Regista: Roger Michell
Titolo originale: Hyde Park on Hudson
Durata: 95'
Genere: Commedia, Drammatico,
Nazione: Regno Unito
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 10 Gennaio 2013 (cinema)
Attori: Bill Murray, Laura Linney, Samuel West, Olivia Colman, Elizabeth Marvel, Olivia Williams, Elizabeth Wilson, Eleanor Bron
Sceneggiatura: Richard Nelson
Trama, Giudizi ed Opinioni per A Royal weekend (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Titolo originale: Hyde Park on Hudson
Durata: 95'
Genere: Commedia, Drammatico,
Nazione: Regno Unito
Rapporto:
Anno: 2012
Uscita prevista: 10 Gennaio 2013 (cinema)
Attori: Bill Murray, Laura Linney, Samuel West, Olivia Colman, Elizabeth Marvel, Olivia Williams, Elizabeth Wilson, Eleanor Bron
Sceneggiatura: Richard Nelson
Trama, Giudizi ed Opinioni per A Royal weekend (clic qui)...In questa pagina non c'è nemmeno la trama per non fare spoiler in nessun caso.
Fotografia: Lol Crawley
Montaggio: Nicolas Gaster
Scenografia: Celia Bobak
Costumi: Dinah Collin
Produttore: David Aukin,Kevin Loader
Produzione: Daybreak Pictures, Film Four, Free Range Films
Distribuzione: Bim Film
Montaggio: Nicolas Gaster
Scenografia: Celia Bobak
Costumi: Dinah Collin
Produttore: David Aukin,Kevin Loader
Produzione: Daybreak Pictures, Film Four, Free Range Films
Distribuzione: Bim Film
La recensione di Dr. Film. di A Royal weekend
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Colonna sonora / Soundtrack di A Royal weekend
Potrebbe essere disponibile sotto, nei dati aggiuntivi (clic qui).
Voci / Doppiatori italiani:
Luca Biagini: Franklin D. Roosevelt
Roberta Greganti: Margaret 'daisy' Suckley
Riccardo Rossi: Re George Vi 'bertie'
Francesca Fiorentini: Regina Elizabeth
Emanuela Baroni: Marguerite 'missy' Lehand
Tiziana Avarista: Eleanor Roosevelt
Personaggi:
Bill Murray: Franklin D. Roosevelt
Laura Linney: Margaret 'daisy' Suckley
Samuel West: Re George Vi 'bertie'
Olivia Colman: Regina Elizabeth
Elizabeth Marvel: Marguerite 'missy' Lehand
Olivia Williams: Eleanor Roosevelt
Elizabeth Wilson: Sara Delano
Martin Mcdougall: Thomas Gardiner Corcoran
Andrew Havill: James Cameron
Informazioni e curiosità su A Royal weekend
Note dalla produzione:Note del regista su Franklin Delano Roosevelt
Dopo aver concluso le riprese di questo film, mi è capitato di rileggere la copia, appartenuta a mio padre, e piena di macchie di tè, dei Diari da Berlino di William L. Shirer.
Shirer era un giornalista americano che ha trascorso la maggior parte della Seconda Guerra Mondiale a trasmettere reportage radiofonici da Berlino. Nella trasmissione del 20 Luglio 1940, parla della candidatura di Roosevelt per il suo terzo mandato, evento che secondo la stampa nazista è stato ottenuto con metodi “aspramente condannati da tutti i testimoni”.
Continua: Hitler teme Roosevelt. Sta solo ora cominciando a capire che il sostegno di
Roosevelt alla Gran Bretagna è una delle ragioni principali per cui gli Inglesi hanno declinato le offerte di pace della Germania.
Shirer cita poi questo passaggio significativo del Frankfurter Zeitung: Roosevelt è il padre delle illusioni degli Inglesi su questa Guerra. Può darsi che le sciatte tattiche di Roosevelt siano troppo per gli Americani, può darsi che non sarà rieletto, può darsi che, se rieletto, si atterrà scrupolosamente al programma anti-interventista del suo partito. Ma è anche chiaro che quand’anche non intervenga con la sua flotta, con il suo esercito, interverrà con discorsi, con intrighi, e con una potente propaganda che metterà a
disposizione degli Inglesi.
Scegliendo di andare contro gli interessi immediati del suo partito, e contro le correnti isolazioniste prevalenti nel suo stesso elettorato, Roosevelt ha offerto un’ autentica speranza all’Inghilterra in quella che deve essere apparsa, all’epoca, una situazione senza sbocco. Molti avrebbero visto una qualche forma di pace con Hitler come l’unica
strada concreta per evitare una sommaria invasione.
Il weekend all’ “Hyde Park on Hudson”, dodici settimane prima dello scoppio della Guerra, che è il soggetto del nostro film, diventa, nella mia mente, anche più di un ganglio storico: un momento in cui il più piccolo gesto ha la massima eco. Come nella teoria delle catastrofi, secondo cui il battito d’ali di una farfalla può generare, attraverso infiniti passaggi intermedi, una immane tempesta, così un morso ad un hot-dog (ironia della sorte, un Frankfurter, nientemeno) prefigura Omaha Beach e la vittoria in Europa.
La meravigliosa sceneggiatura di Richard Nelson giustappone delicatamente il pubblico e il privato, la dimensione domestica e quella epica. La forza trascinante dei grandi eventi e il potere di persuasione di alcune grandi personalità si contendono il timone della
Storia.
Mio padre ha pilotato bombardieri Lancaster su Berlino, è stato abbattuto ed è stato prigioniero di Guerra. E’ morto da molti anni. Ripongo sullo scaffale il volume dei diari di Shrier appartenuto a lui e sento l’eco del ‘picnic reale’ vibrare ancora attorno a me.
Roger Michell
giugno 2012
A Royal Weekend
Note dello sceneggiatore, su Daisy
Alla fine degli anni ’80 un mio amico mi ha invitato a visitare quella che era stata per lungo tempo una residenza privata nella mia città, Rhinebeck, nello stato di New York. Era stata da poco donata ad una fondazione pubblica dalla sua ultima proprietaria, a condizione che la proprietaria potesse continuare ad abitarvi fino alla fine dei suoi giorni.
La casa aveva una vista sull’Hudson River e sembrava uscita da una fiaba – una fiaba dark, però. Era piuttosto diruta, gli intonaci da lungo tempo scrostati. Wilderstein, residenza della Famiglia Suckley per almeno due generazioni, potrebbe essere definita, pensai, l’emblema dell’aristocrazia decaduta d’ America.
Il mio amico mi ha fatto fare un breve “tour” del primo piano. Mentre attraversavamo il salotto, con la carta da parati che si staccava dai muri, i divani imbottiti consunti e
cadenti, i tappeti orientali lisi, ho visto per la prima ed ultima volta nella mia vita l’eroina del nostro film, Daisy Suckley. Se ne stava da sola a leggere, credo, un giornale, totalmente ignara della presenza di quegli estranei. Daisy è morta di lì a poco, all’età di cento anni.
Wilderstein, che da allora è diventato un parco pubblico ed è in corso di restauro, per cui tornerà presto alla sua grandeur tardoottocentesca, è solo uno dei due lasciti di Daisy: l’altro è stato rinvenuto, alla sua morte, in una piccola valigia sotto il suo letto.
Quella valigia conteneva il carteggio intimo con suo cugino di quinto grado, Franklin Roosevelt, e i suoi diari che registrano in dettaglio la loro relazione – relazione rimasta segreta fino alla morte di lei.
C’erano pagine mancanti (bruciate?) sia dalle lettere sia dai diari, ma quello che resta offre il ritratto commovente e dettagliato di una storia d’amore fra una donna che si definiva “lo scricciolo” e che si vedeva come “parte del mobilio”, e uno dei più grandi, potenti e carismatici uomini del secolo scorso.
Leggere queste lettere e pagine di diario apre una finestra su un mondo solo immaginato: il mondo dietro la facciata di una presidenza, un mondo in cui tutti colludono nel nascondere le fragilità e le infermità del leader. Daisy, ormai appare chiaro, era la persona con cui
Franklin poteva rilassarsi, dimenticare il mondo, il lavoro, i problemi; ed essere semplicemente sé stesso. Non è un caso se le sole foto che abbiamo oggi di Franklin Roosevelt in sedia a rotelle siano state scattate da Daisy Suckley.
La scoperta di queste lettere e diari ha dato l’impulso creativo per A Royal weekend. E’ stata una singola pagina del diario di Daisy che ha fornito al film la sua storia: Daisy scrive, con entusiasmo ed eccitazione quasi infantili, della visita del Re e della Regina
d’Inghilterra alla residenza dei Roosevelt nell’ Hyde Park on Hudson nel Giugno del 1939. Si trattava della prima visita in assoluto di un regnante Inglese nell’emisfero occidentale. Daisy scrive di essere entusiasta di aver visto tutto questo con i propri occhi, come ospite di quello che sarebbe rimasto nella storia come ‘il picnic dell’hot dog’.
Nel giugno del 1939, l’ Inghilterra era sulla soglia del conflitto con la Germania, e aveva disperato bisogno dell’appoggio americano. Fu per contribuire a guadagnarsi questo sostegno che il Re e la regina furono inviati in America, e fu per aiutarli in questa causa che
Roosevelt li invitò a Hyde Park. Ma gran parte dell’America doveva essere ancora convinta; l’opinione diffusa nel paese era contraria al coinvolgimento in un’altra Guerra Europea. Si aggiunga a tutto questo una storica (e comprensibile) diffidenza americana verso i Reali Inglesi e verso la regalità in tutte le sue forme, diffidenza esacerbata dalla recente abdicazione a cui Edoardo VIII era stato costretto dalla sua volontà di sposare una donna che non era solo una divorziata (Wally Simpson) ma anche, “Dio non voglia” – così percepivamo noi la cosa - “un’americana, nientemeno”.
L’inesperto Giorgio VI, o Bertie che dir si voglia, Re per caso, doveva dimostrare all’America di ammirare la nostra nazione e il suo popolo, e di rispettarci come pari. Questa era la sua missione. E Franklin Roosevelt gli dette questa opportunità –
servendogli un hot dog! Le due storie – la relazione con Daisy e il fine settimana con il Re e la Regina – sono al cento del nostro racconto. Lavorando alla sceneggiatura ho lasciato che le storie si intrecciassero, ognuna divenendo commento dell’altra; una donna conosce con dolore la verità dietro l’immagine del suo amante nota a tutto il mondo, mentre
un re impara a nascondere le proprie insicurezze e a dimostrare coraggio. Questo ha permesso di esplorare un tema bifronte: il bisogno da parte di un re di presentare una facciata pubblica per salvare il proprio paese, e insieme la scoperta da parte di una donna
che l’uomo che ama non è esattamente quello che aveva creduto.
Infine, A Royal Weekend è anche una storia personale. Io ho vissuto a Rhinebeck, la città natale di Daisy, per oltre trent’anni, e lì ho messo su famiglia. Benché questa sia una storia con ramificazioni globali, che vede al suo centro grandi personaggi storici, parla anche di una donna della mia cittadina, una donna che una volta io vidi sul suo sofà e che
per un breve momento ha avuto l’opportunità di osservare il mondo – pubblico e privato – con i suoi occhi innocenti.
Topografia e curiosità
Hyde Park, NY, fondata nel 18° secolo, si trova a 90 miglia a nord di New York, nella Dutchess County, lungo l’ Hudson River. Il suo principale cinema è l’Hyde Park Roosevelt e il suo liceo è il Franklin Delano Roosevelt, entrambi intitolati al più celebre nativo della cittadina; Roosevelt nacque nella proprietà di famiglia nel 1882.
La moglie di Franklin Delano Roosevelt, Eleanor, riconvertì il Val-Kill cottage, parte della proprietà dei Roosevelt (nota come Hyde Park on Hudson) ma situato lontano dall’edificio principale (costruito nel 1826 e noto come Springwood), in una fabbrica chiamata a “Val-Kill Industries”. Artisti e artigiani hanno istruito e formato maestranze locali nella creazione di manufatti. Franklin Roosevelt rimase molto colpito dall’iniziativa e sviluppò questo modello nei suoi programmi di incentivo federale alla produzione. Dopo la chiusura della fabbrica Mrs. Roosevelt si trasferì nel cottage che venne arredato con mobili che erano stati costruiti lì.
La casa di Eleanor Roosevelt al Val-Kill e a Springwood figurano entrambe nel Registro Nazionale dei Luoghi di Interesse Storico. La Roosevelt Farm Lane Trail, un sentiero di 3.6 miglia collega Val-Kill e la casa.
Il National Park Service gestisce il Roosevelt Ride, un servizio di navetta gratuito che trasporta i visitatori dall’area alla stazione e viceversa. Il tragitto effettua fermate alla Biblioteca e al Museo Franklin D. Roosevelt, a Val-Kill, a Springwood; e al rifugio in collina di Roosevelt, il Top Cottage.
Prima di iniziare le riprese di A Royal Weekend, ambientato nel 1939, il regista/produttore Roger Michell si è immerso nelle ricerche presso la Biblioteca e il Museo; altrettanto hanno fatto i protagonisti Bill Murray e Laura Linney e lo sceneggiatore Richard Nelson, oltre a effettuare sopralluoghi nei giardini e negli edifici.
Fu nel patio del Top Cottage ( che veniva chiamato “veranda” con termine italiano) e nei suoi dintorni che nel giugno del 1939 si tenne un picnic con il Re e la Regina d’Inghilterra. Il menu comprendeva insalata verde, torta di fragole e hot dog.
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