Frozen - Il regno di ghiaccio di Chris Buck, Jennifer Lee

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locandina Frozen - Il regno di ghiaccio
 
Regista: Chris Buck, Jennifer Lee
Titolo originale: Frozen
Durata: 99'
Genere: Animazione
Nazione: U.S.A.
Rapporto:

Anno: 2013
Uscita prevista: 19 Dicembre 2013 (cinema)

Attori: Kristen Bell, Josh Gad, Idina Menzel, Jonathan Groff, Tom Kane, Santino Fontana, Eva Bella, Livvy Stubenrauch
Soggetto: Hans Christian Andersen
Sceneggiatura: Jennifer Lee

Trama, Giudizi ed Opinioni per Frozen - Il regno di ghiaccio (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia:
Montaggio:
Musiche: Robert Lopez, Kristen Anderson Lopez

Produttore: Peter Del Vecho,John Lasseter
Produzione: Walt Disney Animation Studios
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

La recensione di Dr. Film. di Frozen - Il regno di ghiaccio
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Colonna sonora / Soundtrack di Frozen - Il regno di ghiaccio
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Informazioni e curiosità su Frozen - Il regno di ghiaccio

Ha avuto un seguito: Frozen 2 - Il Segreto di Arendelle.

Note dalla produzione:
“Per alcune persone vale la pena sciogliersi”.
~ Olaf, Frozen – Il regno di ghiaccio
I Walt Disney Animation Studios (Rapunzel – L'intreccio della torre, Ralph Spaccatutto) presentano Frozen – Il regno di ghiaccio, un’avventurosa commedia da brivido per il grande schermo ispirata alla fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi”. La valorosa e ottimista Anna (nella versione italiana doppiata da Serena Rossi), insieme al coraggioso uomo di montagna Kristoff e alla sua fedele renna Sven, intraprende un viaggio epico alla ricerca della sorella Elsa (nella versione italiana doppiata da Serena Autieri), i cui poteri glaciali hanno intrappolato il regno di Arendelle in un inverno senza fine. Incontrando sul loro cammino montagne alte come l’Everest, mistici troll e un buffo pupazzo di neve di nome Olaf (nella versione italiana doppiato da Enrico Brignano), Anna e Kristoff combatteranno contro tutti gli elementi della natura per salvare il regno dalla distruzione.

“Il nostro film si ispira alla fiaba classica di Andersen ‘La regina delle nevi’” afferma il regista Chris Buck, “ma Frozen – Il regno di ghiaccio è una storia decisamente nostra, meravigliosamente toccante, con molta azione, avventura, magia e personaggi indimenticabili”.
“La nostra storia è iniziata come un’idea molto semplice sul potere della famiglia ed è cresciuta diventando qualcosa di più grandioso di quanto potessimo immaginare” aggiunge la regista Jennifer Lee, che ha anche scritto la sceneggiatura. “Si parla di paura in contrapposizione all’amore, raccontati attraverso il viaggio epico di una famiglia, e della lotta per superare la paura e trovare il vero significato dell’amore”. Prodotto da Peter Del Vecho (La Principessa e il Ranocchio, Winnie the Pooh - Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri), Frozen – Il regno di ghiaccio vede come produttore esecutivo John Lasseter. “Abbiamo sempre saputo che stavamo realizzando un film davvero speciale, quasi magico” afferma Lasseter. “Siamo incredibilmente orgogliosi di questo film. Frozen – Il regno di ghiaccio fa onore alla nostra esperienza dei Walt Disney Animation Studios con le sue radici senza tempo, tuttavia i suoi personaggi forti, la sua narrazione straordinaria e i favolosi elementi visivi sono destinati completamente al pubblico di oggi”.

Buck (veterano di Disney Animation e regista dei film d’animazione candidati all’Oscar® Tarzan e Surf's Up - I re delle onde) e Lee (sceneggiatrice del candidato all’Oscar Ralph Spaccatutto e prima regista donna nella storia dei lungometraggi di Disney Animation) hanno fatto squadra per la direzione del film. “Quando Jennifer si è unita al team per la prima volta come autrice, era chiaro che la sensibilità con cui entrambi contribuivano era magica” afferma Del Vecho. “Erano talmente in sintonia con le esigenze della storia da creare un team di regia molto dinamico”.
“Jennifer Lee e Chris Buck hanno questo equilibrio perfetto” aggiunge Kristen Bell, che nella versione originale dà la voce ad Anna. “Chris vanta una lunga storia con Disney, è stato al comando di molti progetti e contribuisce con tutta la sua esperienza. Jennifer porta idee nuove straordinariamente originali e si batte per i temi centrali del film; adoro il modo in cui loro due danzano insieme, facendo emergere idee l’uno dall’altra dando vita a queste scene meravigliose. È davvero semplice per un attore lavorare in un ambiente come questo”.

Frozen – Il regno di ghiaccio presenta otto canzoni originali di Kristen Anderson-Lopez (In Transit, Winnie the Pooh) e il vincitore del Tony® Award Robert Lopez (The Book of Mormon, Avenue Q), compresa l’avvincente “Let It Go”, la principale canzone di Elsa. “’Let It Go’ rappresenta un momento molto intenso nel viaggio emozionale del personaggio” afferma la Anderson-Lopez. “Ci siamo chiesti come deve essere per Elsa lasciarsi alle spalle tutto il suo passato per poter essere se stessa e liberare i suoi poteri”.
La cantante e attrice Martina Stoessel, premiata agli Argentinean Martin Fierro Awards 2013 come Migliore Artista Esordiente, arricchisce, con il suo talento, la colonna sonora del film. La star di Violetta nella serie TV cult di Disney Channel, infatti, interpreta la versione per i titoli di coda della canzone “All’alba sorgerò”, adattamento italiano di “Let it go”.

Il film Disney Frozen – Il regno di ghiaccio presenta anche una colonna sonora originale di Christophe Beck (i film Una notte da leoni, il cortometraggio vincitore dell’Oscar® Paperman). Secondo Del Vecho, la musica originale contribuisce sia alla storia emozionale sia all’umorismo presente all’interno di questa commedia avventurosa.
“Jennifer, Chris e il team hanno creato un film caratterizzato da un contesto impegnativo ricco di personaggi avvincenti” afferma. “La musica eleva e dà impulso alla narrazione.
Christophe Beck ha fatto un grande lavoro inserendo la cultura norvegese nella colonna sonora e i cantautori, Kristen e Bobby, hanno partecipato alla creazione della storia. Ci incontravamo con loro per due ore ogni giorno in videoconferenza mentre stavamo stendendo la trama, non solo per parlare delle canzoni, ma anche dei personaggi: chi sono, come pensano, cosa vogliono. Ogni canzone migliora e arricchisce la storia in un modo che trasporta il pubblico in questo mondo”.

Ambientato nell’immaginario regno di Arendelle, Frozen – Il regno di ghiaccio presenta uno sfondo straordinario ispirato agli spettacolari paesaggi norvegesi, dalle montagne incappucciate di neve ai tranquilli fiordi. “L’ambiente assume un ruolo fondamentale nella nostra storia” afferma Lee. “Elsa ha questo potere magico di creare neve e ghiaccio, ma non riesce a controllarlo e per errore scaglia una tremenda tempesta di neve che minaccia la sua terra”.
“Il nostro team ha davvero alzato gli standard quando si è trattato di affrontare l’ambiente di neve e ghiaccio” aggiunge Buck. “Non è facile rendere credibile il ghiaccio nel mondo dell’animazione. Il team ha fatto moltissime ricerche e ha creato una tecnologia pionieristica per ottenere l’aspetto giusto per questo mondo. Sono stati in grado di mettere insieme un film davvero bellissimo, diverso da qualsiasi altra cosa realizzata prima”.

Con i suoi colori mozzafiato, Frozen – Il regno di ghiaccio prende spunto dall’architettura, la cultura e le tradizioni uniche della Norvegia, immergendo il pubblico nel suo ambiente. Del Vecho afferma: “Questa storia è di portata epica con la rara abilità di trascinarvi al suo interno; credi che questo luogo esista e avverti la sua magia. Dimentichi di stare guardando un film”.
“Questo è quello che ogni realizzatore, artista e animatore di Disney desidera ottenere” continua Del Vecho. “Qui ai Walt Disney Animation Studios, film come Rapunzel – L'intreccio della torre e Ralph Spaccatutto hanno contribuito a portarci a un nuovo livello di realizzazione con Frozen – Il regno di ghiaccio, elevando il film, creando una storia di ampio respiro e con personaggi così diversi, così nuovi che hanno la capacità di commuovere il pubblico in modo straordinario”.


LA CREAZIONE DI UN CLASSICO CONTEMPORANEO
I realizzatori creano una storia contemporanea e avvincente ispirata a una delle fiabe più amate
Il film Disney Frozen – Il regno di ghiaccio riprende gli elementi fondamentali della fiaba di Hans Christian Andersen “La regina delle nevi”, pubblicata per la prima volta nel 1845, che ha catturato l’interesse dei realizzatori Disney fin dai tempi di Walt Disney stesso. L’idea, ovviamente, era di riproporre i sentimenti e le tematiche della storia originale, ma nello spirito dei classici Disney – come La sirenetta, un’altra fiaba di Andersen, adattata per il grande schermo nel 1989 – lasciando ai realizzatori la libertà creativa di raccontare la loro storia.

Raccontando la lotta tra bene e male, “La regina delle nevi” di Andersen presenta uno specchio rotto attraverso il quale un ragazzino, Kai, vede il mondo in modo negativo. Il regista Chris Buck ha deciso di riprendere la storia qualche anno fa. “Eravamo ispirati da quel contrasto e ci piaceva il messaggio generale che Andersen trasmetteva” afferma Buck. “Eravamo attratti anche dal personaggio di Gerda, la ragazza della storia che vuole salvare Kai. Le sue caratteristiche principali, ottimismo, amore, forza e determinazione, erano l’inizio della creazione di Anna”.
Ma il team creativo era perplesso di fronte alla Regina delle nevi. Secondo Jennifer Lee, che si è unita al team prima come autrice e successivamente alla regia insieme a Buck, la versione di Andersen del personaggio che dà il titolo alla fiaba era piuttosto misteriosa. “Nella storia originale ha una natura più simbolica” afferma Lee. “Sapevamo che in Frozen – Il regno di ghiaccio avrebbe avuto bisogno di far sentire la sua voce”.

“Volevamo che il film fosse adatto al momento e comunque senza tempo” continua Lee. “Pensavamo a qualcosa di contemporaneo che tutti avrebbero compreso e abbiamo capito che la paura spesso è ciò che ci dà una visione negativa, che minaccia i nostri rapporti. Ogni singola scena, ciascuna a suo modo, supporta i nostri temi di famiglia e amore vero opposto alla paura. È la paura a guidare Elsa”.
L’incapacità di Elsa di padroneggiare il suo potere di creare neve e ghiaccio si manifesta quando da bambine lei e Anna giocano insieme. La magia di Elsa piace alla giovane Anna: le bambine fanno un pupazzo di neve che chiamano Olaf e giocano tra dune di neve dentro la loro casa. Ma la magia sfugge al controllo di Elsa e ferisce Anna. Da quel momento Elsa vive ogni giorno con la paura di tornare a far male ad Anna e, di conseguenza, finisce per evitare la persona che ama di più. “Anna, che non ricorda nulla di quanto è accaduto, cresce cercando di riavvicinarsi a Elsa” afferma Buck.

Kristen Anderson-Lopez e il marito e co-autore Robert Lopez, che hanno lavorato fianco a fianco con i registi e il team creativo, sono rimasti colpiti dall’immagine di Anna che viene tagliata fuori dalla sorella. “Cosa potrebbe farti parteggiare per questa ragazza più del fatto che per tutta la sua infanzia si è vista sbattere porte in faccia?” chiede la Anderson-Lopez.
“Dovevamo inserirci nelle emozioni di Anna” continua la Anderson-Lopez. “Dovevamo capirla e mostrare ciò che manca nel mondo di questa giovane donna ottimista e buffa. Il momento in cui vediamo le due sorelle ai lati opposti della porta chiusa è uno dei momenti più eloquenti del film”.
I realizzatori hanno capito che la mattina dell’incoronazione di Elsa avrebbe rappresentato un nuovo inizio per Anna. Il team creativo voleva introdurre Anna, ormai cresciuta, con una canzone, ma si è dimostrato un compito arduo. “Questa canzone in particolare è stata un osso duro, perché doveva fare molte cose” afferma la Anderson-Lopez. “Doveva introdurre Anna come una persona attiva e ottimista, ma anche come qualcuno che ha un bisogno da colmare nel corso del film”.

La soluzione, e il titolo della canzone “Oggi per la prima volta” (nella versione originale “For the First Time in Forever”), è arrivata da una conversazione nello studio creativo quando qualcuno ha detto le parole “per la prima volta da sempre” (“For the first time in forever”) come parte di un punto della storia, attirando l’attenzione del presidente di Walt Disney Music, Chris Montan. “Ha detto ‘Eccola! Questa è la canzone di Anna!’” afferma Montan. “È stato uno di quei momenti da brivido. ‘Per la prima volta da sempre, sarò libera, potrò incontrare qualcuno, potrò vivere la mia vita’ (‘For the first time in forever, I'm going to be free. I might meet somebody. I might live my life’). È stato davvero emozionante”.
La canzone racconta il desiderio di Anna di avere un legame, mostrando allo stesso tempo quanto sia lontana dalla sorella maggiore Elsa. La storia dei legami familiari interrotti vive una svolta quando Anna si confronta con Elsa, liberando involontariamente le emozioni soffocate della sorella e provocando un’esplosione glaciale che rivela a tutti il segreto a lungo celato da Elsa. Elsa abbandona Arendelle, lasciandosi alle spalle un regno freddo e ghiacciato e trovando la libertà che desiderava.

“Questa libertà è diventata di fatto il momento emblematico per la musica del film”, afferma il cantautore Robert Lopez. ‘Let It Go’ è stata la prima canzone accolta dal team di realizzatori. “È stato il nostro primo punto fermo” afferma Lopez. “Volevamo scrivere il pezzo più grandioso e accattivante che potevamo trasmettere perché sapevamo di avere Idina Menzel, che ne avrebbe fatto un successo straordinario, e sapevamo che il suo personaggio Elsa stava vivendo qualcosa di epico nella sua vita”.
La canzone ha trovato riscontro da parte dei realizzatori, così tanto che di fatto li ha portati a ripensare le scene che conducono a quel momento. “’Let It Go’ era la prima canzone che tutti sapevamo avrebbe fatto parte del film perché aiutava a plasmare il personaggio di Elsa” afferma Jennifer Lee. “Trasmette un messaggio così forte e toccante riguardo a ciò che sta provando che abbiamo dovuto tornare sui nostri passi e basarci su quella canzone, per mostrare come si sente in quel posto in quel momento”.

La comprensione del segreto a lungo celato da Elsa spinge Anna a intraprendere misure drastiche per rimettere le cose a posto. Il suo viaggio per ritrovare Elsa la porta a chiedere l’aiuto di Kristoff, un coraggioso uomo di montagna che preferirebbe non unirsi a questa avventura. Kristoff e Anna affrontano condizioni estreme, lupi e un pupazzo di neve stranamente familiare di nome Olaf, che coglie di sorpresa sia loro che il pubblico. “Quando Elsa abbandona Arendelle” racconta la Lee “inizia a giocare con la vera magia che ha nascosto per tanto tempo. Il pupazzo di neve che crea nasce dai ricordi dei momenti felici che ha condiviso con Anna quando erano bambine. Olaf rappresenta l’innocenza pura e la gioia dell’infanzia. Nel momento in cui lo abbiamo impregnato di tutto questo, il personaggio è semplicemente decollato. È divertente nel modo in cui sanno essere divertenti i bambini. Non è minimamente influenzato dal mondo. È l’unico personaggio che non lotta con la paura opposta all’amore. Lui è amore”.
Secondo Del Vecho, Olaf è l’emblema della vera bellezza di Frozen – Il regno di ghiaccio. “È traboccante di sorprese. Sebbene abbia tutto quello che il pubblico si aspetta da un film Disney – è’ divertente e ricco di sentimenti – porta anche in direzioni inaspettate. È questo che amo di questo film”.


CHI È CHI IN FROZEN – IL REGNO DI GHIACCIO
Un cast di personaggi fantastici viene portato in vita da interpretazioni straordinarie
“Il cast dei personaggi di Frozen – Il regno di ghiaccio e le loro diverse personalità si è formato nel corso del tempo” afferma il regista Chris Buck. “Con l’umorismo, l’azione, l’avventura e le emozioni presenti in questo film i nostri personaggi avevano bisogno di grande profondità” racconta. “Volevamo che fossero percepiti come reali, anche se in un mondo magico, così da poter stabilire un legame personale con il pubblico”.
I personaggi del film Disney Frozen – Il regno di ghiaccio sono stati portati in vita da un gruppo creativo ed esperto di artisti e animatori che si cela dietro l’aspetto e le interpretazioni, sempre alla ricerca della sfumatura nella recitazione che sia allo stesso tempo toccante e memorabile. Lino DiSalvo, Head of animation per il film, ha coinvolto maestri di recitazione per aiutare a migliorare le parti create da questo team di oltre 60 animatori, che ai personaggi hanno dato tutto tranne la voce. “Il nostro obiettivo con questo film era di elevare lo standard” afferma DiSalvo. “Volevamo trovare verità e credibilità nella recitazione. Volevamo che il pubblico vedesse l’anima di ogni personaggio una volta terminato il nostro lavoro”.

Con l’aiuto dei maestri di recitazione DiSalvo e il suo team hanno studiato attentamente ogni personaggio. “Ci siamo chiesti: ‘Come era prima che iniziasse il film? Come è cambiato nel corso del film? A cosa sono destinati?’ Siamo arrivati a conoscerci sotto ogni punto di vista” afferma DiSalvo.
Una tecnica avanzata per plasmare il viso ha consentito agli artisti di ottenere risultati molto particolareggiati. Gli artisti sono stati capaci di plasmare e scolpire le espressioni del viso dei loro personaggi in modi del tutto nuovi e, in molti casi, il minimo dettaglio ha significato molto di più: il minimo cambiamento di espressione comunica in modo molto immediato. Frozen – Il regno di ghiaccio ha offerto agli animatori più controllo, consentendo microespressioni che anche in silenzio riescono a rivelare i pensieri che si celano dietro gli occhi dei personaggi.
Gli animatori sono stati anche coinvolti in sessioni speciali con i membri del cast vocale, che hanno condiviso con loro gli elementi critici dell’interpretazione, per esempio quando e come un cantante prende fiato durante una canzone; questo ha aiutato gli animatori a po tare in vita i personaggi come non era mai accaduto prima.


Lo schieramento
ANNA è temeraria ancor più che graziosa, e a volte agisce senza pensare. Ma è anche la persona più ottimista e premurosa che abbiate mai incontrato. Desidera con tutto il cuore riallacciare un rapporto con sua sorella Elsa, tornare all’affetto che c’era fra loro da bambine. Quando Elsa incidentalmente libera un magico segreto che imprigiona il regno di Arendelle in un inverno senza fine, Anna si lancia in una pericolosa avventura per cercare di riportare tutto alla normalità. Armata solo di coraggio, caparbietà e fiducia negli altri, cercherà a tutti i costi di salvare il suo regno e la sua famiglia.
“Rappresenta molte delle ragazze con cui sono cresciuta”, racconta la regista Jennifer Lee. “Possiamo considerarla una vera eroina dei giorni nostri. È forte e audace, a suo modo, ma ha dei difetti. Non è perfetta e mi piace questo aspetto di lei. Come personaggio, matura molto lungo la strada, diventando ciò che era destinata a diventare: più sicura di sé, ma allegra, con il suo senso dell’umorismo davvero unico”.
Il supervisore all’animazione Becky Bresee, che ha diretto l’animazione per Anna, è tornata a uno strumento che usa spesso per ottenere interpretazioni molto umane: se stessa. “Invece di fare miniature, giro dei video di me stessa mentre recito una scena. Di solito mi filmo decine di volte per essere sicura di ottenere l’esatta interpretazione che voglio, sebbene il più delle volte finisco per tornare alla mia prima ripresa perché è la più naturale”.
Il produttore Peter Del Vecho rende omaggio alle tecniche avanzate a disposizione di Frozen – Il regno di ghiaccio che hanno aiutato gli animatori a ottenere la verità nella recitazione. “C’è una scena molto semplice in cui Anna incontra Hans” racconta Del Vecho. “Alla fine della sequenza, Anna si volta a guardare Hans e, senza quasi alcun movimento, è evidente che si sta innamorando. Sospira, cosa che di solito fa fare una risata a tutti perché sanno esattamente cosa sta pensando. È questo tipo di animazione sottile che stiamo migliorando un film dopo l’altro”.

ELSA sfoggia un’apparente sicurezza, regalità e riservatezza, ma in realtà vive nella paura, cercando di nascondere un grande segreto: fin dalla nascita possiede infatti il potere di creare ghiaccio e neve. Un talento affascinante, ma anche estremamente pericoloso. Tormentata dal ricordo di quando la sua magia ha quasi ucciso la sua giovane sorella Anna, Elsa si è isolata, e trascorre ogni minuto della sua vita cercando di sopprimere i suoi poteri in costante aumento. Ma le sue emozioni scatenano la magia, e incidentalmente generano un inverno eterno che non riesce a fermare. Elsa teme di diventare un mostro e che nessuno, neanche sua sorella, possa aiutarla.
Questo personaggio subisce una profonda trasformazione, internamente ed esternamente. “Prima di ‘Let It Go’”, afferma il character design Supervisor Bill Schwab, “Elsa è piuttosto abbottonata, i capelli sono raccolti, tutto è perfetto. Durante la canzone si concede di essere quella che è e tutto cambia: i suoi capelli sono più selvaggi, il suo abito è magico. Finalmente è libera, anche se è sola”.
Secondo Paul Briggs, Head of story, la libertà appena trovata di Elsa, e il viaggio che Anna intraprende di conseguenza, mostra uno dei temi chiave del film: la famiglia.
“L’unica persona di cui Elsa ha davvero bisogno al suo fianco una volta svelato il suo segreto è sua sorella” afferma Briggs. “La forza del legame familiare è ciò che rende questa storia così intensa, perché è sua sorella che vuole guardare al di là dei suoi poteri e trovarsi di fronte a lei e al mondo, se necessario. Deve solo trovare un modo perché questo accada”.

KRISTOFF è un vero amante della natura. Vive in montagna dove raccoglie il ghiaccio e lo vende al regno di Arendelle. È un uomo rude, ma forte e onesto, che segue le proprie regole. Nonostante viva da solo, c’è sempre il suo migliore amico Sven al suo fianco, la sua fidata renna un po’ spelacchiata.
“Ci piaceva l’idea di un protagonista atipico per Disney” afferma Chris Buck. “È un ragazzo normale. È disordinato, sporco e imprevedibile. Vive sulle montagne fuori Arendelle e il suo migliore amico è una renna di nome Sven”.
“Kristoff è molto importante per la storia, perché non ha problemi a mettere in dubbio il punto di vista di Anna” afferma Jennifer Lee.
Secondo Schwab, l’aspetto di Kristoff, come anche lo scenario del film, è stato ispirato dalla Norvegia. “Sapevamo che era un uomo di montagna, un ragazzo abituato a vivere di ciò che offre la natura” afferma Schwab. “Così ci siamo orientati alla cultura Sami in Norvegia, da cui abbiamo attinto per i costumi”.
“Volevamo un ragazzo che fosse un po’ rude” continua Schwab. “Ma è un ragazzo molto forte che vorresti al tuo fianco in un viaggio epico”.

Una renna con il cuore di un labrador: SVEN è l’amico leale di Kristoff, tira la sua slitta ed è un po’ la sua coscienza. Si adopera affinché il suo compagno di montagna sia sempre il brav’uomo a cui è tanto affezionato e lo fa senza mai proferir parola. Solo qualche grugnito empatico per dire la sua. La vita sarebbe perfetta se solo Kristoff non usasse più quella ridicola voce da renna per parlare con lui (come se poi le renne parlassero così!).
“Sven è come un adorabile Labrador di 300 chili” afferma DiSalvo. “Abbiamo fatto venire una vera renna in studio, ma una volta che l’abbiamo fatta entrare abbiamo capito che le renne non fanno molto. Così abbiamo deciso di divertirci un po’ con Sven. Ogni volta che Kristoff fa la voce di Sven, l’espressione di Sven fa l’eco a quello che dice Kristoff”.
DiSalvo racconta che gli artisti sono riusciti a studiare i tratti fisici e le maniere della renna che abbiamo avuto in studio, successivamente caricaturizzati nella realizzazione di Sven. La renna ha mostrato anche una tecnica imprevista per grattarsi un prurito all’orecchio: ha usato le sue zampe posteriori, come farebbe un cane. In seguito Sven ha adottato la tecnica, in aggiunta alla sua abitudine di sbuffare, cosa che i realizzatori avevano visto nei filmati sulle renne dell’Alaska.
Sven, ovviamente, ispira la canzoncina “Io preferisco le renne” (“Reindeer(s) Are Better Than People”), che Kristoff canta insieme a Sven subito dopo aver incontrato Anna.

HANS è un attraente membro della famiglia reale di un regno vicino che giunge ad Arendelle per l’incoronazione di Elsa. Ultimo di 12 fratelli, Hans è cresciuto sentendosi praticamente invisibile – e in questo Anna lo capisce. È intelligente, acuto e galante. Promette ad Anna che non si allontanerà mai, e potrebbe essere lui la persona che la farà riconciliare con Elsa dopo tutti questi anni.
Anderson-Lopez e Lopez hanno scritto “La mia occasione” (“Love Is an Open Door”) per mostrare la scintilla che scocca tra Hans e Anna. “Questa canzone spiega perché Anna si lancerebbe in un matrimonio con qualcuno che conosce da un giorno solo” racconta la Anderson-Lopez. “Se per tutta la vita le hanno sbattuto porte in faccia e in una sola notte una porta si apre, lei si precipita attraverso quella porta più veloce che può, perché desidera l’amore da tanto tempo”.
Lopez aggiunge: “Non solo abbiamo dovuto capire perché avrebbe preso una decisione così rapida, ma dovevamo anche essere d’accordo con quella decisione. Vogliamo che il pubblico dica: ‘Sì, Hans è grandioso, lei dovrebbe sposare quel ragazzo’. Ecco perché la canzone è così solare e gioiosa”.

OLAF ama i caldi abbracci. Creato dai magici poteri di Elsa, Olaf è il pupazzo di neve più simpatico che abbia mai messo piede sulle montagne che circondano Arendelle. La sua innocenza, la sua personalità socievole e la sua incredibile abilità a smontarsi nel momento giusto - e anche nei momenti meno opportuni! - generano imbarazzo ma anche ilarità. Coltiva un sogno impossibile, ma quel che non conosce non può mica scioglierlo… o forse sì?
“Olaf ha subito molte trasformazioni nello sviluppo” afferma Jennifer Lee. “Aveva un così grande potenziale. Lo abbiamo scoperto non appena ci siamo chiesti: ‘Come pensa un pupazzo di neve?’. Ho iniziato a scrivere Olaf come un ragazzo preadolescente, intorno ai 12 anni, allegro, diretto, più sofisticato di un bambino, ma ancora innocente. Poi è arrivato l’attore Josh Gad, per dare voce al personaggio, e abbiamo deciso di giocare con il personaggio nella scena in cui Anna e Kristoff lo incontrano per la prima volta. Ci siamo abbandonati all’improvvisazione e abbiamo scoperto esattamente chi è Olaf. È stato perfetto. Non abbiamo mai girato una seconda volta quella scena.
“C’è qualcosa di così toccante e sentimentale in Olaf che lo rende semplicemente divertente” continua la Lee. “Non penso che avrebbero potuto farlo altri se non Josh”.
“Vogliamo ancorare dramma e commedia all’interno dei personaggi e delle situazioni”, aggiunge il produttore Peter Del Vecho. “Olaf è uno dei personaggi più divertenti del film, ma ha anche una visione innocente del mondo, che gli consente di dire cose che vanno dritte al cuore”.
I realizzatori speravano di trarre ogni possibile vantaggio da quello che Olaf offriva in termini di costruzione del pupazzo di neve, quindi hanno coinvolto il team tecnologico per creare un software chiamato Spaces che ha consentito agli artisti di smontare il personaggio, e rimontarlo, come parte del processo di animazione. “Per il team di animazione, Olaf era come una gigantesca cesta di giocattoli” afferma Buck. “È composto da tre palle di neve che possono separarsi e riunirsi in modi diversi. I suoi occhi possono spostarsi, il suo naso può scivolare dentro e fuori e persino staccarsi. Gli animatori sono riusciti a fare qualsiasi cosa con lui”.
Un altro progresso tecnologico di cui si è avvantaggiato l’aspetto di Olaf è stato un software di proprietà chiamato Flourish. Il programma consente agli artisti di aggiungere più facilmente piccoli movimenti extra, come il dondolio dei rametti sulla testa di Olaf.

Il DUCA DI WESELTON compensa la sua bassa statura con l’arroganza e la vanità. Il suo scopo è avvicinare la nuova regina, fino al momento in cui il magico segreto di Elsa non sarà rivelato. Poi sarà il primo ad additarla come mostro e a cercare di mettere l’intero regno contro di lei. È disposto a tutto pur di riuscire a sfruttare le risorse commerciali di Arendelle.
“È il personaggio che ti piace guardare perché è divertente tifargli contro” dice DiSalvo. “In superficie sembra innocuo, ma ha intenzioni cattive. Ha due facce, cosa che lo rende più spaventoso del cattivo medio”.
DiSalvo e il suo team si sono ripresi per la scena del ballo del Duca. “Cerca di ottenere informazioni su Anna mentre fa passi di danza ridicoli” afferma DiSalvo. “Abbiamo animatori davvero bravi nell’umorismo fisico; per quella scena hanno ripreso se stessi mentre ballano. Guardare quei video di riferimento insieme alle scene animate è molto divertente. Il team ha un grande talento, magari non a ballare, ma sono davvero fantastici”.

PABBIE è nato dalla roccia vulcanica quando ancora la Terra si stava formando. Ha visto tutto e forse sa tutto. È particolarmente sagace quando si tratta di magia. Se hai un problema magico, Pabbie è il troll che fa per te. È un guaritore, un profeta e un artista. La sua opera più grandiosa si può vedere nei cieli del nord quasi tutte le notti: l’Aurora Boreale.
Secondo Jennifer Lee, Pabbie e gli altri troll escono dalla fiaba originale di Hans Christian Andersen. “I nostri troll sono più ben disposti rispetto a quelli di ‘La regina delle nevi’” afferma. “Per noi era importante non solo il fatto di includere questi personaggi mistici, ma in un certo senso anche l’omaggiare il folklore norvegese. Abbiamo interpellato degli esperti per aiutarci a comprendere la cultura scandinava e il ruolo dei troll nelle loro storie”.
I troll sono maestri nei minerali e custodi dei cieli notturni. Sono anche autoritari, chiassosi, indiscreti, inopportuni e pesanti, molto pesanti. Ma hanno buone intenzioni e sanno amare.

MARSHMALLOW è un enorme pupazzo di neve ghiacciato generato dai poteri di Elsa. Si comporta come una sua minacciosa guardia del corpo il cui compito è tenere gli intrusi lontano dal palazzo di ghiaccio della regina. Questo sinistro bestione bianco non parla molto, ma si fa capire sferrando pugni potenti.
Secondo Bill Schwab, l’aspetto di Marshmallow è stata una sfida. “Abbiamo iniziato con un semplice pupazzo di neve, tre palle di neve” racconta Schwab. “Abbiamo cercato di fare qualcosa di spaventoso, ma il disegno originale non era molto in linea con la sua ferocia. A un certo punto era una creatura di neve mutante che cresceva dal terreno. Abbiamo giocato con l’armatura di ghiaccio; per un momento ha anche viaggiato sotto terra. Alla fine ci è venuta l’idea: un mostro di ghiaccio con addosso cumuli di neve. Era un grande scheletro di ghiaccio ricoperto di neve, che per qualche ragione sembrava molto più spaventoso”.

OAKEN è il proprietario dell’Emporio & Sauna di Wandering Oaken. Ma dopo la terribile tempesta invernale di Elsa che si è abbattuta nel villaggio nel mese di luglio, gli è avanzata tanta merce estiva. Chi cerca l’affare facile stia all’erta: Oaken è buono e disponibile ma se lo fate arrabbiare non esiterà a buttarvi fuori dal suo modesto negozio.
“Oaken è un omone dolce” afferma Schwab. “È alto 2 metri per circa 160 chili, cosa che non diresti quando lo vedi dietro il registratore di cassa. Volevamo che fosse un uomo così buffo, dolce, di buon cuore, con gli occhi azzurri e un divertente maglione di Natale ispirato a qualcosa che avevo visto in un centro commerciale… quindi Oaken è alla moda”.


I REALIZZATORI CREANO LO SCENARIO PER UN’AVVENTURA EPICA
Una combinazione di ricerca e tecnologia all’avanguardia per realizzare la grafica di Frozen – Il regno di ghiaccio

La storia narrata in Frozen – Il regno di ghiaccio richiedeva un contesto sensazionale, completo di ghiaccio e neve, fiordi e montagne. I realizzatori hanno preso spunto dalla fiaba originale di Hans Christian Andersen, ambientata in Scandinavia. Durante il viaggio di ricerca in Norvegia il team di produzione ha preso nota di molti dettagli per l’immaginario regno di Arendelle, situato su un fiordo, che comprende elementi della classica architettura norvegese, come la sua chiesa a doghe. Lo sfondo incredibile e maestoso offre l’ambientazione ideale per il viaggio di Anna e Kristoff.
L’ispirazione è andata oltre lo scenario e ha influenzato l’aspetto dei personaggi e i costumi, compresi elaborati dettagli negli abiti tradizionali e le acconciature intrecciate.
È stata condotta una ricerca approfondita e membri del team di Frozen – Il regno di ghiaccio si sono consultati con vari esperti per creare un mondo che fosse potesse ispirare ed essere credibile al tempo stesso. Molti degli elementi, dalla neve al ghiaccio fino alle trecce sfoggiate da Anna ed Elsa, hanno richiesto progressi tecnologici significativi per rendere possibile l’aspetto finale.


Il paesaggio
“È, per così dire, un road movie, quindi il paesaggio è parte integrante della storia”, afferma il regista Chris Buck. “Uno dei miei primi mentori è stato un uomo di nome Eric Larson, uno dei Nove Anziani di Walt Disney. Eric diceva sempre: ‘Non dobbiamo creare un mondo reale, ma dobbiamo creare un mondo credibile’. Così sebbene il nostro paesaggio non intenda replicare la Norvegia – volevamo renderle omaggio, ma creandone uno nostro – sarà familiare al pubblico e inserirà i nostri personaggi nella giusta ambientazione”.
Quando il direttore artistico Mike Giaimo ha iniziato a lavorare al film, nelle sue prime indagini era inclusa una grande ricerca su libri dedicati alle culture e ai paesi scandinavi, e persino un viaggio a Solvang, California. In quella fase iniziale del suo lavoro aveva individuato immagini che gli piacevano, senza considerare le specifiche location.

Ma dopo il viaggio a Solvang, Giaimo ha deciso che era arrivato il momento di concentrarsi su un’area. “Abbracciare una cultura o un posto come punto di partenza spesso garantisce una certa veridicità del risultato finale” afferma. “Quando ho iniziato a rivedere tutti gli elementi visivi che mi attraevano è stato molto interessante, perché l’80% riguardava la Norvegia”.
“Volevamo creare un mondo intimo con uno scenario incantevole e dinamico che fosse immediatamente identificabile per le generazioni a venire” continua Giaimo. “La Norvegia offriva uno sfondo culturale che non avevamo mai indagato prima e abbiamo pensato: ‘Non sarebbe fantastico miscelare il suo sensazionale ambiente naturale, l’architettura e i costumi tipici?’. Si avverte l’atmosfera di un classico Disney, ma è un mondo completamente nuovo”.

Giaimo e il suo team sono andati in Norvegia per assorbire l’atmosfera, verificare l’architettura, ricercare la cultura e la mitologia locali e trarre ispirazione dall’ambiente per l’immaginario regno di Arendelle. In auto, in treno e in nave hanno visitato fortezze, castelli, negozi, musei, cattedrali, fiordi e ghiacciai. Per trarre suggerimenti per il castello di Arendelle, il team ha visitato il castello medievale Akershus a Oslo e il Palazzo Reale Stiftsgården della città di Trondheim, uno degli edifici in legno più grandi della Scandinavia. Gli artisti hanno fatto giri in barca nel Geirangerfjord e nel Sognefjord, che con 205 chilometri di lunghezza è il fiordo più lungo della Norvegia (e il terzo del mondo). I fiordi sono uno spettacolo molto noto del paesaggio norvegese. Infatti il Geirangerfjord e il Nærøyfjord sono stati inclusi nel Patrimonio UNESCO.
Con un’idea chiara in testa di come sarebbe stato il film, i realizzatori hanno iniziato a indagare il modo per renderlo possibile. E uno dei compiti chiave era far nevicare.


Nevica!
Con un film ispirato a una storia intitolata “La regina delle nevi” i realizzatori sapevano fin dall’inizio che Frozen – Il regno di ghiaccio avrebbe presentato uno scenario invernale. È stato uno dei fattori che hanno affascinato da subito il regista Chris Buck.
“Questa storia ci ha dato l’opportunità di creare un mondo che il pubblico potesse non solo guardare e apprezzare, ma anche sentire, un luogo che desiderasse visitare e vivere insieme ai personaggi.
“Ma per quanto uno sfondo innevato e ghiacciato offra questa bellissima lavagna vuota dove tutto è possibile” continua Buck “è molto difficile farlo bene, renderlo credibile, ancorarlo alla realtà e condurre verso qualcosa di magico”.
Così il team dei Walt Disney Animation Studios, dalla tecnologia alla direzione artistica all’animazione fino agli effetti speciali, ha dovuto imparare a far nevicare, letteralmente.

Tra le prime sfide c’era ottenere l’aspetto giusto per le varie consistenze della neve – la neve bagnata, la neve soffice – e assicurarsi che reagisse come avrebbe fatto la neve entrando in contatto con i piedi e i vestiti. Secondo il capo tecnico software Andrew Selle, in Frozen – Il regno di ghiaccio la neve è stata trattata come uno dei protagonisti e come tale ha ricevuto un’attenzione speciale. “Ci siamo chiesti: ‘Come si comporta la neve e quali sono le sue proprietà fondamentali?’” afferma Selle. “Non è propriamente un liquido. Non è propriamente un solido. Si sbriciola. Si può comprimere in palle di neve. Tutti questi effetti diversi sono molto difficili da cogliere simultaneamente, così avevamo bisogno di un simulatore che lo facesse per noi. Abbiamo elaborato una tecnologia di risoluzione per la neve chiamata Matterhorn”.

Lo strumento si è rivelato particolarmente utile quando i personaggi camminavano nella neve alta, garantendo che la neve reagisse in modo naturale a ogni passo. “Pensavamo che lo avremmo usato per un paio di riprese”, afferma il supervisore agli effetti Dale Mayeda. “Ma il risultato è stato semplicemente sbalorditivo, così ce ne siamo serviti per tutta la produzione”.
Mayeda e il collega supervisore agli effetti Marlon West erano nel team di artisti che si è recato a Jackson Hole, Wyoming, per sperimentare personalmente la neve alta. Hanno indossato diversi tipi di abbigliamento, comprese gonne lunghe, per cogliere l’impatto creato dai loro passi e il modo in cui la neve interagisce con i vestiti. “Abbiamo personaggi che camminano nella neve alta alle caviglie, alle ginocchia, ai fianchi” spiega West. “Così volevamo fare qualsiasi cosa, persino indossare gonne nella neve, per comprendere meglio come doveva apparire e cosa si doveva sentire”.

Per la neve più bassa è stato elaborato uno strumento speciale chiamato Snow Batcher, che ha aiutato gli artisti a creare le impronte nella neve e i piccoli detriti di neve che si creano quando si cammina faticosamente nella neve. I realizzatori hanno anche consultato esperti di neve per assicurare l’autenticità della loro ricostruzione. Il Dott. Ken Libbrecht del CalTech è stato interpellato per condividere le sue vaste conoscenze sui fiocchi di neve e su come aumentano di dimensioni. Libbrecht, che coltiva fiocchi di neve in un ambiente controllato e documenta le fasi della crescita in video, ha spiegato come l’umidità e altre condizioni abbiano effetto sul processo di ramificazione, cosa che spiega perché non esistono due fiocchi di neve uguali. La sua esperienza ha aiutato i realizzatori a sviluppare 2000 forme uniche di fiocchi di neve per Frozen – Il regno di ghiaccio. Hanno anche replicato il concetto di ramificazione nella creazione del palazzo di ghiaccio di Elsa.


La casa di ghiaccio
I realizzatori hanno subito compreso che una volta svelati i poteri segreti di Elsa, questa avrebbe usato la sua magia per costruirsi un maestoso palazzo di ghiaccio. “Abbiamo spedito molti membri del team di produzione a Quebec City in un Hotel di ghiaccio per capire come la luce si riflette e si rifrange su neve e ghiaccio”, afferma il produttore Peter Del Vecho.
La struttura, ricostruita ogni anno per durare soli quattro mesi, è realizzata con 15.000 tonnellate di neve e 500.000 tonnellate di ghiaccio. Alcune pareti hanno uno spessore di oltre 2 metri. “Fa freddo” afferma Buck, che ha visitato il posto durante la produzione. “È stato incredibile osservare come la luce del sole si rifrangeva attraverso il ghiaccio. In quel momento abbiamo capito che il palazzo di Elsa poteva essere davvero spettacolare”.
Ma non è stato facile. “Per una sola scena in cui Elsa costruisce il suo palazzo, 50 persone hanno lavorato sulla tecnologia necessaria per realizzarla” racconta la Lee. “E la scena è così complessa che un solo fotogramma richiede 30 ore per la resa. Questo è l’esempio perfetto di quanto questo team si sia gettato anima e corpo in questo film. E si vede. È davvero fantastico”.

La sequenza ha richiesto coreografie e illuminazione specifiche che hanno letteralmente fatto sbocciare il palazzo dai movimenti magici di Elsa. Il ghiaccio è molto difficile da rendere, diverso dall’aspetto del vetro o della plastica, spiega il direttore della fotografia, l’aspetto e l’illuminazione, Mohit Kallianpur. “Il ghiaccio è un mezzo molto rifrangente con una grande quantità di luce che lo attraversa o viene deviata, così abbiamo dovuto usare molta più tracciatura dei raggi rispetto a quanto abbiamo mai fatto prima, oltre a impiegare altre tecniche”.
Per Fronzen – Il regno di ghiaccio sono stati creati nuovi shader per consentire agli artisti di applicare dettagli come la brina sul ghiaccio per un aspetto più naturale. Hanno introdotto anche strumenti chiamati modificatori, in modo che gli artisti potessero lavorare più facilmente sull’aspetto del ghiaccio, facendolo passare da trasparente a brinato per tornare al trasparente all’interno di una singola sequenza.
“La portata e il livello di questo film sono enormi” afferma Kallianpur. “Dal numero dei personaggi al numero dei costumi e delle pettinature che ogni personaggio cambia; è senza precedenti”.


Vestiti di tutto punto
Giaimo e il suo team hanno tratto ispirazione dal bunad norvegese, il costume tradizionale che presenta disegni elaborati ricchi di colore. Il suo aspetto ha richiesto comunque una certa preparazione tecnica, dovuta ai molti dettagli e strati.
Gli strati non sono ben compresi nel processo CG, quindi sono stati fatti progressi per creare costumi in modo diverso, così da garantire autenticità sia nell’aspetto sia nel movimento dei costumi. Il film ha più del doppio degli abiti rappresentati in tutti i precedenti lungometraggi CG dei Walt Disney Animation Studios. Il risultato è un abbigliamento più sofisticato, dinamico e credibile per ogni singolo personaggio (anche per quelli secondari).
Inoltre, i realizzatori hanno costruito i costumi di Frozen – Il regno di ghiaccio utilizzando tecniche digitali per la creazione dei modelli e hanno introdotto le proprietà reali dei tessuti per garantire che i costumi si comportassero sullo schermo proprio come farebbero in una produzione live-action.

Gli artisti sono riusciti a fondere l’aspetto tradizionale ispirato alla ricca cultura norvegese ed elaborarla con la loro magia. “Abbiamo combinato l’autenticità del bunad norvegese con una sorta di glamour hollywoodiano per ottenere un aspetto che fosse distintamente nostro” spiega Giaimo.
Per esempio il rosemaling, uno stile artistico decorativo che si ritrova attraverso tutta la storia norvegese, è visibile in tutto il film, nei costumi, nell’architettura ed è persino evocato nella magia di Elsa e nelle sue creazioni di ghiaccio. Ma per Giaimo, è il costume di Regina delle Nevi di Elsa a vincere nella categoria del glamour. “È probabilmente l’abbigliamento più stupefacente dello show e forse il più stupefacente mai realizzato in CG”.
L’aspetto, che ha rappresentato una grande sfida, ha subito molte trasformazioni, afferma il direttore artistico. Il dettaglio dell’incoronazione, per così dire, era un mantello da 3 metri e mezzo. “È questo mantello inafferrabile realizzato in cristalli di ghiaccio” afferma Giaimo. “La parte posteriore riporta la sua firma, un gigante fiocco di neve con fiocchi più piccoli tutto intorno”.


Un ultimo tocco
Ai personaggi di Frozen – Il regno di ghiaccio sono state assegnate pettinature leggermente ispirate alla cultura norvegese. L’introduzione delle trecce, e il numero degli stili presentati, si sono dimostrati una vera e propria sfida per il team di produzione.
I realizzatori hanno approfittato della loro location nella California del Sud quando si è trattato di cogliere la ritrovata audacia di Elsa quando abbandona Arendelle. Il parrucchiere delle celebrità Danilo si è recato negli studi di Burbank per sperimentare i diversi stili, che alla fine hanno portato all’aspetto appariscente di Elsa. Con 420.000 capelli, Elsa ha più di quattro volte il numero di capelli dell’essere umano medio (Rapunzel nel film d’animazione Rapunzel – L’intreccio della torre aveva 27.000 capelli lunghissimi).
Per gli stili più tradizionali di Elsa e Anna la sfida ha richiesto ancora più risorse.
Sebbene si possa pensare che Rapunzel – L’intreccio della torre abbia rappresentato la più grande sfida in questi termini per il team dei Walt Disney Animation Studios, Frozen – Il regno di ghiaccio porta i capelli a nuove lunghezze.

È stato sviluppato un programma chiamato Tonic (creato dall’esperto di software Brian Whited, il creatore del software Meander che ha reso possibile la realizzazione del cortometraggio vincitore dell’Oscar® Paperman) che ha aiutato gli artisti a raccogliere i capelli sulle teste dei personaggi e a muoverli nei modi desiderati. “Una volta che Tonic era stato caricato e funzionava, i nostri artisti che si occupano dei capelli in pochi giorni hanno fatto un primo passo verso gli stili, come per esempio le trecce molto dettagliate dell’incoronazione di Elsa”, racconta il supervisore CG ai personaggi Frank Hanner “Prima di Tonic avrebbe richiesto diverse settimane”.
La rappresentazione scultorea dei capelli basata sul volume è stata fondamentale per realizzare l’aspetto adeguato dal punto di vista culturale dei personaggi principali. La tecnica esistente per pettinare/spazzolare non funzionerebbe con le trecce; con Tonic, gli artisti possono tirare e spingere grandi volumi di capelli, molto efficace sia per le pettinature con trecce sia per altre. Ma i realizzatori non hanno riservato Tonic alle sole teste femminili del film. È stato utilizzato anche per lupi e cavalli. Anche i peli ispidi del collo di Sven sono stati trattati con Tonic.


LA COLONNA SONORA DI FROZEN – IL REGNO DI GHIACCIO VOLA ALTO
Il compositore Christophe Beck crea la colonna sonora per completare i testi di Lopez
Il compositore Christophe Beck, i cui svariati talenti sono evidenti da un curriculum che comprende il cortometraggio vincitore del premio Oscar® Paperman e la trilogia di Una notte da leoni, ha creato una colonna sonora epica per Frozen – Il regno di ghiaccio.
“Chi lavora in Disney dà davvero valore alla musica” afferma Beck. “E nell’animazione, rispetto ai film live action, la musica è davvero parte integrante della narrazione, contribuisce moltissimo quando si tratta di comunicare emozioni”.
Le musiche di Beck completano otto canzoni originali scritte da Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez, tra cui “Cuore di ghiaccio” (“Frozen Heart”), “Facciamo un pupazzo di neve insieme” (“Do You Want to Build a Snowman?”), “Oggi per la prima volta” (“For the First Time in Forever”), “La mia occasione” (“Love Is an Open Door”), “All’alba sorgerò” (“Let It Go”), “Io preferisco le renne” (“Reindeer(s) Are Better Than People”), “Sognando l’estate” (“In Summer”) e “Un problemino da sistemare” (“Fixer Upper”).

Beck ha reso omaggio all’ambientazione ispirata alla Norvegia coinvolgendo strumenti regionali come l’incalzante bukkehorn e tecniche vocali come il kulning, un tradizionale richiamo dei pastori per le greggi. “Con Frozen – Il regno di ghiaccio” afferma “avevamo il contesto da cui trarre ispirazione: questi incredibili scenari ghiacciati e innevati, che sono molto evocativi. La regione ci ha offerto la possibilità di esplorare moltissimi suoni interessanti che non avevo mai sentito, e che non credo abbiano sentito molte persone al di fuori di quella zona”.
I realizzatori hanno ingaggiato un linguista norvegese che ha aiutato con i testi per una vecchia canzone nordica scritta per l’incoronazione di Elsa. E il team si è persino recato in Norvegia per registrare il coro tutto al femminile Cantus per un pezzo ispirato dalla musica tradizionale norvegese. “Christophe ha aggiunto un tocco di autenticità a questo mondo con voci molto speciali e uno straordinario linguaggio musicale che rispetta le canzoni e arricchisce la narrazione”, afferma la regista Jennifer Lee.

Le musiche, registrate con un’orchestra di 80 elementi, presenta 32 vocalist, tra cui la norvegese Christine Hals, le cui origini rurali hanno ispirato la sua abilità nel kulning.
Beck ha lavorato con la Anderson-Lopez e Lopez su alcuni arrangiamenti delle canzoni e per l’inserimento delle loro melodie nelle musiche, spesso in un contesto unico ma riconoscibile. Secondo il regista Chris Buck, la collaborazione è andata anche oltre per “Facciamo un pupazzo di neve insieme” (“Do You Want to Build a Snowman?”). “La canzone rispecchia la versione della storia di Anna e di Elsa, rappresentata dalle musiche di Christophe. Il tutto viene intrecciato in modo magnifico” afferma il regista. “E la melodia torna alla fine del film in maniera grandiosa e commovente”.
“Il nostro obiettivo” aggiunge Beck “era creare un percorso musicale coesivo dall’inizio alla fine”.
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