Regista: Sebastián Silva
Titolo originale: La nana
Durata: 95'
Genere: Drammatico
Nazione: Chile, Messico
Rapporto:
Anno: 2009
Uscita prevista: 25 Giugno 2010 (cinema)
Attori: Catalina Saavedra, Claudia Celedón, Alejandro Goic, Andrea García-Huidobro, Mariana Loyola, Agustín Silva, Darok Orellana, Sebastián La Rivera
Soggetto: Sebastián Silva
Sceneggiatura: Sebastián Silva, Pedro Peirano
Trama, Giudizi ed Opinioni per Affetti e dispetti (La Nana) (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: La nana
Durata: 95'
Genere: Drammatico
Nazione: Chile, Messico
Rapporto:
Anno: 2009
Uscita prevista: 25 Giugno 2010 (cinema)
Attori: Catalina Saavedra, Claudia Celedón, Alejandro Goic, Andrea García-Huidobro, Mariana Loyola, Agustín Silva, Darok Orellana, Sebastián La Rivera
Soggetto: Sebastián Silva
Sceneggiatura: Sebastián Silva, Pedro Peirano
Trama, Giudizi ed Opinioni per Affetti e dispetti (La Nana) (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Sergio Armstrong
Montaggio: Danielle Fillios
Scenografia: Pablo Gonzáles
Produttore: Issa Guerra, Edgar San Juan, Sebastian Sanchez Amunategui
Produttore esecutivo: Gregorio González
Produzione: Forastero
Distribuzione: Bolero Film
Montaggio: Danielle Fillios
Scenografia: Pablo Gonzáles
Produttore: Issa Guerra, Edgar San Juan, Sebastian Sanchez Amunategui
Produttore esecutivo: Gregorio González
Produzione: Forastero
Distribuzione: Bolero Film
La recensione di Dr. Film. di Affetti e dispetti (La Nana)
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Colonna sonora / Soundtrack di Affetti e dispetti (La Nana)
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Tatiana Dessi: Raquel
Franca D'amato: Pilar
Davide Marzi: Mundo
Virginia Brunetti: Camila
Laura Facchin: Lucy
Mirko Cannella: Lucas
Monica Vulcano: Mercedes
Carmen Onorati: Sonia
Informazioni e curiosità su Affetti e dispetti (La Nana)
Al Sundance Film festival 2009, ha vinto il Gran Premio della Giuria (film) e il Gran Premio della Giuria all’attrice protagonista, Catalina Saavedra.Note dalla produzione:
Ricordi del Regista
Le Riprese
Le riprese sono state una follia, ero esausto! Abbiamo fatto qualcosa come dodici scene al giorno, a volte non ce la potevo proprio fare, sgattaiolavo via dal set, mi chiudevo in bagno e ansimavo come un cagnolino davanti allo specchio per alcuni secondi prima di tornare a : ACTION! CUT!
Era tutto affascinante ma a volte desideravo che finisse il prima possibile!
Tutto procedeva con una tale velocità che vi erano cose che ormai non riuscivo più a controllare.
Diversamente dal mio primo film, era come se “LA NANA” si stesse realizzando in totale autonomia, voglio dire, era impossibile controllare ogni cosa: dovevo delegare, approvare le cose senza pensarci troppo, lasciarle andare naturalmente.
Il lavoro con le attrici
Le nostre attrici sono straordinarie, ma non finivo mai di sorprendermi di cosa volesse dire lavorare con così tante donne. C’è stato un giorno in cui Catalina si comportava in modo bizzarro, molto pignolo e polemico con tutti, così le ho chiesto cosa ci fosse che non andava e, “in privato”, mi ha confidato che era “uno di quei giorni..”. A seguire, anche Andrea e Claudia stavano diventando complicate. Ho chiesto loro se per caso si trovavano a loro volta “in uno di quei giorni..” e mi hanno risposto di sì, che quando stavano tutte insieme capitava loro nello stesso momento. Ho imparato così che avere il ciclo può essere contagioso.
Il tono del film
Il mio timore più grande era che questo film non sembrasse realistico. Ho una tendenza naturale alla caricatura, all’esagerazione, e non potevo permettere che ciò si verificasse per “LA NANA”.
Questo film DOVEVA essere un ritratto fedele. Doveva essere aderente alla realtà. Al termine del primo giorno delle riprese ho visto ciò che avevamo fatto e ho tirato un respiro di sollievo: l’interpretazione delle attrici e la macchina da presa avevano ricreato perfettamente ciò che avevo in mente.
La location
Ho girato questo film a casa mia. I miei genitori hanno letto la sceneggiatura e hanno acconsentito a lasciarmi fare le riprese mentre erano via, in vacanza con i miei fratelli e le mie sorelle più giovani.
Questo era fondamentale, la casa come protagonista, stavo ricreando tutto nella casa dove avevo vissuto. Ho scritto la storia pensando proprio ai suoi ambienti: era perfetta. Con il direttore della fotografia abbiamo lavorato allo story board nella casa, abbiamo camminato avanti e indietro per la stanza di Raquel, nella camera da letto, cercando di decidere dove mettere la macchina da presa; conoscevamo con certezza il tipo di luce in ogni posto, in ogni momento della giornata.
Il modo in cui i personaggi si muovevano nella casa era assolutamente naturale e credibile, poiché era tratto direttamente dalla realtà delle cose.
Quanto tempo ci si attardava a chiacchierare a tavola dopo un pranzo, la via per il giardino, come le persone usavano le scale, il programma giornaliero dei bambini, perfino l’umore dei personaggi nelle varie fasi della giornata, tutto si ispirava all’esperienza della mia famiglia.
Lucas Augustin, il mio fratello più giovane ha interpretato il ruolo di Lucas.
Abbiamo fatto un paio di provini a ragazzi della sua età ma nessuno andava bene. E’ un peccato che non ci siano dei giovani attori in questo Paese. Ho deciso di assumere mio fratello anche se durante il provino era molto nervoso; ma ero pronto a scommettere che avrebbe funzionato.
Augustin è un genio, è uno dei miei attori preferiti dopo Catalina, non ha paura delle persone, della macchina da presa, del ridicolo. Non gli fa paura niente. Recita in modo così naturale ed è così carismatico. E’ luminoso. E’ alla sua prima recitazione e davvero ha agito con grande naturalezza, recitando nella casa dove abita, recitando e ricreando al tempo stesso scene che vive quotidianamente, come mangiare con la famiglia, fare giochi di prestigio… nessuno al mondo avrebbe potuto interpretare quel ruolo meglio di lui.
Il colore e La Nana
Il mio film precedente era girato in bianco e nero. L’ho realizzato in bianco e nero perché ho un rapporto piuttosto complesso con il colore.
Prima di essere un regista e un musicista, sono un illustratore e amo dipingere, il colore è una questione importante per me, e per il mio primo film ho preferito concentrarmi sulla regia, sugli attori e sulla narrazione della storia.
Ora, il mio secondo film “La Nana” ho osato realizzarlo a colori ma in una gamma di colori ridotta. Desideravo dei colori pastello, non volevo i rossi, il rosso in un film digitale vibra in modo sgradevole. Quindi il rosso era out. Ne abbiamo discusso con Pablo, l’Art Director, e abbiamo definito una tavolozza di colori ispirata a un poster che rappresentava degli uccelli allo sbiadire del sole. Il poster è nel film, quando Pilar (la signora Valdés) parla con sua madre subito dopo la discussione tra Sonia e Raquel. Il poster definiva la tavolozza, i colori, la loro saturazione.
Ho visto il film e l’ho amato; credo di aver raggiunto un obiettivo, quello di controllare i colori e farli esprimere. Anche il mio prossimo film sarà a colori. L’azzurro del cielo, il verde, il rosso e il bianco saranno i colori predominanti.
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