An Education di Lone Scherfig

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locandina An Education
 
Regista: Lone Scherfig
Titolo originale: An Education
Durata: 95'
Genere: Drammatico
Nazione: Regno Unito
Lingua originale: inglese
Rapporto: 2,35 : 1

Anno: 2009
Uscita prevista: 05 Febbraio 2010 (cinema)

Attori: Carey Mulligan, Olivia Williams, Alfred Molina, Cara Seymour, Emma Thompson, William Melling, Matthew Beard, Peter Sarsgaard, Dominic Cooper, Rosamund Pike
Soggetto: Lynn Barber
Sceneggiatura: Nick Hornby

Trama, Giudizi ed Opinioni per An Education (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
 
Fotografia: John de Borman
Montaggio: Barney Pilling
Musiche: Paul Englishby
Scenografia: Andrew McAlpine
Costumi: Odile Dicks-Mireaux

Produttore: Finola Dwyer, Amanda Posey
Produttore esecutivo: Douglas Hansen, Nick Hornby, Wendy Japhet, Jamie Laurenson, James D. Stern, David M. Thompson
Produzione: BBC Films, Endgame Entertainment, Finola Dwyer Productions, Wildgaze Films
Distribuzione: Sony Pictures Releasing Italia

La recensione di Dr. Film. di An Education
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Colonna sonora / Soundtrack di An Education
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).

Voci / Doppiatori italiani:
Domitilla D’Amico: Jenny
Massimo De Ambrosis: David
Massimo Lodolo: Jack
Emanuela Rossi: Preside
Aurora Cancian: Marjorie

Personaggi:
Carey Mulligan: Jenny Miller
Peter Sarsgaard: David Goldman
Alfred Molina: Jack Miller
Cara Seymour: Marjorie Miller
Dominic Cooper: Danny
Rosamund Pike: Helen
Emma Thompson: Ms. Walters
Olivia Williams: Miss Stubbs
Sally Hawkins: Sarah
Matthew Beard: Graham

Informazioni e curiosità su An Education

Il film, sceneggiato dallo scrittore Nick Hornby, è basato sulle memorie autobiografiche della giornalista britannica Lynn Barber, edite in Italia da Guanda. Le memorie erano state pubblicate su una rivista e sono state pubblicate sotto forma di libro solo dopo la realizzazione del film.

Ha vinto diversi premi:
Cinematography Award e Audience Award al Sundance Film Festival
National Board of Review Awards 2009: miglior attrice (Carey Mulligan)
British Independent Film Awards 2009: miglior attrice (Carey Mulligan)

Note dalla produzione:
An Education è la storia di una ragazza adolescente prossima alla maggiore età, ambientata in Gran Bretagna nel 1960, a cavallo tra il dopoguerra puritano e gli stravolgenti anni dell'anticonformismo. Diretto dalla premiata regista danese Lone Scherfig (Wilbur Wants to Kill Himself, Italiano per principianti), sceneggiato dallo scrittore Nick Hornby (Alta Fedelta',About a boy – Un ragazzo) An Education è basato sulle memorie autobiografiche della giornalista Lynn Barber, inizialmente apparse sulla prestigiosa rivista letteraria Granta.

Il cast: Peter Sarsgaard (Boys Don’t Cry, Kinsey, L'inventore di favole), Carey Mulligan (Orgoglio e pregiudizio (2005)), Alfred Molina (Spider-Man 2, Frida), Dominic Cooper (Mamma Mia!, The History Boys), Rosamund Pike (Il caso Thomas Crawford, 007 – La morte puo' attendere), Cara Seymour (American Psycho, Gangs of New York), Olivia Williams (Rushmore, Il sesto senso), Sally Hawkins (La felicita' porta fortuna – Happy Go Lucky, film premiato ai Golden Globe) e Emma Thompson (Oggi e' gia' domani, I colori della vittoria, Ragione e sentimento).

Il film è stato girato nella primavera del 2008, tra Londra, Oxford, Parigi e nei teatri degli Twickenham Studios.
Al progetto hanno lavorato: John de Borman (Oggi e' gia' domani, Full Monty – Squattrinati organizzati) come direttore della fotografia, Andrew McAlpine (The Beach, The Piano) ha curato le scenografie e Odile Dicks-Mireaux (The Constant Gardener – La cospirazione, Piccoli affari sporchi) come costumista.

Prodotto da Finola Dwyer e Amanda Posey, il progetto è stato sviluppato in collaborazione con BBC Films e finanziato da Endgame Entertainment e BBC Films. I produttori esecutivi sono James D. Stern per l'Endgame Entertainment e Douglas E. Hansen, Wendy Japhet, David M. Thompson, Jamie Laurenson e Nick Hornby per BBC Films.



IL FILM
A ripensarci è sorprendente come io non gli rivolgessi mai domande – Tutta colpa di Albert Camus... Una delle regole dell'esistenzialismo seguito da me e dai miei studenti alla Lady Eleanor Holles School era quella di non fare domande. Fare una domanda avrebbe mostrato il proprio lato naïve e borghese; non fare domande era da persone sofisticate e francesi. Volevo a tutti i costi essere sofisticata. - Lynn Barber, An Education

“Ancora non so definire bene quale aspetto del racconto di Lynn Barber ha fatto presa su di me, è chiaro che qualcosa c'è”, racconta lo sceneggiatore Nick Hornby. “Dopo aver letto il testo l'ho passato a mia moglie, Amanda Posey, una delle produttrici, dicendole – fai attenzione, qui dentro c'è un film -. Era pienamente d'accordo e con Finola Dwyer, produttrice anche lei, hanno iniziato a pensare a chi dovesse adattare la storia per poi girarne un film.
Tutto ciò poco mi piaceva, ero un po’ invidioso – in fondo cosa ti perdi – continuavo a ripetermi. Ma alla fine ho detto loro che avrei voluto tentare personalmente”.
Parlando della sua autobiografia, la giornalista Lynn Barber racconta: “Ho sempre pensato che prima o poi avrei dovuto scrivere la storia del mio primo fidanzamento, una storia davvero straordinaria. L'unica persona a cui l'avevo raccontata era mio marito, essendo un racconto lungo e piuttosto complesso, non potevo certo decidere di raccontarlo al primo che capita. Era come un segreto che portassi sempre con me.

“Forse ciò che più mi ha attratto dell'intera vicenda è che Lynn Barber usa toni piuttosto forti per descrivere se stessa, un personaggio pieno di conflittualità, così, quando ho saputo che aveva scritto della sua adolescenza, ho subito pensato che mi sarebbe piaciuto saperne di più”, continua Hornby. “Chi legge i suoi pezzi giornalistici la ama, ma Lynn sa tenere molto bene la sua vita privata lontana dal suo lavoro e proprio per questo ero affascinato di conoscere la sua storia”.

“Adattare dieci o dodici pagine di una rivista letteraria era sicuramente un lavoro lungo e difficile, ma l'ho fatto con piacere. Sapevo di poter capire appieno la vita di Jenny; anche io da ragazzino ho abitato nei sobborghi e i miei genitori non erano persone istruite. Ciò che sicuramente mi affascinava era il costante dilemma “piaceri vs istruzione”. Ho un passato da insegnante e questo è stato qualcosa su cui ho pensato molto. Ero convito di poter scrivere una sceneggiatura in grado di arricchire la storia di Jenny e renderla perfetta per il grande schermo”.

Parlando del periodo in cui è ambientato An Education, la produzione e la regista si affrettano a sottolineare che nel 1961 la Gran Bretagna non era ancora pronta al cambiamento. Quattro anni dopo il famoso motto del Primo Ministro Harold Macmillan - la maggior parte delle persone del nostro paese non è mai stata così bene – la famiglia media inglese continuava a condurre una vita austera e parsimoniosa. Preoccupati degli stravolgimenti sociali e morali, molte persone non avevano alcuna fretta di prender parte al cambiamento.
Dice Lynn Barber: “Vorrei urlare ogni volta che sento parlare degli anni ‘60. Solo dopo il '63 o il '64 si è visto un barlume di cambiamento, prima era davvero tutto molto squallido”.

Hornby cita Philip Larkin’s, ‘Annus Mirabilis’:
Sexual intercourse began
In nineteen sixty-three…
Between the end of the Chatterley ban
And the Beatles’ first LP.
(I primi rapporti sessuali si sono avuti nel 1963, tra la fine del divieto Chatterly e il primo LPdei Beatles).

“Uno degli aspetti più interessanti dell'epoca che viene raccontata nel film è che nel 1962, eravamo ancora sotto il regime austero del dopoguerra”, racconta Hornby. “L'Inghilterra era una nazione isolata, un paese povero. La Seconda Guerra Mondiale aveva creato l'America e gli anni ‘50, le macchine grandi ed il rock 'n' roll erano frutto del benessere. Basti pensare alle Cadillac. Qui in Gran Bretagna aspettavamo ancora l'autobus”.

“Avevo già in passato lavorato ad un film ambientato in Danimarca nel 1957 e per questo conoscevo alcune cose riguardo alla paura di sprecare, le ombre della guerra e di come le persone conducessero una vita piuttosto semplice”, dice Lone Scherfig, regista del film. “Naturalmente non sapevo nulla di Londra e per questo motivo ero attenta che tutto fosse corretto. Il mio obiettivo era di fare in modo che chi non fosse inglese, non fosse originario di Twickenham o adolescente in quel periodo, potesse capire appieno cosa stava accadendo.

Abbiamo cercato di rendere al meglio le atmosfere dell'epoca perché capivamo bene che la storia sarebbe stata credibile solo se il pubblico avesse avuto modo di identificarsi”. Riprende Hornby: “E' davvero difficile rendersi conto di come le cose accadute allora fossero vicine. Se si guarda al passato, per esempio agli anni ottanta, ad alcune persone, specialmente mie coetanee, potrà sembrare di tornare indietro di pochi anni e questo è più o meno il tempo trascorso tra I primi anni ‘60 e l'inizio della Seconda Guerra Mondiale. A metà degli anni ‘50 c'era ancora il razionamento: era difficile viaggiare perché c'era una regolamentazione della moneta piuttosto rigida, il cibo era piuttosto ripetitivo e molte cose in Inghilterra non erano neppure presenti”.

Carey Mulligan, che recita nel ruolo della giovane Jenny, riconosce che il percorso del suo personaggio, sebbene sia basato sulla vera storia di Lynn Barber, può essere interpretato come una metafora dell'epoca: “Così come Jenny è una ragazza pronta per la maturità, così la storia mostra il maturare dei tempi che porteranno poi ai veri anni ‘60. Tutti mi dicevano – che bello, stai girando un film anni ‘60 - e io rispondevo - non si tratta dei figli dei fiori e roba del genere, è prima! - e loro ribattevano - e prima cosa c'era? - Non molto – replicavo io.”
“Jack e Marjorie, i genitori di Jenny, sono persone figlie del loro tempo”, racconta Hornby.
“Ma per Jenny, che inizia a soffocare in quell'ambiente, David è la via di fuga, è qualcuno in grado di trascinarla via dagli anni ‘50 per accompagnarla nei ‘60. E' come se i '60 arrivino nella cucina di Jack e Marjorie qualche anno prima rispetto agli altri”.

“Ci troviamo nel momento in cui la porta è stata appena aperta” dice Andrew McAlpine, lo scenografo. “E' il momento in cui si ritorna ad essere quelli di prima. I genitori del film sono consapevoli che i tempi stanno cambiando, ma non sanno esattamente in che direzione ed è per questo che cercano di capire, per mezzo di Jenny, dove andrà il futuro che, come ben sappiamo, si rivelerà sorprendente”.

“La mentalità dell'epoca era piuttosto complessa, intrappolata in una ristretta visione della vita: lavoro, casa e nient'altro”, afferma Alfred Molina che interpreta il ruolo di Jack Mellor, padre di Jenny, la cui massima aspirazione, cioè di migliorare la vita della figlia, è diventata una divorante ossessione.
“Tutto è grigio”, continua Molina, “fin quando il personaggio esotico di David non irrompe nel monocromatico mondo di Jack. E' come se in una grossa gabbia irrompesse improvvisamente un pavone coloratissimo, dall'aria misteriosa”.

Racconta Peter Sarsgaard, che recita nel ruolo di David, l'affascinante corteggiatore di Jenny: “Per me è come se fosse stata tirata una corda e tutto fosse stato lasciato alle spalle, per prepararsi ad una enorme esplosione di tutto ciò che fino ad allora era stato represso. Le persone sono a digiuno di divertimento e tanti di loro sono pronti a concedersi tutto, senza regole. E in David c'è questo senso di ribellione, dopo otto anni di attesa voleva concedersi alla bella vita senza troppi pensieri”.

“Il modo in cui Lynn aveva descritto il personaggio di David difficilmente avrebbe persuaso un pubblico cinematografico, il rapporto con Jenny sarebbe stato poco credibile”, afferma Nick Hornby. “Giustamente Lone voleva alleggerire questa relazione, smussando gli angoli del carattere di David, in modo da creare le giuste connessioni tra i personaggi, per rendere agli occhi degli spettatori la storia più familiare e realistica”.
“Ogni attore è come se fosse stato l'avvocato del proprio personaggio. Tutti hanno analizzato la sceneggiatura e ognuno ha approfondito il proprio punto di vista”, dice Lone Scherfig. “Il mio lavoro è stato di valutare non solo tutto questo lavoro di analisi, ma anche di considerare il punto di vista del pubblico”.

Sarsgaard è capace di scindere i propri giudizi personali dal suo personaggio e dalle sue azioni. “Quando David è con Jenny è come se sperimentasse ogni cosa per la prima volta – E' bella questa macchina vero? Parigi è una citta meravigliosa, no? - Non si tratta di sesso, è vita. Non è un pervertito, è solo un ragazzo che ha voglia di viversi la vita appieno”. Racconta Dominc Cooper, che veste i panni di Danny, l'amico socio di David: “Peter, così come David, ha un lato del suo carattere amabilmente bambinesco. Anche nei momenti meno frivoli, trova sempre un’ottima occasione per ridere”.
Per Peter Sarsgaard e Carey Mulligan la scena della macchina, durante il loro primo appuntamento, è il momento in cui lui riesce a conquistarla. Carey avrebbe potuto attenersi alla sceneggiatura solo se lui fosse realmente stato in grado di persuaderla e alla fine ci è riuscito.

Continua Lone Scherfig: “David è un seduttore a suo modo delicato, sottile e parte del mio lavoro è stato proprio quello di sedurre il pubblico allo stesso modo in cui lui seduce Jenny. La storia sarebbe troppo prevedibile se sapeste cosa realmente si cela dietro quel suo tenero faccino. E' necessario che si simpatizzi per lui, che il suo personaggio piaccia al pubblico. A me intriga moltissimo e più diventa subdolo, più mi piace”.
"Mi piaceva l'idea che David fosse un assaggio dei cambiamenti che presto sarebbero avvenuti”, dice Hornby. "Egli, in un certo senso, è il prodotto di una società senza classi sociali. Vuole conquistare i piaceri della vita, non solo denaro, è interessato a quello che sta succedendo - ascolta musica, legge, guarda film. E' molto più sveglio di quanto, a prima vista, possa sembrare”.

"David non solo mette alla prova gli aspetti della vita del padre di Jenny, ma ne mette in discussione anche i suoi pregiudizi", dice Alfred Molina. “Nel dopoguerra, la società britannica era permeata dall'antisemitismo. Nonostante gli orrori di quanto accaduto nei campi di concentramento in Europa, di cui bene si conosceva la gravità, il problema dell'antisemitismo toccava non solo le classi sociali più alte, ma tutta la società inglese. Tutto è ben descritto e contestualizzato nella sceneggiatura di Nick Hornby”.

“Ciò che facevo sul set era recitare nel ruolo di un uomo che in realtà è un estraneo, qualcuno che finge di essere un altro”, continua Sarsgaard. “Mi comportavo proprio come il mio personaggio, cercavo di far passare me stesso per un'altra persona”. Per i costumi, Odile Dicks-Mireaux, ha tratto ispirazione dai film dell'epoca. In particolare per il ruolo di David ha preso spunto dal film Agente 007 – Licenza di uccidere del 1962 in cui recitava Sean Connery, interpretando per la prima volta il ruolo di James Bond. Afferma Mireaux: “In quel film era evidente come il look stesse cambiando, dai '50 si passò rapidamente nel pieno dei '60”.

Per la ventiduenne Carey Mullingan interpretare il ruolo di una sedicenne è stato all'inizio un po' sconcertante. “Ero preoccupata per il fatto che dovessi interpretare un'adolescente, ma ripensando a come ero io a sedici anni ho riflettuto che in fondo non c'era molta differenza. Avevo sempre immaginato che avrei avuto una voce più squillante e che avrei riso parecchio, ma non è stato così. Ciò che realmente cambia quando cresci è che, fin quando si è giovani non si bada molto a ciò che si dice, spesso non ci si preoccupa che le nostre azioni possano ferire qualcuno. Diciamo che da ragazzi non si è in grado di controllarsi”.

“Carey è inquietante”, dice Nick Hornby, ”quando Finola mi disse che stavano per scritturare Carey Mulligan, non avevo ancora avuto modo di conoscerla. Chiesi la sua età e mi fu risposto che aveva poco più di vent'anni. Non ero molto d'accordo, ero convinto che stessero rovinando tutto perché, in fondo, avevamo bisogno di qualcuno che interpretasse una sedicenne. Ribadivo che non capivo il motivo per cui avessero fatto quella scelta. Ma quando la si vede sullo schermo non si può non pensare – Hey! Ma è una ragazzina, come la si può lasciare dormire con qualcuno! E' indecente. E' bizzarro che lei riesca a interpretare una ragazza di sedici anni, mai si dubita della sua reale età. Basta poi il trucco giusto, un acconciatura diversa ed è praticamente identica ad Audrey Hepburn”.

Continua Odile Dicks-Mireaux. “Durante il film Jenny si evolve anche nel look. Ha sedici anni e frequenta il college, quindi il primo elemento da ricreare è stata la divisa scolastica. Successivamente interviene Helen, che cerca di modificare il suo aspetto. E questa è stata la sfida più difficile perché, non solo bisognava rendere credibile la sua “trasformazione”, ma bisognava comunque mantenere il suo aspetto di ragazzina, in modo credibile agli occhi del pubblico”.

Racconta Carey Mulligan che interpretare una teenager, indossare l'uniforme scolastica e recitare all'interno di una classe, è stato per lei non solo ripensare alla sua adolescenza, ma ritornare a quel modo di pensare, ingenuo: “Mi sentivo orrenda con l'uniforme, lo staff mi trattava come una dodicenne. Addirittura erano tutti inibiti nel dire parolacce in mia presenza. Durante le riprese del college mi dicevo – Che noia! - proprio come se fossi una ragazzina, sentivo che avevo bisogno di ritornare in me stessa”.

Ad incoraggiare la “trasformazione” di Jenny, che da adolescente annoiata diventa donna, c'è Helen, la bellissima e svampita fidanzata di Danny, il socio di David. Dice Rosemun Pike: “Helen, quando incontra Jenny, pensa subito di aver un altro cucciolo con cui giocare. Sebbene sia una persona molto affettuosa, i suoi consigli non vanno oltre qualche suggerimento in ambito estetico, saprebbe mettere in guardia chiunque da non sembrare troppo noioso ad un party, ma non sarebbe in grado di consigliare una ragazzina dal guardarsi da rapporti sessuali non adeguatamente protetti”.

Nell'articolo originale, Lynn Barber racconta di amare gli amici di David così quanto amasse lui: “Danny ed Helen sono personaggi cruciali per Jenny”, racconta Nick Hornby, “Lei ne è praticamente sedotta. E' ammaliata tanto da David quanto dal fatto di frequentare i due fidanzati e la loro casa piena di bellissimi oggetti, dei vestiti che Helen indossa e di cui lei le fa spesso omaggio. Non si può ignorare il ruolo chiave di questi due personaggi e di come Jenny accetta i rischi di questo nuovo stile di vita”.

Dice Dominic Cooper: “Accade di continuo, noi tutti potremmo metterci nella posizione di Jenny. Quando si cresce, si viene traviati, fuorviati e coinvolti in situazioni molto distanti dal proprio mondo. Si tende a perdere di vista ciò che è realmente importante. Credo che tutto ciò sia rilevante. Capisco perfettamente quanto sia eccitante essere trasportati in qualcosa di nuovo, completamente diverso”.
“Molte persone, leggendo la sceneggiatura per la prima volta, si rispecchiano nella situazione”, racconta la produttrice Amanda Posey. “E' evidente che l'idea di essere raggirati da qualcuno che poi si rivela essere completamente l'opposto, è un tema universale”.

Dice Olivia Williams, che recita nel ruolo di Miss Stubbs, l'insegnante di Inglese: “Non mi è mai capitato di trovarmi nella situazione di Lynn Barber o se preferite del personaggio di Jenny. Uscivo con un'amica e pretendevamo di sembrare più grandi di quanto non fossimo. Ci piaceva andare a bere ed uscire o ballare con giovani trentenni. Ripensandoci mi vien da pensare – a cosa pensano? Cosa ci fanno con ragazzine chiaramente più piccole?-. “Confrontandomi con Amanda”, racconta Finola Dwyer, “emergeva che, soprattutto durante la scuola, più o meno tutti avevano avuto relazioni con persone più grandi. Talvolta anche uomini con donne più mature. E' un comportamento naturale, quando si è giovani si cerca sempre di avere qualcosa di diverso, di fuggire da quella che sembra un'esistenza vuota, di incontrare qualcuno affascinante che ti trasporti in un mondo nuovo”.

Lone Scherfig spiega bene come sia Jenny a condurre l'intera vicenda. “In realtà non è vittima, se non del fatto di essere molto giovane, molto di più rispetto a David, per cui lui è l'unico a doversi prendere ogni responsabilità. Lei è parte di ciò che sta accadendo. Qui si racconta la perdita della sua innocenza e di come David deve necessariamente fare la parte del cattivo – a volte dimentico che lui è il cattivo, come già vi ho detto mi affascina molto”. Continua Finola Dwyer: “Tutte le ragazze che abbiamo provinato per la parte di Jenny hanno fin da subito amato la sceneggiatura, ognuna raccontava la propria storia, con grande sorpresa dei loro genitori”.

“Tutto viene commisurato alla propria esperienza”, dice Lone Scherfig. “Sicuramente questo film è tanto commovente quanto altri film in cui accade qualcosa di ancora più drammatico, perché per Jenny tutto accade nel momento più importante della sua vita. Non so quante persone si siano veramente trovate nella stessa situazione della protagonista, ma con ciò non credo che il pubblico trovi difficoltà ad identificarsi”.
“Lynn Barber è stata coinvolta fin da subito sul progetto. Ad un certo punto però ha ritenuto che noi potessimo procedere senza il suo aiuto e così ci ha lasciato lavorare da soli”, conclude Amanda Posey, produttrice del film. “Quando ha visto il film per la prima volta ci ha raccontato che era così coinvolta che era impaziente di sapere come finisse la storia. Aveva dimenticato che era la sua storia”.



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