con il regista. Come avvenuto per Nicola, anche lui è stato coinvolto fin dall'inizio. "Per prima cosa, studio la sceneggiatura. Io svolgo un grosso lavoro iniziale, perché così magari noto dei problemi prima che la pellicola sia girata.

Assieme al regista, ho un'influenza importante, ma non sono certo io a decidere quello che finirà sullo schermo, quindi il mio obiettivo è di mettere assieme quello che vedo come il percorso della storia e orchestrare la vicenda per il pubblico, un po' come un conduttore d'orchestra. Così, quello che facciamo per mettere assieme il film e il ritmo che adottiamo, è fondamentale per il viaggio del pubblico. In tutto questo, sono coinvolte questioni di velocità e comprensione, le performance degli attori e la selezione delle loro interpretazioni".

"Penso che le sfide particolari in questo film siano il blue screen o il mondo artificiale che stiamo creando dietro allo specchio. Il materiale, quando lo ricevo, è soltanto parzialmente completato, in effetti abbiamo semplicemente i frammenti di informazione necessari. Così, dobbiamo iniziare questo processo e prendere delle decisioni di montaggio sui frammenti che vengono inseriti, anche se molte informazioni visive non sono presenti. E' veramente una sfida".

"Ovviamente, la cosa fondamentale è sempre vedere se le interpretazioni funzionano o meno, mentre al secondo posto c'è la costruzione di quelle scene che è possibile realizzare grazie al lavoro digitale. Ma io ne ho una comprensione vaga, mentre Terry probabilmente ha tutto nella sua testa, quindi bisogna trovare un legame stretto con lui e con la squadra di effetti visivi per presentare ogni cosa nella maniera più coerente possibile".

L'ideatrice dei costumi Monique Prudhomme è anche lei felice della collaborazione stretta con il regista. "Terry è aperto a tutto quello che è interessante e che stimola la sua fantasia, ed è assolutamente generoso nel suo approccio. Se hai un'idea, ti ascolterà sempre. E' veramente interessato al processo, non c'è nulla di stabilito a priori. Se entri in questo flusso e rimani costante allora non avrai problemi. E' un'avventura".

"Inizi con quello che chiamo caccia e raccolta. Hai delle idee che potrebbero funzionare. Incominci con i libri e osservando delle immagini. Anche Terry ha delle immagini predilette che vuole inserire e da lì vai a caccia e raccogli. Raccogli vestiti e pezzi vari, come cappelli, cappotti e sciarpe, così all'improvviso, quando arriva l'attore, crei il personaggio come se fosse una scultura".
“Io vedo sempre il mio lavoro come un aiuto agli attori per trovare i loro personaggi. Così, essendo aperti al processo, invece di pensare che un attore deve vestire per forza un cappotto, crei un personaggio dotato di personalità, di fisico e di espressioni.

Poi, lo definisci e ti inventi delle cose. Questo film ha portato ancora più in là il processo. Penso che i costumi siano importanti per sostenere il personaggio e l'attore deve sentirsi a suo agio con questa immagine. Per esempio, per il dottor Parnassus, un uomo immortale, ho immaginato che avrebbe sempre fatto freddo a Londra, perché lui vive in queste zone squallide. Così, l'ho vestito a strati, con delle magliette, delle camicie, dei maglioni, dei risvolti e poi sopra dei cappotti e delle sciarpe. Quindi, questo stile a strati può essere utilizzato per le diverse scene togliendo delle cose e mettendone altre, ma anche importante per creare un personaggio scontento, che vuole migliorare la sua vita".

"E' un onore e un privilegio lavorare con Terry. Ha veramente tantissime idee. Il suo mondo è decisamente variegato e lui si avvicina molto anche alla mia sensibilità. Se io ho due idee, lui ne ha venti. Lavorare con lui significa scambiare spunti ed interessi. Fino a quando riesco a mantenerlo interessato e mantenerci fluidi, siamo a posto. La fluidità significa che, se un giorno abbiamo un'idea e quello successivo una migliore, optiamo sempre per la seconda. Quindi, c'è un flusso costante, un modo favoloso di lavorare".

La responsabile delle acconciature e del makeup Sarah Monzani ritiene che i due mondi diversi in cui il film è ambientato siano una sfida interessante per lei e la sua squadra. "Conosco Terry da molto tempo e so bene come lavora. E' veramente preparato e tutto quello che ha scritto è presente nella sua testa. Il compito maggiore è tirarlo fuori da lì. E' molto generoso, perché ti permette di entrare dentro e tirar fuori qualcosa, considerando che non è possibile fare tutto in una volta. Leggi la sceneggiatura ed è una cosa, ma poi la rileggi e appare qualcos'altro. Succede sempre così".

“Ci sono due storie principali. Una riguarda le persone coinvolte nella pellicola, gli attori se vogliamo, o la gente presente nella vita del dottor Parnassus. Sono persone normali che sono sporche e vivono in un mondo disordinato, visto che difficilmente c'è dell'acqua nella loro carovana. E poi entriamo in questo mondo magico, fatto di mini-performance sul palco e ogni spettacolo ha un aspetto diverso, incentrato spesso su Valentina. Visto che il Dottor Parnassus è chiaramente vecchio di millenni, è in grado di portare a ogni esibizione sul palco qualcosa che ha imparato negli anni precedenti, dal medioevo ai giorni nostri".

"Tutti i diversi aspetti che ho creato per Valentina sono basati su questo: o sono cose che lei vuole fare come ragazzina o cose che ha trovato nel baule che il dottor Parnassus possiede da tempo. Ho immaginato che tutti questi costumi provengano da un vecchio baule che Monique Prudhomme mi ha portato. Ho sviluppato l'aspetto dei personaggi partendo da quello che lei mi ha fornito. Quindi, è una follia, una follia completa!".

A mantenere sotto controllo la follia c'era la figlia di Terry, la produttrice Amy Gilliam. "Mi sento come se fossi la responsabile di tutto e io sono una maniaca del controllo, oltre a essere molto protettiva verso il progetto, soprattutto perché il regista è mio padre. Questo è il mio secondo film come produttrice e il primo in cui sono completamente coinvolta. E' una produzione anglo-canadese ed è veramente complessa per me, che devo imparare in fretta".

"E' incredibile come tutto sia andato al posto giusto così rapidamente. C'era qualcosa di assolutamente speciale quando ho letto la sceneggiatura. I paragoni tra il dottor Parnassus e mio padre, che sono stati fatti da tante persone, sono assolutamente reali per me, che sono la sua figlia più grande. E' questo che mi ha intrigato, per me era l'inizio di un lungo e talvolta doloroso impegno. Riuscire a fare ogni cosa con mio padre, non c'era un'esperienza migliore di questa. Tutti mi dicono che probabilmente questo è uno dei film più duri che avrei potuto fare, con tanti alti e bassi, gli incubi e i drammi che abbiamo affrontato, così esserci riusciti e aver creato qualcosa di veramente magico e spettacolare, che ci ha reso tutti orgogliosi di essere coinvolti, tutti questi patemi, il sudore, le lacrime e il sangue, sono stati straordinari e accettabili".

"Amo lavorare con mio padre, non riuscirei a fare altrimenti. Forse, la cosa peggiore è tracciare una linea precisa tra lavoro e vita familiare. C'erano delle volte in cui bisognava dire di no, mentre lui cercava di parlare di problemi professionali durante una cena in famiglia. Gli dicevo di mandarmi una mail, così lui andava di corsa nel suo studio e me la inviava!". Lei rende merito al suo collega produttore, candidato agli Oscar®, William Vince, che ha perso la sua battaglia con il cancro poco dopo la conclusione delle riprese a Vancouver. "E' stato bellissimo essere coproduttrice con Bill e trovare qualcuno che volesse rendere reale questo sogno. Avere qualcuno che mi supportava e credeva in me, qualcuno con cui lavorare e da cui imparare, è stato bellissimo. Lui mi manca molto".


Andare avanti:
Il 22 gennaio del 2008, durante una pausa a New York, mentre la produzione si trasferiva da Londra a Vancouver, Heath Ledger è morto per un'overdose accidentale di farmaci.

Un Terry Gilliam devastato aveva deciso in un primo tempo di lasciar perdere tutto.
"Ho detto che non sapevo come far funzionare il progetto. Ero troppo distrutto per pensare a cosa fare. Ma tutti intorno a me mi dicevano che avrei dovuto andare avanti e mi fornivano suggerimenti e idee. La soluzione dello specchio magico era ovvia, visto che avevamo coperto buona parte delle scene con Heath che si svolgevano da questa parte dello specchio, ma la questione reale era se dovesse essere soltanto una persona ad assumere l'incarico. Ho capito subito che non potesse essere soltanto una, che sarebbe stato un peso eccessivo, così dovevamo coinvolgere più persone. Ho riscritto tutto molto rapidamente. Avevamo pochi giorni per trovare una soluzione convincente e, per fortuna, non eravamo a corto di idee, buone o cattive. Non abbiamo dovuto riscrivere molto, era più che altro una questione di gestire e cercare di arrangiare le scene in cui doveva comparire Heath, per vedere se potevamo farle con una controfigura o trovare qualche trucco cinematografico. Perdere Heath ha creato una situazione che richiedeva delle soluzioni intelligenti, che mi hanno portato a fare tante cose diverse che non avevo previsto all'inizio. Per esempio, abbiamo modificato la parte di Martin l'ubriacone all'inizio del film, in modo che fosse interpretato da due attori. Questo ha dato vita al principio che le persone possono cambiare dall'altra parte dello specchio. Poi, ho iniziato a chiamare i miei amici e tanta gente vicina a Heath".

"E così, i nostri tre eroi, Johnny Depp, Colin Farrell e Jude Law, sono venuti a Vancouver per interpretare vari aspetti di Tony, il personaggio che Heath Ledger aveva creato. La volontà di aiutare a salvare il film e l'ultima interpretazione di Heath è stato un atto incredibile di generosità e amore. Un momento bellissimo e raro all'interno della nostra industria e, come risultato del loro coinvolgimento, il film è anche più speciale e sorprendente. In definitiva, è più magica".

"Abbiamo dovuto impegnarci molto per supplire alla prematura scomparsa di Heath, ma grazie a Parnassus e al suo Imaginarium, abbiamo uno specchio magico dove, quando entri, le cose possono essere diverse e migliorate, diventando straordinarie e incredibili. E così siamo riusciti nel nostro intento. Ogni volta che Tony, il personaggio di Heath, attraversa lo specchio, assume un aspetto diverso, interpretato da attori differenti. E' stato un piacere vedere quello che Colin, Johnny e Jude hanno portato al ruolo. Adesso, Tony è un personaggio anche più complesso e penso che per il pubblico sarà un viaggio sulle montagne russe".

“Abbiamo buttato all'aria il nostro piano di lavoro. Le riprese sono diventate uno spettacolo circense di adattamento, cambiamenti rapidi e contorsioni. C'è stato un bel lavoro di realizzazione improvvisata, in cui abbiamo riorganizzato il programma mentre giravamo cercando di mettere tutto a posto. A rendere le cose ancora più stressanti c’è stata la grave malattia di Bill Vince. Ma in qualche modo ha funzionato.

Tutti sono stati coraggiosi e positivi, riuscendo a entrare nello spirito di una situazione assolutamente disperata. E poi, all'improvviso, abbiamo terminato le riprese. Non so come, ma ce l'abbiamo fatta. Questo è un film diverso da quello che era quando abbiamo iniziato. E' strano, ma le soluzioni forzate potrebbero averci indirizzato verso un film migliore. La pressione costante che c'era su tutti noi era di realizzare una pellicola che fosse degna dell'ultima interpretazione di Heath".

Per Amy Gilliam, una volta che si è deciso di terminare il film, c'è stata una grande frenesia per mantenere questa inerzia. "Mentre Terry era a Londra, cercando di capire i cambiamenti da adottare nella sceneggiatura, ho passato tre settimane a correre su e giù per Los Angeles. Tutti volevano veder completato il progetto per tante ragioni, per Heath, per Terry e per tutti quelli che ne hanno fatto parte. La troupe non voleva andarsene e mollare, perché erano innamorati di quello che stavano facendo e orgogliosi di farne parte. E anch'io sono molto orgogliosa del film e di tutti quelli che hanno partecipato, perché senza l'entusiasmo e le motivazioni di ogni persona coinvolta non sarebbe stato possibile riuscirci".

Il collega produttore Samuel Hadida condivide il suo orgoglio verso la dedizione mostrata da tutte le persone coinvolte. "Loro sapevano che questo film era importante per tutti. Dall'appoggio degli attori che si sono uniti a noi, all'impegno della troupe e dei produttori, per tutti quelli che hanno lavorato a questa pellicola non si tratta soltanto di un film, perché ognuno era impegnato al massimo per renderlo possibile.

Abbiamo avuto ragione quando abbiamo deciso di continuare, perché Terry ha creato qualcosa di unico e penso che sarà una gran gioia per tutti quelli che ci hanno lavorato".
"Heath sembrava sempre con noi", nota Gilliam. "La sua energia, il suo talento, le sue idee. La tragedia della sua morte e le decisioni creative che abbiamo preso durante la realizzazione, sono le ragioni che lo hanno fatto diventare veramente un film di Heath Ledger e dei suoi amici".
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