Regista: Scott Stewart
Titolo originale: Legion
Durata: 100'
Genere: Azione, Thriller, Fantastico
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 12 Marzo 2010 (cinema)
Attori: Paul Bettany, Dennis Quaid, Doug Jones, Kate Walsh, Kevin Durand, Adrianne Palicki, Willa Holland, Lucas Black, Tyrese Gibson, Jon Tenney, Charles S. Dutton
Sceneggiatura: Peter Schink, Scott Stewart
Trama, Giudizi ed Opinioni per Legion (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Legion
Durata: 100'
Genere: Azione, Thriller, Fantastico
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto:
Anno: 2010
Uscita prevista: 12 Marzo 2010 (cinema)
Attori: Paul Bettany, Dennis Quaid, Doug Jones, Kate Walsh, Kevin Durand, Adrianne Palicki, Willa Holland, Lucas Black, Tyrese Gibson, Jon Tenney, Charles S. Dutton
Sceneggiatura: Peter Schink, Scott Stewart
Trama, Giudizi ed Opinioni per Legion (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: John Lindley
Montaggio: Steven Kemper
Musiche: John Frizzell
Scenografia: Jeff Higinbotham, Gabrielle Petrissans
Costumi: Wendy Partridge
Produttore: David Lancaster, Michel Litvak
Produttore esecutivo: Neishaw Ali, Gary Michael Walters
Produzione: Bold Films
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
Montaggio: Steven Kemper
Musiche: John Frizzell
Scenografia: Jeff Higinbotham, Gabrielle Petrissans
Costumi: Wendy Partridge
Produttore: David Lancaster, Michel Litvak
Produttore esecutivo: Neishaw Ali, Gary Michael Walters
Produzione: Bold Films
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia
La recensione di Dr. Film. di Legion
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Colonna sonora / Soundtrack di Legion
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Francesco Prando: Michael
Massimo Rossi: Bob Hanson
Fabrizio Manfredi: Jeep Hanson
Gaetano Varcasia: Kyle Williams
Barbara De Bortoli: Charlie
Laura Boccanera: Sandra Anderson
Angelo Nicotra: Percy Walker
Personaggi:
Dennis Quaid: Bob Hanson
Paul Bettany: Michael
Doug Jones: Ice Cream Man
Kate Walsh: Sandra Anderson
Kevin Durand: Gabriel
Lucas Black: Jeep Hansen
Tyrese Gibson: Kyle Williams
Willa Holland: Audrey Anderson
Adrianne Palicki: Charlie
Charles S. Dutton: Percy
Informazioni e curiosità su Legion
Note dalla produzione:Il cast: Paul Bettany (The Da Vinci Code - Il codice Da Vinci), Lucas Black (Slingblade), Tyrese Gibson (Transformers: Revenge of the Fallen – Transformers - La vendetta del caduto), Adrianne Palicki (“Friday Night Lights”), Charles S. Dutton (Fame – Saranno famosi), Jon Tenney (“The Closer”), Kevin Durand (Wolverine – X-men - Le origini - Wolverine), Willa Holland (“The O.C.”), Kate Walsh (“Grey’s Anatomy”) e Dennis Quaid (G.I. Joe: Rise of the Cobra - G.I.Joe: La nascita dei cobra). Il film è diretto da Scott Stewart dalla sceneggiatura scritta con Peter Schink (Gotham Café). I produttori sono David Lancaster (Bobby) e Michel Litvak (Middle of Nowhere). I produttori esecutivi sono Gary Michael Walters (The Hole), Jonathan Rothbart e Scott Stewart. I co-produttori sono Steve Beswick (Starship Troopers 3: Marauder - Starship Troopers 3: L'arma segreta) e Marc Sadeghi (Iron Man). Musiche composte da John Frizzell (WhiteOut – Incubo bianco). Il direttore della fotografia è John Lindley, ASC (Imagine That – Immagina che). Montaggio di Steven Kemper, A.C.E. (Mission Impossible 2). Scenografie di Higinbotham (Friendly Fire). Costumi di Wendy Partridge (Underworld).
LA PRODUZIONE
Sei anni fa il veterano produttore David Lancaster lesse per primo il copione di Legion, un film dell'orrore in uno scenario apocalittico. Lancaster, copresidente della Bold Films, ricorda: “Avevo capito che Legion fosse un genere violento, ma allo stesso tempo sapevo che con la giusta miscela di regia e cast si sarebbe potuto rivolgere ad un pubblico più ampio”.
Convinto che il film sarebbe potuto essere più di un convenzionale evento horror, Lancaster chiese l'aiuto di Scott Stewart, sceneggiatore e mago degli effetti speciali, per la ristesura del copione. Incuriosito dall'idea, Stewart rielaborò la storia, focalizzandola sui diversi personaggi.
Il copione di Stewart aveva un approccio verso gli elementi horror più blando: “Il copione originale era troppo esplicito, l'approccio di dire 'vi mostreremo ogni cosa' era opposto rispetto a 'vi terremo per un po' nell'oscurità. L'oscurità è lo strumento più pauroso. L'anticipazione dello spavento è più efficace rispetto allo spavento stesso. Come produttore cinematografico vuoi sempre mettere pressione ed aumentare la tensione”. “I film horror che preferisco sono quelli che lasciano il tempo agli elementi di svilupparsi e dove puoi studiare i personaggi e ciò che stanno vivendo” continua Stewart “ Poi sei in grado di giungere a delle conclusioni”.
Nel periodo di lavoro sulla storia, Stewart ha sempre tenuto a mente “il concetto di inquietudine”. Dice “Questo concetto proviene da Freud, che definiva la differenza tra il fantastico e lo spaventoso. Un drago è fantasioso. Un padre che sta nel mezzo della cucina con un'ascia, è spaventoso. Ciò che è familiare, posto in un contesto insensato ci sconvolge profondamente, sia emotivamente, sia razionalmente. Questo è il profondo concetto di Legion”.
Lancaster rimase così impressionato dall'ambiziosa idea del film di Stewart, tanto da chiederne la direzione. “Scott ha completamente compreso la mitologia della storia” dice il produttore, che ha avuto esperienze in Una canzone per Bobbie Long (A Love Song for Bobbie Long) e come coproduttore in Bobby. “Ha magistralmente eseguito la ristesura. Notavo che condividevamo la medesima visione. Non m'interessava che fosse alla sua prima esperienza da regista. Ho creduto in ogni aspetto che apportava nel copione come scrittore, ed il fatto che l'abbia terminato nella sua visione di effetti speciali, ha reso questo lavoro una entusiasmante scommessa da accettare”.
In seguito agli studi di sceneggiatura presso l'Università di New York (N.Y.U. Film School) Stewart entrò presso la Industrial Light and Magic, la leggendaria azienda di effetti speciali fondata da George Lucas.
Dice “È stata una ottima educazione, una scuola di cinema, ma come produttore volevo imparare a fare delle cose da solo”.
Stewart e due suoi amici fondarono The Orphanage, che è diventata una delle più importanti aziende di effetti speciali per Hollywood, collaborando a molti successi cinematografici come Iron Man, Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo, Una notte al museo e Harry Potter e il calice di fuoco. Il loro ideale era quello di fare dei film originali e di fornire effetti speciali ad altri film. Legion è, in molti aspetti, il raggiungimento di questo ideale.
Dice Stewart “Questo background mi è stato utile all'immaginazione di Legion, mentalmente ho immaginato ogni scena del film. Avendo creato effetti speciali per grandi film non ero intimorito dalle sfide tecniche, ma allo stesso tempo conoscendoli bene ero titubante sull'abuso degli effetti digitali, per questo ho voluto usarli il meno possibile”.
La stesura finale del copione ha attratto l'attenzione di Clint Culpepper, presidente della compagnia Screen Gems della Sony Pictures Entertainment. “Clint è un autentico showman” dice Stewart “Egli sa quello che vuole, e ha giustamente mirato su questo lavoro”.
Così come Lancaster, Culpepper è stato uno dei primi a credere nell'idea che Legion fosse più di un consueto film. “Clint ha inciso fortemente sul copione. È stato un particolare collaboratore di questo progetto e gli sono eternamente grato. Solo con il suo supporto siamo stati in grado di contattare validi attori, che non ne sarebbero mai stati interessati allo stesso modo”.
I produttori hanno percepito nell'apocalittica realizzazione di Legion un’opportunità di affrontare temi molto ampi, attraverso un grande spettacolo d'horror ed azione. Nonostante il film non sia di natura religiosa, sono presenti elementi utili al racconto della storia. Stewart fa presente “Che si sia cresciuti in una famiglia religiosa o no, viviamo in una società dove la religione occupa una posizione centrale”.
“Il film non vuole esprimere nulla su particolari credenze. Concerne solo l'idea della fede, usando elementi delle credenze giudeo-cristiane, come ad esempio il modo di raccontare la storia. Non importa quale sia la tua tendenza filosofica, puoi riscontrarla in questo film”.
Può sembrare una provocazione, ma questo è ciò che Stewart intendeva. “Il film da degli input ed il suo intento è proprio questo” dice Stewart “Alla fine, lo scopo è l'intrattenimento, ma mi aspetto che l'idea provochi nel modo giusto. È questo che porta fuori dagli schemi standard del thriller”.
I personaggi del film rappresentano uno spaccato dell'America: un uomo diretto all'udienza per la custodia di suo figlio, una coppia sposata in conflitto con la figlia adolescente, una giovane donna in attesa di un figlio che non ha mai voluto. Stewart spiega “I personaggi sono avvolti da una confortante consuetudine che poi, piano piano, viene estirpata. La sensazione che tutto scorra nella normalità inizia a svanire. La TV smette di funzionare, poi la radio. Sta per accadere qualcosa, lentamente, ma con certezza.
Una piccola anziana signora, un minivan, l'omino dei gelati, tutte queste cose quotidiane assumono un nuovo valore. Il mondo è nell'oblio”.
Il film è pronto per andare nelle sale, Lancaster, con Legion, vuole garantire al pubblico il miglior terrore nel suo genere. “Adoro fare film,” dice il produttore.
“Questo film da solo ha più elementi nel dramma, nella spettacolarità e ne valore della produzione rispetto a tutti quelli a cui ho partecipato. Abbiamo avuto attori magnifici, effetti speciali, scene di combattimento e grandi sequenze d'azione con moltissime comparse e centinaia di elementi originali. Con l'insieme di tutti questi elementi eterogenei, posso dire che è stato uno splendido progetto per me”.
UNA LEGIONE DI FUORICLASSE
Sin dal principio Scott Stewart e David Lancaster concordavano che per la direzione di Legion era necessario un cast eccezionale, di alto livello, per adempiere al suo potenziale: storie di personaggi in un thriller d'azione con temi sovrannaturali. Stewart spiega "Le deicisioni più importanti che prende un regista riguardano la selezione del cast, se fai un buona selezione puoi iniziare a lavorare. A questo punto, Rick Montgomery, il nostro direttore del casting, era assolutamente tranquillo. Aveva capito che stavamo provando ad ottenere grandi e difficili risultati attraverso la selezione del cast per il film".
I produttori riuscirono insieme a portare un cast di prima qualità, che includeva attori premiati da ambedue le coste atlantiche. Dice Stewart "Abbiamo messo su il cast dei nostri sogni", "È stato fondamentale ottenere ciò. L'intero film si svolge in un ristorante con loro, pertanto il pubblico deve interessarsi a loro. Non ci sono stereotipi di personaggi; ciascuno è lì per una ragione specifica".
Il catalizzatore dell'azione nel film è Michael, una esasperata figura che sembra apparire dal nulla. "Michael è del tutto convinto che tutti gli altri personaggi lo seguano senza alcun dubbio," spiega Stewart "Non voglio che sia un enigma. È l'Arcangelo Michele, ma questa attrazione non la si può mettere in scena".
Paul Bettany, probabilmente meglio conosciuto per la sua grande recitazione di Silas ne Il codice Da Vinci, è un grande attore britannico che ha lavorato con la Royal Shakespeare Company. Convincerlo a recitare nel ruolo di Michael è stato per i produttori un grande risultato. Dice Stewart "Paul ha l'autorità che ci serviva, ma data la sua esperienza professionale, non eravamo certi che fosse interessato".
Stewart, con tutto il suo impegno, ha meticolosamente pianificato la sua presentazione per conquistare l'immaginazione di Bettany. L'attore era molto intrigato dalla visione di Stewart, come se si trovasse davanti al film stesso. Dice l'attore "Scott ha saputo presentarmi molto bene il suo film, meglio di chi me ne abbia mai presentato uno. Ha avuto ogni tipo di supporto visivo. È un essere magnifico. Giravano voci sul set che lui dall'età di diciannove anni ha frequentato Harvard, il M.I.T, Cambridge e Oxford".
Gli insoliti elementi tematici erano la ciliegina sulla torta per l'attore. L'attore spiega "È veramente ingegnoso, un film fluido e per niente banale", "Tradizionalmente Michele è il difensore dell'umanità. È noto per essere stato primo in tutto il paradiso a prostrarsi prima dell'umanità e questi ha ancora fiducia nell'uomo, nonostante tutte le guerre e gli orrori che vede. Dunque l'Arcangelo sta avendo una crisi di fiducia".
Il regista dice che le qualità uniche di Bettany l'hanno reso l'unica scelta ideale per la parte conflittuale dell'Arcangelo. "Paul possiede una incredibile quiete che solo i più grandi attori hanno. Il suo operare è alquanto chirurgico nella sua precisione. Questa caratteristica ha reso Michael un personaggio carismatico e misterioso di cui puoi fidarti, anche se non ne conosci completamente la ragione.
Ha dimostrato d'essere il più straordinario partner che un produttore possa avere, proprio per il suo interesse al film ed al suo personaggio – ma ha anche voluto sparare con una mitragliatrice e divertirsi".
Avere Bettany con noi ha lanciato un forte segnale a chi aveva preso parte al progetto. Dice Stewart "Questo spiega perchè ci aspettavamo qualcosa di diverso, la sua presenza ha reso semplice attirare altri validissimi attori".
Dennis Quaid, che interpreta Bob Hansen, il proprietario del ristorante, è stato uno dei primi ad unirsi a Bettany. Quaid è stato un celebre attore di prima linea per più di 30 anni, ottenendo lodi per recitazioni in vari progetti dal classico Breaking Away del 1979 al recente successo estivo G.I.Joe: La nascita del cobra. Ciò nonostante Stewart crede che la reputazione di Quaid come star possa mettere in ombra le sue qualità d'attore. Spiega il regista "Per tanto tempo è stato considerato una star, sono dell'opinione che qualcuno possa dare il suo talento per scontato. Questo è un errore. Guardarlo è incredibilmente interessante. In Legion è in grado di recitare ogni aspetto del personaggio.
Il pubblico è così abituato a vederlo interpretare personaggi eroici che sarà una sorpresa vederlo nel ruolo di Bob, un uomo che ha fatto tanti sbagli nella vita e vive rimpiangendoli. Ha messo in gioco il suo eccellente tempismo comico.
Sono presenti dei momenti divertenti nel copione e Dennis ha saputo metterli in scena".
L'opportunità di poter lavorare con questo cast è stato per Quaid uno dei maggiori punti d'interesse. "Lavorare con validi attori ti fa sentire migliore" dice l'attore "Con l'enfasi che Scott ha messo nella creazione realistica dei personaggi tridimensionali, era come se noi fossimo veramente lì con i nostri personaggi".
Inoltre Quaid è stato attratto dal copione non solo per le grandi scene esplosive ma allo stesso tempo per le sfumature serie della storia. L'attore aggiunge "La storia ha una buon messaggio e allo stesso tempo è spettacolo. È un gran film d'azione. Scott Stewart ha raggiunto un'originale rielaborazione della apocalisse biblica".
Lancaster spiega che la presenza di Quaid ha messo in rilievo anche un altro aspetto del film “Immediatamente ha capito cosa volevamo. Non avrebbe mai voluto fare un solito film horror. Ciò che l'ha accomunato a Paul è stato capire la possibilità di rivolgersi ad un vasto pubblico. Sono dei bravi attori e hanno accettato di partecipare perchè percepiscono questo film come una opportunità speciale”.
Il personaggio Michael è giunto al ristorante per trovare Charlie, una giovane cameriera incinta e crede fermamente che in lei è riposta il futuro dell'umanità. Dice Lancaster “Prima di scegliere Adrianne Palicki, per tanto tempo e con fatica abbiamo cercato una attrice per il personaggio chiave. Charlie è una ragazza dei sobborghi; è incinta ma non sa di chi ed è indecisa se tenere il bambino o darlo in affidamento. Adrianne ha saputo recitare tutto questo”.
Inizialmente Stewart era poco attratto dal modo di lavorare dell'attrice, ma subito dopo è rimasto impressionato dalla sua autenticità. “Lei non è la solita di Hollywood” spiega “Viene dall'Ohio e apporta un arido realismo al suo lavoro. Inoltre è una magnifica persona, per niente sofisticata”.
Per Palicki, una delle star dell'acclamato show televisivo “Friday Night Lights”, il personaggio di Charlie è stato decisivo per accettare la proposta. “Innanzitutto è stato fantastico interpretarla”, dice l'attrice “È uno dei migliori personaggi femminili della mia età, essere stata in grado d'interpretare un ruolo duro e complesso è stato molto soddisfacente” aggiunge ”infatti ogni personaggio di questo film subisce uno sviluppo considerevole”.
“Ognuno sta cercando di trovare il proprio percorso. Scott è stato abilissimo nel farmi esprimere al meglio. Sapeva ciò che voleva, ma allo stesso tempo ha permesso che scoprissimo da soli i nostri personaggi”.
Palicki si è preoccupata per una scena in particolare. “La scena della nascita del bambino probabilmente è stata la scena più terrificante che abbia mai recitato. Il giorno prima di girare, ho avuto un attacco di panico ma c'erano molte donne che m'hanno aiutata ad affrontare quel momento”.
I produttori, quando hanno scelto Lucas Black, erano alla ricerca di un giovane attore che potesse interpretare l'onestà e l'integrità nel ruolo di Jeep Hansen, il figlio di Bob e compagno di Charlie. “Lucas è la persona che vedi” dice Stewart “Lui è cresciuto nell'Alabama ed ora vive nel Missouri. Quindi non è il solito ragazzo di Hollywood e questo dimostra che è genuino come Jeep”.
Black, quando iniziò a lavorare in Slingblade era appena un adolescente rispetto Billy Bob Thorton, durante lo svolgimento del film fu attratto dal percorso di Jeep. Black fa notare “Parte come qualcuno che si tiene tutto dentro, fino a quando arriva Michael e diventa per lui una specie di mentore”.
In oltre Black era intimorito dall'opportunità di recitare con un attore che ha sempre ammirato da anni.
Dice l'attore “Dennis Quaid è imponente”, “Era come essere padre e figlio in certi momenti”. Un autentico rapporto tra i personaggi dona un senso di realismo a tutte le scene — e ce ne sono tantissime”.
I temi biblici erano molto familiari a Black, che in Alabama ha assistito un battista del sud. Dice Black “c'è un qualcosa di profondo nel film”, “Scott ha fatto una interessante intreccio, credo che sarà intrigante per molte persone e che farà discutere”.
Il socio di Bob, Percy, è interpretato da Charles S. Dutton, tre volte vincitore degli Emmy e che ha saputo
facilmente muoversi tra film, teatro e televisione, in una carriera che include una recente apparizione in
Saranno famosi, nonché principali ruoli per acclamati registi come Robert Altman (La fortuna di Cookie) e John Sayles (Honeydripper).
Stewart ha definito l'attore come “una forza della natura” dice “Charles ha un ottimo equilibrio di integrità e maturità”, “È grandioso averlo in un film di genere, perchè lui sa farti sentire la veridicità di ogni scena. Quando il suo personaggio crede in qualcosa, non importa se sia irreale, il pubblico ci crede”. Aggiunge “dà un senso di gravitas alle scene”. Dice il produttore “Immediatamente afferra il concetto”, “Charles è in grado di parlare con naturalezza quando il suo personaggio legge e studia la Bibbia”.
Infatti, per Dutton, la semplice fede di Percy è stato l'elemento fondamentale per la comprensione del personaggio. Dutton evidenzia “Sapeva che questo giorno stava arrivando, ma non credeva che sarebbe successo nella sua vita”, “È l'unico disposto a dire una preghiera, l'unico disposto a credere a ciò che sta per accadere”.
La sceneggiatura di Stewart tiene in considerazione Dutton con un chiaro piano per tutta la produzione, dice l'attore “I personaggi sono così ben descritti che già capivi il tuo ruolo. Non era necessario fare molte domande. Dovevi giusto provare le scene nel modo più emotivo possibile. Fatto ciò, scopri che è l'Apocalisse. Per me il bello della sceneggiatura è che questo manipolo di disadattati deve salvare il mondo. È audace”.
Aggiunge che il pubblico non deve prendere tutto troppo seriamente. Il film ha anche una buona dose di divertimento. “È anche un buon film horror di vecchio stampo” dice “Stiamo veramente provando ad impaurire il pubblico. Ho definito questo film come una macchina della gioia a tre punte. Fa paura, è divertente e ti lascia riflettere”.
Il regista non conosceva la Kate Walsh di Grey's Anatomy prima che si presentasse per all'audizione per il ruolo di Sandra. Confessa il regista “Non guardo molto la TV, ma nel momento in cui è arrivata, avevo capito che non avrei trovato un'attrice migliore per l'interpretazione di Sandra. Non aveva timore di portare il personaggio verso il suo lato più oscuro”.
Lancaster dice che era molto contento quando Kate Walsh ha accettato d'interpretare Sandra, una donna sofisticata di periferia che sta cercando di tenere sua figlia fuori dai guai, senza molto successo. Dice Lancaster “Non potevo pensare ad una attrice, che lavora in televisione, più interessante di Kate”, “Lei è così sensuale e divertente. Ha molto arricchito il personaggio e ha lavorato molto bene con Jon Tenney, che interpreta suo marito, Howard”.
La Walsh è stata scelta per la combinazione nella sceneggiatura di azione e personaggi ben delineati. Dice l'attrice “C'è molta azione in questo film e le situazioni sono veramente estreme. Non è solo una grande storia d'azione, è anche un thriller sovrannaturale e una storia d'amore. C'è tutto: nascita, vita e morte. È una storia densa e molto eccitante”.
“Quando ho letto il copione, ero rimasta terrorizzata” ammette l'attrice “credo che anche il pubblico rimarrà tale. Del resto è anche molto divertente. È una delle migliori caratteristiche della scrittura di Scott. Tutti hanno un talento per qualcosa”.
Willa Holland, che interpreta Audrey, la figlia di Howard e Sandra, è nota al pubblico televisivo come Kaitlin Cooper di “The O.C.”. Willa Holland dice che il suo personaggio è diverso da tutti gli altri ruoli per adolescenti. “Come adolescente vieni sempre scelta per lo stesso ruolo” spiega, “Puoi interpretare pochi aspetti. Audrey va dalla ribelle adolescente all'essere la mamma di sua madre e poi all'essere la salvatrice dell'umanità”.
Holland ammette di non aver mai visto un film horror. “Ho veramente paura dei film horror” ammette, “non resisto. Ma andrò alle sale giusto per vedere la reazione delle persone”.
Nel gruppo intrappolato nel ristorante c'è anche Kyle Williams, un padre divorziato che sta provando a raggiungere Los Angeles per un udienza per la custodia del figlio. I produttori erano molto entusiasti di aver trovato Tyrese Gibson una delle star di Transformer e vincitore di un Grammy winning recording artist. “Tyrese apporta una chiaro sottotesto al suo lavoro” dice Lancaster “È un attore magnifico con una presenza scenica da cui non puoi togliere lo sguardo. Quando è sullo schermo, lo riempie”.
La nemesi di Michael nel film è anche suo fratello, Gabriel, un arcangelo descritto come il messaggero di Dio e come il più fedele del Creato. Kevin Durand è stato una ballerino di due metri d'altezza e porta vigore e grazia al suo personaggio. “Kevin è molto convincente” dice Lancaster “Sa muoversi elegantemente ma ha anche infondere un aspetto minaccioso”.
I produttori erano rimasti molto colpiti dall'ultima performance di Durand in X-men - Le origini - Wolverine così come dal sangue freddo del mercenario Martin Keamy nel successo televisivo Lost. “Volevamo qualcuno che potesse confrontarsi con Paul Bettany, che è un attore magistrale” dice Stewart, “Kevin ha una presenza imponente a cui accosta una professionale abilità recitativa. Tra i maggiori attori, è un vero caratterista. Cosa potevamo volere di meglio?”.
Legion è subito interessato a Durand: “Gabriel è stato inviato per fare il lavoro di Dio, ma in un modo che non avrei mai pensato di vedere - il fine giustifica i mezzi”.
Il sottesto per il confronto climatico tra i due arcangeli potrebbe essere chiamato “rivalità tra fratelli” portata ad una estremità cosmica. “Paul ed io abbiamo recitato come fossimo due fratelli che sono sempre in rivalità per l'attenzione e l'amore del padre” spiega Durand “Michael era quello che ha ricevuto più amore, senza rispettare le regole. Gabriel è sempre in giro con il libro e non ha mai ottenuto l'attenzione che pensava di meritare. Questa rivalità si affievolisce all'apice della competizione”.
I produttori si sono garantiti il leggendario caratterista Doug Jones pur uno stupefacente cameo. Jones, che ha interpretato Abe Sapien in Hellboy, così come il Fauno in Il labirinto del fauno, impersona tutto ciò che è terrificante in questo film come un gelataio alle prese con una orribile trasformazione. Può essere l'uomo più flessibile del mondo. “È incredibile” dice Stewart “Ho capito perchè piace così tanto a Guillermo del Toro. È un grande attore, ma è anche un membro del Cirque du soleil. È così elastico ed espressivo nel viso e sa fare cose per le quali si pensa servano delle protesi”.
Glenn Hetrick, che si occupa degli effetti speciali di make-up, ha rinvigorito il talento naturale con qualche protesi innovativa per completare la trasformazione da uomo a fenomeno sovrannaturale. “Non abbiamo provato a renderlo fantastico” dice Hetrick. “Volevamo che fosse inumano tanto da poter essere inquietante per il pubblico quando lo vede. Deve essere un esempio di mostruosità, tanto da far inorridire il pubblico”.
Per quanto il personaggio sia minaccioso, Jones dice di essersi abbastanza affezionato a lui. “Quando incontri il gelataio, pensi, è un ragazzo umile” dice l'attore. “Poi inclini la testa e capisci che c'è qualcosa che non va in lui. Ed è così che la gente fa con me. Cammino nella stanza e c'è un bravo ragazzo, alto e magro, ma c'è qualcosa che non va in lui”.
IMMAGINANDO L’APOCALISSE
I grandi cieli ed il deserto sconfinato sono il panorama dell'America dell'ovest che si offre come scenario per la storia epica di Legion. “Ho letto molte opere e brevi storie di Sam Shepard” dice Stewart. “Avevo un immagine mitica del West che può esistere solo nelle nostre menti. Questo vuole essere un omaggio a quel paesaggio”.
Stewart ha fatto un libro di fotografie che illustrano il tipo di panorama per il suo film. “Sono andato nel deserto e ho fotografato stazioni di benzina abbandonate e segnali stradali perforati da proiettili, tutte cose che per me rappresentano l'America di un tempo e la decadenza del West”.
Quando ha cominciato ad incontrare gli attori, i loro agenti e manager, ha preso il libro per mostrare la sua visione del film. “È stato importante per me descrivere l'aspetto complessivo del film” dice il regista. “Ho voluto mostrare alle persone ciò che avevo in mente. Sembrava un fumetto” dice. “Combinare elementi di un sovrannaturale thriller d'azione con i classici cieli del West. Stavo facendo ciò che per me aveva senso. Volevo convincere tutti che trattavo il genere con molto rispetto”.
Lo scenografo del film, Jeff Higinbotham, si è occupato di riprodurre quelle fotografie come sfondo del film. “Abbiamo provato a creare un selvaggio deserto, che unisce il pittore degli anni '50 Edward Hopper e le fotografie contemporanee di Gregory Crewdson” dice Higinbotham. “Scott sapeva quello che voleva, e ciò è un piacere. Succede che un regista non sa quello che vuole fino a quando non gli mostri qualcosa e lui era molto sicuro che non voleva quello”.
“Il nostro obbiettivo era di creare qualcosa di unico” continua. “Volevamo trovare una area desolata per il ristorante, un posto dimenticato. Quando il pubblico guarda questa scena, voglio che dicano: dove si trova?”.
Stewart ha subito deciso di girare Legion in un ambiente che enfatizzasse il senso di isolamento e di terrore del film. Spiega il regista “Proprio come storia surreale, un luogo remoto rende evidente il fatto che vogliano sopravvivere alla prima offensiva”, “Sono tagliati fuori dal mondo e non hanno idea di quanto tempo durerà o se durerà”.
I produttori hanno cercato in lungo e largo un luogo che apparisse come un posto di ristoro per camionisti nel mezzo del deserto del Mojave. “Tutti sanno com'è, giusto?” dice Stewart “Prova a trovarlo. Noi abbiamo dovuto ricostruirlo nel New Mexico. Sembrava che era lì da cinquant'anni. Ancora oggi le persone ci si fermano per fare rifornimento di carburante”.
Haginbotham ha costruito il set in un desolato lembo di terra fuori Galisteo, e gli interni in una piccola sala di posa adatta anche ad accogliere i vari effetti speciali e le controfigure richieste.
Gli operatori hanno terminato il montaggio in meno di un mese nonostante la neve, un vento di 50 miglia all'ora e la pioggia. “Questo è stato uno dei primi luoghi che ho visto” dice. “E avevo capito che questo era il posto giusto. C'erano grandi vedute in tutte le direzioni e una concavità adatta alla situazione. Se si riempisse quest'area con l'acqua, si formerebbe una vasca ai bordi del ristorante e questa è ciò che accade ai nostri personaggi”.
Stewart è stato fortunato a trovare un direttore della fotografia, John Lindley, che condivideva molte referenze visive ed ispirazioni. “È stato molto d'aiuto per l'aspetto del film” dice il regista “Subito abbiamo scelto il nostro motto 'No alle scene noiose'. Ciò sta a significare che come in un fumetto ci siamo sempre spinti a creare scene per narrare la storia. In diversi aspetti, il film appare come un libro comico che diventa reale”.
Il regista spiega che hanno concordato sul fatto che le scene di Legion si sviluppassero di pari passo con la storia. “All'inizio ha un atmosfera di America del passato, come un quadro di Hopper. Ma con lo sviluppo della narrazione, il colore comincia a svanire ed assume un aspetto apocalittico”.
Per ampliare la tensione nel film, Stewart e Lindley hanno sviluppato delle strategie visive che terranno il pubblico sul filo del rasoio. “John è competente in molte cose, ma in particolare è un maestro dei dettagli” dice Stewart. “Capisce molto bene il fulcro dell'azione. Ho scelto prima di focalizzarmi sui dettagli poi proseguire. È l'opposto del classico metodo della produzione americana, in cui prima giri una scena stabilita e poi ti ci concentri”.
“Abbiamo sempre tenuto la cinepresa o molto bassa o molto alta, quasi mai all'altezza dell'occhio” dice il regista “Questo ha spostato la prospettiva e ha reso la scena più dinamica. In oltre abbiamo girato dall'alto per avere il punto di vista di Dio sugli eventi”.
“È il miglior film che abbia fatto” dice Lancaster. “Ho molto creduto in John Lindley. Ha riconosciuto in questo film l'opportunità di fare un qualcosa di diverso. Ha affrontato diverse difficoltà per farlo ed ha fatto un ottimo lavoro”.
Persino i costumi sono stati pensati per rinvigorire lo schema visivo del film. “Sono convinto che il colore possa essere d'aiuto alla storia” dice Stewart “Siamo giunti all'idea che tutte persone 'normali' nella storia avrebbero dovuto indossare dei colori spenti — grigio, grigioverde, beige – mentre quelli invasati sarebbero stati rivestiti di colori brillanti che sullo schermo rendono bene”.
Wendy Partridge, la costumista di Legion, ha creato una linea di delicate gradazioni di colori neutri per i personaggi principali. “È stato un processo molto interessante e delicato ma molto utile” spiega la costumista “La cosa più difficile nella selezione dei costumi è quella di creare l'abbigliamento giusto per ogni personaggio. Una volta che hai creato quell'immagine, devi convivere con quell'immagine per tutto il film”.
In oltre, con lo svolgersi della narrazione, i costumi di ogni personaggio sono stati adattati alla drammaticità della situazione con strappi ed usure. Fa notare la Patridge: “Il deterioramento degli abiti doveva rispecchiare lo stress fisico e mentale dei personaggi”.
Allo stesso modo la musica è stata fondamentale per esprimere l'animo del film e per evidenziare la drammaticità delle scene. “Non amo i film che sembrano dei video musicali” dice il regista “Preferisco la musica che o si contrapponga all'immagine o che aiuti a comunicare la storia emozionante. Più o meno il jukebox del ristorante è come se fosse un personaggio. Suona vecchie canzoni che danno l'idea di un posto fuori dal tempo”.
Per creare una forte identità musicale della storia, è stato aiutato dal responsabile delle musiche, Chris Douridas, che ha anche lavorato in American Beauty e Austin Power. “Avevo subito deciso che le canzoni si sarebbero ascoltate solo da strumenti musicali come il jukebox o l'autoradio” dice Stewart “Il jukebox è come un canto greco per il film. Le canzoni arrivano giusto come alternative rispetto a ciò che sta andando sullo schermo”.
UNO SCIAME DI EFFETTI VISIVI
Per creare il caos della fine del mondo, era necessario un esercito di specialisti. Il budget ha costretto Stewart ad attenersi alla sua pianificazione: un approssimativo mix di soluzioni pratiche ed effetti visivi di alta tecnologia, al fine di creare l'esercito di angeli, branchi di dannati e l'arrivo di altre piaghe sulla Terra. “Non è un film con un grandissimo budget, dove puoi fare ogni cosa con la grafica dei computer” dice il regista “Avremmo voluto girare con un effetto minimo e poi in seguito migliorarlo”.
Ad esempio, una delle sequenze più tranquille del film include una vecchia cliente del bar che annuncia l'arrivo di bande di invasati. “In questa scena una anziana signora piomba nel ristorante come un toro e si arrampica sul muro sino al tetto. Abbiamo usato una combinazione di attrici in primo piano in una versione capovolta del set, una stunt-woman è stata legata con una imbragatura sul tetto, per la scena girata da lontano, ed in fine con l'aiuto degli effetti grafici sembra che l'attrice si arrampichi velocemente sul muro”.
L'esercito di angeli di Legion è feroce, guerrieri armati sino ai denti, tutt'altra cosa rispetto l'immagine convenzionale del suonare l'arpa o dei cherubini sulle nuvole. Quando divenne evidente che gli effetti grafici sarebbero stati sia convincenti e convenienti, fu scartato il piano di voler equipaggiare gli attori con le ali. La creazione delle ali digitali inoltre permise ai produttori di ridefinirne l'idea. “Queste ali sembrano fatte di piume, ma sono anche così tanto resistenti da respingere i proiettili” dice Stewart “Le estremità sono tanto affilate che possono essere usate come armi. Iconograficamente differisce molto dalle altre rappresentazioni di angeli che abbiamo visto precedentemente”.
Per lo scontro finale tra Michael e Gabriel, l'assistente di regia e coordinatore degli stunt, John Medlen, ha utilizzato un elaborato sistema di equipaggiamento, nonchè una progettazione di armi che include una impressionante spada e un'asta dall'aspetto minaccioso. I combattimenti sono stati minuziosamente coreografati usando uno stile di combattimento, che sul set è stato chiamato “Angel Fu”.
“L'Angel Fu è acrobatico” dice Stewart “Ma c'è anche uno scontro corpo a corpo e una rissa. L'ultimo scontro tra Michael e Gabriel è estremamente violento, ma è anche una danza complessa. La fisicità non è necessariamente usata dagli angeli”.
Ogni mossa era programmata nel dettaglio con gli stunt e poi, prima che gli attori le provassero, presentata a Stewart per i ritocchi. “Ragazzi, loro ne erano entusiasti” dice Midlen. “Entrambi gli attori sono molto atletici e hanno dato il massimo. Vedere Paul lassù con l'imbracatura e picchiare Kevin sul torace è stato incredibile. Kevin e Paul si sono esercitati duramente per questa scena. Sono stati in grado di fare ogni cosa del combattimento. Non erano controfigure”.
Durand e Bettany iniziarono ad esercitarsi con entusiasmo. “Paul ed io ballavamo e studiavamo arti marziali quando eravamo più giovani” dice Durand “Questo film fa un passo in avanti aggiungendo un paio d'ali di circa 4.5 metri. Ho continuamente pensato di averle sulle mia schiena e al danno che avrebbero potuto creare. Era come avere una nuova arma”.
Bettany definisce gli stunt una fonte di divertimento. “La prima volta che stavo sull'imbragatura è stato un trambusto” dice Bettany. “È come se i combattimenti siano tra bambini di dieci anni, che non si rendono conto che colpendo fanno danni. Se stai facendo un film d'azione e non stai rendendo l'idea, risulta che poi non hai fatto un film d'azione”.
“Sapevo che non aveva mai fatto grandi scene d'azione come questa. Ma era del tutto adatto. Ha dimostrato d'essere un talento innato”, spiega Medlen.
Tra tutte le stranezze che si vedono nel film ci sono anche gli elaborati e misteriosi tatuaggi che coprono il corpo di Michael. Sono servite molte ore al giorno per fare quei disegni a Bettany. “L'esatta quantità di tempo variava in base a ciò che indossava nella scena del giorno” spiega Glenn Hetrick, supervisore per il trucco degli effetti speciali. “Se indossava una T-shirt dovevamo disegnargli quindici tatuaggi. Mentre per l'intero corpo, tra i quaranta e i cinquanta tatuaggi, ognuno disegnato singolarmente”.
Disegnati dall'artista Rick Stratton, i tatuaggi sono stati prima applicati su un modello cartaceo di Bettany e poi digitalizzati così che da avere più versioni uguali. Ma lo stretto accostamento dei disegni e dei simboli va ben oltre la semplice body art.
“Abbiamo creato dei pittogrammi che sono molto geometrici e sembrano un circuito o un insieme di cerchi” dice Stewart “Ogni elemento disegnato sul corpo di Michael ha un profondo significato. E l'abbiamo anche fatto sulle armi e sull'armatura, se si presta attenzione, si vedono delle scritte anche sulle ali degli angeli”.
Questi simboli si basano sui testi enochiani, scritture del sedicesimo secolo dell'astrologo John Dean Edward Kelly, un consigliere della regina Elisabetta I. Kelly disse di essere in contatto con forze negative e positive che identificò come angeli. “Le abbiamo nominate 'Le istruzioni' ” dice Stewart. “Ciò che per loro erano delle istruzioni, per noi non hanno ancora un senso”.
Ma Stewart e Lancaster hanno già in mente il prossimo capitolo di Legion. “Spero che il pubblico venga a vedere Legion con una aspettativa diversa e che sia per loro una esperienza singolare” dice Lancaster. “È una storia unica con grandi attori e con entusiasmanti effetti speciali. Quando vedranno tutto ciò, spero che dicano 'wow, quando esce il seguito?' ”.
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