Funny People di Judd Apatow

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locandina Funny People
 
Regista: Judd Apatow
Titolo originale: Funny People
Durata: 136'
Genere: Commedia
Nazione: U.S.A.
Lingua originale: inglese
Rapporto: 1,85 : 1

Anno: 2009
Uscita prevista: 16 Ottobre 2009 (cinema)

Attori: Adam Sandler, Seth Rogen, Jonah Hill, Eric Bana, Jason Schwartzman, Leslie Mann, Sarah Silverman, Ken Jeong, RZA, Torsten Voges
Sceneggiatura: Judd Apatow

Trama, Giudizi ed Opinioni per Funny People (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: Janusz Kaminski
Montaggio: Craig Alpert, Brent White
Musiche: Michael Andrews, Jason Schwartzman
Scenografia: Jefferson Sage
Costumi: Nancy Steiner, Betsy Heimann

Produttore: Judd Apatow, Clayton Townsend, Barry Mendel
Produttore esecutivo: Seth Rogen, Evan Goldberg, Jack Giarraputo
Produzione: Universal Pictures, Columbia Pictures, Apatow Productions, Madison 23
Distribuzione: UIP

La recensione di Dr. Film. di Funny People
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Colonna sonora / Soundtrack di Funny People
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Riccardo Rossi: George Simmons
Simone Mori: Ira Wright
Roberta Greganti: Laura
Niseem Onorato: Clarke
Stefano Crescentini: Leo Koenig
Davide Lepore: Mark Taylor Jackson
Daniela Calo': Daisy

Personaggi:
Adam Sandler: George Simmons
Seth Rogen: Ira Wright
Leslie Mann: Laura
Eric Bana: Clarke
Jonah Hill: Leo
Jason Schwartzman: Mark
RZA: Chuck
Aubrey Plaza: Daisy

Informazioni e curiosità su Funny People

Note dalla produzione:
Negli anni appena trascorsi, Judd Apatow ha provato che quando si tratta di commedia, nulla — nemmeno essere vergini di mezza età o una gravidanza indesiderata — è territorio sacro. Sia il suo film di debutto del 2005, 40 anni vergine, che il seguente del 2007, Molto incinta, hanno avuto un successo di critica e di botteghino che ha abbracciato un pubblico che ha ritrovato sullo schermo i momenti di maggior panico delle loro vite.
In questo terzo film da regista, Apatow trova l’umorismo in una delle più grandi lotte nella vita di un uomo. Dirige Adam Sandler (Io vi dichiaro marito e marito, Terapia d’urto), Seth Rogen (Molto incinta, Strafumati) e Leslie Mann (Molto incinta, 40 anni vergine) in Funny People, la storia di un famoso cabarettista che ha un’esperienza di quasi-morte... e di cosa farà con la sua seconda possibilità. Apatow pone una domanda che non è stata mai toccata con tale schiettezza: se avessi la possibilità di ricominciare tutto daccapo, saresti il bastardo che sei sempre stato?


SCOPRENDO FUNNY PEOPLE: LA COMMEDIA CONTINUA
Judd Apatow è da sempre stato affascinato dai comici da cabaret e da quelle persone che di questo mestiere hanno fatto la loro fonte di sostentamento. Un’estate sua madre Tami Shad lavorava in un locale di cabaret a Southampton, a Long Island, ed essendo un ragazzo le serate passate in quel posto hanno finito con l’essere una ossessione per Judd. Al liceo creò un programma radiofonico all’interno del quale intervistò tutti i comici che maggiormente amava, da Howard Stern a Steve Allen e da Paul Reiser a John Candy. Chiedeva loro come facessero: a scrivere le battute, a esibirsi e altri segreti del mestiere. Ispirato dalla loro guida, anche lui cominciò a esibirsi come comico verso la fine dell’anno del diploma.

Dopo aver lasciato la scuola di cinema della USC (University of Southern California),
Apatow si gettò a tempo pieno al leggendario Improv Comedy Club di Los Angeles. Durante quel periodo capì, per sua stessa ammissione, che come comico era del tipo “va bene, puoi andare”, almeno se paragonato a tutti i grandi che aveva incontrato fino a quel momento.
Dopo un’apparizione all’interno di uno speciale sui giovani comici per la HBO, Apatow iniziò a capire che difficilmente avrebbe avuto un successo mondiale come performer; perciò iniziò a spostare la sua concentrazione dal palco alla scrittura delle battute per altri comici. Il suo compagno di stanza e amico di vecchia data invece continuò sul sentiero che conduce all’occhio di bue... era un giovane performer di nome Adam Sandler. Ma ci sono voluti diversi anni in cui le loro carriere sono state separate prima di poterli vedere insieme sullo schermo.

Dopo il successo di 40 anni vergine e Molto incinta, Apatow decise che voleva che la sua teRZA storia raccontasse delle persone del mondo del cabaret accanto alle quali era cresciuto. Era curioso di esplorare le ragioni per cui un performer diventa un cabarettista e si chiedeva perché provano così tanto ad attirare l’attenzione tuffandosi dentro il “terrore di rivelare se stessi”. È un tentativo di gratificare il pubblico? O si tratta di semplice egocentrismo mescolato a un’incapacità di connettersi intimamente con gli altri finché non si trovano su un palcoscenico? “Come persona che ha fatto il comico, spesso penso ‘Perché faccio questo? Cosa ho che non va? Cosa mi porta qui?’”, confessa Apatow.

Quando iniziò a scrivere Funny People, prese ispirazione da uno di quei fatti strani che ti cambiano la vita, accaduto nella sua casa in California del Sud nel 1994. “Quando ci fu il terremoto di Northridge, il camino mi crollò sul pavimento della mia stanza”, spiega il regista. “L’unica ragione per cui non mi trovavo lì davanti era che stavo dipingendo la casa. Per circa tre giorni ho davvero sentito il valore della vita… ma solo per tre giorni. Il film si basa su questa idea: Se sopravvivi, hai imparato qualcosa che continuerai ad usare nella tua vita?”

Ci sono state poi molte altre ragioni personali che hanno portato Apatow a creare una sceneggiatura in cui il protagonista scopre che sta morendo. Racconta che “Negli ultimi anni molte persone che fanno parte della mia vita sono state malate. Vedi soffrire persone a cui vuoi bene, le vedi chiedersi come poter sopravvivere. E si chiedono spesso anche come hanno vissuto le loro vite fino al momento in cui hanno scoperto di essere malati”.
Trovò strano constatare che le persone non fossero sempre nervose una volta conosciuti i risultati delle analisi e potessero facilmente tornare alle vecchie abitudini. “Appena la gente sta meglio, mi chiedo se possano prendere quella paura, terrore e opportunità di capire cosa è importante nella vita e usarlo. O si lasciano andare al fatto che è veramente difficile e, una settimana dopo, sono tornati alla solita routine?”

Come comico principale nella sua storia ha immaginato George Simmons, una superstar colpita da una rara forma di leucemia, costretta a rivalutare la sua vita, e Ira Wright è l’intraprendente comico che idolatra George e per il quale George è un riluttante mentore. “Ci sono state molte persone che sono state gentili e che mi hanno consigliato, quindi posso capire la loro relazione”, dice il regista. “Erano disponibili, generosi, comici normali, alcuni di loro erano brillanti. Ma pensai: ‘E se uno di questi comici che conosco non fosse davvero simpatico e avesse un qualche problema serio?’ George e Ira sono la versione scaturita da quello scenario”.

Mentre sviluppava il progetto, Apatow scelse di lavorare con i suoi abituali collaboratori, come il produttore Clayton Townsend, e un altro amico di vecchia data, il produttore Barry Mendel.
Benché Apatow e Mendel si conoscessero da più di quindici anni (all’inizio della carriera di Apatow, Mendel era il suo agente), questo è il primo film che li vede insieme professionalmente. Mendell ricorda: “Negli anni, Judd mi ha invitato a dare opinioni sulle sceneggiature, sedere ai tavoli di lettura e a visitare i set, e mi ha anche aiutato con i film prodotti da me. Nel febbraio 2008, mi ha invitato a leggere una primissima stesura dello script; ne abbiamo parlato e, una settimana dopo, abbiamo deciso di lavorarci assieme”.

Mendell era impressionato di quanto il mondo degli autori comici e quello dei performer fosse strettamente connesso. Judd aveva messo insieme un gruppo di collaboratori attraverso gli anni, e tutti si apprezzavano l’uno con l’altro e condividevano il processo creativo. “Di solito i registi con con una firma e uno stampo così definiti come Judd tendono a essere meno collaborative: hanno paura di sfocare la loro ‘visione’. Ma il processo creativo di Judd è frutto di una unica e incredibile collaborazione, dal momento che lui riceve una sorprendente quantità di input dal suo circolo di amici. È molto più disposto ad accettare le critiche di chiunque altro con cui abbia mai lavorato; è un processo davvero salutare di autocritica”.

Townsend torna per la terza volta a produrre con Apatow. Parlando del loro rapporto di lavoro, Townsend afferma: “So cosa è importante per Judd e come lavora per ottenere l’atmosfera.
Abbiamo un ritmo ormai. Ci sono dei giorni in cui ci basta annuire e sorriderci e magari dire solo tre parole l’uno all’altro… perché non c’è bisogno di dire nulla”.
Una volta assemblato il team, il regista si è preso un momento per riflettere come il progetto poteva diventare uno step definitivo della sua carriera. “La mia intera vita è stata incentrata sulla famiglia e la commedia e le mie relazioni d’amicizia con persone divertenti”, ha dichiarato Apatow.
“In questo film c’è tutto, specialmente quando ci si inoltra nei problemi di vita o morte e su come la gente decide di vivere mentre sta morendo e dopo, quando stanno meglio”.


SELEZIONARE E DIRIGERE I COMICI
Subito dopo aver finito di girare Molto incinta, Apatow ne ha mostrato una primissima scena al suo vecchio amico Adam Sandler e gli accennò che aveva in mente un progetto da realizzare insieme. Sandler chiamò Apatow e gli disse che, qualunque fosse il progetto, era già disposto a salire a bordo. Ricordando il periodo di riprese di Funny People, Sandler sorride raccontando “Decidemmo di realizzare l’intera cosa prima ancora che io avessi visto una sceneggiatura o che avessi conosciuto l’idea per esteso. Apatow mi ha solo accennato di cosa si trattasse e io ho risposto ‘Va bene, lo
farò’.”

A Sandler piaceva l’idea che George, ancora giovane, dovesse confrontarsi con l’idea con cui tutti prima o poi abbiamo a che fare: la nostra mortalità. “Il film racconta la lotta di un uomo con qualcosa che dovrebbe aver imparato, ma non lo ha fatto”, spiega l’attore. “George non è carino con la famiglia o gli amici. È un’anima triste a cui non piace piangere. Non lo vedi mai esclamare ‘Oh mio Dio! La vita è orribile!’. Lo vedi solo comportarsi da bastardo per tutta la vita... ma si diverte un sacco ad essere un bastardo”.

I due amici hanno discusso su come George avesse vissuto un’esistenza che uno di loro – o entrambi – poteva aver raggiunto se “non ci fossero mai sposati e fossimo impazziti”, come dice Apatow. “Alla base del film c’è il nostro umorismo nero… siamo noi al nostro peggio”.
Sul lavorare con Sandler, il regista aggiunge: “Non parlai molto con Adam degli aspettti più oscuri del film. Sapevo che è un grande attore, coraggioso e desideroso di mettere a disposizione le sue emozioni, quindi mi sono fidato del suo istinto. Ci sono stati momenti in cui avevo bisogno di spingere su qualche tasto o di chiedere qualcosa in più o in meno su un qualche aspetto, ma la sua lotta interiore con queste emozioni è stato proprio il nocciolo del film”.

Apatow è rimasto sorpreso della sua stessa reazione mentre filmavano alcune scene chiave di Funny People con Sandler. “Mentre giravano le scene in cui Adam era malato, mi sono sentito devastato”, racconta. “Sono abituato a una commedia piuttosto leggera, è una cosa che sarebbe venuta fuori sul set e abbiamo improvvisamente pensato: ‘Come facciamo a far capire che questo tipo sta veramente morendo?’. Allora ho realizzato che Adam aveva già tutto in sé. Mentre recitava una
scena, io ero dietro il monitor cercando di nascondermi in modo che nessuno potesse accorgersi che stavo piangendo sul set. Allo stesso modo, alcune delle scene più drammatiche, che credevamo sarebbero state le più dure da girare, hanno le più grasse risate, perché è così che farebbe un comico in quella situazione. Il suo modo di gestire la cosa è scherzarci sopra”.

Mentre scriveva il ruolo del comico che fatica ad affermarsi Ira, Apatow si è ispirato ai giorni in cui seguiva Sandler, quando questi era un giovane comico. La parte sarebbe andata all’attore che più spesso ha lavorato con il regista, Seth Rogen, che descrive Ira come “un bravissimo scrittore, ma non un gran performer. Lavora in un negozio di gastronomia e vive con due comici senza dubbio più divertenti e con più successo di lui. Ira conosce George e si prende una pausa quando George lo assume come assistente e scrittore di battute”.

George è diventato qualcuno a cui piace avere poche persone attorno, e sfoga la sua rabbia e le sue frustrazioni su Ira. Rogen e Sandler hanno fatto delle prove insieme, in modo da poter trovare i momenti comici che scaturiscono dal comportamente di George verso il suo nuovo assistente/confidente; i due attori hanno deciso il modo in cui i due uomini dovevano litigare e, successivamente legarsi l’uno all’altro. I due ruoli hanno dato a entrambi un senso di come dovevano
sviluppare i personaggi: George si diverte incessantemente a insultare il suo giovane protetto, così come Ira è felice di essersi preso un break nella sua carriera e poter accedere a un altro livello... in modo da poter lentamente guadagnare una maggiore sicurezza in sé sia come performer che come uomo.

Dato che Rogen – che ha basato gran parte della sua interpretazione sulle impressioni di Apatow – doveva essere un comico novellino, poteva risultare difficile convincere il pubblico che vedeva I suoi numeri durante il film. Apatow spiega: “Il personaggio di Seth è stato scritto per non essere molto bravo durante i numeri comici. Ma il fatto è che lui fa cadere giù il teatro. Non può fingere più di tanto di essere un cattivo comico”.

Per interpretare l’amore della vita di George, Laura, i realizzatori si sono rivolti a un’altra collaboratrice di lunga data del mondo di Judd Apatow per interpretare il terzo protagonista del film: la moglie di Apatow, l’attrice Leslie Mann. Naturalmente, Sandler conosceva già la Mann da diversi anni, e i due hanno una storia in comune nella commedia: hanno già recitato insieme nel blockbuster Big Daddy- Un papà speciale. Leslie Mann descrive così il suo personaggio: “Laura è la ex ragazza di George, e ora è sposata e ha due bambini. Il suo non è un matrimonio felice, e sta passando un
periodo duro”.

Dato che questa sarebbe stata una nuova collaborazione tra loro, la Mann si è sentita molto più a suo agio lavorando con suo marito dietro la macchina da presa. “Quando puoi essere più rilassata come attrice, sei migliore”, racconta. “Sono molto rilassata con Judd. Posso dire qualunque cosa e non trattenere niente perché non sono preoccupata che lui possa giudicarmi male. Ci divertiamo a essere creativi insieme, quindi tutto si elabora facilmente”.

Apatow aggiunge che è stato bellissimo vedere il suo vecchi amici e sua moglie recitare insieme nei panni di una coppia che si è separata 12 anni fa. Una reazione inaspettata da parte degli attori fu quanto la loro già forte amicizia ha influito sulla loro performance. Il regista racconta: “Leslie adora così tanto Adam da poter fingere che la malattia di lui la devastasse fin dalla prima volta che hanno provato. Si è impegnata molto e non si è sempre posta come un personaggio comico: ha recitato come se fosse tutto vero. Alla prima prova, il solo pensiero che Adam stesse morendo l’ha
fatta scoppiare in lacrime. Quindi, in un batter d’occhio, ha trascinato tutti gli altri perché fossero allo
stesso livello”.

Eric Bana, che interpreta il marito fedifrago di Laura, Clarke, loda il talento della sua consorte sullo schermo: “Sono in soggezione con Leslie, come attore: lei ha una capacità unica di essere terribilmente seria in un momento comico. È dannatamente divertente. Il mio primo giorno di riprese avevo una scena con lei e ho dovuto resistere parecchio per mantenere un’espressione normale. Mi ci è voluto parecchio per prendere il suo ritmo e non rovinare troppe riprese”.

Il pubblico non australiano conosce Bana più che altro come attore drammatico, ma lui iniziò la sua carriera come cabarettista e comico da sketch in diversi programmi come The Eric Bana Show Live; ha continuato con questi show per circa 12 anni prima di iniziare a recitare al cinema. Bana ha colto felicemente l’opportunità di riprendere le sue radici e di interpretare il personaggio del comico jolly.

Riguardo il suo interesse per questo ruolo, afferma: “Barry Mendel, con cui avevo già lavorato in Munich, mi ha chiamato e mi ha detto: ‘Judd sta facendo una commedia con qualche elemento drammatico, e c’è un personaggio che pensiamo sia perfetto per te’. Ho letto la parte e ho detto a Barry che mi sarebbe piaciuto molto interpretare il personaggio, ma che sentivo che avrebbe dovuto essere australiano. Sentivo che avrei avuto molte più idee se avessi avuto la possibilità di
usare l’accento australiano, e infine sarebbe stato molto più divertente”.

Eric Bana e Leslie Mann hanno sviluppato i loro ruoli come una coppia il cui amore sta finendo. Quando George conttata Laura per dirle che sta morendo, le dighe del loro passato si spalancano. Il produttore Mendel spiega: “George ama Laura, e lei non vuole rimanere con suo marito. Perciò Clarke, che tradisce Laura, ha in un qualche modo la possibilità di redimere se stesso meritandosi una seconda chance. È divertente vedere come ci siano diverse mani da giocare in questo
modo. Vedendola dalla parte del pubblico, sai che i personaggi possono prendere tante strade e alla fine saranno molto probabilmente diverse rispetto a quello che ti saresti aspettato.

Per i ruoli dei comici della generazione più giovane, i realizzatori hanno contattato diversi cabarettisti che avevano lavorato per diverso tempo nel mondo dello stand-up. I ruoli dei compagni di stanza di Ira, Leo e Mark, sono andati rispettivamente a Jonah Hill e Jason Schwartzman. I tre compagni di stanza sono anche buoni amici, ma tra loro c’è una forte competizione. Rogen spiega che qui l’arte imita la vita: “Questa è la parte del film che si avvicina di più alla mia vita. Sono atato amico di ragazzi che volevano le stesse identiche cose che volevo io, che aspettavano le stesse
opportunità e che sapevamo anche fare meglio di me”.

Jonah Hill racconta il suo approccio con il grintoso comico Leo, che forma un team con Ira: “Ho deciso di interpretarlo proprio come sono molti autori di battute che conosco. Non diventi una persona di successo nella commedia finché non sei davvero motivato. Raramente puoi trovare persone che hanno avuto successo per pura fortuna. I comici passano gran parte del loro tempo a scrivere e a provare; quelli che diventano davvero famosi sono follemente dediti al lavoro duro e lo
prendono molto seriamente”.

Apatow ha scelto Jason Schwartzman non solo per interpretare Mark. Jason ha anche un altro compito sul set: l’attore dal gran talento musicale ha anche composto la musica per il film.
Schwartzman ha iniziato la sua carriera come batterista nella band Phantom Planet e recentemente ha fatto uscire due album da solista molto apprezzati dalla critica, sotto l’etichetta Coconut Records.

Mendel, che ha prodotto il film d’esordio di Schwartzman, Rushmore, afferma: “Incorporare la musica di Jason nel film è stato uno dei grandi colpi andati a segno di Judd. Ha dato a Funny People un sound tutto suo; non è come ogni altra colonna sonora che hai ascoltato”.
Sul suo ruolo principale in Funny People, Schwartzman spiega: “Mark recita in una serie di successo chiamata Yo Teach...! - un cocktail tra Dangerous Minds e Head of the Class. Mark guadagna 25.000 dollari a settimana e si vanta di questo come un pavone di fronte ad Ira e Leo”. E si dà il caso che Apatow e Sandler avessero un vecchio amico che era solito fare lo stesso con loro.

Per il ruolo della ragazza per cui Ira prova un interesse, Daisy – una ragazza arrivata da poco alla East Coast che prova a farsi un nome nel club cabaret dei ragazzi - i realizzatori hanno scelto la giovane Aubrey Plaza. È stato il suo approccio innovativo a farle ottenere il ruolo, come lei stessa racconta: “Ho registrato un provino e poi ho sostenuto un’audizione dal vivo, in cui dovevo leggere una scena insieme a Seth. Dopo un po’ di tempo, il direttore del casting mi disse che ai realizzatori interessava avere una cabarettista per il ruolo, quindi ho suggerito di registrarmi mentre facevo la comica. Ho fatto un piccolo show indipendente nel Queens – il primo vero spettacolo di cabaret che avessi mai fatto – e un amico lo ha ripreso e messo su YouTube. Ho spedito il link al casting; due giorni dopo, mi hanno chiamata e mi hanno offerto il ruolo”.

Aziz Ansari, che ha recitato con Aubrey Plaza in Parks and Recreation, è stata presa nel ruolo di Randy, un altro performer non troppo simpatico. Ansari descrive l’iperattivo Randy come “un comico che il pubblico ama e gli altri comici odiano. Randy semplicemente si abbassa al minimo comune denominatore, ballando, usando tormentoni, stupidissime barzellette su come farsi fare una fellatio in un igloo e ogni tanto si porta addirittura un deejay.

Nel ruolo di Chuck, il disincantato amico di Ira al negozio di gastronomia, troviamo l’attore e musicista RZA. Chuck è il contatto con la realtà per Ira, ma gli permette anche di provare su di lui le sue battute. Parlando del suo perplesso personaggio, RZA afferma: “Chuck è uno di quei tipi a cui piace il suo lavoro. È un ex detenuto che è felice che qualcuno lo abbia accolto, ma il suo amico Ira vuole lasciare il lavoro per diventare una star. Chuck è quello che gli dice ‘Ma dai, quella non è la realtà. Questa è la realtà, quella che viviamo ogni giorno: il dentista gratis”.

Le due comiche più giovani sul set sono membri della famiglia Apatow, le figlie di Judd e Leslie, Maude e Iris. Il regista spiega così la partecipazione delle due bambine: “Sono affascinato da mia moglie e le mie figlie, quindi ho deciso di avere le mie bambine per interpretare le figlie di Leslie. In Molto incinta, avevano dei piccolo ruoli che però rimanevano impressi. In questo film è diverso. Il personaggio di Maude, Mable, è molto importante nell’economia della storia. Si capisce che lei sa benissimo che ci sono dei problemi nel matrimonio di Clarke e Laura e questo ferisce i suoi
sentimenti”.

In una sequenza, Laura mostra a George una cassetta in cui Mable canta “Memory” da Cats.
La sequenza è stata realizzata con una vera videocassetta registrata da Judd alla recita di Maude in cui veniva rappresentato il musical. Il regista piega: “Durante la performance, la gente si commuove... quindi ho pensato di poter dire molto mostrando che invece a George non fa nessun effetto”.


METTERSI IN MOSTRA: LE ESIBIZIONI DI FUNNY PEOPLE
Per rendere così tanti attori pronti per lo stand-up che avrebbero dovuto sostenere per gran parte delle loro scene, Apatow li ha fatti esercitare scrivendo battute e ha fatto far loro diversi tour, iniziati diversi mesi prima delle riprese principali. Aveva bisogno che tutti lavorassero sulla loro recitazione in vari club, in questo modo durante le scene il pubblico avrebbe reagito naturalmente alle loro performance. Mentre la macchina da presa riprendeva, se una battuta doveva esplodere, esplodeva. Quindi, in anticipo, il regista voleva irrobustire i suoi comici e dar loro un assaggio di come è veramente la vita sul palco aperto al pubblico.

Il culmine del tour si è avuto allo storico Orpheum Theatre nel centro di Los Angeles. In occasione delle riprese di una scena chiave del film ambientata nel nord della California, il teatro ha messo su un evento per supportare due associazioni vicine allo stesso Apatow. L’incasso della serata “A Night of Funny People” è andato in beneficienza a favore della Società Nazionale Sclerosi Multipla e della 826LA, una organizzazione no-profit che si dedica al supporto degli studenti per le loro doti di scrittura creativa ed esposizione. Oltre a Sandler, Rogen, Hill e Ansari calati nei loro
personaggi, il cast stellare della serata includeva anche comici come DAVID SPADE, Sarah Silverman e PATTON OSWALT.


LE SESSIONI DI SCRITTURA DELLE BATTUTE
Apatow racconta che ci sono stati due differenti approcci da parte della compagnia alle sessioni di scrittura di battute. “George è una star, e in ogni momento in cui è sul palco la gente è eccitata nel vederlo; sa benissimo cosa sta facendo ed è davvero divertente. Al contrario, Ira deve sforzarsi di capire chi è e come fare per far ridere. Il nostro approccio è stato quello di lasciare che Seth scrivesse le migliori battute che poteva, quindi le abbiamo decostruite e storpiate tutte. Una battuta eccezionale detta senza sicurezza fa fiasco, come pure una gran battuta detta da uno che non
conosci, o che fa confusione sul set, non riceve una bella reazione. Una volta avute tutte le migliori battute di Seth, abbiamo trovato mille modi per fargliere rovinare”.

Apatow ci conduce attraverso il processo della scrittura delle battute. “Abbiamo scritto le battute avvalendoci di alcuni grandi scrittori comici, come BRIAN POSEHN e Patton Oswalt e ALLEN COVERT, che hanno scritto molto insieme ad Adam. I produttori ANDREW JAY COHEN e BRENDAN O’BRIEN hanno ricevuto una tonnellata di materiale che ha contribuito ad aiutare Seth
e Jonah con le loro gag. Abbiamo avuto lunge sessioni in cui scrivevamo le battute e le davamo ai ragazzi; a volte anche Seth e Adam erano lì. Alla fine della giornata, la maggior parte di quelle buone erano state scritte da Seth e Adam. Noi ce ne uscivamo con qualche buona idea, ma erano loro che sapevano già come avrebbero potuta farla diventare eccezionale, meglio di chiunque altro”.

Rogen entra più nei particolari della collaborazione: “Jonah e io scrivevamo le battute l’uno per l’altro, ma alla fine ognuno scriveva per i propri numeri. Veramente Judd ci ha lasciato molta libertà. Raramente lo sentivamo dire ‘Questa è la battuta, dilla com’è scritta’. Era molto più ‘Questo è lo spunto, scrivi qualche battuta su questo argomento, e qui ci sono delle persone che non vedono l’ora di aiutarti a farlo’”.


ESIBIRSI NEI CABARET
Mentre giravano le scene in cui gli attori si esibiscono, il regista li ha lasciati recitare senza mai interromperli. Apatow lo spiega razionalmente: “Quando vedi un cabarettista in un film, di solito è bravo. Anche se le sue battute non fanno ridere, vengono presentate come se fossero buone; tutto fa scaturire grosse risate, il che fa apparire la scena posticcia. Si fanno tagli proprio nel cuore della gag, e non percepisci le pause imbarazzanti che ci sono prima e dopo una battuta. Quello che cercavo di catturare è l’atmosfera che si respira davvero nei cabaret”.

L’unico modo per riuscire a farlo davvero era portare dentro un vero pubblico e lasciare che ognuno avesse la sua performance di 25 minuti. Il regista continua: “Ci sono delle scene in cui si vede Ira andare un po’ meglio, trovare uno stile più personale ed evolversi. Queste gag avevano bisogno di essere diverse dale prime che pronuncia all’inizio del film. Lo stesso è valso per Adam durante il suo grande concerto [all’Orpheum] quando prova a dimostrare a Laura che è diventato più maturo; le gag dovevano far capire che era pronto e capace di avere una relazione seria. In più ho
ripreso le loro gag in quattro o cinque diversi cabaret. Ognuno forniva materiali lunghi 20 o 30 minuti, dei quali ne servivano solo due o tre”.

Apatow rivela che l’aspetto complicato nelle scene di stand-up è stata che le gag dovevano essere divertenti e contemporaneamente rivelare qualcosa della vita privata del personaggio. Egli racconta: “George prende le parti più complicate della sua vita e le trasforma in stupidi scherzo. Lo senti parlare degli aspetti più oscuri della sua infanzia, e un secondo dopo lo senti fare una battuta chiaramente ispirata a quel fatto, ma non sai mai qual è la verità. Questo perché la trasforma sempre in qualcosa di sciocco”.

Il regista racconta che la relazione tra Ira e George è in parte simile a quella che aveva con Sandler quando erano due giovani comici. Lui era quello più giovane e non era tanto bravo nelle esibizioni, mentre Sandler aveva già maturato una certa sicurezza nelle sue capacità. Su questo aspetto, Sandler racconta: “Ero solito esibirmi e, chiunque ci fosse tra il pubblico, ero capace di adattarmi almeno un po’. A volte diventavo un po’ più volgare, ma sapevo ridimensionare le mie
frasi ed essere più educato se in mezzo al pubblico c’era una signora anziana. Me la giocavo proprio sporca”.

Per Rogen, che ha iniziato ad aesibirsi a 13 anni, questo stile di comicità era un territorio che non esplorava da parecchio. “Mi sono esibito dal vivo per l’ultima volta all’incirca otto anni fà”, racconta l’attore. “Lo facevo sempre quando mi sono trasferito a Los Angeles, ma ero già in uno show televisivo. I soli posti in cui ho avuto modo di esibirmi sono stati la Laugh Factory e il Comedy Store. Ho smesso perché ho iniziato a scrivere sceneggiature”.

Quando ha firmato il contratto per questo film, Apatow disse a Hill che sarebbe stato pronto per uno show dal vivo in tre settimane. L’attore non si era mai esibito dal vivo per il pubblico. Hill racconta la sua reazione: “Avevo due o tre settimane per scrivere un intero numero. Ero allo UCB [Upright Citizens Brigade], Judd mi ha presentato e io sono uscito sul palco. È la cosa più bella che abbia mai fatto in vita mia. Allora ne ho fatta un’altra e l’ho ringraziato milioni di volte. Me la sono cavata bene con le gag, perciò dopo abbiamo parlato del perché non volessi farlo. Ci abbiamo riso
sopra. Ho fatto una sorta di corso intensive di cinque mesi e sono stato promosso comico”.

Prima delle riprese, Aziz Ansari si è esibito nei panni del suo personaggio, Randy, alla UCB. L’attore ricorda: “Quello che avevo in mente per le esibizioni di Randy era ben diverso da quello che faccio nelle mie esibizioni. Per questo ho deciso di fare dei numeri interpretando Randy. Avrei dovuto dire delle battute tremendamente sessuali, ballare, avere un deejay a caricarmi, ecc. È andato tutto fin troppo bene. Sfortunatamente, penso che Randy avrebbe molto più successo di quanto non ne abbia Aziz”.

Durante le riprese, il proprietario dell’Improv Comedy Club di Los Angeles, Budd Friedman, ha permesso alla produzione di usare le sue attrezzature. È stata una riunione benvenuta per uno degli ex impiegati del club. Infatti Apatow aveva lavorato come presentatore e come comico nel club quando aveva 17 anni, e ha convinto il suo vecchio boss a farsi aiutare sul palco per una delle scene più pregnanti della produzione.

È stato come tornare a casa quando Apatow e Sandler si sono riuniti ai comici che avevano ammirato per decenni. Al club Improv, Apatow ha girato una scena in cui George – che crede di star per morire – pranza con un gruppo di comici famosi. Il gruppo comprende leggende come MONTY HOFFMAN, PAUL REISER e MARK SCHIFF, GEORGE WALLACE e CAROL LEIFER.
Di quella scena Apatow ricorda: “Volevamo che si percepisse com’è davvero il mondo del cabaret e abbiamo pensato ‘Chi potrebbero essere i pari di George?’ Perciò abbiamo cercato di mettere il maggior numero di grandi comici possibile in Funny People, per dare il giusto livello di realismo. Inoltre c’è il fatto che noi ci ispiriamo sempre a queste persone: è un omaggio averli nel film”.

Sandler, che ha fatto diversi numeri all’ Improv Club in passato, spiega cosa rende quella scena così significativa: “Carol Leifer è stata una delle prime comiche che abbia mai visto. Ero andato a trovare mia sorella a Long Island, e lei mi portò all’East Side Comedy Club, dove Judd lavorava come lavapiatti. Ho visto Carol annientare il pubblico per un’ora. A quel tempo ero salito su un palco solo due o tre volte e mi ricordo di aver pensato: ‘Non sarò mai capace di fare una cosa del genere...’”.

Molti altri comici hanno dei cameo all’interno del film. RAY ROMANO, Sarah Silverman, NORM MACDONALD, DAVE ATTELL e CHARLES FLEISHER sono solo alcuni dei nomi che hanno un’apparizione speciale quando George Simmons fa i suoi giri per dire addio ai vecchi amici.
In particolare, un grande fan di Apatow ha accettato di apparire nel suo primo ruolo in un film dai tempi del film della Universal 8 Mile. Eminem compare nel film come se stesso… ed è pronto per un corpo a corpo con il paparazzo indesiderato Ray Romano.


IL LOOK DEL FILM
Tutti i dipartimenti avevano lo scopo comune di assicurarsi che Funny People fosse una storia narrata con la maggiore onestà possible. Il produttore Townsend spiega: “Abbiamo voluto creare un effetto realistico nella produzione, nei costumi, nelle luci e nelle riprese. Questa è sempre stata una caratteristica di Judd: assicurarsi che il pubblico non si senta escluso dalla storia, come accade usando dei set raffazzonati. Abbiamo lavorato molto per far combaciare al meglio le riprese in interni con quelle in esterni, così come per trovare le giuste location che accrescessero il livello di realismo”.

A dirigere una sezione chiave della produzione è stato chiamato il direttore della fotografia due volte premio Oscar® Janusz Kaminski, noto per il suo fantastico lavoro in pellicole epocali come Schindler’s List e Salvate il soldato Ryan. Il produttore Mendel, che ha lavorato con Kaminski in Munich, a dichiarato: “Per quanto riguarda la fotografia, questo film ha delle pretese più ambiziose rispetto ai precedenti film di Judd. Il lavoro di Janusz aiuta a compiere un marcato ma scorrevole passaggio verso lo stile dei prossimi film che Judd sta progettando”. Kaminski ha pianificato attentamente la sua partecipazione al progetto. Per questo afferma: “Judd ha espresso alcuni desideri circa il modo in cui il film dovesse apparire. Mi ha assicurato che era pronto a essere un po’ più sofisticato nella linea narrativa visuale. Mi ha raccontato la storia, e io ero entusiasta all’idea di girare una commedia che avesse in sé una parte drammatica”.

Per costruire il film, Apatow ha coinvolto lo scenografo Jefferson Sage, che ha lavorato con il regista fin dai tempi delle serie Freaks and Geeks e Undeclared. Sulla progettazione del film, Sage spiega: “Fin dall’inizio della nostra collaborazione siamo sempre stati molto interessati a spazi che apparissero interamente reali, familiari e convincenti. A Judd interessa fare commedie ispirate ai problemi che ha la gente comune. Tutte queste questioni e queste persone sono davvero familiari e gli spazi che abitano devono dare la stessa impressione”.

I produttori hanno creato diversi locali di cabaret per il film. Sage precisa: “L’idea era mostrare quanto si spostino i cabarettisti. Fanno il loro show una sera in un locale e una sera in un altro. Era importante che i palchi fossero differenti, dando l’idea che queste persone vadano in giro per tutta la città. Una della location chiave è l’Improv Comedy Club a Melrose. Judd ha insistito che facessimo le riprese lì. Gli altri club invece sono stati tutti ricostruiti in studio”.

Tra i dettagli utilizzati per rendere autentici i set dei locali ci sono: tende strappate, bottiglie di birra mezze piene e aloni d’acqua sul bancone. Il team di Sage ha graffiato e sporcato il pavimento in modo che il pubblico potesse vedere dove innumerevoli comici e avventori hanno fatto cadere i loro drink e hanno macchiato il pavimento.

Le altre location chiave di Funny People sono il residence di George, il ranch di Laura e l’appartamento dove vivono Ira e i suoi amici. La casa di George è stata trovata a Malibu.
“Sembrava vecchia, ma aveva solo sei anni”, commenta Sage. “Sembrava abbandonata e sola come noi volevamo che fosse la casa che George aveva preso così com’era dal precedente proprietario, senza aggiungere alcuna decorazione o effettuare alcun tipo di cambiamento. Ci sono molti aspetti del personaggio che emergono dal posto scelto per lui”.

L’accogliente casa di Laura è familiare e confortevole, in contrappunto a quella di George. Sage ha aggiunto: “La casa di Laura è un’architettura dallo stile più fresco e contemporaneo.
Supponevamo di trovarla nel Nord della California, ma siamo stati abbastanza fortunati da trovarla a uno o due miglia di distanza dall’altra casa. Questo dopo una lunga ricerca attraverso le zone attorno a Los Angeles e la campagna circostante”.

“L’appartamento di Ira è il terzo vertice del triangolo”, conclude Sage. “Quest’appartamento doveva essere tutto ciò che gli altri due non erano. I personaggi sono giovani, ambiziosi, presi dalle loro carriere in cui hanno successo a livelli differenti. La scelta di un moderno loft con soffitti alti e poster di comici famosi alle pareti crea il giusto contrasto con gli altri spazi, parlano del loro essere giovani e del loro punto di vista”.


DAI BEATLES A JAMES TAYLOR: LE MUSICHE DEL FILM
Per 40 anni vergine, Apatow aveva usato un eclettico mix di musica anni Ottanta, da James Brown a Ashford & Simpson, fino a Missy Elliott e Chaka Khan. Per Molto incinta, ha reclutato il cantante/poeta Loudon Wainwright III per creare una soundtrack poetica. In Funny People il regista è andato in una direzione diversa. L’artista Michael Andrews ha composto musiche per Apatow fin dai loro giorni insieme in Freaks and Geeks, e l’attore Jason Schwartzman è alla sua prima esperienza come compositore per un film. La collaborazione è andata meglio di quanto si potesse sperare.

Il collaboratore di lunga data di Apatow, il supervisore musicale Jonathan Karp, crede che la musica in Funny People dia agli attori una gran mano nel relazionarsi con i loro personaggi e nel creare situazioni non verbali. Karp dichiara: “C’è una sequenza, quando Ira e George stanno tornando a casa verso San Francisco, dopo che le cose sono andate male per George, in cui stanno seduti in macchina in silenzio… e poi li vediamo andare a dormire nelle rispettive case. Vedi i loro
volti chiaramente infelici, e la musica trasmette tutte le emozioni di questo momento. Non si sente una parola. La musica aiuta a raccontare molto di quello che prova George durante la sua malattia”.

JON BRION, che ha composto la colonna Sonora di Ubriaco d’amore di Paul Thomas Anderson, che vedeva Adam Sandler come protagonista, è stato scelto dalla produzione per comporre le musiche di George. A un certo punto nel film George assume il musicista per suonare in casa sua mentre pensa di stare per morire. Fortunatamente Sandler è lui stesso un musicista completol.
Apatow afferma: “L’idea era che una persona davvero molto ricca pagasse Jon Brion per esibirsi e suonare insieme. Nel film c’è un montaggio emozionale molto bello, con questa musica calda e avvolgente, è un gran momento. Abbiamo girato molte canzoni solo con Adam e Jon Brion, e poi con Adam, Jon Brion e la band”.

Karp aggiunge: “La jam session è cresciuta mentre giravamo il film. Abbiamo finalizzato otto, dieci canzoni diverse che abbiamo registrato per vedere quail risultassero le migliori. Nelle scene di jam session, Adam suona la batteria con Jon e JAMES GADSON. È un batterista straordinario noto per gli anni passati con Bill Withers; SEBASTIAN STEINBERG suona il basso in queste sessioni”.

Mentre stava scegliendo la giusta musica per Sandler e Brion che potesse aiutare a raccontare la storia, Karp ha ammesso: “Siamo andati a finire nel territorio dei Beatles. Le canzoni che abbiamo interpretato erano Real Love di John Lennon, ovviamente nella versione dei Beatles, e una versione di Photograph di Ringo Starr. Alcune delle altre erano Heart Needs a Home di Richard Thompson e I Saw the Light di Todd Rundgren. Abbiamo trovato canzoni che mostrano il lato vulnerabile del
personaggio di Adam nel momento in cui recita da solo. Alla fine abbimo usato Real Love. Alcuni degli estratti delle canzoni che abbiamo registrato saranno nella soundtrack e nel DVD”.

Un’altra delle grandi giornate musicali di Funny People è stata quando JAMES TAYLOR e la sua band hanno suonato alla convention di MySpace in cui si esibiscono George e Ira. Apatow racconta: “James Taylor è super divertente. Tu pensi a James Taylor come se fosse in giro fin da quando siamo nati. Non esiste nessuno di noi che non abbia sentito quelle canzoni con la propria famiglia”.
Rogen crede che il regista abbia architettato alcune scene semplicemente per suo divertimento personale. A questo proposito dice: “James Taylor era un intermezzo divertente nel film, ma non c’era davvero bisogno che suonasse per quattro ore e mezza sul set. Era solo perché Judd potesse guardare James Taylor”.


RIPRESE REALI E SCHERZI TELEFONICI
Quando Judd Apatow aveva 17 anni andò in California per frequentare la USC. Poco dopo incontrò Sandler. Judd racconta così la loro presentazione: “Sono finito abbastanza presto senza soldi e facevo il comico all’Improv Club. Ho incontrato Adam la prima notte che era a L.A. appena trasferitosi. Siamo diventati amici e abbiamo preso un appartamento insieme. Era una di quelle persone che ti fanno pensare ‘Questo ragazzo è una superstar. Niente lo potrà fermare’. Potevi
sentirne il suo carisma ed era spassosissimo. Era innegabile che sarebbe diventato ancora più forte e coinvolgente. Ci faceva ridere tutto il tempo: vomitava divertimento per tutta la giornata”.

L’aspirante regista Apatow impiegò il suo talento per filmare il suo amico. “Ho molti di questi videotape in cui Adam sta facendo degli scherzi telefonici”, racconta Apatow. “Ero solito riprenderlo perché quelle cose che faceva tanto per fare erano quanto di più divertente avessi mai visto: avevano un loro valore, e non volevo che che andassero perse nell’etere. Le ho usate nel film per mostrare la sua evoluzione a partire da quando era un giovane spensierato che voleva entrare a far parte dello show business”.

Apatow ha usato questo materiale — buono tanto quanto le riprese attuali di Sandler nei suoi sketch — per mostrare il cambiamento che è avvenuto in George. “Quando tutti i tuoi sogni diventano realtà e sei ricco e famoso, ma anche solo, scapolo e insoddisfatto della tua vita privata, quella luce abbandona i tuoi occhi. Sebbene tu sia nel mezzo del tuo trantran, il lavoro diventa una droga e tu non sei sicuro che ti stia dando qualcosa in più. Giri dei film, ma nel tuo cuore sai che non ti senti soddisfatto e che non ti stai evolvendo come persona”.

Ricordando il passato, George guarda anche spezzoni di una giovane donna in una pubblicità della Coca Cola di una dozzina di anni prima, così come immagini di lei in varie serie TV come Birdland, prodotta da Scott Frank e Walter Parkes. È l’amore della sua vita, Laura, e lo vediamo innamorarsi e struggersi per lei. Per queste scene Apatow ha usato spezzoni di Leslie Mann tratti dai suoi primi film e pubblicità. La Mann ride all’idea di questi spezzoni: “Non ne avevo più visto
nessuno in questi anni. Sono veramente divertenti da guardare. Avevo 19 o 20 anni, sono sempre stata dura con me stessa e credevo di non aver fatto abbastanza. Ma rivedendo queste pubblicità ho pensato: ‘Posso essere orgogliosa di me stessa. Ho lavorato sodo’”.
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