Io e Marilyn di Leonardo Pieraccioni

Recensioni Film - Per dire la tua sul cinema! [+] Recensisci e Vota

Dati principali, scheda, locandina, manifesto cinema, info, curiosità per Io e Marilyn - [Trama, giudizi e opinioni]
Altri film, opinioni, recensioni, informazioni - Altri film diretti da Leonardo Pieraccioni - Correzioni/Aggiunte - Video YouTube di Leonardo Pieraccioni Io e Marilyn - Cerca e trova - Stampa pagina - Condividi su
Crea il tuo Sito con EasyWebEditor, i tuoi CD cataloghi prodotti con CDFrontEnd, i tuoi ebook con EBooksWriter - VisualVision.it
 



locandina Io e Marilyn
 
Regista: Leonardo Pieraccioni
Titolo originale: Io e Marilyn
Durata: 96'
Genere: Commedia
Nazione: Italia
Rapporto:

Anno: 2009
Uscita prevista: 18 Dicembre 2009 (cinema)

Attori: Leonardo Pieraccioni, Massimo Ceccherini, Biagio Izzo, Luca Laurenti, Rocco Papaleo, Francesco Guccini, Suzie Kennedy
Soggetto: Giovanni Veronesi
Sceneggiatura: Leonardo Pieraccioni, Giovanni Veronesi

Trama, Giudizi ed Opinioni per Io e Marilyn (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Mark Melville
Montaggio: Stefano Chierchié
Musiche: Gianluca Sibaldi

Produttore esecutivo: Alessandro Calosci
Produzione: Levante Film
Distribuzione: Medusa

La recensione di Dr. Film. di Io e Marilyn
Nessun commento di Dr.Film per ora...

LEGGI e SCRIVI opinioni e recensioni su Io e Marilyn
Opinioni e recensioni su Io e Marilyn, clic qui...

Colonna sonora / Soundtrack di Io e Marilyn
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Informazioni e curiosità su Io e Marilyn

Le riprese del film si sono svolte a Firenze e Roma; la scena finale è stata invece girata a Piombino.

Note dalla produzione:
LE INTERVISTE
Intervista a Leonardo Pieraccioni
COME E' NATA L'IDEA PER QUESTO FILM?
In quest’occasione, scrivendo come sempre la sceneggiatura insieme a Giovanni Veronesi, ho pensato di affrontare con il consueto tono satirico, in questo caso a volte grottesco, un argomento insolito di particolare attualità come le sempre più diffuse famiglie allargate.
Convinto come sono che quando una persona muore la sua presenza rimanga comunque forte nel cuore di chi l’ha amata, mi sono divertito ad immaginare che il protagonista della nostra storia potesse contare questa volta per le sue pene d’amore sulla più autorevole delle possibili consigliere, sul fantasma di quella che viene considerata la Donna per antonomasia e che incarna la femminilità piena e totale: Marilyn Monroe.
Credo che Marilyn sia l’attrice più amata di tutti tempi, è da sempre circondata da un’aura di mito che oggi nessuno più possiede e io la considero un vero simbolo dell’amore struggente e malinconico .

CHE COSA SI RACCONTA IN SCENA?
La vicenda ha come protagonista un 44enne toscano che si occupa di manutenzione di piscine, Gualtiero Marchesi, (il mio personaggio), che cerca di riconquistare l’amatissima moglie (Barbara Tabita) che lo ha lasciato ed è andata a vivere assieme alla loro figlia quindicenne (Marta Gastini) con un personaggio molto tosto, Pasquale (Biagio Izzo), un sensualissimo e focoso napoletano proprietario del Circo Posillipo; Pasquale è un domatore senza macchia e senza paura che forse ha fatto scattare in lei il sacro fuoco della passione perché rappresenta l’esatto opposto di suo marito. Gualtiero una sera, dopo essere uscito a cena con due suoi amici gay, (Massimo Ceccherini e Luca Laurenti) - che gestiscono una pasticceria e conducono la loro esistenza all’insegna della passione e della gelosia – si ritrova coinvolto in una seduta spiritica. I due amici vorrebbero evocare il cantante dei Queen, Freddy Mercury, ma lui preferirà optare per Marilyn Monroe che gli apparirà puntualmente, pronta a dispensargli consigli utili a farlo riavvicinare a sua moglie…

CHE COSA ACCADE DOPO?
Dopo la seduta Gualtiero crede di soffrire di allucinazioni e si rivolge ad uno psichiatra (Francesco Guccini) che lo rassicura prescrivendogli dei farmaci ma quando lui ritorna a casa Marilyn continua a riapparire a suo esclusivo beneficio, dando vita ad un misterioso fenomeno che lo porterà a non distinguere più il confine tra realtà e fantasia. Le idee gli si chiariranno durante una terapia di gruppo quando incontrerà un paziente, Arnolfo (Rocco Papaleo), la cui particolare patologia consiste nel mettersi a seguire le persone che incontra. Lo strano tipo finisce col percorrere deciso anche la strada di Gualtiero e gli confida che le strane presenze che avverte sono diffuse molto più di quanto non creda: può considerarsi fortunato ad esempio rispetto a lui a cui è capitato di vedersi apparire periodicamente in casa… Adolf Hitler! A quel punto il protagonista prende coscienza che può considerare normale vedere ed ascoltare la Monroe in casa propria. Così Marilyn gli racconta che da quando ha lasciato bruscamente il nostro mondo nel 1962 non ha fatto altro che spostarsi da una seduta spiritica all’altra perché da allora viene evocata continuamente in ogni angolo della Terra. Nonostante siano scomparsi da tempo sia lei che Elvis Presley, non sono ancora mai riusciti a stabilirsi definitivamente nell’aldilà perché sono ricercatissimi sempre e comunque dai loro fans che non si arrendono alla loro scomparsa. Marilyn spiega al nostro Gualitero che se i trapassati vengono evocati dalla gente davvero con il cuore le sedute spiritiche funzionano perfettamente!

E DUNQUE LA NUOVA PROFESSIONE STABILE DI MARILYN E' ORMAI QUELLA DI FARE IL FANTASMA DELLE CASE ALTRUI?
Esattamente, la sua propensione ad innamorarsi delle vite degli altri e ad elargire consigli sentimentali rientra nel suo personaggio di persona curiosa, generosa e simpatica. Quando si imbatte in Gualtiero la Monroe nota nei suoi occhi una luce particolare e cerca di consigliarlo adeguatamente per fare rinascere la passione tra lui e l’ancora amatissima ex moglie che, diventata intanto una vedette del circo, dà vita a dei numeri da brivido con il suo nuovo amato che le lancia contro dei coltelli che le si conficcano a pochi centimetri di distanza dal corpo: Pasquale è l’unico tiratore scelto al mondo - insieme al suo maestro Shaolin, un 98enne tibetano che vive a Mazara del Vallo - capace di effettuare il celebre colpo del tiro ad almeno 15 metri di distanza con le spalle rivolte al bersaglio. Quando vedrà Pasquale in azione la stessa Marilyn sarà costretta ad ammettere che l’impresa del recupero sarà ardua. Ma strada facendo qualcosa accadrà..: .

COME HA TROVATO LA SUA PROTAGONISTA?
E’ stato molto semplice: ho digitato su un motore di ricerca di Internet le parole sosia di Marilyn ed è venuto fuori un vero e proprio clone che in un primo tempo avevo scambiato per l’originale. Si tratta di Suzie Kennedy, londinese, 32 anni, impegnata da sempre a valorizzare l’incredibile somiglianza con la diva americana: abbiamo dovuto bloccarla con grande anticipo per le date previste per le riprese del nostro film altrimenti sarebbe stata comunque in giro per il mondo in tourneè. Nessuno conosce Marilyn fin nei più piccoli dettagli come lei che vive una specie di transfert: è andata dalla vera parrucchiera dell’attrice per farsi raccontare come la pettinava davvero e poi una volta arrivata sul nostro set si è pettinata e truccata da sola, si è corretta le pieghe del celebre vestito bianco che conosce a memoria: dalla Monroe ha copiato e rubato tutto, anche certe uscite un po’ stralunate. Quando le ho annunciato ad esempio che avremmo girato a Firenze, una città dove Marilyn non era mai stata, lei mi ha risposto con aria sognante: Adesso ci andrà, e sono anche sicura che questo film le sarebbe piaciuto molto. Ne ripete alla perfezione i modi e i tempi e quando qualche volta pensavo di correggerla lei mi faceva notare che Marilyn non avrebbe mai pronunciato una battuta in un certa maniera e a quel punto l’ho lasciata libera di agire come meglio sentiva e credeva: mi sono arreso…

QUALI DIFFERENZE ESISTONO SECONDO LEI TRA QUESTO FILM E I SUOI PRECEDENTI?
Ce ne sono diverse, ad esempio è la prima volta che mi confronto con il genere fantasy, e poi ci sono un bel po’ di effetti speciali. Quando Gualtiero non vuole convincersi che ha davanti a sé un fantasma, Marilyn si sposta in mezzo alla strada e un camion di passaggio le solleva la gonna come avveniva nella celebre scena di Quando la moglie è in vacanza . In un’altra occasione, quando lui cerca di abbracciarla, la attraversa da parte a parte e poi – è un classico – bisogna considerare che è il protagonista la sola persona che riesce a vedere ed ascoltare quella presenza: quando se la ritrova in casa la prima volta pensando che sia una ladra chiama i carabinieri, i quali restano allibiti vedendolo parlare ad una poltrona vuota!
In questa occasione lei ha poi confermato sul campo alcuni suoi complici di sempre come Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo, accanto a nuovi interpreti particolarmente a loro agio con i tempi della commedia come Luca Laurenti e Francesco Pannofino…
La mia è una sorta di compagnia stabile e di “campeggio permanente” che ogni due anni si ritrova a fare una rimpatriata. Devo dire che Laurenti e Ceccherini in coppia sono stati una rivelazione e che mi piacerebbe riunirli presto di nuovo. Fare recitare a Ceccherini il ruolo di un gay (anche se atipico e rude, niente a che vedere con quelli tipo Il vizietto) è stata un’impresa sovrumana: cercare la parte femminile in Ceccherini è come cercare i congiuntivi nei discorsi di Biscardi!
Con Massimo si va avanti col pilota automatico, non ho bisogno di dirigerlo troppo, mi fido di lui e della sua estroversione; è uno di quei personaggi che arrivano sul set agevolati dal fatto che gli autori conoscono le loro caratteristiche già in fase di scrittura, e così mentre sceneggiavamo io e Giovanni Veronesi ci siamo divertiti ad immaginare la voce di Massimo che pronunciava certe battute e a cercare di elaborare un percorso per la strana coppia a cui lui dà vita con Luca Laurenti: ci faceva ridere il solo pensiero che i due avessero un negozio di pasticceria chiamato La Boutique del Cannolo Gioioso e che Luca, follemente geloso del suo compagno, trattasse malissimo tutte le donne che entravano anche casualmente nella sua orbita .

E GLI ALTRI ATTORI?
Rocco Papaleo rappresenta una presenza ricorrente nei miei film, e in questo caso il suo è un personaggio surreale, sempre vestito di nero con i capelli lunghi fino alle spalle, il paziente/segugio che è l’unico a credere a Gualtiero quando parla della presenza in atto di Marilyn. Rocco continua a ripetere che questo è il miglior ruolo che gli abbia mai offerto, ma la verità è che se gli si scrive qualcosa sulle sue corde lui dà sempre il meglio di sé .
Barbara Tabita invece marca in scena benissimo per la seconda volta il cartellino del ruolo della mia ex moglie dopo Ti amo in tutte le lingue del mondo: a questo punto la mia certezza nel cinema è che se in futuro ci sarà un altro ruolo simile in un mio film non potrò chiamare nessun’altra che lei!
Biagio Izzo è entrato in crisi perchè dopo averlo costretto a tingersi i capelli, diventati nerissimi, per interpretare il suo domatore che è una sorta di grande sparviero del circo, non veniva mai riconosciuto a casa dal figlio di due anni che scoppiava regolarmente a piangere appena lo vedeva. Il personaggio di Biagio è divertentissimo, è uno di quei Tarzan che quando affronta una tigre a mani nude la fa spaventare, ma ci sono certi suoi momenti sentimentali in cui vengono fuori i toni seri del grande attore: Izzo è davvero un fuoriclasse così come lo è Francesco Pannofino, dotato di tempi comici perfetti per il suo maresciallo dei carabinieri sempre più confuso e provato dagli eventi.
Marta Gastini, la ragazza che interpreta il ruolo di mia figlia, è una bella sorpresa: l’ho scelta grazie ad un provino e si è rivelata perfetta. E' un'attrice ed una ragazza davvero molto sensibile. Infine rappresenta per me una certezza consolidata Francesco Guccini, che ormai non si fa più pregare quando lo chiamo per recitare un ruolo e viene a girare con me con lo stesso spirito con cui si va ad una cena di amici alla Casa del Popolo: è amante del cazzeggio, e una volta che si trova sul set sta al gioco sempre con grande divertimento .

Intervista a Massimo Ceccherini
COME SI E' TROVATO A RECITARE DIRETTO PER L'ENNESIMA VOLTA DA PIERACCIONI?
Il signor Leonardo Pieraccioni deve smetterla una buona volta di continuare a fare dei film in cui ci prova con le spagnole e ci prova con le italiane e ora ci prova addirittura con un fantasma: la sua non è altro che una latente omossessualità repressa, il suo unico sogno è quello di avere un rapporto d’amore con me ma non osa dichiararsi! Visto che non mi può avere allora sarà sempre costretto a trovare una donna diversa e avrà sempre da soffrire fino a quando non confesserà al mondo che è un omosessuale perso e che vuole vivere felice e contento con me. Ma insomma: fino a quando si trattava di fotomodelle, attrici straniere e italiane posso anche capirlo ma arrivare a nascondersi dietro un fantasma è il massimo! Basta, deve fare outing, deve dichiarare i suoi gusti sessuali. Pieraccioni sa sempre come fare accoppiare me (in questa storia io avevo una moglie e l’ho lasciata per mettermi con Luca Laurenti) ma non arriva ancora a capire qual è la sua vera indole: vedremo dove vuole andare a parare col tempo .

CHE RAPPORTO SI E' CREATO CON LUCA LAURENTI?
Il mio primo incontro con lui equivaleva a vedere da vicino per la prima volta il cantante del gruppo di hard rock Van Halen: era da sempre un mio mito ed averlo incontrato non mi ha deluso affatto, anzi.. i cinque giorni in cui abbiamo girato insieme sono stati i più divertenti della mia vita. Ho inserito subito Luca in una specie di club di amatori di donne anziane: abbiamo parlato infatti soltanto di tardone che sono la mia principale passione. Poi alla fine della lavorazione, quando lui ha capito finalmente che non stavo tanto bene con la testa, mi ha dato da leggere tre libri di tre diversi psichiatri lasciandomi anche un messaggio in cui spiegava che si trattava di tre medici diversi e che per evitare traumi e depressioni lui sarebbe stato disposto anche a portarmeli a casa. Ma io lo amo soprattutto per la seguente frase da schiantare che ha improvvisato un giorno in cui nella pausa pranzo era prevista tra l’altro la trippa: Luca Laurenti si è alzato, e volendo fare il disinvolto, per socializzare ha urlato rivolto verso Suzie Kennedy (l’attrice che interpretava il ruolo della Monroe e che parla solo in inglese) la seguente frase: «A’ Marilyn, l’hai presa la trippa?».

Intervista a Barbara Tabita
IN QUESTO FILM TORNA A INTERPRETARE LA EX MOGLIE DI PIERACCIONI. CHE EFFETTO LE HA FATTO RITROVARSI SUL SUO SET?
La cosa bella e gratificante è stata la sensazione di ritrovare una sorta di famiglia: Leonardo, la troupe, una parte del cast, tutti naturalmente cresciuti grazie alla maggiore esperienza e maturità acquisita. Abbiamo girato spesso di notte perché di giorno faceva troppo caldo e io mi sono ritrovata ad esempio a recitare alcune scene inquadrata in primo piano alle 6 del mattino, quando ero praticamente distrutta dalla stanchezza e dal sonno, ma è stato tutto molto sereno e piacevole, all’insegna della leggerezza e dell’allegria come se si fosse tra parenti; oltre che familiare, però, la situazione era comunque molto professionale: abbiamo addirittura completato la lavorazione con un giorno di anticipo rispetto ai piani previsti!

QUALI SONO SECONDO LEI LE PECULIARITA' DI PIERACCIONI COME REGISTA E ATTORE?
In genere gli attori comici di successo per tradizione non sono belli e lui è invece molto affascinante, è il sogno di tutte le mamme per le loro figlie e questo permette ai suoi film di catturare l’attenzione di un’intera famiglia e di essere visto da spettatori di qualsiasi estrazione sociale ed età. Leonardo mi conosceva perché avevamo già lavorato insieme (Ti amo in tutte le lingue del mondo), ma in questa occasione, quando ha capito che potevo essere l’interprete giusta per il ruolo della sua ex moglie, mi ha chiamato perché facessi ugualmente un provino con lui: è un super professionista. Per un’attrice recitare con lui – e a maggiore ragione tornare su un suo set per la seconda volta - è un bellissimo regalo, un privilegio, e non solo perché i suoi film ti danno sempre una visibilità immensa. Leonardo sul set è sereno, quando dirige ha le idee ben chiare sull’argomento perché conosce ogni dettaglio del film che ha scritto, ti spiega quello che vuole ma sa anche ascoltarti dopo averti lasciato la libertà di proporre e di esprimere il tuo talento: sei in una botte di ferro, insomma, è come avere la rete di un circo sotto di te. Non è affatto un divo, poi.
Per me è stato come se il tempo non fosse passato ma allo stesso tempo lui mi è sembrato cresciuto professionalmente ed umanamente, l’ho trovato più maturo, capace di trattare in maniera consapevole ed adulta argomenti d’attualità come la famiglia allargata o il rapporto di coppia tra i due gay, sia pure col linguaggio che gli è proprio .

CHE COSA L'HA DIVERTITA DI PIU' DEL SUO PERSONAGGIO?
Interpretando l’ex moglie del protagonista, che si innamora perdutamente di un domatore napoletano super macho sposando la vita del circo, mi sono ritrovata a fare davvero la circense. Mi facevano ridere gli eccessi delle caratterizzazioni, sia quelli che riguardavano me, vestita in scena come Moira Orfei, sia quelli di Biagio Izzo che interpreta il mio focosissimo partner: me lo hanno presentato il primo giorno di riprese subito prima di una scena in cui dovevamo baciarci appassionatamente ed in cui lui indossava soltanto un paio di mutandine leopardate!! Invece una scena particolarmente impegnativa e difficile mi ha procurato l’emozione più forte della mia vita, quella in cui – mentre in un primo tempo
pensavo di poter contare su una controfigura – venivo davvero fatta oggetto di ripetuti lanci di coltelli che si conficcavano alle mie spalle.
Subito prima di me durante le prove si erano sottoposti per farmi coraggio alla stessa “tortura” sia Leonardo che il produttore esecutivo Alessandro Calosci, ma nonostante tutti mi rassicurassero dicendomi di tenere gli occhi sempre aperti, quando il tiratore scelto ha iniziato a dirigere velocemente tutte quelle lame che si fermavano a pochi centimetri da me ho vissuto una serie di emozioni grandiose e spaventose insieme. L’importante era restare sereni, mi dicevano, ma avevo molta paura di muovermi senza volerlo, solo per istinto… poi per fortuna abbiamo ripetuto la scena soltanto due volte, e tante sono bastate! Ma forse la bellezza del nostro mestiere è anche quella di poter essere coinvolti in situazioni simili.
Un’altra volta io e Biagio Izzo abbiamo girato una scena issati a 56 metri d’altezza: mi avevano assicurato che sarebbe stato tutto sotto controllo, ma io pensavo di soffrire comunque di vertigini guardando verso il basso, salvo poi scoprire con mia grande sorpresa che non era vero: siamo restati in quella situazione per diverse ore e col passare del tempo non mi è sembrato poi sconvolgente guardare giù tutti gli altri che sembravano grandi come formiche! Ripensandoci, però, credo che non tornerei a farmi tirare coltelli in faccia, avevo il cuore che mi batteva molto più velocemente del solito…

SI SENTE PARTICOLARMENTE A SUO AGIO CON LA COMMEDIA?
Direi di sì… dopo aver debuttato nel 2000 nel film comico del gruppo genovese I Cavalli Marci Come se fosse amore, oltre che con Pieraccioni avevo recitato con Vincenzo Salemme in Ho visto le stelle, e con Ficarra e Picone ne Il 7 e l’8: fare da spalla ai comici non è semplice, ma col tempo ho acquisito una certa esperienza sul campo, senza disdegnare occasioni diverse: sono tutte tessere di un mosaico; ad esempio ho iniziato da poco le riprese della nuova serie de I Cesaroni per Canale 5, ma mi è capitato di interpretare in tv anche ruoli drammatici (ho fatto il poliziotto, il medico legale ne La squadra e l’assassina in Il giudice Mastrangelo) e di recitare in teatro per tutto l’anno, tenendo la “macchina” sempre in moto.
Ho avuto la fortuna di fare una bella carriera ridendo, e mi fa piacere se la gente che incontro mi sorride perché comunico buonumore, ma tutto questo è stato possibile perché ho avuto una preparazione teatrale che mi ha dato le basi. Avere solide basi è importante, perchè ti danno la struttura in cui muoverti, come ha dimostrato anche una mia curiosa esperienza dell’anno scorso allorché sono stata scelta per presentare al Teatro Massimo di Palermo un concerto musicale offerto alla città dal sultano dell’Oman.

Intervista a Luca Laurenti
COME E' STATO COINVOLTO IN QUESTO FILM?
Conoscevo Leonardo Pieraccioni solo da spettatore, abbiamo avuto un primo incontro in cui mi ha parlato del progetto raccontandomi la storia e il mio personaggio, e così, come mi piacciono i suoi film (le sue storie sono sentimentali nel senso migliore del termine, esci dal cinema col suo sorriso da poeta), mi è piaciuto subito lui come persona: è un tipo semplice, un toscanaccio che dice sempre pane al pane e vino al vino, ma ha un suo candore di fondo, non cerca l’effettaccio, ma fa centro col suo sorriso garbato e sornione. Ci siamo capiti al volo da un punto di vista umano, e poi una volta arrivato sul luogo di lavoro l’intuito non mi ha dato torto: mi sono ritrovato come in famiglia .

CHE RAPPORTO SI E' CREATO CON I COLLEGHI?
Ottimo, l’intesa è stata facile anche con Massimo Ceccherini con cui diamo vita ad una coppia di pasticceri gay amici del protagonista Gualtiero, ritrovandoci spesso in scena con lui. Si è creata subito anche tra noi un’atmosfera di grande divertimento, sia sul set che nella vita, ci siamo presi bene anche perché io non sono mai competitivo, cerco di sintonizzarmi sempre volentieri con persone diverse da me, mi ritengo un ascoltatore che poi diventa attivo: solo così puoi capire le modalità dell’altro e rapportarti con lui, altrimenti sarai costretto a fare solo dei monologhi a vuoto.

VI CAPITAVA DI IMPROVVISARE SPESSO IN SCENA?
Secondo me i copioni rigidi non funzionano mai troppo, i concetti troppo fermi alla fine spersonalizzano tutto: una volta inquadrata la storia se si riesce qualche volta ad andare a braccio si crea la libertà di agire operativamente, e a Leonardo faceva piacere se veniva fuori ogni tanto la nostra creatività del momento, sapeva che non stavamo facendo La divina commedia e che tutto sarebbe stato utile.

LEI SI SENTE A SUO AGIO SOPRATTUTTO CON I MECCANISMI DELLA COMMEDIA?
Nella mia carriera ho lavorato alla radio, in tv, nel cabaret, nella musica e ogni cosa ha un suo specifico. Noi siamo un po’ come una torta e giochiamo con tutte le sue possibili fette, al di là delle etichette che ti imprigionano. Se tu non ti senti nessuno puoi giocare con i vari qualcuno ma se tu ti senti qualcuno alla fine non giochi mai con nessuno: dico questo non solo perché detesto chi si dà delle arie ed assume degli atteggiamenti di supponenza, ma soprattutto perché non riesco a concepire chi si ferma al proprio specifico: se la vita è una partita di calcio bisogna conoscere tutti i ruoli, ogni ruolo ha le sue regole ed i suoi spazi e così devi conoscere tutto il campo da gioco, ogni spazio, sapere come va percorso, altrimenti giocherai sempre solo in porta o solo come attaccante e ti mancherà sia il passato che il futuro. E’ importante essere sempre presente a te stesso, ma anche che tu quando hai deciso di interpretare un certo ruolo ti concentri sul momento, a costo di cestinare il passato, altrimenti non sai quello che arriverà dopo. Cerco di stare a mio agio con me stesso, insomma, e so che se lo sono, lo sarò con tutti i vari ruoli ed allora diventa stimolante anche fare qualcosa di spiazzante.


Intervista a Biagio Izzo
COME E' STATO COINVOLTO?
Sono un fan di Leonardo Pieraccioni da sempre e mi ha fatto molto piacere scoprire che anche lui era un mio ammiratore. Leonardo si complimentò con me quando ci siamo incontrati per la prima volta tempo fa al compleanno di Vittorio Cecchi Gori, ed è tornato a farlo quando ci siamo rivisti in seguito a Firenze per la presentazione dei listini dei film della stagione agli esercenti, ma non c’eravamo mai sbilanciati con le dichiarazioni di stima… diciamo che ci ammiravamo l’un l’altro a distanza.
Di Leonardo mi piacciono molto la sua leggerezza e la sua delicatezza, il suo essere un amico tenero del pubblico che è capace di raggiungere e soddisfare sempre, grazie ad uno speciale tipo di comicità che non è mai volgare. In Io & Marilyn mi ha offerto di recitare la parte di Pasquale, un domatore di circo molto sopra le righe che mi ha stimolato e divertito molto costruire: ci siamo incontrati prima delle riprese, e lui mi ha detto di essersi convinto che il mio personaggio andava caratterizzato in scena con i capelli ed i baffi pesantemente tinti di nero. L’ho assecondato truccandomi come lui voleva ma il risultato è stato che sia mia madre che mio figlio non mi riconoscevano più quando rientravo a casa la sera!

COSA L'HA DIVERTITA DI PIU' DEL FOCOSO CIRCENSE CHE HA INTERPRETATO?
Ci sono stati momenti davvero pericolosi e stressanti in cui non sapevo come si sarebbe conclusa la faccenda: in una scena dovuto essere un lanciatore di coltelli particolarmente dotato che si esercitava usando sua moglie come bersaglio, ma anziché provare a tirarli per evitare di tremare durante i dettagli dei lanci ho ceduto il posto ad una controfigura ed è stata comunque una soluzione che mi ha tranquillizzato, perché altrimenti finivo con l’ammazzare davvero la Tabita..
Un’altra scena difficile da dimenticare per la sua pericolosità è stata quella in cui avrei dovuto inveire contro un animale piuttosto particolare che era a pochi passi da me e che non poteva essere addormentato per l’occasione: era una tigre, e sul set è stata brava a restare al suo posto e a non scomporsi troppo: quando ero inquadrato in campo lungo urlavo come un matto e mi sentivo più tranquillo, mentre quando mi è stata davvero molto vicino mi ha fatto paura e mi ha bloccato; mi fissava impassibile negli occhi e a un certo punto quando la cintura del mio accappatoio penzolava ha fatto un gesto con la zampa come se la volesse acchiappare e ho potuto sentire vicinissimo lo spostamento d’aria dovuto al suo movimento: sono rimasto senza parlare per tutto il giorno per la paura!
Un’altra volta io e Barbara Tabita abbiamo girato sospesi in aria e sorretti da apposite imbracature una scena ad oltre 50 metri d’altezza in cui, per una specie di sortilegio, un tavolo restava sospeso in aria e noi eravamo seduti sulle sedie ai suoi lati. Io & Marilyn è un film che mira a stupire evidenziando anche le grandi capacità del personaggio che interpreto: essendo un tipico esponente del circo, il domatore doveva essere super in tutto, a sprezzo di ogni pericolo, ma io non ero affatto abituato a queste cose .

SECONDO LEI QUALI DIFFERENZE ESISTONO TRA QUESTA COMMEDIA E ATRE COME QUELLE NATALIZIE?
Mentre le commedie a sketch di Neri Parenti con Christian De Sica sono paradossali, sopra le righe e piuttosto esasperate, Io & Marilyn racconta una storia che si lascia seguire rivelandosi una commedia pura, ben scritta e ben calibrata, in grado di andare oltre lo sketch fine a se stesso .

HA MAI PENSATO DI SCRIVERE E DIRIGERE UN FILM TUTTO SUO?
Preferisco accettare i ruoli che mi offrono gli altri: recito in teatro da molto tempo, scrivo da 10 anni diversi testi inediti con Bruno Tabaccina: ora sono in tournee con la commedia "Una pillola per piacere", a febbraio debutterò con il nuovo spettacolo Un tè per tre. E’ovvio che mi piacerebbe fare qualcosa di simile al cinema, ma portare gente in sala non è facile, bisogna acquistare credibilità, aspettare l’occasione giusta per una storia da protagonista. Per adesso ho un po’ di paura, non voglio che un mio eventuale film alla fine esca soltanto nella mia Campania dove sono particolarmente amato, mi piacerebbe cercare di arrivare ovunque ma in punta di piedi, piano piano, un mattone alla volta.
Non escludo che col tempo arrivi l’occasione giusta: un attore vuole migliorarsi e crescere strada facendo, e ora ad esempio sto cercando di arricchirmi lavorando con mostri sacri del cinema del passato e della commedia come Boldi, De Sica, Salemme e Pieraccioni: spero di riuscire un giorno a mettere a frutto adeguatamente tutto questo .

QUALI SONO I SUOI COMICI DI RIFERIMENTO?
Massimo Troisi è stato un grande esempio per tutti noi, e ovviamente è l’attore a cui con la dovuta modestia mi piacerebbe somigliare di più col tempo: ha iniziato con i teatrini parrocchiali e poi è andato avanti con la tv ed il teatro importante. E’un po’ il percorso di Pieraccioni, e se ora ho la fortuna di lavorare al suo fianco capisco meglio che la strada è quella, e che il percorso è giusto .


Intervista a Rocco Papaleo
In questa occasione lei recita per la quarta volta in un film di Leonardo Pieraccioni dopo I laureati , Il paradiso all’improvviso e Ti amo in tutte le lingue del mondo: quali novità e quali analogie ha riscontrato rispetto al passato?

Credo che questo di Io & Marilyn sia il personaggio più interessante e gratificante che Leonardo mi abbia mai proposto. Attraverso gli anni si è consolidata tra noi un’intesa sempre maggiore, un’intesa che può permettersi dei sottintesi e che ci fa procedere spesso anche solo per sguardi, per occhiate. Ci fidiamo molto l’uno dell’altro e lui mi concede sempre volentieri sul set il beneficio di qualche invenzione estemporanea in grado di andare oltre il copione: se mentre giriamo gli dico che ho una nuova idea, lui mi permette di sperimentarla direttamente nel ciak successivo senza aspettare che prima gliela racconti. Durante le riprese ci vogliamo divertire, vogliamo stupirci, senza discutere troppo, e questa condizione mi gratifica molto, la vivo come un privilegio .

Quanto hanno contato e quanto contano nel suo lavoro i film girati con Pieraccioni?

Leonardo è diventato col tempo uno dei miei amici più vicini e fidati: ovviamente ci sono stati diversi altri suoi film a cui io non ho preso parte, ma abbiamo mantenuto sempre tra noi una relazione solida, io ho seguito con affetto il suo cinema e lui i miei spettacoli teatrali grazie anche ad un nostro grande amico comune che vive come me a Roma, il regista Giovanni Veronesi, che è da sempre il suo sceneggiatore ed è stato con lui il mio talent scout nel cinema. Sono i film di Leonardo che mi hanno permesso di arrivare al grande pubblico, ed è naturale che io abbia un affetto, una gratitudine ed un’attenzione speciale verso di lui, il suo cinema e il suo stile molto popolare che non scade mai nella semplificazione fine a se stessa. Credo che le sue commedie funzionino perché hanno sempre una speciale grazia e perché lui come essere umano ha il dono di un’innata leggerezza che gli consente di essere molto comunicativo, senza scadere mai nella volgarità .

Intervista a Francesco Pannofino
Come entra in scena il suo personaggio?

Il maresciallo dei carabinieri che interpreto si ritrova regolarmente stupito, se non esterrefatto, quando si imbatte nel protagonista della storia, Gualtiero: la prima volta se lo ritrova davanti da solo, la seconda dopo che è stato fermato per eccesso di velocità insieme al personaggio interpretato da Rocco Papaleo, il quale complica notevolmente la situazione quando afferma che a bordo della loro auto c’era… Marilyn Monroe! Le frequenti visioni di Gualtiero lo portano ad infilarsi in situazioni ingarbugliate, ad essere scambiato per un mitomane e ad essere regolarmente accompagnato in caserma per accertamenti: il maresciallo lo accoglie sempre più bruscamente cercando di capire se ha bevuto, se è pazzo o se lo vuole prendere in giro.

Come si è trovato a recitare con Leonardo Pieraccioni, che rapporto si è creato?

Il mio personaggio era piuttosto funzionale ad un meccanismo di commedia ben congegnato e per interpretarlo sono stato messo particolarmente a mio agio, abbiamo lavorato seriamente e concretamente, ma sempre in modo allegro, grazie ad una costante serenità e leggerezza di fondo che aleggiava sul set e che ha aiutato tutti a portare meglio a casa il risultato finale. Quando recito mi concentro volta per volta nella situazione in cui mi trovo, e in questa occasione sono stato aiutato molto da un clima, appunto, costantemente divertente e piacevole. Il copione non era mai rigido, e se a qualcuno di noi veniva un’idea c’era sempre spazio per le improvvisazioni: non c’erano particolari divieti ma nemmeno troppe cose da aggiungere, la scena era sempre lì pronta per essere girata al meglio. Leonardo poi è bravo a dirigere gli attori, ci sa fare molto, se si tiene presente che – essendo quasi sempre anche lui in scena – deve pensare non solo a tutto il resto, ma anche a se stesso.

Quali sono secondo lei le caratteristiche vincenti di Pieraccioni e del suo cinema?

Leonardo gira film di grande successo da tanto tempo, è particolarmente amato dagli spettatori perché lo vivono come una persona normale a cui accadono delle cose più grandi di lui, che sa raccontare con ironia ed eleganza: trasferisce sullo schermo le sue caratteristiche di persona, e viene percepito dalla gente quasi come un familiare, un vicino di casa, un amico, un ex compagno di scuola. E’molto abile a immaginare sempre storie semplici, efficaci ed accattivanti, e a raccontarle entrando subito nell’immaginario collettivo. E poi non è mai volgare e non assume mai atteggiamenti da divo.

Intervista a Marta Gastini
Come è stata scelta per il ruolo di Martina, la figlia del protagonista?

Ho sostenuto tre provini: il primo con l’aiuto regista, e gli altri due con Leonardo Pieraccioni, fino a quando mi sono ritrovata in gara soltanto con un’altra ragazza. Qualche giorno dopo Leonardo mi ha telefonato personalmente per dirmi che era andata bene e che mi aveva scelto, e naturalmente la cosa mi ha emozionato moltissimo.

Qual è la funzione del suo personaggio nella storia che si racconta?

Martina è poco più di un’adolescente, ma nonostante la sua giovane età riesce a vivere con una certa maturità la separazione dei genitori, un evento che sebbene possa rivelarsi traumatico per chiunque, lei affronta con serenità: non si lascia trasformare in una ragazza infelice e problematica, anche se certamente lei desidera profondamente che i due si riappacifichino. Credo che la sua caratteristica saliente sia la complicità con suo padre: questo rapporto di amicizia e di gioco che lei mantiene con lui somiglia a quello che io ho nella mia vita con il mio vero padre, e per me quindi si è rivelato tutto abbastanza semplice da render in scena, mi ci sono ritrovata. Ma con un papà come Leonardo non è difficile instaurare un rapporto di complicità di gioco, di scherzo e anche di affetto.

Martina cerca di mediare con la madre perché provi a riconsiderare la propria posizione?

Si, lei cerca sempre fino all’ultimo di convincere sua madre a tornare insieme a suo padre, ma ormai il domatore Biagio Izzo ha occupato un posto particolare nel cuore della donna, e i tentativi della figlia risulteranno purtroppo inutili.

Si è trovata a suo agio nel clima di commedia?

Si, mi ha fatto molto piacere, avevo recitato in passato (ad esempio nelle fiction L’uomo che cavalcava nel buio con Terence Hill e Il bene e il male con Gianmarco Tognazzi), e sempre in ruoli di ragazzina problematica e seriosa: in questo caso invece c’è stata la possibilità di contare su una maggiore leggerezza, ho potuto rivivere gli anni più spensierati. Sul set di Leonardo si respira un’atmosfera piacevole e grazie a lui le ore passano velocemente, si lavora con serietà ed impegno, ma sempre con estrema serenità e divertimento.

Che cosa l’ha colpita maggiormente di Pieraccioni sul set?

Credo che in generale non sia affatto semplice lavorare contemporaneamente come regista e come attore protagonista di un film, e ho apprezzato molto verificare come nonostante questa difficoltà obiettiva lui non fosse affatto concentrato soltanto su di sé ma fosse sempre in grado di aiutare anche gli altri attori con minore esperienza: mi sono sentita da subito piuttosto tranquilla, sapevo che Leonardo mi avrebbe fatto provare adeguatamente prima di ogni ripresa e la cosa bellissima era che a volte lui improvvisava fuori copione quando meno ce lo aspettavamo, e allora tutti ci divertivamo molto a seguirlo e ad assecondarlo strada facendo.
[an error occurred while processing this directive]
[+] aggiungi informazioni e curiosità su Io e Marilyn oppure [+] scrivi recensione e vota Io e Marilyn

Vota, leggi trama e opinioni su Io e Marilyn di Leonardo Pieraccioni - Torrent, scaricare Io e Marilyn di Leonardo Pieraccioni, streming

Questo sito è gestito con HyperPublish e molto olio di gomito.
Questo è un sito di cinema film movies amatoriale: le informazioni provengono dai miei studi, dal contributo degli utenti e da fonti reperibili nel pubblico dominio. Non posso garantire la validità delle informazioni ma faccio del mio meglio. Posso inoltre garantirti la mia onestà quando dico che un film è bello. Aggiungi anche tu la tua opinione e fai sapere a tutti senza limiti come è il film! Ti invito ad andare al cinema, non è bello scaricare torrent guardare streaming vedere megavideo striming divx emule movies nemmeno in anteprima. I copyright dei film / movies appartengono ai rispettivi proprietari.



Qualche film interessante: Ideus Kinki - Un Treno per Marrakeck, Gli intrighi del potere - Nixon, Un instante en la vida ajena, Italian Gangster, Iron Man, In the Market, Inside man, Infamous una pessima reputazione, Ida

Film in ordine alfabetico: 9.99…20 D 20 F…50 V 500 …UNA - ...A…A PR A PR…ACQU ACRI…AH S AI C…ALIL ALL …AMAZ AMAZ…AMOR AMOR…ANIJ ANIM…APPU APPU…ASPR ASSA…AVVI AWAK…L'AM L'AM…LE A LE A…UN A UN A…UN'A - A BE…BALL BALT…BE K BE L…BENV BENV…BING BIOS…BLOO BLOO…BOX BOXI…BULW BUMA…LA B LA B…THE THE …UNA - ...C…CAPT CAPT…CAVA CAVA…CHE CHE …CICO CIDA…CODI CODI…COMM COMM…COSA COSA…CUCC CUOR…IL C IL C…LA C LA C…PORC THE …UNA - ...E…DEAD DEAD…DEST DEST…DIRT DIRT…DORI DORM…DUE DUE …LA D LA D…UNA UNA …UNA - ...E…EFFE EFFE…EMPI EMPL…EVAN EVAN…L'ES L'ES…UN'E - A FA…FAUS FAUS…FINO FINO…FRA FRAG…FROZ FRUI…I FR I FR…LA F LA F…UNA - A GL…GET GET …GIOV GIOV…GOMO GOMO…GRIN GRIZ…IL G IL G…LE G LE G…UNA - A HI…HARR HARR…HESH HESH…HONE HONE…HUNG HUNG…UN H - GLI …IMMO IMMO…INCO INCR…INTE INTE…IQBA IRAQ…L'IN L'IN…UN'I - I JO…JESU JET …JOYF JU T…THE - K.36…KING KING…THE - A LE…LAND LAND…LEGE LEGI…LIBE LIBE…LONT LONT…LULU LUMI…UNA - A MA…IL M IL M…LA M LA M…MAES MAGA…MANS MANS…MATE MATE…MENO MENO…MILO MIMZ…MO'J MOLI…MO'T MOTO…MY G MY I…UN M UN M…UNA - I NO…NARU NARU…NEMM NEMM…NO ( NO -…NON NON …THE THE …UNA - GLI …OCTA OCTO…ONDE ONDE…ORO ORO …UN'O - O - …IL P IL P…LA P LA P…PANE PANE…PASS PASS…PEPP PEPP…PICC PICC…PLAT PLAY…PRAI PRAN…PROF PROF…THE THE …UNE - A QU…QUEE QUEE…THE - I RA…LA R LA R…RAIN RAIS…REMB REMB…RIDE RIDI…ROBO ROCC…THE THE …UNA - O - …IL S IL S…LA S LA S…SALE SALI…SCAR SCAR…SECO SECO…SETT SEVE…SHOR SHOR…SKOO SKY …SOLO SOLO…SPAC SPAC…STAR STAR…STRE STRE…SUR SUR …THE THE …UNO - I TE…TADP TAFA…TEMP TEN …THE THE …TI V TI V…TORO TORQ…TRE TRE …TURI TURI…TWO TWO …UNA - GLI …L'UO L'UO…UNDE UNDE…UZAK - A VE…LA V LA V…VAJO VALD…VERO VERO…VIRG VIRT…VUOT - I WA…WARC WARC…WILD WILD…WWW - X - Y - Z
Registi in ordine alfabetico: 0..9 A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z
Cerca...
RecensioniFilm.com 2017 tutto il Cinema raccontato dal pubblico - Accordi - Software - Crea Ebook - Screen savers - Privacy e cookies - Contatti, suggerimenti - Film senza limiti - Streaming